Parla ora o tacerai per sempre

L’Unità di giovedì 11 gennaio 2010 titola: “Ultime notizie”; nulla di strano nel fatto che un giornale dia le ultime notizie, la questione, come spiega nell’editoriale Concita De Gregorio, è che queste potrebbero essere proprio “quelle che preludono il silenzio”. Infatti, a causa della crisi si è pensato di tagliare i fondi destinati all’editoria, piuttosto che rimediare agli sprechi. A quanto pare gli spiccioli salveranno la situazione economica italiana,  a qualcosa si dovrà pur rinunciare in un periodo di difficoltà, e quindi per il “bene” del Paese i giornali che non ricevono soldi nè in forma di pubblicità nè di rimborsi postali saranno costretti al sienzio, alla chiusura. Ma affinchè sia chiara la situazione penso sia necessario spiegarvi cosa sta succedendo. Un comunicato da Palazzo Chigi annuncia un taglio ai contributi di circa il 20% sui fondi del 2010, i quali saranno erogati secondo un regolamanto nuovo da redigere in estate dopo gli Stati Generali dell’Editoria convocati per giugno. La conseguenza di tutto ciò sarà la chiusura di circa la metà delle novantadue testate che vivono grazie al fondo, nonchè la fine del pluralismo dell’informazione. Che tipo di democrazia si fonda sul silenzio e sull’ignoranza?

Ma purtroppo non è tutto, in questi giorni un altro colpo sembra voglia essere inferto alla democrazia, infatti programmi come Ballarò, Anno zero e In Mezz’ora, il mese prima delle elezioni dovranno astenersi dal parlare di questioni politiche. Sorge spontanea la domanda degli interessati: “In Italia siamo sempre in par condicio, allora cosa mandiamo in onda? Le pecorelle dell’intervallo anni sessanta?”. Quello di cui vi ho parlato è solo un aspetto della realtà italiana contemporanea, la situazione è deprimente, si ha la sensazione di essere bendati e costretti al silenzio, come sequestrati dall’ignoranza.La frase che meglio rappresenta il periodo storico in corso è quella della già citata direttrice dell’Unità: “Chi ha voce parli adesso, un altro decreto e sarà tardi”. Ed allora parliamo, urliamo, altrimenti non ci sarà più nè tempo nè spazio.

Libération ci ha definito un “Paese in via di imbarbarimento”. E’ questo che vogliamo?

One thought on “Parla ora o tacerai per sempre

  1. Certo non è la massima autorità in “giornalismo” televisivo nè il migliore programma di “cultura e approfondimento d’informazione” ma qualcuno ha visto in qusti giorni Striscia la Notizia? niente più interviste ad autorità [politici, sindaci, ecc.] . . .

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.