Vivere in un mondo senza specchi

di Antonella Tarantino

Non esiste! Non se ne parla proprio! Le mie mille facce non me le perderei per nulla al mondo. E se fossi un gatto ne vorrei sette.
Sette gatti per sette vite
per sette specchi
7
Uno si è rotto, per caso stava sopra la tavola e tu entrando incazzato ci hai buttato sopra il casco – Ecchecazzo!
Teneva l’ingrandimento, l’ho usato per anni, mi ci tiravo i peli delle sopracciglia sul mio viso stampato, ad uno a uno e tu non mi vedevi, (troppo occupato a cercarne uno uguale che mi specchiasse come volevi tu)
Ecchecazzo!

Sei gatti per sei vite per sei specchi
6
Sei bastardo egoista di uno stronzo
sei rimasto senza di me
sei solo tu
sei sei sei
Ecchecazzo!


Cinque gatti per cinque vite
per cinque specchi
5
ancora troppi per non vederci le rughe spuntate ai lati dell’occhio e sotto una borsetta, – si sposa con le scarpe fuxia che ho preso nell’outlet all’angolo, prima traversa a destra (non mi ricordo il nome della strada). Comunque il quinto specchio non l’ho trovato, se l’è portato la troia che ha lasciato le mutandine alla maniglia della porta del bagno. Lei aveva buon gusto, il pizzo nero abbraccia il rosso dei fiori stampati sulle mattonelle: Papaveri – io questo bagno lo volevo ristrutturare, se tua madre crepava e ci lasciava le penne ci pagavamo lo specchio nuovo, il gatto, e il fiorellino di un altro colore lo avrei voluto: Crisantemi.

Quattro gatti per quattro vite
per quattro specchi
4
che siamo assai non ci stanno dubbi.
Ci siamo visti, stampati, riflessi, poi non c’era tempo; non ci stava neanche la fotografia di quel momento, che tu più falsario del tempo, non hai voluto sviluppare
e ti futtisti uno specchio
una vita
e mi futtisti! Un gatto!
Ecchecazzo!

Tre gatti per tre vite per tre specchi
e fino a tre c’è posto!
Lo specchio il gatto tu
tu il gatto la vita
io e il gatto

2
Ecchecazzo!
Lo specchio ora l’ha preso il gatto che si lecca e ci guarda. Va lavati!
Un gatto una vita uno specchio.

1
Io.

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