<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Abattoir &#187; Michele Scarpinato</title>
	<atom:link href="http://www.abattoir.it/author/michelescarpinato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.abattoir.it</link>
	<description>Voci dal macello</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 13:01:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Lezioni di comunicazione politica dal prof Monti</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/02/01/lezioni-di-comunicazione-politica-dal-prof-monti/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2012/02/01/lezioni-di-comunicazione-politica-dal-prof-monti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[governo monti]]></category>
		<category><![CDATA[mario monti]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>
		<category><![CDATA[prodi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=8791</guid>
		<description><![CDATA[Ormai sono passati due mesi da quando il governo tecnico presieduto da Mario Monti si è instaurato. Dal 16 novembre molte cose sembrano stiano cambiando, tanto da suscitare polemiche più o meno legittime. Una cosa che è cambiata, e che non va trascurata, è il modo di comunicare del premier: Mario Monti sin da subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monti" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monti?referer=');"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/33/Il_Presidente_del_Consiglio_incaricato_Mario_Monti_%28cropped%29.jpg" alt="" width="120" /></a>Ormai sono passati due mesi da quando il governo tecnico presieduto da Mario Monti si è instaurato. Dal 16 novembre molte cose sembrano stiano cambiando, tanto da suscitare polemiche più o meno legittime.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa che è cambiata, e che non va trascurata, è il modo di comunicare del premier: Mario Monti sin da subito si pone rispetto i cittadini italiani e soprattutto i politici italiani come l&#8217;uomo della salvezza, colui che ha le competenze per rimettere l&#8217;Italia sulla strada giusta. Un tecnico è uno che sa come si fanno le cose. Pratico ma strutturato. Si impone con un soprannome che finora era stato riservato solo a Prodi, &#8220;il professore&#8221;. Questo appellativo è esplicativo: Monti deve dare una lezione ai politici italiani e ai cittadini tutti, una lezione di economia e ma anche di buon governo, infatti in due mesi capiamo che il ruolo del premier gli sta addosso a pennello, ha tutte le doti per farlo e non mi sorprende affatto avendo letto il suo curriculum.<span id="more-8791"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa, il governo è stato formato da soli tecnici e non si è fatto altro che ripetere quanto fossero bravi e tecnici i nuovi ministri, fino alla nausea a ricordarci che non erano i soliti politici scansafatiche che da sempre abbiamo votato e che presto rivoteremo. Questo elemento di discontinuità gli dà subito una botta di consenso popolare. Le persone non sanno niente su di lui, anzi su di loro, ma gli danno fiducia, forse gli danno fiducia soprattutto perché non sanno molto su di loro, evidentemente non hanno combinato casini prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro elemento di discontinuità che i media hanno fatto passare con altrettanta prepotenza, ma con l&#8217;ironia del tormentone, è quello della &#8220;sobrietà&#8221;. Per giorni tutti si sono concentrati sul loden che indossava Monti e sul fatto che non mostrasse sorrisi a 32 denti in continuazione ai giornalisti. Solo perché per 17 anni il più grande comunicatore politico d&#8217;Italia ci ha mostrato sorrisi ammalianti da venditore porta a porta, non significa che gli italiani cerchino solo quello. Forse, si sono stufati e vogliono uno che sorride con discrezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo Monti nel primo periodo si è mostrato sempre collegialmente unito e presente. Ha dato così segno di compattezza e complicità nonostante non siano tutti compagni di partito che studiano da anni insieme come raggiungere il potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre a prendersi cura della sua immagine in Italia ci pensavano i giornalisti che da noi stanno sempre in bilico tra il giornalismo e il gossip (appunto ricordandoci che tipo di giacca indossa), Super Mario va alla Commissione Europea a curare l&#8217;immagine dell&#8217;Italia e lì, a 6 giorni dalla sua nomina, comincia a dimostrare piccoli semi di umanità, facendo la sua prima <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oQyuCWe_F8M" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=oQyuCWe_F8M&amp;referer=');">simpatica gaffe</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da lì in poi Super Mario comincia a girare l&#8217;Europa e a presentare le sue idee per il rilancio dell&#8217;Italia, cerca, con la sua professionalità e con il suo volto, di dare fiducia all&#8217;Italia, perché ora che c&#8217;è la crisi c&#8217;è poco da fare i furbetti e pensare alla bella vita, ma c&#8217;è da stringere la cinghia e avere un comportamento più sobrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Come hanno insegnato al primo anno di università, comincia a dedicarsi al “posizionamento” dell&#8217;Italia e comincia a instaurare un rapporto con Francia e Germania, non solo perché queste rappresentano le forze economiche più importanti d&#8217;Europa e stanno al nostro confine, ma anche perché l&#8217;Italia deve porsi come potenza al loro fianco, mai pari o inferiore alla Spagna con cui finora non si è cercata alleanza per uscire dalla crisi comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Convinti i suoi interlocutori esteri, comincia a dare giù pesante di riforme e manovre come nessuno aveva fatto mai, tanto lui non sente il peso del clientelismo elettorale e i politici in parlamento che gli approvano tutto lo fanno senza rimorso, dicendo che questo si doveva fare perché Monti&amp;Co. così vogliono.<br />
Questo nuovo governo quindi diventa impopolare per tutte le fasce di reddito, grazie a informazioni sbagliate e veicolate come fa comodo a questo o a quell&#8217;organo scontentato, ma Monti l&#8217;aveva detto: “paghi chi non ha mai pagato” e siccome in Italia a pagare sono stati da sempre in pochi, adesso paghiamo tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe ben osservare che banche e assicurazioni sono quelle che pagano di meno nonostante non siano tra quelle che negli anni hanno pagato di meno, mentre, al contrario, quelli che hanno pagato quasi sempre o che sono stati costretti ad essere in nero/evasori si sono trovati ad essere con le spalle al muro. D&#8217;altronde, la sua biografia era chiara, bastava leggerla per capire che è un liberale di centro-destra con molte continuità rispetto la politica di centro-destra del passato governo (come ha ammesso da Fazio). Ci sono anche elementi di discontinuità, che non riguardano il progetto di sviluppo sociale dell&#8217;Italia, ma il metodo di lavorare che lo ricollegano all&#8217;altro professore d&#8217;Italia molto criticato, Romano Prodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono anche altri aspetti dell&#8217;operazione di pubbliche relazioni che Monti in primis sta mettendo in atto: sta girando molte trasmissioni televisive per spiegare agli italiani perché queste riforme, secondo loro, gioverebbero all&#8217;Italia intera, in un futuro prossimo. Lo fa con grande serietà, concedendosi qualche battuta e sorriso per rimanere sempre umano e cambiando discorso quando non gli conviene. Sempre da Fazio ha esplicitamente detto che sarebbe stato evasivo per le domande a cui non avrebbe potuto rispondere. Si mostra così trasparente e onesto. E non dicendo cose che poi dovrà ritrattare, nel tempo ci sembrerà anche coerente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo esempio che voglio ricordare dell&#8217;operazione di marketing politico che stiamo vivendo è una simpatica soluzione del sobrio, ma non freddo, Mario Monti che risponde tramite comunicato ufficiale sul sito del Governo all&#8217;interrogazione parlamentare di Calderoli sulle spese che lo Stato avrebbe affrontato per ospitare la famiglia Monti la notte di capodanno a Palazzo Chigi, cito:</p>
<blockquote><p>Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.</p>
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p>Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.<br />
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).<br />
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.<br />
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=66033&amp;pg=1%2C2121%2C3027&amp;pg_c=1" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=66033_amp_pg=1_2C2121_2C3027_amp_pg_c=1&amp;referer=');">Fonte</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non solo è evidente l&#8217;ironia della risposta riportata da tutti i notiziari, ma anche ha ricordato come Super Mario abbia rinunciato allo stipendio da premier e da ministro&#8230; quello che gli diamo come senatore a vita pare che gli basti!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2012/02/01/lezioni-di-comunicazione-politica-dal-prof-monti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>(Canone) Rai, te ne dico di tutte e di più</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/01/23/canone-rai-te-ne-dico-di-tutte-e-di-piu/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2012/01/23/canone-rai-te-ne-dico-di-tutte-e-di-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[canone rai]]></category>
		<category><![CDATA[imposta]]></category>
		<category><![CDATA[tassa di possesso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=8660</guid>
		<description><![CDATA[Ogni anno nei canali televisivi e radiofonici ci ricordano costantemente di pagare il canone televisivo, detto anche Canone RAI giacché il ricavato di questa imposta viene versata interamente alla RAI, che non dimentichiamo essere una società per azioni. Il canone televisivo si configura come una imposta sul possesso e risale al 1938, quando al posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="logo rai" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/0/09/Rai_logo_2010-1-.svg/200px-Rai_logo_2010-1-.svg.png" alt="" width="200" height="200" />Ogni anno nei canali televisivi e radiofonici ci ricordano costantemente di pagare il canone televisivo, detto anche Canone RAI giacché il ricavato di questa imposta viene versata interamente alla RAI, che non dimentichiamo essere una società per azioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il canone televisivo si configura come una imposta sul possesso e risale al 1938, quando al posto della televisione c&#8217;erano le radio.<br />
L&#8217;imposta sul possesso significa che solo per il fatto di possedere un televisore e avendo quindi la possibilità di vedere i canali RAI devi pagare una tassa. Avere un televisore significa comunque avere la possibilità di non vedere i canali RAI, ma questo allo Stato non interessa.<br />
Questa imposta inoltre non è un&#8217;imposta con tariffe differenti per differenti mezzi come avviene con le auto, il cui bollo si paga in proporzione alla potenza dell&#8217;auto.<br />
Se hai una tv 42&#8243; con 3D o un 14&#8243; con il tubo catodico di 30 anni fa, la cifra da pagare è sempre la stessa, con la differenza che i primi avranno un servizio migliore rispetto ai secondi che si vedranno diminuire le dimensioni dello schermo con trasmissioni in 16:9 (le bande nere sopra e sotto l&#8217;immagine) e poi oscurare la ricezione per non aver acquistato il decoder per digitale terrestre.<br />
Da questa imposta sono esenti solo persone ultra 75 con un reddito inferiore ai €6713,98 annuali. <span id="more-8660"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3a/Carte_de_les_Redevances_audiovisuelle_Europ%C3%A9nnes.PNG/320px-Carte_de_les_Redevances_audiovisuelle_Europ%C3%A9nnes.PNG" alt="" width="192" height="188" />Ogni anno, mentre cercano di persuaderti che il canone si deve pagare, la crisi avanza e sempre più persone dichiarano di non volerlo pagare. Si diffondono poi altre false notizie, come quella che l&#8217;Italia è l&#8217;unico paese ad avere questa imposta, cosa assolutamente falsa perché, come si può leggere nella <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Television_licence" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Television_licence?referer=');">sezione inglese di Wikipedia</a>, il canone viene pagato nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, ma non solo. Nelle altre nazioni invece il servizio pubblico è garantito solo dallo Stato, che prende i soldi da&#8230; ovviamente da altre imposte derivate dai cittadini, indistintamente dal possesso o meno dell&#8217;apparecchio televisivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La RAI che prende oltre i soldi del canone, prende quelli della pubblicità (mentre in Germania il servizio pubblico riceve anche un&#8217;ulteriore sovvenzione statale) che nasce nel 1954 con la coscienza che tramite la televisione si sarebbe livellata, standardizzata, la lingua e la cultura degli italiani. Questa missione culturale ai giorni nostri si è palesemente persa e per rincorrere la concorrenza con i canali commerciali (da Mediaset a La7 che campano di sola pubblicità) si sono adattati alle logiche di mercato, dando sempre più spesso attenzione più alla forma che ai contenuti, così si fanno trasmissioni dai contenuti scadenti ma visti dalle persone e sui cui gli sponsor pagano per essere presenti negli intervalli pubblicitari.<br />
Personalmente, non sono così sfiduciato verso la &#8220;massa&#8221; e credo che se trasmettessero trasmissioni culturali le vedrebbero, basta farle con la semplicità che Piero Angela impersonifica da anni con le sue trasmissioni. La &#8220;massa&#8221; alla sera cerca la tranquillità, il divertimento, la distrazione dalla giornata pesante e tende agli spettacoli di varietà. Bene, la RAI, dovrebbe prendersi il compito di dimostrare che si può fare varietà in modo sano, senza trasmettere volgarità.</p>
<p style="text-align: justify;">RAI non significa, inoltre, soltanto produzione, ma anche ricerca e innovazione dei mezzi di comunicazione e pertanto sperimentano nuovi modi di trasmettere e nuovi modi di fruire del servizio. La RAI si è prontamente attrezzata di canali Youtube, di streaming e trasmissioni on demand.<br />
Peccato che usino delle tecnologie che si basano su formati proprietari, quindi difficilmente accessibili a chi (nonostante paghi il canone per le altre tv) voglia vedere le trasmissioni online ma ha fatto la scelta etica di utilizzare software libero.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante quanto detto però credo che la RAI vada supportata con critica e non semplicemente non pagando la tassa (l&#8217;agenzia delle entrate non accetta giustificazioni) perché ancora su RAI 3 ci sono trasmissioni interessantissime, ci sono i TG Regionali, in RAI si fa innovazione e informazione, basta non seguire i due canali di massa.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi io sono di parte, vivo ascoltando Radio2, anche se gli apparecchi radiofonici sono esenti dall&#8217;imposta!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2012/01/23/canone-rai-te-ne-dico-di-tutte-e-di-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal car pooling al piedibus, esempi di un&#8217;altra civiltà</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/01/13/dal-car-pooling-al-piedibus-esempi-di-unaltra-civilta/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2012/01/13/dal-car-pooling-al-piedibus-esempi-di-unaltra-civilta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[bicibus]]></category>
		<category><![CDATA[bike sharing]]></category>
		<category><![CDATA[car pooling]]></category>
		<category><![CDATA[car sharing]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[piedibus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=8595</guid>
		<description><![CDATA[Una delle piaghe di Palermo è il traffico, lo racconta anche Benigni in Johnny Stecchino; chiunque venga dal Nord, effettivamente, rimane sconvolto per il nostro traffico, ma non tanto per il numero di auto in circolazione, quanto per il modo disordinato con cui la gente guida e parcheggia, rendendo impraticabile la circolazione. Negli ultimi mesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.palermociclabile.org/wp-content/uploads/2011/09/logo-sems2011.jpg" alt="" width="200" height="146" />Una delle piaghe di Palermo è il traffico, lo racconta anche Benigni in Johnny Stecchino; chiunque venga dal Nord, effettivamente, rimane sconvolto per il nostro traffico, ma non tanto per il numero di auto in circolazione, quanto per il modo disordinato con cui la gente guida e parcheggia, rendendo impraticabile la circolazione.<br />
Negli ultimi mesi, però il traffico di città come Roma e Milano ha superato la fama di quello siciliano, portando i relativi sindaci a cercare misure aggressive per contrastarlo.<br />
Una città piena di auto è una città rumorosa, che inquina e degrada consumando il territorio. Quanti bei monumenti non possiamo fotografare senza una macchina o un motorino che ci passi davanti? E quanto smog rimane incastrato trai ghirigori di marmo delle sculture di degni personaggi?<br />
La pedonalizzazione di alcune aree urbane può essere utile a tamponare il problema, ma finché non verranno adottate delle vere misure di mobilità sostenibile che rivoluzionino gli spostamenti quotidiani, rimarrà il traffico che renderà i nostri figli asmatici e noi più nervosi a causa del rumore e dei quotidiani imbottigliamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono queste pratiche rivoluzionare di mobilità? L&#8217;espropriazione dei veicoli ai cittadini? Il telelavoro in modo da non doversi spostare? Certo, la digitalizzazione di alcune pratiche burocratiche snellirebbe molto sia il traffico che il nostro tempo perso a fare infinite file per consegnare un documento, ma ci sono altre necessità. <span id="more-8595"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una pratica che mette al centro l&#8217;auto come soluzione del problema del traffico è il <em>car pooling</em>: ovvero usare l&#8217;auto in più persone. Molte volte, vediamo che per strada c&#8217;è una persona per ogni auto e pensiamo che forse non sarebbe necessario, forse le persone che lavorano nella stessa azienda potrebbero andare al lavoro con le persone che abitano nella stessa zona con una sola auto. Si deve fare benzina in una sola auto, si deve cercare/pagare parcheggio per una sola auto e si mette in circolazione una sola auto. In questo modo, risparmia l&#8217;ambiente e anche il portafogli.<br />
Un&#8217;altra soluzione, forse un po&#8217; più famosa, che vede l&#8217;auto come soluzione, è il<em> car sharing</em>. L&#8217;auto è &#8220;condivisa&#8221; in un altro senso rispetto il precedente, infatti mentre prima l&#8217;auto era pur sempre un mezzo privato messo a disposizione dei colleghi, amici e parenti per fare un percorso comune, in questo caso, l&#8217;auto è presa in affitto per il tempo che serve.<br />
Si dovrebbe, così, scoraggiare l&#8217;acquisto di un&#8217;auto privata per spostamenti sporadici che potrebbero consolidarsi con il possesso del mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Importante è anche di adottare misure che mettano le strade in sicurezza per chi decide di muoversi in bici o a piedi. Infatti, chi parcheggia fuori dal centro storico, o addirittura ai margini della città per prendere un mezzo pubblico, poi dovrà spostarsi a piedi e se non sarà sicuro a causa di altre auto, ritornerà in auto e vorrà parcheggiare di nuovo davanti il negozio in cui voleva recarsi.<br />
Certo, è un po&#8217; un cane che si morde la coda, perché se tutti adottassimo un comportamento virtuoso le strade diverrebbero già sicure senza ulteriori interventi, quindi la scusa che nessuno va in bici perché le strade non sono sicure si fonda su un falso problema. Personalmente, credo che le piste ciclabili siano un incentivo all&#8217;uso della bici, ma non un mezzo per cambiare mentalità. È necessario educare l&#8217;automobilista al rispetto dei veicoli più lenti anziché relegare quest&#8217;ultimi su una striscia di strada che verrà occupata con altrettanta violenza da auto e moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mezzo efficace che può incentivare l&#8217;uso della bicicletta è il<em> bike sharing</em>, che funziona con lo stesso principio descritto dal <em>bike sharing</em>. Si noleggia la bici da una postazione e la si riparcheggia in un&#8217;altra quando non serve più. Lo scopo qui è però opposto da quello del <em>car sharing</em>, perché, mentre il primo ti scoraggia ad acquistare un mezzo privato, il <em>bike sharing</em> incentiva l&#8217;uso dell&#8217;acquisto della bicicletta privata perché educa al pedalare.<br />
Il <em>bike sharing</em> più efficace a mio avviso è il<em> bike sharing</em> con biciclette a pedalata assistita che aiuta chi non è abituato ad andare in bici a percorrere il suo itinerario senza problemi.<br />
Piccola nota al margine: impariamo a usare anche le parole giuste, chi va ogni giorno in bici a scuola o a lavorare non è una persona &#8220;allenata&#8221;, termine che si usa in ambito più sportivo, ma semplicemente &#8220;abituata,&#8221; come come chi è abituato a prendere l&#8217;auto (e non allenato). Ci tengo a questa precisazione perché finché si dirà che siamo allenati ad andare in bici, la faremo sembrare una cosa per pochi.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro modo di incentivare l&#8217;uso della bicicletta, specialmente tra i più piccoli è il Bicibus, non un autobus per le biciclette ma un sistema di spostamento collettivo su mezzo privato. L&#8217;esempio classico è quello in cui ha maggiore applicazione, ovvero accompagnare i bambini a scuola. Quanto traffico davanti le scuole all&#8217;ora di ingresso e di uscita? Il bicibus ovvia a questo problema in questo modo: un genitore che ha maggiore disponibilità (o a turno più genitori) dà appuntamento nella piazza di quartiere ai ragazzini in bicicletta che frequentano la stessa scuola di suo figlio e li guida fin lì. Il ragazzino è sempre sotto la supervisione di un adulto durante il percorso e si responsabilizza come individuo e come appartenente a un gruppo, oltre che imparare che muoversi in bicicletta non è cosa solo della domenica pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso principio ha il piedibus, solo che i ragazzini possono anche essere più piccoli perché andando a piedi non si richiedono grosse abilità. Questo sistema permette ai genitori che lavorano e che hanno tempi stretti di affidare a una persona fidata il loro figlio affinché lo accompagni a scuola, senza dover fare le corse per accompagnarlo a scuola in tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche educare a camminare a piedi è importante, perché questa forma di mobilità potrebbe praticamente scomparire per chi non si muove con i mezzi pubblici, infatti con l&#8217;apertura dei grandi centri commerciali in periferia e la conseguente chiusura dei negozi sotto casa, saremo costretti a fare chilometri per fare la spesa e quindi giù di nuovo nel traffico.<br />
La micro-economia di quartiere invece favorirebbe a vivere in un ambiente più sano, senza la necessità di prendere l&#8217;auto e instaurando un rapporto personale, giorno dopo giorno, con le persone che popolano il mondo intorno a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, alcune pratiche utili che possono cambiare realmente il problema del traffico sono le infrastrutture di mobilità pubblica, dagli autobus (a metano o elettrici!) con corsia preferenziale sempre libera alle metropolitane, che diano servizio a tutta la città e con capolinea vicino i parcheggi dove lasciare l&#8217;auto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si chiude il centro alle auto, queste auto confluiranno da qualche altra parte; bisogna dare delle alternative, che non siano ideali ma fattibili, solo allora potremo fruire della città come spazio in cui vivere la nostra quotidianità e non come un insieme di punti da raggiungere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2012/01/13/dal-car-pooling-al-piedibus-esempi-di-unaltra-civilta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Appunti per un 2012 di successo</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/01/03/appunti-per-un-2012-di-successo/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2012/01/03/appunti-per-un-2012-di-successo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[life coach]]></category>
		<category><![CDATA[machiavelli]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=8461</guid>
		<description><![CDATA[In tempi di scarsi denari abbondano i consigli. (Riccardo Bacchelli) Il 2011 non è stato che un altro anno sfavorevole nei vostri confronti? Forse è il caso di cominciare a prendere la vita con filosofia. Non in maniera fredda e distaccata, ma in maniera critica e razionale. Gli appunti che seguiranno sono tratti da esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">In tempi di scarsi denari abbondano i consigli.</p>
<p style="text-align: right;">(Riccardo Bacchelli)</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 non è stato che un altro anno sfavorevole nei vostri confronti? Forse è il caso di cominciare a prendere la vita con filosofia. Non in maniera fredda e distaccata, ma in maniera critica e razionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appunti che seguiranno sono tratti da esperienza di vita vissuta in modo diretto e non, rivisti con il senno di poi. Se cercate il modo di diventare ricchi sfondati grazie a questi consigli, smettete pure di leggere, qui non ci son trucchi magici, ma una prospettiva diversa con cui guardare il nuovo anno e la vita in avanti.<br />
Se la vostra vita va a gonfie vele, non leggete questo articolo perché per voi esiste un solo consiglio: continuate così.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi invece ha voglia di ricominciare ma ha visto molti dei suoi tentativi andare in frantumi, propongo qui degli appunti che nei commenti possono essere discussi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Appunto 0: Lasciate alle spalle il passato.<br />
<span id="more-8461"></span>Ogni giorno ci portiamo addosso il peso dei nostri problemi, dei nostri insuccessi, dei nostri sbagli. I sorrisi, i successi e i bei ricordi spesso ci appaiono sotto una luce triste di ciò che non abbiamo più, di ciò che dovremmo rivivere. Cercare una speranza nel passato per il nostro futuro è palesemente contraddittorio, noi siamo già tutto il nostro passato, un insieme degli anni che abbiamo alle spalle, dei rapporti sociali che abbiamo intessuto, dei rapporti familiari, delle tradizioni della nostra società. Ci basta così. Cercare nelle foto i momenti felici del passato può solo farci stare male, lasciandoci credere che certi attimi forse non torneranno mai più, gambizzando ogni sforzo fatto per andare avanti.<br />
Ripetere gesta o riprendere abitudini del passato può essere ancora più grave: è in quelle attività che si insidiano le cause del nostro malessere odierno.<br />
Non è necessario abbandonare la famiglia o gli amici, bisogna abbandonare le idee che di essi ci siamo fatti e rivedere anche loro in visione del futuro e non più del passato.</p>
<p style="text-align: justify;">- Appunto 1: Scegliete il vostro porto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Successo&#8221; è un concetto relativo, indica infatti il buon esito di qualcosa; è una forma vuota a cui dare contenuto con quel qualcosa. Il successo di un arciere è quello di colpire il centro del suo bersaglio.<br />
Bisogna porsi quindi un bersaglio, un obiettivo, con un centro da colpire affinché si possa dire di avere avuto (più o meno) successo.<br />
Seneca, in modo più articolato, scrive &#8220;Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare&#8221;, che traducendo nella metafora dell&#8217;arciere potremmo riscrivere come &#8220;nessun arciere farà mai centro se non sa quale bersaglio colpire&#8221;.<br />
Una volta che abbiamo deciso di non guardare più al passato e di dirigerci verso il futuro, dobbiamo anche porci una meta di arrivo di questo futuro, se non vogliamo ritrovarci a brancolare nel buio.<br />
Porci un obiettivo è pertanto fondamentale, sarà lì che dobbiamo arrivare ma soprattutto sarà da quello da cui dobbiamo partire. Perché, altrimenti, lasciarsi il passato alle spalle e cominciare un anno su buoni propositi che non hanno uno scopo? Ogni buon proposito normalmente ha la seguente forma &#8220;quest&#8217;anno prometto che &#8230;&#8221;.<br />
Una volta posta la meta, si potrà calcolare il percorso per raggiungerla: distanza, tempi e punti intermedi. Ogni obiettivo si può raggiungere se, commisurate alle nostre forze, viene posta in essere una strategia adeguata.<br />
Il vostro successo per il 2012 è laurearvi? Contate le materie, dividitele per gli appelli disponibili, bilanciatene il peso per ogni appello e cominciate a capire se è realmente fattibile, a cosa dovete rinunciare affinché diventi possibile.<br />
Avere un obiettivo chiaro ci permette misurarlo chiaramente con le nostre capacità. Inutile porci obiettivi al di fuori dalle nostre capacità, tipo imparare alla perfezione 6 lingue in un anno quando a mala pena conosciamo le regole grammaticali della nostra lingua madre.<br />
Fini e mezzi devono essere della stessa portata.</p>
<p style="text-align: justify;">- Appunto 2: Fare piccoli passi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo lasciati alle spalle il passato e ricominciamo da capo, quindi dobbiamo ricominciare lentamente, con quella lentezza tipica della riflessione.<br />
La nostra strategia per raggiungere l&#8217;obiettivo deve essere fatta di piccole micro-mete, da raggiungere passo dopo passo, dandosi degli obiettivi a breve e medio-breve termine con le quali arriveremo a raggiungere il nostro obiettivo principale.<br />
Che la perfezione non sia di questa terra, che sia nemica del bene, in fondo, ha la sua verità, perché se ci fossilizziamo troppo su una micro-meta, perderemo di vista l&#8217;intero cammino che abbiamo davanti, non andando più avanti e forse non riusciremo neanche a concludere quel passo perfettamente. La perfezione sta nella nostra mente, nell&#8217;idea che ci siamo fatto di una cosa e la realtà è diversa dalle idee, questo lo espresse già abbastanza bene Platone nel mito della caverna per soffermarci.<br />
Il consiglio di questo appunto non è quindi quella di utilizzare la teoria del Pareto, secondo cui basta applicarsi per il 20% delle proprie forze per ottenere risultati buoni all&#8217;80%, ma quello di fare sempre del proprio meglio, tenendo conto che la perfezione è solo un&#8217;idealizzazione. Forse anche Dio già all&#8217;ottavo giorno, dopo essersi riposato, disse &#8220;epperò potevo farlo meglio&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, tutto ciò che avete letto fin qui sono solo cazzate che inventano <em>Life Coach</em> per dare un po&#8217; di sicurezza a ricchi insicuri di sé, pronti ad un guru che gli insegni come gestire i suoi cazzi (ce ne sono tanti ormai anche in Italia). Forse ognuno ha la sua ricetta, Steve Jobs d&#8217;altronde consiglia di seguire l&#8217;istinto, senza premeditazioni e il successo l&#8217;ha avuto (ma chissà se ha razzolato veramente come ha predicato).</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là di come affronterete il 2012, che vi aspettiate che la vita continui così come è stata o che vi auguriate una vita nuova, continuate a leggerci!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2012/01/03/appunti-per-un-2012-di-successo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Filosofia, unica via&#8230; per il lavoro!</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2011/12/09/filosofia-unica-via-per-il-lavoro/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2011/12/09/filosofia-unica-via-per-il-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 12:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[neolaureati]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[scelte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=8205</guid>
		<description><![CDATA[Studiare filosofia è una strada che non porta da nessuna parte se non all&#8217;insegnamento? Il mondo del lavoro non ha bisogno se non di tecnici e noi poveri stronzi che studiamo materie umanistiche di cui la società non ricorda nemmeno più l&#8217;importanza (qui già un mio piccolo sfogo: &#8220;Studi filosofia&#8230; e che è?!&#8220;) possiamo rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Studiare filosofia è una strada che non porta da nessuna parte se non all&#8217;insegnamento?<br />
Il mondo del lavoro non ha bisogno se non di tecnici e noi poveri stronzi che studiamo materie umanistiche di cui la società non ricorda nemmeno più l&#8217;importanza (qui già un mio piccolo sfogo: &#8220;<a title="studiare filosofia" href="http://www.abattoir.it/2011/01/20/studi-filosofia/">Studi filosofia&#8230; e che è?!</a>&#8220;) possiamo rimanere precari a vita?</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono convinto di no.<br />
Io ho fatto una scelta diversa, contro tendenza, e a sei anni da quella scelta ne sono sempre più convinto: ho scelto di mettere in secondo piano le mie capacità tecniche di perito informatico (con buonissimi voti) per coltivare la parte di me che aveva più sete, quella riflessiva, curiosa, che non poteva stare tutta la vita dietro un pc a scrivere codici per macchine. <span id="more-8205"></span><br />
Prima non sapevo scrivere neanche un tema a piacere, una relazione né spiegare a parole mie cosa significasse il codice che scrivevo. Non sapevo nemmeno ripetere la lezione di storia o di italiano, ed era una deficienza che dovevo colmare.<br />
Nel 2004 contro la volontà dei miei professori dell&#8217;ITI mi iscrissi a Filosofia, un po&#8217; dubbioso sul mio futuro ma cosciente del cammino che avevo davanti, almeno fino alla laurea triennale.<br />
In questi anni tutti mi hanno chiesto &#8220;perché filosofia?&#8221;, &#8220;cosa vuoi fare?&#8221;, e la domanda peggiore &#8220;e cosa puoi fare?&#8221;; ho sempre risposto con battute strampalate come queste domande, perché in fondo&#8230; perché una persona dovrebbe studiare filosofia?<br />
Secondo me, come per tutti gli altri settori, si dovrebbero assecondare le proprie inclinazioni. (Non fate mai medicina solo perché si guadagnano un sacco di soldi, rovinereste un sacco di gente!)</p>
<p style="text-align: justify;">Sul Corriere della Sera del 6 ottobre un articolo dal titolo &#8220;<a title="lavorare con laurea in filosofia" href="http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_05/laurea-filosofia-lavoro-fiaschetti_0635857e-ef9e-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.corriere.it/cronache/11_ottobre_05/laurea-filosofia-lavoro-fiaschetti_0635857e-ef9e-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml?referer=');">Nuovi filosofi, tra le risorse umane e la tentazione della pasticceria</a>&#8221; affronta questo problema in modo abbastanza puntuale, finché alle conclusioni diviene superficiale perdendo così il punto vero della discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come c&#8217;è chi fa medicina per soldi, c&#8217;è anche chi fa filosofia non per seguire una sua naturale inclinazione, ma come ripiego per non essere entrato in questa o quell&#8217;altra facoltà umanistica oppure perché non sapeva dove sbattere la testa dopo il diploma; &#8220;e poi la filosofia è facile: basta ricordare cosa c&#8217;è scritto sul libro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio della filosofia è invece lo studio di chi tende nel suo spirito all&#8217;onniscenza, non per superbo intellettualismo, ma per curiosità, per &#8220;amore per la conoscenza&#8221;, che non limita i propri studi alla filosofia in senso stretto delle idee platoniche o dell&#8217;esserci heideggeriano, ma cade più spesso in testi di psicologia, sociologia, antropologia o linguistica, e &#8211; molto meno spesso &#8211; anche in testi di economia o giurisprudenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La filosofia, con le sue poche domande e la sua infinità di risposte da confrontare criticamente, allena la mente dei suoi studiosi al confronto diretto con i problemi e con le loro diverse soluzioni, articolazioni che rendono la mente dello studioso flessibile e aperta, libera da schemi precisi e pronti a rimettersi in gioco.<br />
I colleghi che si sono iscritti invece per ripiego prenderanno posizioni assolute, facendosi difensori e portavoce di un unico filosofo fino al punto di dimenticare la genesi del problema che portò alla formulazione di quelle citazioni di cui si riempono la bocca, e lamenteranno di studiare cose non in linea con il loro pensiero e le loro abitudini.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi forse non è lo studio della filosofia il problema che porta certi giovani a non trovare lavoro, ma il modo in cui l&#8217;hanno fatto, gli obiettivi che si sono posti e come hanno proceduto per raggiungerli.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le materie a scelta nel mio piano di studi ci sono discipline non filosofiche. Un tradimento? No; anzi, è proprio per la voglia di conoscere, di ampliare i miei interessi e di rendere più flessibile il mio modo di pensare che ho fatto questa scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;articolo su citato si dichiara che la maggior parte dei laureati in filosofia nel primo anno dopo la laurea è disoccupato o precario. Mi chiedo: chi si laurea in economia o architettura invece fa soldi a palate? Specie qui al sud, gli ingegneri (che siano gestionali o aereospaziali) hanno un lavoro assicurato? Non è forse retorica quella di Maria Egizia Fiaschetti che firma quell&#8217;articolo?<br />
Sempre in questo articolo si legge che <em>«Il primo serbatoio occupazionale è quello delle risorse umane, seguito da marketing, comunicazione, organizzazione di eventi e attività di ufficio stampa. Il resto è spalmato tra carriera accademica e insegnamento»</em>, ovvero che gli studenti di filosofia dopo la loro formazione accademica si sono specializzati in HR, marketing e le altre professioni, oppure hanno continuato la storia della filosofia (anche se anche qui c&#8217;è da fare distinzione tra gli accademici che sono tali perché hanno vinto il concorso all&#8217;università e non quello in banca e chi invece entra nella storia della filosofia).</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi cosa c&#8217;è di ironico nell&#8217;aprire una pasticceria? Se dopo aver studiato pensieri articolati e averne prodotti altrettanti si arriva alla conclusione che la strada migliore per la propria professione sia quella di fare dolci, dove sta il problema? Probabilmente saranno dei dolci di fantasia, che sfideranno i limiti del gusto classico per oltrepassarli o per ritrovarne un&#8217;ortodossia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2011/12/09/filosofia-unica-via-per-il-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

