Nebbia

Avvolta sulla pelle d’improvviso,
una mattina cieca, muta e nuda,
di grigi bagliori accecanti,
di mari stinti senza onde.

Non vedo la via, non vedo futuro,
vago senza meta, forse in tondo.
Il cuore è un tamburo,
ma nessuno lo sente.

Un nero passante sta fermo,
pochi passi ed è albero.
Gli rubo un incerto abbraccio,
rami d’inverno che vedo a stento.

Sento poi tra i piedi scalzi
una dolce salita che non fatica,
è lì che devo e voglio andare,
che la nebbia si dirada e fa posto al sole.

 

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