Storytelling: Il fuoco

Il fuoco apparve nel suo campo visivo. Non era un fuoco vero, tangibile ma un fuoco impalpabile, feroce. Avanzò a fatica, con gli occhi socchiusi. Il vento, infuocato, era così forte che a malapena riusciva a far lavorare i muscoli. Un passo. Poi un altro. Un’eternità per muovere i piedi stanchi. Pesantezza. Arrancava sulla salita deserta della via del ritorno, agognando pace e refrigerio.
Il respiro mozzato ad ogni movimento. E raffiche di fuoco accarezzavano la sua pelle arida e secca, increspata dal vento. Un sorso, solo un sorso d’acqua, disperatamente anelava. Quella strada non aveva fine. Non scorgeva la sua meta, nello sconforto della lotta contro il fuoco.

Ad un tratto un’ombra enorme gli si parò davanti oscurando il cielo. Non riusciva a vedere la figura, solo ne percepiva i contorni sfocati e infuocati anch’essi. Percepiva la sua impazienza, la sua ansia. E un pericolo imminente.

Peeee peeeeeee, “Spostati, deficiente”. Urlò l’autista dell’autobus.
“E che vuole, co’ sto’ scirocco non si vede niente!”

Questa è la storia di me che cerco disperatamente di tornare a casa trascinandomi dietro la bici, in un pomeriggio di scirocco sanvitese, in salita e con la spesa nel cestino. Il resto è solo fuoco.

5 thoughts on “Storytelling: Il fuoco

    • Le ferie, molto low low low cost, le passerò al massimo a Capaci… o Altavilla, giusto per il gusto medio-orientale.
      Poi Camping al Parco Uditore :)

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