L’inclito professor Reichmond

di Gino Tumminia

aglio«Allora è tutto pronto?».
«Sì, lupacchiotto! Anche se…».
«Mary Pompins, quante volte devo dirti che, bocchini a parte, certe confidenze puoi permettertele soltanto con le cosce aperte: io sono sempre il tuo primario, e tu una puttanella fresca di laurea!».
«Stronzo!».
«Per questo ti fai sbattere, altrimenti… Comunque, non divagare! Hai fatto tutto quello che ti ho chiesto?».
«Sì, però non capisco il perché…».
«Ne ero certo! Questi giovinastri hanno pontificato già abbastanza: amore libero, varcare le porte della percezione… Ma adesso basta. Basta! Oggi comincia l’Apocalisse…».
«Che vuoi dire?».
«Conosci il virus dell’HIV?».
«Ovvio! Si tratta del più innocuo tra…».
«Ebbene, io lo trasformerò nell’Untore della Nemesi Finale».
«Come?».
«Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un caso clinico interessante: un culosfondato, che beve solo sborra alla spina, ha il corpo devastato da infezioni cutanee e tumori… e per puro caso ha anche l’HIV… mi pare evidente che non c’è alcuna relazione tra il virus e il corpo devastato del prendinculo, io invece diffonderò la notizia del contrario. In questo modo io, Herolf Reichmond, sarò il prossimo premio Nobel per la medicina… e farò strage di inferiori al contempo: froci, puttane e tossici moriranno pisciando sangue tra sofferenze indicibili!».
«Sei un genio! Ma in che modo hai intenzione di farlo?».
«Complimenti, non mi hai tediato con l’umanitarismo ottuso dei falsi compassionevoli! E allora meriti la risposta: ora tutta la feccia dell’umanità, sapendo che la propria marcia immoralità può condurla all’inesorabile e micidiale contagio, farà le analisi per scongiurare il pericolo d’avere contratto il virus… e così scatterà la fase del mio piano che adoro: inventerò di saper curare, attraverso un’esiziale combinazione di farmaci che distruggerà il sistema immunitario, i presunti malati d’A.I.D.S. (Acquired Immune Deficiency Syndrome) malati di nulla. Poi, con la psicosi della lunghissima incubazione (un vero e proprio patibolo incombente che toglierà loro ogni pensiero, lasciandoli in preda allo sgomento, all’ossessione, al terrore…) li terrò in pugno… e li schiaccerò come insetti!».
«Non credi che sia meglio non far associare il tuo nome all’isolamento del virus? Metti che qualcuno, magari senza volerlo, riesca a scoprire che non c’è alcuna relazione tra…».
«Bravissima! Perfino io non avevo pensato… Sei magnifica… una magnus fica!».

Gino Tumminia, il giorno dopo la pubblicazione del racconto, fu trovato senza vita a causa di una reazione allergica dovuta all’immane quantitativo d’aglio ingerito.
P.S. Gino Tumminia ha sempre detestato l’aglio…

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