Panchina al gusto COVID

Gianni, bardato con cappello, occhiali da sole, mascherina FFP3 e guanti arriva alla fermata dell’autobus. Legge la tabella degli orari, guarda l’orologio, sta qualche secondo in piedi e poi decide di sedersi sulla panchina. Prima però ispeziona un lato della panchina con la lampada UV e pulisce per bene con abbondante idrogel alcolico il lato in cui deve sedersi. Va a gettare il fazzoletto e nel frattempo un cafone usa la panchina per allacciarsi le scarpe, quindi Gianni infastidito ripete la stessa azione precedente, ma gettando il fazzoletto molto frettolosamente per sedersi il prima possibile. Toglie i guanti e apre il giornale, quindi si accorge di aver bagnato i pantaloni (di colore e tessuto opportuno) e si alza di scatto, tocca la panchina e constatando che è ancora bagnata si tocca il sedere, poi di spalle il cavallo e cerca di asciugarsi con un fazzoletto. Passa una signora che disgustata gli dà del maniaco, quindi Gianni si siede un po’ imbarazzato per il malinteso e riapre il giornale. Passa una signora, beve un sorso d’acqua e si affoga tossendo più volte. Gianni apre bene il giornale a mo’ di scudo e si accuccia sulla panchina facendosi “piccolo”.

Signora: Sto bene, sto bene. Mi sono solo affogata.
Gianni tira fuori cautamente la testa fuori dal suo giornale scudo, ma un ulteriore colpo di tosse lo rimette sulla difensiva.
Signora: Mentre va via. Non si può più nemmeno tossire senza sembrare appestati!
Gianni riprende a leggere il giornale e di tanto in tanto controlla se passa l’autobus. Arriva Pino con la mascherina sul gomito, la mette sulla bocca lasciando scoperto il naso, si siede sulla panchina e Gianni si sposta pian piano arrivando al limite della panchina. Pino tira fuori da uno zainetto un panino e comincia a mangiarlo.
Gianni: Signore, scusi le chiederei di arretrare di 25 centimetri, temo si sia avvicinato a meno di 1,5m come imposto dalla normativa anti-COVID19.
Pino: E chi lo dice?
Gianni: La normativa anti… (viene interrotto)
Pino: No, chi lo dice che sono a meno di 1 metro e mezzo?
Gianni: Tira fuori un metro e misura. 1 e 24, ormai ho fatto l’occhio! Igienizza il metro.
Pino: Arretra borbottando e continua a mangiare il panino.
Gianni: È proprio necessario tenere la mascherina giù?
Pino: Se voglio mangiare sì.
Gianni: Ma è proprio necessario mangiare?
Pino: Se non voglio morire sì.
Gianni: Ora?
Pino: Guarda l’orologio. Sono le 13 meno 5, farebbe bene a mangiare qualcosa. Offre il panino all’inorridito Gianni, quindi si lecca le dita.
Gianni: Rifiuta, ma guardando bene in faccia riconosce il suo vecchio amico Pino ed esclama alzandosi dalla panchina. Pino! Ma sei proprio tu?
Pino: Col boccone in bocca. Certo che sono proprio io.
Gianni: Sono Gianni!
Pino: Non capisce.
Gianni: Fa 3 passi indietro e si toglie mascherina, occhiali e cappello. Gianni! Sono Gianni Malaparte!
Pino: Gianni! Ma che piacere! Non t’avevo riconosciuto! Va per abbracciarlo, vede che Gianni fa un passo indietro, gli porge la mano, poi il pugno, poi il gomito, poi, vedendo che non c’è alcuna risposta, fa un saluto da lontano.
Gianni: E lo so! È passato un po’ di tempo da quando ci siamo visti. Anch’io non ti avevo riconosciuto col panino in bocca. Pensa che non uscivo da un paio d’anni, anzi precisamente dalla primavera del 2020! L’ultima persona che ho visto sei tu, se escludiamo quello che mi porta la spesa a casa.
Pino: Cioè… non uscivi dall’inizio della pandemia!
Gianni: Eh sì, io come sai soffro di forfora… sono un soggetto a rischio, infatti mi sono vaccinato tra i primi appena ho potuto! A proposito, tu sei vaccinato spero! Poco fa mi sei quasi venuto addosso senza mascherina…
Pino: Sono adulto e vaccinato.
Gianni: Green pass? Ce l’hai? Posso vederlo? Non perché non mi fidi, ma voglio provare l’APP di controllo.
Pino: Questa è bella. Guarda, ti mostro il Green Pass solo per farti dormire tranquillo.
Gianni: Indica di lasciarlo sulla panchina, quindi lo inquadra senza toccarlo. Verificato!
Pino: E certo!
Gianni: ASPETTA!
Pino: COSA?
Gianni: È falso! Non c’è scritto certificato di “Pino Losco”, ma di “Giuseppe Filippi”!
Pino: Sono io, ho cambiato nome. È una lunga storia. Va bene! Ti ricordi che tutti mi chiamavano Losco Pino?
Gianni: Losco Pino del cesso più precisamente!
Pino: Ecco.
Gianni: E quindi ora sei Filippi Pino il Filippino?
Pino: No, ora mi faccio chiamare Giuseppe. Ho dovuto fare una trafila…
Gianni: Ma senti, io non ho fretta, non c’ho niente da fare. Che dici se ci facciamo due passi e mi racconti tutto? Anche a me sto cognome non mi piace… “Malaparte”, non mi sia addice! Stiamo distanti però mi raccomando, non avvicinarti!
I due si incamminano mentre parlottano e Gianni cammina a 2 metri di distanza, prima in fila indiana, ma Gianni non sente nulla, quindi camminano di fianco, ma Gianni è lontano dal marciapiede, si sente prima un clacson, Pino starnutisce, Gianni si allontana, poi la campanella di una bicicletta e Gianni per evitarla cade rovinosamente.
Pino: Gianni stai bene? Gli porge la mano.
Gianni: Istintivamente allunga la mano, poi la ritrae, infine cede al bisogno d’aiuto e gliela porge alzandosi. Tutto bene, mi sono preso uno spavento! Ma guarda se per non morire di COVID devo morire investito. Stiamo tutti e due sul marciapiede va… Che poi tu sei vaccinato o hai fatto solo il tampone?
Pino: Sono vaccinato ho detto!
Gianni: Ah appunto… e perché non lo dici! Allora non c’è problema! Ma quanto tempo fa ti sei vaccinato?
I due si allontanano camminando a fianco, ma Gianni mette le mani dietro la schiena e igienizza affannosamente le mani.
Gianni: Ma più o meno di 6 mesi fa? Comunque 2 dosi o 3?

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