Pulizie (e sgomberi) di Primavera

Nell’era del consumismo e dei prodotti Made in China a basso costo comprati con 1 click su internet è ancora più facile riempire i propri spazi vitali con cianfrusaglie e oggetti mai utilizzati che prendono polvere in cantina, o peggio ancora in casa!
Scrivo questo articolo prima di tutto per fare autocritica, dato che tendo al disordine “creativo” e all’accumulo del “non si sa mai possa servire in futuro”.

Viviamo in spazi ristretti, in città caotiche, in piccole scatole chiamate “case”. I più fortunati riescono a vedere solo in lontananza gli ampi spazi di campi, di montagne, e la vastità del mare. I meno fortunati vedono solo il palazzo di fronte, il sole giusto a mezzogiorno e il traffico per strada. In questi spazi talvolta opprimenti per la nostra mente e i nostri occhi è importante avere ordine e pulizia sul nostro ambiente quotidiano: casa, scrivania dell’ufficio, automobile, garage, cantina. Purtroppo spesso non è così, e la causa spesso è che conserviamo troppi oggetti inutili o inutilizzati (almeno per noi).

Le difficoltà mentali.

Quando compriamo un oggetto, facciamo una scelta. Se l’oggetto è costoso e la scelta rischiosa faremo un acquisto più accorto. Se l’oggetto invece è a portata di click ed è economico la nostra scelta sarà più spesso dettata dall’impulso. In ogni caso scegliamo.
La nostra mente nella maggior parte dei casi si oppone al cambiamento. Ecco è perché qualunque sia stato il processo d’acquisto la nostra scelta è da difendere. Il nostro cervello ammette con difficoltà errori e ripensamenti, raramente ci concediamo di cambiare idea, di confessare che abbiamo sbagliato. Tanto più ci è costato scegliere un oggetto e tanto più avremo una resistenza mentale nell’ammettere che non ci serve più, ciò si tradurrà nella difficoltà a disfarcene anche se non lo usiamo più da tempo.

Le giustificazioni.

“Non si sa mai!” – Hai comprato delle nuove zanzariere a rullo in sostituzione di quelle vecchie a pannello. Cosa fare delle vecchie (e ingombranti) zanzariere? In cantina! Non si sa mai che queste nuove dovessero rompersi…

“Ma ci sono affezionato” – Da giovane indossavi degli stupendi jeans a zampa, erano tornati di moda e tutti ne avevano uno. Buttarli ora che hai 40 anni sarebbe un peccato, questi jeans hanno più di vent’anni, quante ne hanno viste. Ha un valore affettivo. Ci sei affezionato!

“Poi si vedrà, intanto lo metto in cantina” – Hai traslocato, momento difficile in cui hai dovuto buttare la carta da regalo riciclata, le vecchie lampadine a incandescenza e le candeline delle torte dei precedenti 8 compleanni. Dovresti disfarti anche della vecchia cucina che ti porti dietro da ormai 3 traslochi, ma dovresti smontarla e trasportarla in discarica. È più semplice metterla in cantina così com’è per adesso. Poi si vedrà.

“Occupa poco spazio” – Le vecchie gomme da neve impilate una sull’altra occupano pochissimo spazio. In questo caso poco conta se adesso abiti in Sicilia e la temperatura non è mai sotto zero.

“Ma è un peccato, funziona ancora…” – Un vecchio PC portatile, uno dei primi netbook, ma senza batteria, qualche tasto non funziona più, il monitor presenta qualche riga, il processore è lento persino per far girare un vecchio XP e guardare un video su YouTube, avreste più capacità di memoria su una chiavetta USB che sul suo disco fisso. Il vostro amico smanettone però ci ha messo su Xubuntu e sembra quasi rinato. Nonostante ciò non lo avete mai utilizzato da allora, da un po’ di anni è a prendere polvere in cantina, però funziona! Sarebbe un peccato buttarlo!

Se queste frasi fanno parte del vostro vocabolario probabilmente rischiate (come me) di essere degli accumulatori seriali di robaccia.

Il costo dell’inutilità

Perché avere tanti oggetti inutili costa? Pensate che in economia avere un magazzino costa, sia in termini pratici (spazio, manutenzione, … ) sia in termini d’opportunità. Inoltre abbiamo bisogno di spazio, sia mentalmente che fisicamente, se non ce l’abbiamo lo cerchiamo, affittando una casa più grande o una cantina aggiuntiva. I luoghi che utilizziamo devono permetterci di viverli. Le cantine devono permettere di poter conservare e prendere gli oggetti in modo agevole. Un cassetto stracolmo ci costringe a tirar fuori la metà degli oggetti contenuti prima di poter prendere quello che cerchiamo. Avere tanti oggetti, ma non riuscire a trovarli equivale a non averli. Avere tanti “soprammobili” (leggasi oggetti fuori posto, inutilizzati e sparsi in giro) significa anche doverli spolverare, essere costretti a perdere una valanga di tempo in più per ordinarli. Se siete quel tipo di persone che “ah ma io nel mio disordine trovo tutto” pensate che nel vostro ordine trovereste quel che cercate in modo più facile e veloce. Avere ambienti più essenziali, con  i soli oggetti che utilizziamo più frequentemente ci semplifica la vita, evita la confusione mentale e ci invoglia a mantenere la casa in ordine e ancora più pulita. Quante volte non fate salire nessuno a casa per il troppo disordine? Una casa essenziale è più veloce da pulire e sistemare, anche qualora dovreste accogliere ospiti dell’ultimo minuto.

Vendere, regalare, altrimenti buttare.

Posso consigliare di utilizzare una tecnica che consiste nel valutare se gli oggetti sono stati utilizzati nell’ultimo periodo. “Questo oggetto l’ho utilizzato negli ultimi 365 giorni?”. Se la risposta è “no” bisogna disfarsene. Se un oggetto non è stato utilizzato durante l’ultimo anno allora probabilmente non lo utilizzerete neanche l’anno prossimo e quello dopo. Gli oggetti stagionali (ad esempio i doposci) potrebbero fare eccezione (magari andate un anno si e uno no). Solo eccezionalmente quando siete in dubbio mettete una targhettina e date una seconda possibilità all’oggetto, un altro anno di tempo per valutare se vi è utile o no.
Nel caso in cui, prendendo il coraggio a 4 mani, riusciste a riempire scatole e scatole di oggetti in disuso bisogna decidere in che modo disfarsene.
Se l’oggetto ha un alto valore potrebbe valer la pena provare a venderlo su internet direttamente ad altri utenti (ebay, subito.it, kijiji, etc.) ricavando circa la metà del prezzo originale. Se l’oggetto ha un valore basso e non vale la pena perder tempo potreste provare a venderlo in negozi di vendita dell’usato (per esempio la rete in franchising Mercatino, ma ce ne sono di specifici anche per neonati e anche dei mercati rionali con bancarelle dell’usato), avrete ricavi inferiori, visto che c’è un intermediario e uno spazio fisico che vi snellirà il lavoro di vendita. Qualora neanche gli intermediari accettassero i vostri oggetti inutilizzati allora potete provare a regalarlo. Il miglior modo è utilizzare uno di quei gruppi facebook in cui si regala a patto che il ricevente venga a prendersi l’oggetto. Funziona molto bene con oggetti da riparare (quindi invendibili), con qualche difetto o ingombranti (difficili da trasportare, conservare e da far vedere). Regalare, oltre ad essere una buona azione che vi donerà Karma o qualche metro quadro in più in paradiso, ci libera da quel blocco mentale del “sarebbe un peccato buttarlo”. Una seconda vita per i vostri amati oggetti inutili (per voi).

Se nemmeno regalandolo riuscite a trovare qualcuno interessato, allora mi dispiace, ma l’oggetto è proprio da buttare. Guardate il lato positivo: avete fatto quel che potevate per salvarlo, avete la coscienza a posto.

E se dopo 3 anni mi serve un oggetto di cui mi sono disfatto? Molto probabilmente si tratta di uno di quegli oggetti d’uso occasionale, come una tenda da campeggio, un martello demolitore, un paio di stampelle o qualunque oggetto utilizzato da voi solo in occasioni eccezionali e per periodi ben precisi. Se così è sarà facile trovare qualcuno che vi presti l’oggetto in questione o potrete trovarne facilmente uno di seconda mano a metà prezzo: guardate il lato positivo per 3 anni avete evitato di conservarlo.

La politica della scrivania sempre pulita.

Anche in ufficio vale la stessa regola, una scrivania sempre ordinata e pulita migliora l’immagine aziendale, la produttività fino al 40% in più, inoltre diminuisce gli errori sino al 50% in meno. Leggete questo articolo.  Ecco perché sempre più aziende impongono ai propri dipendenti di lasciar la propria scrivania sempre a posto a fine giornata. Certo non è possibile applicare tal quale la politica della scrivania pulita alla propria abitazione, ma con i dovuti accorgimenti potrete adattarla con efficacia, per esempio imponendo un ritmo di pulizia e riordino settimanale, più una giornata al mese per i lavori straordinari (per esempio risistemare i cassetti e disfarsi del superfluo). Potete adottare la tecnica anche per la scrivania virtuale del vostro PC, il vostro desktop e tutte le cartelle presenti sul vostro PC. Avete fatto un backup dei vostri file? Fatelo, ma prima gettate via i doppioni di foto, i vecchi documenti inutili, i file di grandi dimensioni che non servono più. Ogni tanto prevedete un ripristino del sistema, una formattazione totale, equivale ad un trasloco, vi costringerà a tenere solo ciò che serve.

E se siete ancora attaccati alla vostra roba, ricordatevi il finale de “la roba” di Verga. Prima o poi toccherà anche a voi! Iniziate ad alleggerirvi, di tempo ce n’è!

 

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