L’erede

Non riesco a dormire. Sento le lenzuola fredde, e temo di avere i piedi ricoperti di ghiaccio.
La sveglio.

– Amore, sei sveglia?
Si lamenta, il letto sussulta, si gira di fianco.
– Uh… una cosa veloce però, dai, che domani si lavora.
– Ma no amore, cos’hai capito, volevo parlare…
– Parlare? Parlare? Alle quattro di notte? Che fai ancora sveglio a quest’ora?

Beh. Se volete saperlo, quella notte mi sono rincoglionito, nuovamente, su Facebook. Ho lasciato il cellulare sul comodino e, non l’avessi mai fatto, ho iniziato a commentare qualcosa che riguardava quel brutto fattaccio di cronaca. Ho poi seguito i link sulle testate giornalistiche; infine, mi sono messo a litigare con gente ignorante di cui non vi sto nemmeno a parlare. Per protesta ho twittato qualcosa che li riguardava e per sbollire la rabbia ho letto qualche link scemo. Infine, ho letto un articolo sull’aura blu della morte. Forse questo potevo evitarmelo.

– Non riesco a dormire.
– Insonnia? Prova a leggere: hai un comodino che sembra la biblioteca nazionale… l’hai finito Il Giovane Holden?
– Ancora no. Però dai, non è di questo che voglio parlare.

Mia moglie sbuffa, lo fa in modo strano, specie quando è veramente stanca. È come alzare il coperchio a una pentola: sbuffi di vapori accompagnati da vocali o vaffanculo.

– Ah… e VA-BENE, parliamo.
– Ma no, amore dai, mi sembra una cosa scema.
– Adesso mi dici di cosa si tratta.
– Ecco, ho letto un articolo che parlava della morte; tra gli articoli che potevano interessarmi ce n’era uno in cui si parlava del contatto erede di Facebook. Sì, insomma, puoi decidere di lasciare il tuo profilo a qualcuno che conosci o di cui ti fidi ciecamente. Il profilo del defunto diventa commemorativo e l’erede può, in qualsiasi momento, ripubblicare post o foto per ricordarti.

Mi squadra, roteando gli occhi.
– Wow, che bellezza… Mi sembra una cosa importante… alle quattro di notte poi… buonano…
– Sì, infatti… però sai, è difficile scegliere. Avevo pensato a te, ma giustamente Facebook mi ha fatto notare che potevo parlartene di presenza.
– …E quindi sarò io a gestire tutte le tue perle di questi anni?
– Beh sì, avevo pensato a te in un primo momento, ma poi mi sono detto: metti che capita di andarcene insieme, che so… un incidente aereo, automobilistico, un deragliamento…
– Che discorsi…
– No, no, è importante! Un domani tutto si perderebbe come lacrime nella pioggia e, vista la citazione a tema, nessuno potrebbe replicare ai R.I.P. sui commenti.
– Non so come… ma che ti passa per la testa?

Ci avevo pensato davvero. Ed avevo veramente vagliato tante persone: ho escluso i parenti più prossimi pensando che la cosa potesse turbarli, per cui sono passato agli amici, ma poi mi sono detto che gli amici veri si contano sulle dita di una mano e quindi era troppo rischioso affidare a loro i miei ricordi, la mia anima, le mie perle.

– Questa cosa mi turba peggio di un testamento biologico. Pensavo agli amici di Abattoir… oppure meglio, eliminare l’account più che affidarlo a qualcuno; potrei farlo con riserva, potrei rendere scaricabile l’account o qualcosa del genere, oppure…

– Tu sei fuori come un balcone. Buonanotte.

Forse avevo davvero esagerato, mi ripromisi di lasciare il cellulare in carica in cucina e comunque il più lontano possibile dal letto. Dovremmo farlo tutti. Non è salutare, per niente.
Fanculo le notifiche, il display che illumina la stanza in piena notte, la scritta HUAWEI che mi richiama, al mattino, i pontili e la sigla di Dawson’s Creek.
Meglio i libri: prendono polvere ma sono innocui, allergia a parte.
Mi metto a leggere, sento la carta porosa tra le mani, l’indice che tocca i bordi. È un libro usato, consunto e ingiallito, ma ne vale la pena, anche se comincia a gocciolarmi il naso.

– Amore?
– COSA?

– Mi sapresti dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sai, per caso? Voglio dire, vanno a pren­derle con un camion o vattelappesca e le portano via, oppure volano via da sole, verso sud o vattelappesca?

5 thoughts on “L’erede

  1. Già! Tutti noi abbiamo un parente o un amico morto il cui profilo è ancora aperto e la cosa più impressionante è quando Facebook mi propone il profilo tra le persone che potrei conoscere… eh già, profili persi non ereditati, non chiusi che rimarranno vagabondi sul web, orfani di un proprietario che ormai è un lurker sì, ma non sui social, da lassù ci vede tutti!

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