L’importanza di scrivere un diario

Immagina un mondo in cui tutte le informazioni scorrono su una pagina bianca, incessantemente, senza fermarsi mai. Immagina un mondo in cui ogni singola idea degna di attenzione viene istantaneamente condivisa e dimenticata dopo pochi secondi. Immagina di non avere una risposta alla domanda “perché ridevamo tanto, quella volta in cui…?”. Immagina di non avere memoria del motivo per cui eri imbronciata nella foto che per caso compare di lato, nella sezione “foto ricordo” di Facebook. Sarebbe meglio chiamarla “foto-non-mi-ricordo”.

C’è stato un tempo in cui eri felice, e lo sai perché lo hai scritto sulla tua agendina nera, sul tuo diario col lucchetto, sul quaderno con la copertina lucida. C’è stato un tempo in cui eri felice e anche uno in cui eri infelice. Te lo dicono quelle pagine. Il tempo dell’amore appena nato, del litigio con l’amica del cuore, delle battute senza sosta col compagno di studi. Tutto questo non è andato perso, perché si è fermato su quelle pagine, scritte velocemente, o con calma, su supporti stabili, o poggiandoti sulla schiena di qualcuno. Non andrà mai perso, anche se già a distanza di pochi anni, a volte fai fatica a capire perché ridevate per una parola in particolare. Certe cose, nonostante tutto, le hai perse. Ma torniamo a quel mondo ipotetico in cui panta rei, e niente si ferma abbastanza da avere valore. È il nostro mondo, se tu non lo avessi capito. E si sta sciogliendo come una scultura di ghiaccio al sole, dentro il social network di turno.

Il bello dei blog è che hanno un archivio. Funzionano come dei diari elettronici: se proprio vuoi farti del male, puoi cliccare sul mese e sull’anno di cui non ricordi molto, e vedere cosa salta fuori. Ti può capitare una bella pagina piena di felicità, speranza, aspettativa. Tensione. Puoi provare nostalgia per quei giorni che, adesso, ti sembrano pieni di vita. Ti può capitare una pagina di struggimenti per qualcosa che allora sembrava un problema, e magari lo era, e che oggi è totalmente fuori tempo. Ti scapperà da ridere, magari, e deriderai la te stessa di allora. In tutti i casi, niente qualcosa della tua storia rimarrà per sempre, a meno che il server non vada a fuoco, o la libreria di casa tua non venga divorata da ipotetiche tarme mangiatrici di carta.

Ecco perché è essenziale, secondo me, non perdere questa bella abitudine di fissare i momenti. Da un lato sempre pronti a cliccare su “scatta” col nostro cellulare super figo capace rubare l’ennesimo momento irripetibile all’oblio. Dall’altro con carta e penna, o con una tastiera, inclini ad aver cura della nostra storia quotidiana, al ricordo dei nostri giorni, dei nostri pensieri, delle nostre idee migliori. Ecco perché è fondamentale insegnare ai bambini e agli adolescenti a scrivere le proprie memorie. La scrittura aiuta l’elaborazione delle emozioni, e, in un certo senso, la caratterizzazione della personalità. E, cosa importantissima, costruisce la nostra storia.

Avete ancora voglia di digitare quello che vi è successo oggi su Facebook?

6 thoughts on “L’importanza di scrivere un diario

  1. Bellissimo post, Manuela. Lo condivido pienamente. Non bisogna perdere l’abitudine a scrivere, perché è terapeutico e rende più chiari i pensieri. La scrittura è sempre catartica e ti permette di cristallizzare emozioni che altrimenti andrebbero persi.
    Certo un blog è pubblico, il bello di un diario cartaceo è che è personale e lì puoi essere veramente sincero.

  2. Beh, su facebook puoi esportare il dump di tutta la bacheca… ma non è la stesa cosa di un blog dove scrivi quanto vuoi… che a sua volta non è la stessa cosa di un diario dove scrivi per te…
    io personalmente però non faccio nessuna delle tre cose, su facebook cerco di non essere troppo biografico, sui due blog non lo sono proprio e un diario non l’ho mai avuto

    • che tristezza… il ladro ha rubato qualcosa che per lui non ha valore e che per te non ha prezzo… altro che server che brucia…

  3. Il bello del web è che puoi condividere… puoi anche aprire un blog sotto falso nome, e sentirti libero di scrivere (quasi) tutto e confessare a chissà quante persone le cose più intime… ma quanto durerà? Conoscerai qualcuno dal tuo blog, dapprima sarete amici o amanti virtuali, poi? Oppure sentirai il bisogno irrefrenabile di dire al tuo migliore amico del tuo blog… ma nel tempo potresti dirlo a qualche amico un po’ meno amico e poi “il diario segreto di…” sarebbe nella bocca di tutti i tuoi più o meno amici che a passaparola scopriranno andando indietro nel calendario tutte le magagne che nascondi (mi è capitato di essere il più o meno amico).
    Certo erano belli i tempi in cui spiavo mia sorella dalla finestra per vedere dove nascondesse la chiave, o quando imparai che bastava una forcina per aprire lo pseudolucchetto del diario… non c’era scritto nulla di interessante, ma quel lucchetto andava violato…

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