Ma tu ce l’hai l’acqua?

Nella notte in cui le scuole vengono chiuse a causa dell’acqua che sa di sangue e fango,  continuo a chiedermi qual è il senso di tutto il contesto su cui si vorrebbe polemizzare h24.

C’è un problema: il fango e la merda accumulata negli invasi durante il pandemonio che il maltempo ha causato da nord a sud.

Concetti semplici che a spiegarli è bravo pure un bambino: il fango ( e la merda, molta merda) ha inquinato le falde, e adesso l’acqua non si può bere.
Succede ovunque, ma il palermitano medio, frequentatore di tastiere e discorsi da bar, sembra non capirlo.
E quindi, sulle varie testate su cui vengono letti solo i titoli, parte la rivoluzione da tastiera: “È colpa di Ollando!”, “Siti tutti cosi inutili!”, “È colpa della reGGGione”, “Ma io m’ava a lavari”, “I picciriddi ca facci nchiappata”, “Mafffiosi, qui non funziona niente… AL  NORD INVECE…”.

Eppure, basta dare un’occhiata AL NORD INVECE… per rendersi conto di quanto, al palermitano (e non solo), piace crogiolarsi nei lamenti; taluni provano il cosiddetto prio solo a parlarne, perché guai a contraddire i nemici della contentezza, finisci con l’essere marchiato con etichette politiche, sociali, che poco hanno a che vedere con il “popolo che soffre”, il contesto su cui vuoi farli ragionare: che ne sai TU, RACHICHAL SCIC!

Non ci capisci più niente e finisci per avere torto.

Ma, cose inutili che sono, la maggior parte di chi commenta, probabilmente, finisco con incontrarlo alla fontana, tubo in mano mi accenna di avanzare, con l’atteggiamento di chi mi fa il favore di lasciarmi usare le sue sorgenti affinché io possa riempire il bidone dell’acqua che bevo, e che lui utilizza per pulire i cerchi delle ruote.
Ca’certo, lui la macchina deve lavarla, perché altrimenti che figura ci fai?  ma sì, grazie Tanuzzo.
Probabilmente è lo stesso che si allena per le olimpiadi tirando i sacchetti dalla macchina, guai a slogarsi il polso, le caviglie e scendere dalla macchina: “si ma la munizza che c’è a Palermo, ne vogliamo paaaarlare?”.

Forse non è chiara una cosa: la merda che ci ritroviamo negli invasi, l’avete creata voi; la munnizza che create e che non riciclate, e che fate pagare ai soliti, è causa del fermo-discarica. Il lamento odioso, i ritardi sul lavoro spesso in nero, e quel traffico di merda che tanto odiate, è colpa vostra.
I cambiamenti climatici presenti nei vostri discorsi da bar: “un si capisci chiù nieeenti” sono solo frutto della vostra ignoranza: voi ignorate il senso civico, il rispetto ambientale e sociale. Chiedete giustizia ma continuate a crogiolarvi nell’illegalità che voi stessi create sguazzando nell’abusivismo, nel dolore di chi perde tutto, nei niente ci fà. 

Popolo di ignoranti e lamentosi, questo siete!

Il cambiamento nasce da tre, quattro sacchetti di plastica accumulati in casa, aspettando che il resto venga smaltito; dai cento metri in più a piedi e dalle coscienze smacchiate da sacrifici veri, per lasciare ciò che rimane della nostra Terra, la nostra casa, alle generazioni future.
Non è l’acqua il problema, ma tutto il resto che, probabilmente, in quanto limitati da un mondo tutto a vostro uso e consumo, non conoscete.

Quello che stiamo vivendo qui, è uguale a ciò che stanno vivendo i territori colpiti da nubifragi, ma in quanto a lamenti vinciamo noi. Sempre.

Ricordatevi di questo periodo, di ciò che vi fa più paura, dell’acqua che non arriva e non può togliere via il lezzo della NOSTRA ignoranza, presente a tutti i livelli.

Capire il problema, per poi risolverlo.

Se bisogna puzzare, ben venga l’inizio di una nuova era senza acqua.

 

 

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