5 Cose che un veneto dovrebbe imparare da un siculo (secondo il mio modestissimo parere)

ATTENZIONE: Questo post non vuole essere fonte di offesa né denigrazione; non vuole generalizzare incondizionatamente; non pretende di essere letto seriamente!

1) Sentimento di amore/odio nei confronti della propria terra natia.

Noi siculi nutriamo verso la nostra terra un sentimento di amore/odio che va al di là della nostra comprensione. Una terra ricca di bellezze, di cultura, di vita ma che offre ben poco al siciliano medio che non sia figlio di imprenditore/politico/dottore/mafioso. Terre bellissime ma possibilità limitate. Il più delle volte, per scelta, tale condizione porta ad abbandonare questo suolo e “cercare fortuna” altrove.
Un veneto non possiede questo fortissimo sentimento di amore/odio (come quello siciliano). Che motivo avrebbero di odiare una patria che li protegge? Essa è come una madre possessiva che non li lascia andare e li rinchiude al sicuro in una torre isolata.

2) Accettare (sul serio dico) lo straniero

Ovviamente non è un’accusa di razzismo, si tratta piuttosto di una intrinseca xenofobia. La differenza risiede nel fatto che noi siculi siamo più inclini all’accoglienza, come dimostra la nostra storia. Fin dai tempi antichi, la Sicilia è stata terra d’incontro tra differenti culture; cristiani, pagani, greci, musulmani hanno convissuto sotto lo stesso cielo. Questo è sempre stato per noi una fonte di arricchimento: il diverso, lo straniero, ci arricchisce. Quando in Veneto giungeva lo straniero era per la maggior parte dei casi un barbaro venuto a saccheggiare e depredare. Per essi, lo straniero è una minaccia.

3) Un po’ di “fancazzismo” non guasta

Risulta ammirevole il loro “senso del dovere”, così com’è sconveniente il nostro eccessivo menefreghismo. Ovviamente in media stat virtus! Per cui, diamine, non casca il mondo se per un giorno, caro collega, ti prendi un permesso! Una tantum non fa niente. Cosa avrai perso? Solo 10 euro sulla tua busta paga! Però avrai guadagnato in salute. Vattene al lago, stattene a casa, scopri il piacere, per una volta, di marinare il lavoro e assapora la filosofia del “futtitinni”!

4) Le bestemmie non risolvono le situazioni

Più volte sono stata sul punto di vedere dei miei conoscenti perforarsi un’ulcera anche solo per non aver ricevuto i 5 cent. di resto della macchinetta del caffè e tirare di quelle bestemmie che un toscano e/o pugliese sarebbero rimasti sbigottiti! Non nominare il nome di Dio invano a meno che tu non sia veneto, in quel caso scatenati! Ma volete mettere la fantasia di un palermitano di inventarsi gli insulti più coloriti e fantasiosi su eventuali parenti di sesso femminile al posto di una bestemmia?

5) Abbassare la cresta e ingoiare l’orgoglio

In questi quattro mesi di convivenza in terra veronese mi sono sentita chiamare in tanti modi, tutti indicanti le mie origini. Giargiana, terrona e terroncella, anche se detti in maniera affettuosa, fanno comunque male. Perché l’accezione originale del termine è sempre negativa.  Categorizzare qualcuno in base alla provenienza non rende onore a nessuno! Ma nonostante questo, non ho mai mosso un muscolo, mi sono sorbita battutine e nomignoli vari. Al contrario, provate ad offendere anche solo per scherzo un veneto. Provate a sbattergli in faccia le sue caratteristiche socio-emotive. Non se ne terrebbe una!

6 thoughts on “5 Cose che un veneto dovrebbe imparare da un siculo (secondo il mio modestissimo parere)

  1. Quanta diplomazia… io avrei condensato tutto in un “che si fottano”

    La loro superiorità economica è decisamente contingente quella culturale o morale inesistente ( altrimenti non voterebbero Lega per esempio)

    Quindi non gradisco che mi chiamino terrone o in qualunque altro modo e trovo insopportabile questa specie di aura di superiorità che hanno, riepilogando tutto in due parole: “che si fottano”

  2. Diciamo che a parte che per il primo punto, gli altri sono cose che non impareranno mai, proprio perché sono i motivi per cui schifano noi terroni.
    Il caro amico veneto-medio in Sicilia non ci scenderebbe nemmeno per andare in un villaggio turistico Valtur e nemmeno se fosse gratis. Quelli un po’ più aperti ci vengono e al secondo bicchiere di vino sputtanano tutti i pregiudizi che avevano cominciando con frasi come “eppure la mafia non si vede”, ” un po’ sporca la città però è vero che siete accoglienti e calorosi”, e frasi che mostrano quanto siano zeppi di stereotipi i loro pregiudizi (e questi sono appunto quelli più aperti mentalmente).

  3. Cara Cristina. Stavo discutendo con un’amica siciliana e cercavo la differenza tra siculo e siciliano. Non l’ho trovata,(magari tu la conosci?) ma mi sono imbattuto nel tuo articolo e caso vuole che io sia veronese! Abbiamo letto il tuo post e ovviamente ci siamo crepati di amichevoli mazzate!!
    Ti lascio la mia opinione, nel caso interessi, e sorvolando sul fatto che i tuoi commentatori non depongono molto a favore della tua tesi..
    Facendo pura speculazione dialettica ti dico che ogni punto potrebbe essere rovesciato.
    1. Se non ci fosse amore per la propria terra, la Lega non esisterebbe. Solo chi ha un senso di appartenenza forte può essere “razzista”. Quindi delle due l’una.
    2. Utilizzando il termine “xenofobia intrinseca” non solo sei ridondante perché la xenofobia non può essere altrimenti, ma oltretutto ponendoti al di fuori del gruppo che contesti, fai l’operazione razzista per definizione imputando ad altri, per nascita, una caratteristiche che disprezzi.
    3. La filosofia del “prendi la vita alla leggera” è meravigliosa, ma è l’esatto opposto del futtittinni. Chi prende la vita alla leggera non ha bisogno di marinare il lavoro, in quanto non dandogli troppa importanza, non sente il bisogno di “liberarsene”.
    4. Ti assicuro che ho sentito delle bestemmie con un grado di creatività eccellente. Poi per esempio, io non uso molto. Ad ogni modo, sei sicura che denigrare una parte femminile sia preferibile a denigrare un’unità astratta come dio?
    5. Se tu, con ogni ragione, resti male per un “terruncella” detto in modo scherzoso, non si capisce per quale ragione un veneto, a parità di condizioni, dovrebbe reagire diversamente. O no?

    Ho finita la parte sofista!ora il mio pensiero..
    Al Nord c’è moltissimo da migliorare in termini di chiusura, tolleranza e soprattutto cultura. Io per primo detesto molte cose di questa insulsa fasulla padania e a Vr non ci vivo da anni. Ma da ‘sti discorsi non s’esce vivi. Già il suddividersi in NOI/VOI è sciocco, figuriamoci parlare delle reciproche debolezze! Sai cosa ti consiglio? Trovati degli amici veronesi simpatici, goderti quello che di buono c’è senza pensare sempre a quanto sono più buone “giù da voi”, le verdure, il pesce la carne, il mare, il sole, l’acqua ecc ecc..

    cheers.

    • A parte che trovare “amici” veronesi “simpatici” è un’impresa! Io ne ho qualcuno, ma perché l’ho conosciuto tramite altre vie. Prova ad andare a baretti per Palermo: sei solo e ti ritrovi in cento! Qui ci ho provato, ma la gente se la tira dibbrutto (anzi, “a buso”).

      Per quanto riguarda i miei punti…

      1. Io parlavo di sentimento di amore e odio assieme. Non solo amore o solo odio.

      2. xenofobia vuol dire “paura del diverso”. Mi accusi di essere xenofoba nei vostri confronti? Stavo solo esponendo un fattore culturale…

      3. io non ho mai scritto “prendi la vita alla leggera”. La mia era un’ode alla pausa. Una delle mie frasi preferite è “futtitinni e pensa a’ saluti”. Ma se sei veronese, non puoi capirla! ahaha

      4. Per voi “dio can” è come per noi “minchia”. Sinceramente preferisco la seconda. Ovvio che nessuna delle due rende grazie all’intelletto umano…

      5. Ci resto male, ma sto zitta. Perché in fondo, è vero, sono terrona. I veronesi che conosco io invece, se provi a stuzzicarli, non se ne tengono nessuna. Dovrebbero abbassare la cresta e ingoiare l’orgoglio.

      Detto questo: SIA BEN CHIARO CHE IO NON HO ESPOSTO NESSUNA TESI. Erano solo mie modestissime opinioni (c’è tanto di premessa!) Se avessi dovuto esporre una qualsivoglia tesi avrei dovuto elencare argomenti a mio favore, e quella sarebbe stata una cosa sciocca perché, ripeto, erano solo piccole riflessioni scaturite da una convivenza in terra veronese. Tutto qua. Santi numi, non volevo che la gente percepisse sto elenco (con qualche venatura ironica) come una tesi! Prossimamente farò anche “5 cose che un siculo dovrebbe imparare da un veneto”, così la finiamo di dire che porto avanti fantomatiche tesi! E sono sicura che i commenti dei miei amici siciliani sarebbero diversi da questo tuo commento!

      Il fatto di dividere NOI/VOI è inevitabile: siamo diversi! Ora qualcuno traviserà la mia affermazione, ne sono certa, ma così è come la penso io! Io credo che un “FREE HUGS DAY” a verona sarebbe inutile, ad esempio! Pensiamo e ragioniamo in maniera differente. E con ciò non sto dicendo che noi siamo migliori e voi delle merde, sto solo dicendo che ci sono differenze! (Lo sottolineo, perché non vorrei mi si accusi di qualcosa…)

      Infine: il termine “siculo” proviene dalla popolazione (i “siculi”) che si insediò nella sicilia orientale chissà in quale secolo avanti Cristo. Da non confondere coi “sicani” che invece occupavano la sicilia occidentale. (Invece nella mia città, che è l’estrema punta occidentale, si insediarono gli “elimi”). Il motivo del perché si utilizzi il termine “siculo” per indicare un siciliano non lo so. Comunque “siculo” e “siciliano” sono sinonimi.

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