I figli di Miss Grey

tratto da un sogno

Thomas aveva preparato tutto, indossava vestiti comodi, aveva preso con sé una collanina di pietre bucate che gli aveva regalato Margarethe, l’aveva messa nella tasca della giacchetta che avrebbe portato con sé. Non aveva dato problemi oggi, aveva mangiato tutta la cena, anche la salsa verde di Francoforte che trovava disgustosa, tant’è che Miss Grey si era complimentata: <<Come mai fai tanto il bravo stasera?>>. Ma Thomas con sguardo basso pensava solo al suo piano, a tradirlo c’era solo un leggero tremolio della gamba che a fatica era riuscito a controllare per tutta la serata.

Nel pomeriggio Miss Grey e Greta erano andate al villaggio e, come di consueto, avevano chiuso Katherine e Margarethe in una camera e Thomas nell’altra. Il ragazzo aveva detto da dietro la parete: <<Stasera è la sera, tranquilla Maggie tornerò con la polizia prima dell’alba, non potrà farvi del male se arrivo prima delle mattutine, prima delle penitenze. Katherine tu acqua in bocca. Maggie coprimi il più a lungo possibile, così avrò un po’ di vantaggio, inventati qualcosa>>.
Tutto andava secondo i piani: Thomas aveva aiutato le due donne a scaricare la spesa, la porta d’ingresso era aperta ed era riuscito senza farsi vedere a mettere della carta per bloccare la serratura. Quando Miss Grey e Rita sarebbero andate a letto il ragazzo avrebbe usato la chiave di legno artigianale che aveva intagliato a fatica. Sperava tanto che non si sarebbe spezzata, era l’incognita più grande del suo piano. A piedi in circa 6 ore seguendo la strada avrebbe raggiunto la prima casa del villaggio. Lo sapeva perché una volta Miss Grey era andata a prendere Rita alla stazione ferroviaria ed era mancata per circa due ore, Maggie che era più brava di lui in matematica aveva così calcolato la distanza. Maggie era stata adottata da Miss Grey, e Thomas era rimasto devastato dalla loro separazione. Un anno dopo però Miss Grey era venuta a scegliere un’altra bambina, “la sorellina” Katherine. In quell’occasione, spinto dall’amore che nutriva per Maggie, Thomas riuscì a fuggire e a nascondersi nel bagagliaio dell’auto di Miss Grey e raggiunse così la casa nella foresta. Ben presto il ragazzo scoprì però che Miss Grey e la sua assistente Rita torturavano Maggie con punizioni dettate da un sadismo travestito da educazione. Il giovane era stato poi catturato durante il vano tentativo di liberare Margarethe e Katherine. La punizione era stata esemplare: passò due notti incatenato ad un albero poco distante dalla casa.
Così Thomas divenne il nuovo figlio adottivo di Miss Grey, anche era solo un prigioniero in realtà.
I ragazzi sapevano poco del passato di Miss Grey, per lo più avevano messo insieme le leggende che giravano in orfanotrofio. Si diceva che Miss Grey aveva adottato parecchi bambini, Rita stessa era un’orfana, forse la prima “figlia”. Miss Grey in persona le aveva tagliato la lingua e da allora le era rimasta fedele. Molti dei figli della vecchia erano scappati, qualcuno diceva che in realtà erano stati mangiati tutti, altri dicevano che i figli venivano sacrificati al diavolo compiuti i 16 anni. Una cosa era certa: qualunque bambino avesse adottato prima di loro ora non c’era più e Thomas in cuor suo sperava di riuscire a scappare come forse qualcuno era riuscito a fare prima di lui.
Dopo la cena, c’era il turno per il lavaggio. Miss Grey stava urlando fuori casa, e tornata dentro chiese a Thomas trovare quel maledetto cinghiale che aveva devastato nuovamente l’orto. Così tutti erano usciti fuori, Miss Grey aveva preso un fucile da caccia e aveva poggiato un canne mozze lì accanto a Rita, a Thomas aveva dato una scacciacani. Il ragazzo era appena entrato, c’erano 2 zucche ridotte in poltiglia e una buca che passava sotto il fitto recinto. <<È passato di sotto! Forse posso seguire le sue tracce fuori…>> aveva detto esitante. Miss Grey risoluta gli aveva passato il canne mozze. Thomas pensava che avrebbe potuto spararle ora, ma non era un assassino e non voleva finire in prigione, e poi c’era pure Rita. Miss Grey gli aveva passato anche le chiavi del cancello, prima aveva fatto però una finta, e poi prima di dargliele gli aveva ricordato: <<La fiducia è un biglietto per il regno di Dio, chi la tradisce è diretto all’ inferno!>>. Aveva ripetuto innumerevoli volte quella frase, in genere la pronunciava frettolosamente, tanto il senso era ormai chiaro, ma quella volta aveva spezzato in due la frase recitando con tono materno e dolce la prima parte, e poi in tono severo e malefico la seconda. Infine aveva aggiunto in modo pacato e autoritario: << Torna entro 10 minuti.>>. Non doveva aggiungere altro.

Così Thomas aveva preso le chiavi dalla mano della sua aguzzina annuendo ed evitando di guardarla negli occhi se non di sfuggita, stava preparando la chiave del cancello mentre camminava. Passando accanto alla macchina poteva verificare che la gomma che aveva forato era ormai completamente a terra, varcato quel cancello avrebbe corso parallelamente alla strada principale, la luna piena avrebbe permesso di vedere quanto bastava per non inciampare nel sottobosco, Maggie probabilmente avrebbe finto un malore proprio durante quei 10 minuti per fare perdere il senso del tempo. Quella ventina di passi che dividevano il portico con le donne in fila come durante un addio e il cancello gli aveva dato il tempo di adattare rapidamente il piano originale.Aveva aperto il cancello, quindi aveva imbracciato il fucile e sulla soglia si era fermato come se avesse visto qualcosa a terra. Un suono sordo, inaspettato riecheggiava nella foresta.

Solo la testa del giovane aveva avuto il privilegio di varcare la soglia, riversa a terra un fiotto di sangue che in breve stava sgorgando dalla sua bocca aperta, gli occhi azzurri sbarrati, come stupiti, il pallore dovuto al chiaro di luna. Miss Grey aveva il fucile fumante tra gli occhi severi, e solo dopo un lungo secondo Maggie realizzando urlava “No!” mentre ingaggiava una lotta con Rita che la spingeva verso casa.

Miss Grey aveva adagiato il fucile nella balaustra del portico, e poi aveva tirato fuori dalla tasca la collana di pietre che Maggie aveva regalato a Thomas, quella che aveva trovato nella giacca del giovane assieme alla chiave di legno, poi aveva scagliato quel simbolo d’amore ai piedi del corpo del giovane. Si diceva che Miss Grey aveva amato una sola volta, ma era finita in tragedia, per questo odiava l’amore. Miss Grey stava ripetendo priva del suo pubblico, stavolta in modo mnemonico: <<La fiducia è un biglietto per il regno di Dio, chi la tradisce è diretto all’ inferno!>>. Era la conclusione di un rito o un modo per giustificare l’assassinio di un ragazzino? Entrata dentro aveva chiuso la porta a doppia mandata e spento le grida di Maggie che riecheggiavano nella vallata. Thomas era in una pozza di sangue che toccava appena un secchio, dentro le due zucche che Miss Grey aveva tagliato per la sua messa in scena.

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