Storytelling – Vomito

Stasera scrivo. Mi metto buona, seduta, e scrivo.
Foglio bianco: un invito allo sfogo. Vorrei vomitare.
Un lamento, un’illusione, una fantasia.
Non lo so. Non so che dire. Me ne rollo un’altra.
Mentre aspetto la lavatrice: è in centrifuga.
Il ventilatore fa un rumore strano. Mi sale il nervoso.
Un altro bip. Parole. Messaggi del cazzo.
Tu che fai stasera? Io non esco.
Mi hanno detto che se sbaglio la colpa è mia. Questo è ovvio.
Ma se sbagliano loro, la colpa è comunque mia.
Rassegnati, così è la vita.
Saccenti, spocchiosi e pedanti, voi non sbagliate mai.
Non vi preoccupate, sbaglio io per voi. Ché tanto non fa niente.
La centrifuga più lunga della mia vita. “Ciclo breve”, c’era scritto.
Mi ricorda la mia laurea. Breve un corno! Ci ho messo una vita a finirla!
E per cosa, poi? Per pagare i vostri fottutissimi errori. Tanto voi non sbagliate mai.
Un altro bip. Perché mi scrivi?
Quando ero piccola la mia stanza era più grande, la strada sotto casa era più grande.
Il mare era più grande. Tutto lo era.
Ora le cose si sono rimpicciolite. O, meglio, sono io ad essere più grande.
Avevo pulito ma la cenere è caduta e si è sparsa sul tavolo.
Mi apro un’altra birra. Fa caldo e lei è fresca ed invitante.
Come l’idea di te. E anche lei si scalderà, si consumerà e finirà.
Tutto finisce prima o poi. Ma noi ci crediamo lo stesso.
Tutto finisce, tranne il ciclo breve della mia lavatrice.
Un altro bip. Smettila di scrivermi.
Così potrò stare tranquilla, vivere in pace. Come quella canzone spagnola, come faceva?
“Se solo non ti avessi mai conosciuto”.
Se le guardi da lontano, le cose possono apparire diverse.
Ma basta spostarsi e scorgerle dalla giusta angolatura per averne una migliore prospettiva.
E rendersi conto che nulla era come sembrava. Le case, i palazzi, le strade.
La tua finestra, il fiume, l’amore.
Il foglio è sempre bianco e mi fissa. Ora mi metto buona, seduta, e scrivo.
È che non so che dire. Vorrei vomitare.
Dalle viscere, far fuoriuscire la bile che mi brucia lo stomaco e la mente.
Parlare di te, della mia idea fissa, martellante.
Meglio di no. Vado a stendere le mutande.

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