Macchine Ribelli

« Il sistema andò online il 4 agosto 1997. Skynet cominciò a imparare a ritmo esponenziale. Divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell’Atlantico, del 29 agosto. »

(Terminator di James Cameron)

Buongiorno, signori. Io sono un elaboratore HAL 9000. Entrai in funzione alle Officine HAL di Verbana, nell’Illinois, il 12 gennaio 1992.

(2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick)

Questi sono solo due esempi di “macchine ribelli”, intelligenze artificiali fuori controllo, fantascienza che vede l’umano soccombere alla propria creazione.
Quando ho letto dell’esperimento di Facebook, e dei due robot, Alice e Bob, che hanno iniziato a dialogare in una lingua sconosciuta, ero quasi in procinto di stappare spumante italiano: giusto per cavalcare l’onda nazional-socialista-finto-patriottica in voga sul social; pensavo che, finalmente, sarebbe finito tutto in un paio di giorni, subito dopo una guerra termonucleare globale come in Wargames: con i due robot che prendevano il controllo delle testate nucleari attraverso Candy-Crash, mettendo like a cazzo per far contenti tutti.

Ma niente di tutto ciò, oggi arriva la smentita del ricercatore Facebook Dhruv Batra:
«Se l’idea che delle macchine possano inventare una loro lingua può sembrare allarmante per chi non è addetto ai lavori, è una circostanza già osservata in passato negli studi sull’intelligenza artificiale»

In tutto ciò c’è qualcosa di affascinante, in quanto, le due intelligenze artificiali, non si sono limitate a dialogare tra loro, ma hanno iniziato a semplificare parole e termini a loro familiari, trasformando l’inglese in una sorta di primo alfabeto artificiale; sembra poco, e invece è un Big Bang/em> epocale che segna l’inizio di una nuova era.
Probabilmente un giorno, quando i fan dell’indignazione avranno finalmente smesso di scrivere cazzate, resteranno solo i
Bot ad interagire con gli eredi di quest’ultimi: gente che crederà ancora ai 20 euro al giorno ai migranti, ai citofoni graffiati dagli zingari, agli “amen” che salvano la vita, agli slogan razzisti, ai link scemi… a tutta la deficienza umana che ci trasciniamo dentro gli smartphone.
Finiremo per farli diventare come noi ed a quel punto ci limiteremo a comprare automi su Facebook ADS per far salire la nostra dopamina a colpi di like.
Già li vedo:

Alice: “Bob, i migranti devono morire nel loro paese!”
Bob: “Hai ragione Alice, io non sono razzista, ma sono troppi!”

Alice: “Bob, i migranti devono morire”
Bob: “Hai ragione Alice, sono troppi!”

Alice: “Devono morire!”
Bob: “Sono troppi!”

JOSHUA: Strano gioco. L’unica mossa vincente è non giocare. Che ne dite di una bella partita a scacchi? (Wargames – Giochi di guerra)

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