“Pretofili” davanti alla sindone assolvono l’aborto

Prete pedofilo assolve chi ha abortito

Spaccato del confessionale moderno

E’ notizia del 10 Aprile che durante i 43 giorni dell’ostensione della sindone chi confessa l’aborto ad un vescovo o ad un suo delegato verrà assolto dal peccato e quindi otterrà la rimessa della scomunica. A Torino in particolare questo potere sarà esteso a tutti i sacerdoti di tutte le chiese.

E’ quindi ufficiale che nel pacchetto “visita alla sacra sindone” sia inclusa la “rimessa della scomunica”… con l’aria di crisi economica che tira non c’è dubbio che i saldi favoriscano i consumi, e che in periodo di crisi religiosa, grazie anche ai sempre più numerosi preti pedofili (da qui pretofili) che vengono colti in flagrante o rei confessi, si cerchi il rilancio dell’economia, pardon, della religione attraverso dei pacchetti promozionali.

Stiamo tornando al periodo della vendita delle indulgenze. Mi prenoto per un pezzo di paradiso.

7 thoughts on ““Pretofili” davanti alla sindone assolvono l’aborto

  1. ipocriti corrotti bastardi… se fossi cattolico ( e grazie a Dio non lo sono) troverei questa cosa veramente offensiva, come le indulgenze del medioevo…la mercificazione dello spirito…perchè non fanno anche che so, l’eucarestia via sms in abbonamento?

  2. io manco sapevo che c’era la scomunica… ma i partner delle donne che abortiscono sono pure scomunicati? ma se una donna si confessa dicendo si essersi pentita fuori dal periodo degli sconti non viene perdonata?

    • da wikipedia alla voce scomunica:

      È scomunicato automaticamente:

      1. chi ricorre all’aborto ottenendo l’effetto voluto e chi procura tale aborto (can. 1398); attualmente la remissione di questa scomunica è stata riservata al vescovo, il quale può decidere se e quali sacerdoti hanno l’autorizzazione per rimetterla;

      Quindi a chi confessa fuori dalla data ultima dell’ostensione di norma non viene rimessa la scomunica (tranne eccezioni). Al contrario di norma DEVE essere rimessa da un vescovo di qualunque città o da un qualsiasi sacerdote di una chiesa torinese durante i 43 giorni dell’ostensione.

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