#Bimbi – Diari di infanzie

Diario di Francesca

Caro diario, oggi mia sorella e suo marito mi hanno portato al centro commerciale, perché il maestro dice che dobbiamo avere tutti la tuta per fare ginnastica, altrimenti ci bocciano. Ma che ginnastica e ginnastica! Io voglio giocare a calcio con le mie compagne ma i miei compagni non ci vogliono, e quindi ci fanno stare di lato a correre e fare pallavolo e il campo se lo prendono sempre loro!
Comunque siamo andati in un negozio di cose sportive, io volevo andare da un negozio famoso, Decatorn forse, non mi ricordo. La commessa ci ha preso tutti i nuovi modelli di tuta da ginnastica per farmeli provare. A mia sorella piaceva quella rosa, dice che sembravo una dei Paver Renger, ma non so chi è. Ma io quella rosa non me la sono comprata. Quella blu è più bella. A mia sorella non piaceva, dice che per le bambine ci vogliono colori più vivaci e femminili. Ma se mi metto una tuta rosa, quando gioco a calcio di nascosto me la sporco subito!

Diario di Enrico
Caro diario, non ce la faccio più. Tutti i giorni i maestri ci danno un sacco di compiti perché dicono che questo è l’ultimo anno di “pacchia” e dobbiamo abituarci a studiare come si studia alle scuole medie. Però io non lo so, se è il nostro anno di “pacchia” perché ci fanno studiare tanto? Il mio compagno Salim piange ogni giorno, dice che rimane in quinta per sempre, perché la maestra di italiano gli mette sempre brutti voti. E questo è vero, perché Salim non parla bene l’italiano come io. Però ci fa sempre ridere, ogni volta che sbaglia. Quando dice la lezione sbaglia sempre qualche parola, e io e i miei compagni ci facciamo delle belle risate. Una volta Carlo ha riso così tanto che se l’è fatta addosso. E ci siamo messi a ridere forte tutti, non per Salim ma per Carlo. Mamma mia che figura! Ha dovuto chiamare suo padre per farsi venire a prendere! Per questo lo chiamiamo Carlo pisciolino! A lui non piace, ovviamente, infatti non ride più, nemmeno quando Salim sbaglia le parole. Io spero di non farmela mai addosso, e cerco sempre di non sbagliare le parole, perché non voglio immaginare di mettermi a piangere mentre gli altri ridono. Per questo quando la maestra di matematica mi chiama alla lavagna faccio sempre finta di avere il mal di pancia. Se tutti scoprono che non so fare le divisioni iniziano a chiamarmi “asino”, ahahah come Luisa, che sbaglia sempre la tabellina del 7!

Diario di Sara
Caro diario, ieri è entrata la Preside e ci ha detto che la gita di quest’anno la possiamo fare a ParkoLand! Che emozione ho provato! Tutte le mie compagne erano eccitatissime. Un giorno intero fuori casa, sulle giostre, a fare shopping nei negozi. Per la ricreazione ci siamo messe a saltare e gridare. Troppo felici! Io facevo finta di essere felice e saltavo con loro, però non ero felice. Come glielo dico che non ci posso andare? Mi vergogno. La mamma non mi darà mai i soldi per andarci, quando glieli chiedo mi dice sempre che non ne ha. Devo fare finta con le mie compagne. Posso dire a mia madre di avere la febbre. Però il foglio firmato si deve portare entro sabato. Come faccio? Se non porto il foglio firmato, loro capiscono che non posso andarci perché non abbiamo soldi. E la mamma non me lo firma, ne sono sicura, perché non mi ci può mandare. Ho paura a dirle se può domandare i soldi alla zia, come fa sempre, perché potrebbe arrabbiarsi e guardarmi male. Cosa faccio? Posso dire di avere paura delle giostre. Spero che non insistono e dicono “non ci andiamo sulle giostre, andiamo solo nei negozi”. Peggio ancora! Non gli posso dire che non posso comprare niente! Posso dire che abbiamo un matrimonio, ecco. E mia madre vuole che vado al matrimonio. E il giorno della gita posso fare finta di avere mal di pancia, così resto a casa. Speriamo che la maestra non glielo dice. Come vorrei avere più soldi…

Diario di Giuseppe
Caro diario, è da una settimana che Santina non viene a scuola, la maestra dice che forse è malata, ma mia mamma invece è convinta di no ma non me lo dice perché! Io avevo detto che volevo che diventava la mia fidanzata e lei mi aveva detto che ci voleva pensare, ma io lo so che anche lei vuole essere la mia fidanzata! Anche se è dal giorno dopo che non viene più e ho paura che suo padre l’ha scoperto e non la fa venire più per colpa mia. Io non l’ho mai visto suo padre, ma dev’essere cattivo perché lei ha paura di lui. Dicono che vive all’estero, ma non ne parlano mai. Se mio padre era all’estero però io ci andavo a trovarlo, invece Santina non ci può andare. Forse perché sua mamma non vuole. A me non mi interessa se i suoi genitori sono cattivi, lei è buona. La mamma però non ci deve credere molto, ieri ho chiesto se potevo telefonare a casa sua e mamma mi ha sgridato che non dovevo telefonare a nessuno che è meglio “lasciar perdere e non immischiarsi nelle cose degli altri”. Ma che figura ci faccio se dico che deve essere la mia fidanzata e poi neanche la chiamo a casa? Io ho paura che è colpa mia. Oggi è venuto un poliziotto a scuola a parlare con la maestra e col preside e la maestra mi ha guardato. Quando è tornata in classe ha detto che la famiglia di Santina si è trasferita in città. E io sono triste e ho paura.
Caro diario, sono tornato da scuola, oggi Santina è venuta a salutarmi e mi ha dato una lettera, io non ho capito ma lei se n’è andata. Ecco la lettera: “Caro Giuseppe, hanno trovato mio padre, lo portano a Palermo e la mamma e io ci andiamo pure per vederlo più spesso. Io volevo essere la tua fidanzata ma la mamma dice che è meglio che ce ne andiamo. Quando sono grande vengo a cercarti”. Boh, forse è meglio fare come dice la mamma, e non immischiarsi nelle cose loro.

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