QUESTA SCUOLA NON E’ “BELLA”!

di Francesca Vassallo

La scuola d’infanzia inizia anche quest’anno in un clima di agitazione familiare, per la percezione, fin dai primi giorni, della precarietà e della confusione a cui si va incontro. La pazienza e l’adattabilità, doti rare a cui si perviene nella maturità, sono richieste ai bambini fin dal primo ingresso a scuola. Ci si consola con i “preparativi”, che, per molti, iniziano già in piena estate, ma nelle prime settimane di settembre il nervosismo è incontenibile.

Ci pensa al solito la società del consumismo e del benessere a distrarre bambini e genitori dalle enormi carenze scolastiche e dal senso di incertezza con cui viene vissuto l’inizio della scuola. Lo zaino nuovo di zecca con i personaggi della pubblicità, quaderni e libri coloratissimi comprati in un negozio sovraffollato, tra lamentele per il costo eccessivo dei corredi scolastici e per le maestre che mancano, sono l’unica attrazione per i bambini ignari del loro diritto ad un scuola decente.

E’ questo il clima in cui il bambino comincia il suo nuovo anno scolastico tanto atteso e decantato, quello che lo farà diventare sempre più grande e istruito…

Per favore non facciamo credere ai nostri bambini che questa scuola è bella, perché bella non è! Se è bello ciò che, fin dal primo ingresso nell’edificio scolastico, ti procura malessere, non potremo mai più sperare che i nostri figli sappiano distinguere il bello dal brutto, il giusto dall’ingiusto, perché nei bambini, a differenza di molti adulti ”adattati” o rassegnati, c’è ancora una chiara percezione che i valori etici si fondano anche su quelli estetici. ”Andare a scuola per me è avere un macigno legato al collo tutta la mattina e non potermene liberare” , mi diceva qualche giorno fa un bambino di 9 anni.

Accogliamo con onestà i segnali di disagio di molti bambini di fronte ad un sistema scolastico che fa acqua da tutte le parti, non inganniamoli facendo loro credere che questo è il modello di scuola e che sono loro a non avere alcuna voglia di studiare. Come si può vivere con entusiasmo e convinzione l’esperienza scolastica se non viene rispettato il senso del bello che passa dal contesto in cui il bambino si inserisce? L’esistenza di un ambiente scolastico rassicurante e gradevole è il presupposto per stimolare e favorire nel bambino il processo di apprendimento.

E non è certo la scuola privata la garante di una scuola “bella”; non è l’apparente pulizia e ordine a rispondere a quel bisogno più profondo di armonia e di benessere, che si può ritrovare anche in una modesta scuola pubblica di periferia.

Nel continuare a lottare per una scuola pubblica migliore cerchiamo per lo meno di non privare i nostri figli di un giudizio autentico sulle cose, soprattutto quando queste tradiscono i valori che dovrebbero tutelare.

Riconoscendo che il malessere che provano di fronte alla scuola ha una precisa ragione di essere, si sentiranno più forti e capaci di tollerare ciò che non funziona.

La curiosità e il desiderio di apprendimento che ogni bambino porta in sé non possono essere, comunque, rinchiusi ed esauriti in nessuna struttura e se oggi la scuola tradisce le aspettative dei bambini, siamo tutti chiamati, con maggior senso di responsabilità, a tenere vivo nelle nuove generazioni il “fascino” della conoscenza.

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