‘Na cazzo di Lambada

Fossi in me saremmo in troppi – canta Willie – e stamattina mi sono svegliata polemica. Ultimamente ho pure smesso di leggere giornali e riviste di informazione. Perché “informazione” mi pare un parolone! Tutti pensano di essere informati! “Non mi vaccino perché non so cosa c’è dentro!”, come se sapessero che cazzo c’è nella redbull che bevono con la vodka! Eh, ma loro si informano! Ma come? Dove? Quando? Davvero pensate che vi basti leggere un articolo postato su facebook (a volte anche solo il titolo di quell’articolo, perché non sia mai che gli regaliate un click) per definirvi informati? Volete informarvi? Andate in biblioteca e prendete un cazzo di manuale di medicina!

Anche voi altri, però, che ogni settimana ve ne uscite con titoloni su nuove varianti di un virus! Come fosse una cosa inaspettata, una cosa da temere, uno scoop! Quando invece è così fin dall’inizio del tempo: i virus variano. Basta con il propugnarci l’idea del nemico da sconfiggere! Un nemico invisibile, vestito con nomi presi dall’alfabeto greco, che non ci farebbe vivere, per il quale è necessario chiudere tutto, mandare a puttane l’economia, un’economia che – non preoccupatevi – verrà salvata dai bonus rubinetti! Bonus calzettine, bonus mattonelle brutte della cucina, bonus pattini elettrici, bonus animale da compagnia… non sia mai che ti diano un bonus per curarti la salute mentale! Si sa, chi è sano non è malleabile, non è sottomettibile.

Le opinioni con le quali mi scontro sono tutte un’accozzaglia di sfogo da bar e impotenza repressa. Frustrazione malcelata (che di cosa, poi, non lo sapete manco voi!). Io vivo all’estero e mi hanno detto che in Italia si parla solo di covid. Tutte le conversazioni vertono su quello. Ormai quando la mamma vi chiama non vi chiede se avete mangiato, vi chiede se vi siete fatti un altro molecolare. Boh, contenti voi! Noi qui andiamo al bar! Sì, anche da noi ci sono i positivi, anche qui stiamo cadendo tipo mosche col raid. Ma comunque andiamo al bar, ci beviamo su’, si fanno i festival, le serate in disco, gli scioperi, sfilate natalizie di carri che lanciano caramelle, eccetera (quest’ultima molto folkloristica). Meno male che il sabato avete c’è posta per te, meno male!

Smaliziata e allegra come na cazzo di Lambada. cit.

Che poi nell’ultimo mese la quasi totalità delle persone con le quali mi sono relazionata mi ha raccontato la stessa cosa: esco da una relazione che mi ha distrutto! Tutti! Li mortacci vostra! Tutti! Smettetela e smettiamola di andare in giro a distruggere le vite degli altri! Siamo mostri! Facciamo schifo! Se abbiamo traumi curiamoceli e poi relazioniamoci! Le mie ultime serate da bar sono state tutte uguali: e quella tipa mi ha distrutto, e quel cogli1 mi ha spezzato il cuore… Maronn’ che lagna! Ma perché dev’essere così difficile? Basta: castrazione emozionale sia!

Beh almeno non si parla di covid…comunque è indubbio che l’ultimo anno (o anche due) sia stato una merda un po’ per tutti quanti, soprattutto per colpa del covid. Fratello/sorella non sei sola/o! Ci consoliamo, in effetti, nel sapere che anche l’altro sta di merda, ci emozioniamo quasi per la coincidenza! Fra’ sto ‘na merda! Madò, fra, anche io! Eeeeeeh! Andiamo a bere! Come dice la mia amica Desiré “non puoi affogare i problemi nell’alcol ché quelli sanno nuotare!”. Vabbé comprati un monopattino col bonus! Eh ma tanto è inutile che scappi, i problemi ti seguono ovunque!

E allora che facciamo? Balliamo sta cazzo de Lambada! Ormai ci siamo dentro, non possiamo uscirne! Facciamoci invadere dal caos, non proviamo minimamente a controllarlo! Solo così potremmo tirarne fuori qualcosa! In pratica “è la Locura, se l’acchiappi hai vinto!”.

One thought on “‘Na cazzo di Lambada

  1. Questo articolo palesa il casino che c’è per ora nella mente, piena di accozzaglie di preoccupazioni e di lambade in cui, socialmente parlando, fatico a trovare il vero status emozionale collettivo.
    Il Covid ha messo la mente in quarantena! Non abbiamo più spazio per altro!
    Così, o siamo preoccupati al limite della paranoia o neghiamo le emozioni, proprio come dici tu.
    Insomma, siamo incastrati, che angoscia…

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