Non è un paese per gatti volanti!

Chi ha un gatto lo sa: viaggiare con un gatto non è semplice. Non sta al guinzaglio, e vista la sua innata ricerca d’equilibrio soffre il mal d’auto e il mal di mare, ciò rende ogni spostamento stressante. Il gatto è predatore, ma anche preda, pertanto soffre la confusione e mal sopporta la reclusione. Ecco perché stare dentro una gabbietta, in aereo, al decollo, in mezzo a tanta gente è tra i peggiori traumi per la quasi totalità dei gatti.

D’altra parte però a volte diventa necessario spostarsi col proprio gatto e per lunghi viaggi l’aereo è forse il migliore dei mezzi, vista la breve durata rispetto all’utilizzo di mezzi alternativi. Nonostante le martellanti campagne antiabbandono estive però le compagnie aeree e i servizi aeroportuali non incentivano il viaggio col proprio PET (animale da compagnia). Se il PET è un gatto o peggio ancora un coniglio inoltre c’è la più totale disinformazione.
Sulla base delle mie esperienze di felice compagno di un gatto viaggiatore da ben 5 anni e con più di 20 voli effettuati vi indico le principali problematiche:

1) Poche compagnie ospitano PET. In particolare molte compagnie aeree low-cost non effettuano questo servizio, cani e gatti non possono viaggiare su Ryanair e EasyJet per esempio.

2) Il numero di PET trasportabili è basso. Su Volotea per esempio è possibile trasportare un massimo di 2 animali in cabina. Un passeggero può portare con sé un solo animale.

3) Le prenotazioni sono più complesse. Per volare col proprio animale con Alitalia non si può prenotare online, ma bisogna prenotare tramite agenzia oppure prenotare online e aggiungere tramite telefonata il servizio trasporto del proprio PET.

4) Mancanza di voli disponibili. Visto il numero esiguo di PET trasportabili a bordo, unita alla minore offerta da parte delle compagnie aeree, durante il periodo estivo o natalizio può diventare difficile trovare dei voli disponibili al trasporto animali. A me personalmente è capitato un caso di overbooking PET: due giorni prima della partenza mi è stato detto che era avvenuto un errore durante la prenotazione e risultavano 3 PET anziché i 2 ammissibili e quindi avrei dovuto rinunciare al volo.

5) Il costo è troppo alto. Il biglietto A/R di un gatto che viaggia con Volotea è di ben 80€, ciò rende spesso il biglietto del gatto più costoso del biglietto di un passeggero, con la differenza che non viene occupato nessun posto in più, quindi non si giustifica…

6) Un trasportino universalmente accettato non esiste. La gabbietta deve essere bassa, stretta, corta, rigida, ma morbida, ma deve permettere al PET di alzarsi sulle zampe e girarsi… battute a parte ogni compagnia stabilisce misure totalmente diverse, come per i bagagli a mano, ma con maggiore variabilità. Inoltre la tipologia di gabbia richiesta a volte è rigida, a volte semirigida, a volte morbida. Mi è capitato che all’andata il regolamento indicava come gabbia idonea quella rigida per poi cambiare al ritorno (dopo circa un mese) indicando la gabbia semirigida come gabbia accettata. Alcune compagnie controllano la gabbia e pretendono quella semirigida (che probabilmente per un gatto è inadatta in quanto meno “stabile”), altre non danno indicazioni, altre ancora sono più tolleranti o non controllano.

7) I controlli sono casuali e disinformati. Innanzitutto vi capiterà di leggere che gatti e cani sono equiparati: entrambi devono essere in possesso di microchip, vaccini e tessera sanitaria. Ma in Italia (e quindi per i voli nazionali) i gatti, a differenza dei cani, non hanno alcun obbligo di vaccino, né obbligo di microchip. Le compagnie aeree sono al di sopra dello stato italiano? È impossibile sapere prima del volo quali regole verranno fatte rispettare e quali no. Nessuna compagnia aerea per esempio ha mai controllato il microchip del mio gatto (che non esiste!), credo che non abbiano nemmeno il lettore di microchip. La tessera sanitaria del gatto non ha alcuna indicazione di microchip, c’è il nome del gatto, e la tipologia (per il mio gatto “europeo tigrato grigio”). Insomma si può trasportare un gatto con la tessera di un altro gatto! La tessera sanitaria d’altra parte non è nemmeno un documento ufficiale, è una tessera stampata in tipografia, spesso fornita al veterinario da uno sponsor (come ad esempio un rivenditore di mangimi) in cui sono apposte le eventuali (e facoltative) etichette dei vaccini fatti. Potrebbe capitare, come mi è successo, che il responsabile di terra della compagnia aerea vi dica che sono necessari i vaccini obbligatori annuali del gatto per poter partire, e dopo averci litigato per mezz’ora chiedendogli quali sono i vaccini obbligatori dei gatti (che non esistono) e chiesto di mettere per iscritto questa corbelleria assumendosene la responsabilità, finalmente faccia “un’eccezione” (paura?). Il mio consiglio per evitare problemi e sorprese è quello di fare vaccinare annualmente il proprio gatto o in alternativa far fare una visita veterinaria al proprio gatto in modo da produrre un certificato che attesta che è in buona salute.

8) I controlli al metal detector sono inadatti. Bisogna controllare giustamente la gabbietta ai raggi X. Il gatto però è all’interno della gabbietta. Vi si propongono 2 soluzioni: far passare la gabbietta col gatto dentro al controllo ai raggi X (radiazioni?), oppure tirare fuori il gatto dalla gabbietta, far controllare la gabbietta e poi rimettere il gatto dentro. Tenere un gatto spaventato (e sporco, il mio si caga addosso letteralmente) in braccio con la confusione che c’è in un aeroporto è un’impresa ardua, come minimo vi si arpionerà addosso con gli artigli, sperando che non scappi perdendosi tra le piste…

9) Il gatto e il suo padrone condividono lo stesso posto. Proprio lo stesso. Cioè il gatto occupa il posto delle gambe del padrone, che di conseguenza dovrà rubare spazio al corridoio o inventarsi uno spazio laddove non c’è. Ecco perché, visto anche il costo a volte superiore, se si potesse fare comprerei un biglietto per umani e metterei il gatto nel sedile accanto.

10) Il gatto rischia di essere “buttato fuori”. Ci sono delle regole che indicano che in caso di animali maleodoranti o molesti il comandante può decidere di non far partire il PET. Quando si avviano i motori e l’aereo decolla il mio gatto si fa addosso, servizio completo, pipì e pupù. Inoltre miagola insistentemente… ci sarebbero tutti i presupposti per essere buttato fuori, ma per fortuna l’aereo è già decollato! Non pretenderanno che la gabbietta abbia un paracadute integrato!

5 thoughts on “Non è un paese per gatti volanti!

  1. Lo so bene. Infatti per portarmi a Carpi una delle mie tre gatte ho scelto il viaggio in macchina. Trasportino più grande, faldone, pillola sedativo e via. E’ stato un viaggio lungo ma lei ha dormito per quasi tutto il tempo, non ha fatto caso al cane che dimorava nel bagagliaio, si è pisciata addosso ma non l’abbiamo abbandonata al primo autogrill.

    • L’esperienza con tranquillanti non ha dato buoni risultati, anzi… Il faldone limita i danni ma purtroppo anche quello non è risolutivo…
      Però è soggettivo, se la tua gatta non ha fatto caso al cane ha funzionato!!! :)

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