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	<title>Abattoir &#187; Battaglie Ideologiche</title>
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	<description>Voci dal macello</description>
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		<title>Oroscopi, test &amp; co.: come i sapiens sapiens vanno al circo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Noemi Venturella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono tante cose che mi mandano al manicomio (ancora solo metaforicamente) e che mi fanno dubitare che la specie umana sia ancora degna dell’etichetta “sapiens sapiens”. Tra queste, oggi voglio parlare dell’idiozia di chi nel 2012 è ancora convinto che compilando 4 caselline in un giornale di Signorini saprà la verità su di sé [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tante cose che mi mandano al manicomio (ancora solo metaforicamente) e che mi fanno dubitare che la specie umana sia ancora degna dell’etichetta “sapiens sapiens”.</p>
<p><img class="alignright" title="conosci te stesso" src="http://silvioirio.files.wordpress.com/2008/04/test.jpg" alt="" width="198" height="198" />Tra queste, oggi voglio parlare dell’idiozia di chi nel 2012 è ancora convinto che compilando 4 caselline in un giornale di Signorini saprà la verità su di sé e sul suo futuro. E che con 3 clic di mouse qualche mirabolante applicazione di fb gli dirà “chi sei”. E per di più, che l’oroscopo di Paolo Fox su rai uno la mattina presto gli rivelerà se oggi sarà stitico o no e se nel più bello di questa stitichezza incontrerà l’amore della sua vita, avrà 3-4 marmocchi e riceverà delusioni a lavoro. Senza contare chi ha ancora il coraggio (ma qui mi riservo a mia volta l’idiozia di sperare che siano davvero poche persone) di chiamare Madame Stella la notte per sapere se “lui tornerà da me”.</p>
<p>Entrare nel mondo dei test farlocchi, delle verità scritte nelle stelle, del clic compulsivo su qualsiasi cosa che dia informazioni su noi stessi è un gioco al massacro che mostra tutta la fragilità dell’essere umano, la sua ingenuità, la sua speranza che qualcuno possa aiutalo nella conoscenza di sé. &#8230;&#8217;La conoscenza di sé&#8217;. “Me stesso”: chi era costui?… Chiuso in un identità liquida che attanaglia e su cui c’è sempre più bisogno di conferme, risposte, sostegni dall’esterno… <span id="more-8758"></span><br />
Di quest’ansia immane di conoscersi, capirsi, approfondirsi abbiamo notizia sin dal famoso“<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conosci_te_stesso" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Conosci_te_stesso?referer=');">gnôthi sautón</a>” e non c’è niente di più saggio che l’uomo possa fare, lo diceva pure il grande Socrate.</p>
<p>Eppure, al di là di ogni banale aspettativa di saggezza, l’idiozia umana si è posta al servizio prima e al massacro poi di una tecnologia da <em>panen et circensem</em> che oggi scavalca qualsiasi impeto conoscitivo per assecondare l’impeto sempliciotto di capire qualcosa di superficiale (ovvero del tutto inutile) di sé per mettere a tacere curiosità e scrupoli di coscienza altrettanto sempliciotti e superficiali.<br />
Ebbene. L’ambito mediatico è perfettamente consapevole di ciò, così si è nel tempo adattato a fornirci gli strumenti per tenerci buoni soddisfacendo <em>sic et simpliciter</em> questo desiderio (nel concreto: invitando i vari Fox a rai uno, permettendo a GenteGioiaOggi di inventarsi un test di personalità ogni giorno diverso, dando il <em>placet</em> a internet di smerciare cosette deliziose del tipo “dimmi che colore ami e ti dirò chi sei”).<br />
E noi ci siamo caduti come pere cotte.</p>
<p>Ora… Anch’io da piccina rubavo il giornaletto “Intimità” della mia prozia per andarmi a leggere l’oroscopo dei “gemelli” e per fare il test della coppia perfetta, dell’amante perfetto, della persona meravigliosa. Oggi ce ne sono anche di più sofisticati: test sulla capacità di risolvere i problemi, test sull’adattamento, test da ex-cioè sul “sono capace di essere una buona amica?”, test da focus del tipo “misura il tuo Q.I.”; e su facebook un bel giorno ho perfino beccato un test che si spacciava per sostituto del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diagnostic_and_Statistical_Manual_of_Mental_Disorders" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Diagnostic_and_Statistical_Manual_of_Mental_Disorders?referer=');">DSM</a>: “Compilami! Ti dirò che personalità hai secondo il DSM-IV!”. Insomma, siamo alla frutta, alla strumentalizzazione della psicologia; ma siamo noi che lo permettiamo. Perché vale la stessa legge delle pellicce di pelle: se smetteste di comprarle, nessuno ucciderebbe fior fiore di piccole foche, cincillà e volpini per fabbricarle.<br />
Il punto allora è: perché nel 2012 c’è chi ancora crede che fare questi test o ascoltare gli oroscopi serva davvero a qualcosa di diverso dal gettare il proprio tempo nello scarico del cesso e dal farsi prendere per stupidi da chi queste boiate circensi le crea per intontirci sempre di più (e magari si fotte pure piccioli per farlo)?<br />
Non è bello.<br />
E siccome non è bello, lo spirito di fratellanza umana mi spinge a darvi dei validi motivi per smettere di farlo.<br />
Nel 1954 il percettologo Gaetano Kanizsa sottopose a 23 individui un test proiettivo, che presentò come un nuovo strumento in grado di fornire rapidamente un profilo di personalità completo e attendibile. Il giorno successivo, vennero forniti i risultati, consistenti in un profilo di personalità ricco e articolato, ma fasullo: Kanizsa non aveva interpretato i test, ma aveva dato a tutti il medesimo profilo; eppure… tutti i soggetti testati lo giudicarono aderente alla propria personalità! Kanizsa dimostrò così che se descriviamo una persona secondo caratteristiche sufficientemente ampie e generiche, abbiamo altissime probabilità che questa vi riconosca qualcosa di proprio, coerentemente col motto del celebre circo di Barnum: &#8220;Un circo deve avere una piccola cosa per ognuno&#8221; (motivo per cui questo fenomeno di pura e acritica creduloneria è stato definito «effetto Barnum»).<br />
Perché ciò avviene? Perché la conoscenza che ogni individuo ha della propria personalità è piuttosto approssimativa. Pertanto, anche un criterio di giudizio assolutamente casuale può essere giudicato adeguato, serio e attendibile dai “sapiens sapiens”, similmente a quanto accade per discipline pseudoscientifiche o superstiziose.</p>
<p>Sull’oroscopo che dire: lo sanno tutti che le stelle si spostano e che quindi non si può interpretare la loro ipotetica influenza sull’umanità a partire da schemi vecchi secoli e secoli.</p>
<p>Sul <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Test_psicologici" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Test_psicologici?referer=');">valore dei test</a> “giornalettistico-internettian-popolari”, se ancora non siete convinti della loro inutilità, aggiungo che:<br />
- un qualsiasi test non è attendibile se non si basa su un campionamento che deve riflettere proporzionalmente le caratteristiche della popolazione cui si riferisce (ciò implica un lavoro lungo e capillare, dai costi spesso proibitivi);<br />
- un test deve rispondere a precise caratteristiche di validità (dicontenuto, di costrutto, in rapporto a un criterio, di facciata, accuratezza, convergente, divergente);<br />
- un test deve rispondere a precise caratteristiche di attendibilità: i punteggi ottenuti da un gruppo di soggetti sono coerenti, stabili nel tempo e costanti dopo molte somministrazioni;<br />
- i test possono completare quanto emerso da un colloquio conoscitivo, ma non possono sostituirlo, giacché solo il colloquio è in grado di cogliere i diversi canali attraverso cui si manifestano le caratteristiche di un individuo (fisiologiche, cognitive, comportamentali, etc.), nonché la sua fondamentalissima comunicazione non verbale;<br />
- …<br />
Potrei continuare, ma per chi vuole intendere, dovrebbe essere sufficiente.<br />
Perciò gente, se vi piace il rosso, non siete persone focose, non illudetevi: sono tutte cazzate. E se sapete fare 683 x 0,4 non avete un Q.I. da mostri sacri; inoltre, se vi vestite di nero non siete depresse e se siete gemelli nati sotto l’egida di Giove non sarete fortunati per l’eternità.<br />
Nessun test o oroscopo farlocco vi dirà mai la verità. Se siete così curiosi e o volete davvero sapere chi siete, non perdete tempo prezioso, non cadete ingenuamente dentro il loop da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Pascal#Il_divertissement" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Pascal_Il_divertissement?referer=');">divertissement </a>stile &#8220;bambini che vanno al circo&#8221;, ma trovate strumenti più seri per scoprirlo, primo tra tutto il vostro stesso pensiero.</p>
<p>Per il resto, se &#8216;sto “sapiens sapiens” non è in grado di usare meglio il suo tempo e il suo sapiens-intelletto, non resta che  arrendersi amaramente: illudetevi, assecondatevi, testatevi la depressione seduti in pigiama o il fascino con le labbra rosse vunce di botulino e la minigonna prima di un appuntamento galante; siete al circo! E che la collusione tra business mediatico e stupidità umana continui.</p>
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		<title>Wardrobe Renewal: lo svecchiamento che rinnova il tuo armadio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilisa Dones</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[garage sale]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovo guardaroba]]></category>
		<category><![CDATA[seconda mano]]></category>
		<category><![CDATA[svecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Wardrobe Renewal]]></category>

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		<description><![CDATA[Stare al passo con la moda, si sa, richiede una particolare disponibilità finanziaria e un armadio particolarmente accogliente. Questo vale per i gli abiti come per gli oggetti. Ad ogni cambio di stagione si tirano giù borsoni e spesso non si fa altro che &#8220;stipare&#8221; meccanicamente tutto quello che si è accumulato nel corso degli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img title="Garage sale" src="http://www.matteopaiato.com/wp-content/uploads/2011/08/garagesales.gif" alt="Garage sale" width="510" height="360" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Stare al passo con la moda, si sa, richiede una particolare disponibilità finanziaria e un armadio particolarmente accogliente. Questo vale per i gli abiti come per gli oggetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni cambio di stagione si tirano giù borsoni e spesso non si fa altro che &#8220;stipare&#8221; meccanicamente tutto quello che si è accumulato nel corso degli anni precedenti senza alcuna logica, per pigrizia. Magari, capita che quell’abitino che 4 anni fa vi entrava alla perfezione adesso non vi stia più, perché avete messo su qualche chiletto, ma di buttarlo via non se ne parla proprio, perché, che peccato, l’avete indossato solo una volta. Faccio un esempio: avete un vestito da sera che magari vi è costato mezzo stipendio. Non ha alcun senso darlo a persone bisognose perché, teoricamente, le occasioni durante cui può essergli utile sono quasi nulle. Che fare? Ha senso tenerlo a muffire in un angolo dell’armadio e guardarlo con aria sconsolata?<span id="more-8691"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Beh, in molti paesi Europei e anche in Italia, ha preso piede una pratica che si fa ad ogni cambio di stagione che va a sostituire o rende complementare quella ben più inflazionata del dare gli indumenti che non si utilizzano in beneficienza. Parlo della compra/vendita di seconda mano.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea parte dal presupposto che ciò che non serve più a noi potrebbe servire a qualcun altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di organizzare ad ogni cambio stagione, o ogni qual volta si desidera una ventata di rinnovo, un vero e proprio mercatino dell’usato in cui si mettono in vendita oggetti e indumenti che rischierebbero di marcire in un angolo dell’armadio o di una scatola.</p>
<p style="text-align: justify;">È interessante, a questo proposito, notare che secondo un’indagine della Camera di commercio di Milano, il mercato dell’usato in Italia ha subito un aumento del 34% negli ultimi anni. E attualmente sono quasi 3.500 gli esercizi commerciali che, nei vari settori, trattano articoli di seconda mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono i generi che si comprano maggiormente?</p>
<p style="text-align: justify;">Il settore merceologico che va per la maggiore è quello del mobile antico e usato che è anche quello che ha registrato l’aumento più alto. A seguire gli oggetti per la casa e i vestiti usati, tra cui il vintage che – va detto – spesso può costare più del nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi ultimi anni sono aumentanti anche gli acquisti sportivi: bici, pattini, sci, abiti tecnici e articoli per l’infanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non va dimenticato anche il boom che si è registrato con siti internet quali eBay o Seconda Mano: infatti, buona parte di questi “affari” si realizzano sul web lasciando contenti venditore e compratore.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono anche molti esercizi che si occupano di vendere gli articoli in “conto vendita” che consiste nell’affidare la propria merce a un esercente che li metterà in vetrina. Una volta venduti, darà una percentuale (di solito la metà) al venditore. Esistono molti franchising che effettuano questo servizio come Il Mercatino o Mercatopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">E se volessimo rendere divertente questa nuova pratica? Come fare?</p>
<p style="text-align: justify;">Passo 1. Si fa una cernita di quello che si ha. Si conserva quello che effettivamente si pensa di usare durante la stagione corrente, si elimina (buttandolo) ciò che oramai “ha dato l’anima a Dio” (sì, parlo proprio di quei jeans consunti e sbiaditi che tanto ci piace conservare come cimeli) e si sceglie  tutta quella roba che, invece, o ci sta male o non abbiamo indossato e mai indosseremo o che semplicemente per i nostri gusti non va più bene o non ci serve più.</p>
<p style="text-align: justify;">Passo 2. Si cataloga tutta questa roba, si valuta ciò che effettivamente è in ottime condizioni, si porta in lavanderia (se si tratta di indumenti) e si applicano dei cartellini indicando il prezzo (magari alla metà o meno di quanto le abbiamo pagate) e la misura.</p>
<p style="text-align: justify;">Si crea un evento su Facebook e si invitano amici chiedendo loro di portare i propri amici, per visionare la propria mercanzia. Di norma lo smaltimento non avviene in un solo appuntamento, ma è opportuno dedicare due o tre giorni alla settimana per dare anche modo che la voce si sparga. Risulta carino preparare qualche dolce e offrire una tazza di te per gli avventori proprio per dare un senso di familiarità all’evento che non deve intendersi semplicemente come vendita ma anche un modo per scambiare opinioni o per rivedere vecchi amici.</p>
<p style="text-align: justify;">In diversi paesi dell’Europa questa pratica è diventata un appuntamento fisso durante il quale è possibile recuperare qualche soldo per chi vende e fare qualche affare per chi compra e fare anche nuove amicizie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in una città come Palermo, dove il germe del consumismo e la sindrome del “chissà cosa pensa la gente se mi metto a vendere i miei vestiti? Mi prende per una pezzente” ha l’egemonia, questa pratica potrebbe incorrere in un insuccesso anche se molto utile e allo stesso tempo divertente.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi che ne pensate? Organizzereste un mercatino dell’usato o comprereste in uno di questi mercatini fai-da-te?</p>
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		<title>L&#8217;uomo perde il pelo ma non il vizio&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 07:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[animalisti]]></category>
		<category><![CDATA[atrocità]]></category>
		<category><![CDATA[pellicce]]></category>
		<category><![CDATA[scuoiamento]]></category>
		<category><![CDATA[sud-est asiatico]]></category>

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		<description><![CDATA[Testo di Alexia Mangano Immagina … Sei spaventato, affamato, un vento gelido ti alita sulla pelle. Un odore pungente ti stordisce i sensi, urina, feci… sangue. Intorno a te altri uomini e donne si aggirano folli, graffiandosi violentemente gli arti, strappandosi i capelli e picchiando con forza la testa contro… sì, contro le sbarre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8692" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/01/depilazione_e_pelliccia_rid.jpg" rel="lightbox[8682]"><img class="size-full wp-image-8692 " title="depilazione_e_pelliccia_rid" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/01/depilazione_e_pelliccia_rid.jpg" alt="donna che si depila ma indossa peli animali" width="480" height="464" /></a><p class="wp-caption-text">Vignetta di Andrea Ventura. Nonsense tra depilazione e pellicce.</p></div>
<p><strong>Testo di Alexia Mangano</strong></p>
<p>Immagina …</p>
<p>Sei spaventato, affamato, un vento gelido ti alita sulla pelle.<br />
Un odore pungente ti stordisce i sensi, urina, feci… sangue.<br />
Intorno a te altri uomini e donne si aggirano folli, graffiandosi violentemente gli arti, strappandosi i capelli e picchiando con forza la testa contro… sì, contro le sbarre di una gabbia… Sei in una gabbia, angusta, troppo piccola, troppo affollata.<br />
Il terrore ti divora le viscere, non puoi scappare, puoi solo aspettare e i minuti passano lenti e ogni respiro pesa come un macigno.<span id="more-8682"></span><br />
Ed è un attimo; li senti, si avvicinano, vi agitate tutti ancora di più; gli altri intorno urlano e tu urli più forte di loro. Ti hanno preso per una gamba e ti stanno trascinando fuori. Respiri la terra mentre continui a gridare senza posa; le narici e la bocca si riempiono di fango, la vista ti si annebbia. Ora non senti neppure più la tua voce, assordato dall’orrore; iniziano a colpirti con spranghe di ferro, la gola si gela e non riesci più persino a pensare. Qualcosa ti preme sulla nuca, ti spezza le ossa e la paura è insostenibile, perdi i sensi, ma dura poco e quando riapri gli occhi sei appeso a testa in giù e… ti stanno togliendo la pelle lentamente, dai piedi su per le gambe, per la schiena … la vedi, riesci ancora a vedere quella lama che ti lacera; vorresti morire, vorresti non sentire, ma non muori e l’inferno arde sul tuo corpo e a un certo punto ti strappano via la pelle in un dolore atroce. Non sei più niente. Nudo e sanguinante vieni gettato in una fossa, in un groviglio di sangue e corpi come te squartati; e patirai a lungo quel tormento prima che la vita voli via da te.</p>
<p>Come ti senti?</p>
<p>Bene, sappi che questo è esattamente quello che subiscono ogni giorno, in Cina, poveri animali innocenti, catturati, segregati, torturati e scempiati fino a essere scuoiati vivi da deplorevoli bipedi che si fregiano del nome di esseri umani, al solo scopo abietto di rubarne le pellicce.<br />
Sono gatti, cani, procioni che sottoposti a queste barbarie “donano” i loro peli per ornare tanto piacevolmente giacche, borse, scarpe e accessori di varia natura.<br />
Quasi tutti dentro il nostro armadio “nascondiamo” un “cadavere”, consciamente o inconsciamente, per ignoranza forse, perché è stato un regalo, perché non ci si siamo mai domandati da dove provenissero quei peli e quando lo abbiamo fatto, per giustificarci, ci siamo raccontati la frottola che quella lì è pelliccia finta.</p>
<p>Oggi imbattersi in capi bordati di pelliccia è piuttosto semplice, sulle bancarelle dei mercati, negli stand dei negozi che vendono abbigliamento a basso costo.<br />
E quasi sempre abbiamo davanti brandelli di pellicce vere che nelle etichette dei capi vengono appellate con fantasiosi nomi quali corsak, murmanski, wildcat, housecat e tanti, tanti altri, al fine di celarne la vera origine.<br />
Coloro che uccidono un animale per prelevarne la pelliccia non badano alle sofferenze arrecate all’animale stesso, ma quello che conta è esclusivamente mantenere in buono stato le pelli. In genere, gli animali vengono uccisi per annegamento, per dissanguamento a seguito di un taglio alla gola o con uno sparo in testa. Purtroppo, lo “scuoiamento a vivo” è molto usato soprattutto nel Sud-Est Asiatico e in Cina<sup>1</sup> dove negli ultimi anni si è spostata gran parte della produzione mondiale di pellicce. In questi paesi non vige una vera e propria normativa che regoli queste atrocità e perciò a nulla valgono le proteste delle associazioni animaliste, che pure negli anni Ottanta e Novanta erano riuscite a far calare sensibilmente la domanda di pellicce “vere”, oggi tristemente tornate in auge.<br />
Teniamo conto anche che per fare una pelliccia occorrono diverse pelli, il numero varia a seconda della dimensione dell’animale e può arrivare a prevedere l’utilizzo di un numero impressionante di animali se questi sono di piccole dimensioni.</p>
<p>Quanto può essere crudele e brutale l’uomo? E dire che ci siamo persino evoluti per perdere la nostra di pelliccia e che uomini e donne indistintamente passiamo del tempo a eliminare i residui pelosi dal nostro corpo e poi, come dei primitivi vorremmo ricoprirci col manto di animali la cui unica colpa è quella di averli ancora quei peli.<br />
Non ci sono giustificazioni. È orripilante il solo pensiero.<br />
Quello che dovrebbe avvenire a questo punto è la miracolosa presa di coscienza generale delle atrocità che si celano dietro i nostri bei giubbottini e boicottare così questo mercato schifoso.<br />
Rimane il fatto che se proprio non riusciamo a resistere al “fascino” della pelliccia e a sentirci un po’ cavernicoli basta indossare pellicce sintetiche meno costose e più “umane”.</p>
<p><span style="font-size: x-small;">[1] In Canada lo scuoiamento viene praticato sui cuccioli di foca e su alcune specie di lontra.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senza titolo</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/01/21/senza-titolo/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'Abattoir</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Benzina]]></category>
		<category><![CDATA[Blocco dei tir]]></category>
		<category><![CDATA[informazione manipolata]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento dei forconi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Faber L. Gray In tempi come questi, tra social network, blog, siti, giornali, tv, radio, vorrei scrivere una semplice, nota negativa. Un trafiletto, due pensieri in fila e quasi ben confezionati per voi. Senza immagini, lasciate spazio alla vostra fantasia – i telegiornali andrebbero sentiti senza video! Sono incazzato. Fottutamente incazzato e, per una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Faber L. Gray</strong></p>
<p>In tempi come questi, tra social network, blog, siti, giornali, tv, radio, vorrei scrivere una semplice, nota negativa. Un trafiletto, due pensieri in fila e quasi ben confezionati per voi.<br />
Senza immagini, lasciate spazio alla vostra fantasia – i telegiornali andrebbero sentiti senza video!</p>
<p>Sono incazzato.<br />
Fottutamente incazzato e, per una volta, non con me stesso.<br />
Benché sia orgoglioso di essere siciliano, nel mio cuore moltissimo orgoglioso, SONO INCAZZATO CON TUTTI I MIEI CONCITTADINI. Con tutti i miei conterranei, isolani più isolati mentalmente che fisicamente.<br />
Mi riferisco ai fatti che da quattro giorni ormai vincono il primo premio come &#8220;argomento più condiviso in rete&#8221;; un evento così tanto pompato, in positivo e negativo, da venir paragonato ai Vespri Siciliani.<br />
Lo sciopero degli autotrasportatori, a cui hanno aderito piccole minoranze di pescatori e agricoltori.<br />
E la stampa, nazionale e locale, non aiuta a calmarmi i nervi, nossignore.<br />
Cercando un buon compromesso nel mare incerto dell&#8217;informazione attuale calibro, nel possibile, un buon mix di telegiornali e quotidiani online/siti d&#8217;informazione.<span id="more-8672"></span><br />
Questa volta, per questo caso specifico, ho voluto affidarmi alla buona vecchia ricerca su google.<br />
Google; parole chiave &#8220;benzina Palermo&#8221;; invio.</p>
<p>Primo link: da La Repubblica del 18 gennaio 2012.<br />
<a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/01/18/news/sciopero_degli_autotrasportatori_in_citt_scatta_l_assalto_ai_distributori-28343036/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/palermo.repubblica.it/cronaca/2012/01/18/news/sciopero_degli_autotrasportatori_in_citt_scatta_l_assalto_ai_distributori-28343036/?referer=');">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/&#8230;utori-28343036/</a><br />
La prima frase dell&#8217;articolo dice: &#8220;È l&#8217;effetto dello stop dei mezzi pesanti imposto dal movimento Forza d&#8217;urto.&#8221;<br />
PRIMO ERRORE DI INTERPRETAZIONE O MANIPOLAZIONE D&#8217;INFORMAZIONE.<br />
È un fatto che la benzina è finita in quasi tutte le stazioni di servizio per colpa di tutte quelle persone che sono saltate in aria dal proprio sonno e intontiti come da un farmaco, in panico, sono volati via a fare il pieno ai propri mezzi. È accaduto non per colpa o grazie ai tir che in questi giorni bloccano strade e autostrade per protestare.</p>
<p>Secondo link: dall&#8217;agenzia Adnkronos del 18 gennaio 2012.<br />
<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Autotrasporto-prosegue-sciopero-in-Sicilia-scarseggiano-scorte-di-viveri-e-benzina_312871561372.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Autotrasporto-prosegue-sciopero-in-Sicilia-scarseggiano-scorte-di-viveri-e-benzina_312871561372.html?referer=');">http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia&#8230;2871561372.html</a><br />
La prima frase dice: &#8220;A causa del blocco dei &#8216;padroncini&#8217; ai caselli autostradali, ma anche lungo le arterie delle statali, iniziano a scarseggiare le scorte di viveri nei supermercati e la benzina.&#8221; [l'ultimo periodo addirittura in grassetto]<br />
SECONDO ERRORE DI INTERPRETAZIONE O MANIPOLAZIONE D&#8217;INFORMAZIONE.<br />
Premesso che secondo il mio modesto parere con tutti i supermercati, gli ipermercati e i piccoli spacci e botteghe che abbiamo in città trovo difficile credere che i viveri stiano scarseggiando nel giro di 2 giorni: tutti che hanno un magazzino 2 metri per 2??! – I viveri, SE anche quando stanno iniziando a scarseggiare – plausibile solo per tutto quel che è CONSIDERATO &#8220;fresco&#8221; come verdure, pesce e altro – è per causa di tutti quei cittadini che leggendo le informazioni mal scritte probabilmente tanto da innescare la paura, temono carestie da Seconda guerra mondiale e, quindi, corrono a comprare ogni cosa; anche la scatoletta mai mangiata in vita loro. Non mi pare quindi corretto dare la responsabilità ai tir che hanno bloccato strade e autostrade.<br />
Due articoli su tanti letti in rete, altri sempre del 18 gennaio non migliorano i toni&#8230; quasi tutti innescano un meccanismo di panico e allarme con le parole scelte per i loro articoli, quando, in verità, la vita scorre abbastanza nella norma a Palermo. Lo vedo io, lo potete vedere anche voi.<br />
La gente ha comprato il cibo e l&#8217;ha conservato in casa e mangia. La gente ha riempito fino all&#8217;ultimo spazio il serbatoio del carburante e usa la macchina a ogni costo; pur avendo a disposizione le proprie gambe, biciclette, mezzi pubblici.<br />
Io panico, crisi, terrore da &#8220;abbandonati e senza speranze&#8221; non li sento proprio nell&#8217;aria. Voi?<br />
Pochi rimangono a casa, pochissimi non hanno fatto benzina capendo il motivo della protesta e usando la vera arma per protestare. Perché, che voi ci crediate o no, le armi sono sempre state e sempre saranno nelle nostre tasche, basta saperle usare; e se continuerete a mettere mano ai vostri portafogli in momenti di crisi, di scioperi, di proteste, continuando a comprare i beni, i servizi, la determinata marca X del proprietario Y che gestisce gli affari di Z, le cose non cambieranno! I grandi che conducono il gioco e la commedia continueranno a fare quel che han fatto fin&#8217;ora e non ci ascolteranno.<br />
Scioperare perché il prezzo della benzina è diventato troppo altro e lo stesso giorno fare il pieno ala macchina è da coglioni. E mi dispiace se vi ci rivedrete, non sentiatevi offesi per il &#8220;coglione&#8221;.<br />
Giustifico ed escludo dal gioco tutte quelle categorie che per lavoro necessitano della benzina, in primis ambulanze e pronto intervento.</p>
<p>È un ottimo esempio di macello a pareti trasparenti, le pecore ignare sono i cittadini e i macellai?<br />
Un &#8220;prendilo, fottilo, dagliele&#8221; che tanto rimane intontito e ride, lui povero cittadino miscredente ma contento, non ha capito. Nel discorso sopra fatto ci sarebbe anche da chiedersi chi potrebbe esserci dietro questi moti; questi gruppetti spuntati fuori dal nulla nominati &#8220;Movimento dei forconi&#8221;, ma temo di cadere in vecchie ideologie e argomenti politici e la politica mi annoia. Ma, sarebbe una bella domanda da farsi&#8230;</p>
<p>La gente dorme e non capisce e io uso sempre più toni forti e dispregiativi, antipatici e irriverenti.<br />
Voglio svegliare, non è con la simpatia e il sorriso che ciò accadrà.</p>
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		<title>Wind of changes: liberalizzazione sì, liberalizzazione no!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosita Baiamonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordate la &#8220;primavera di Praga&#8221;? Quel bellissimo e sfolgorante periodo in cui l’allora governo della Cecoslovacchia, sotto il dominio dell’Unione Sovietica, decise di promuovere un programma di liberalizzazione politica ed economica, nel tentativo di arrivare a un vero e proprio processo di democratizzazione, che purtroppo venne interrotto a causa dell’invasione sovietica, che in breve ripristinò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ricordate la &#8220;primavera di Praga&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify">Quel bellissimo e sfolgorante periodo in cui l’allora governo della Cecoslovacchia, sotto il dominio dell’Unione Sovietica, decise di promuovere un programma di liberalizzazione politica ed economica, nel tentativo di arrivare a un vero e proprio processo di democratizzazione, che purtroppo venne interrotto a causa dell’invasione sovietica, che in breve ripristinò l’antico ordine.</p>
<p style="text-align: justify">Perché ve ne parlo? Perché quello della liberalizzazione è un argomento che quasi tutti i governi hanno, una volta nella loro vita, preso in considerazione. Compreso il governo Berlusconi, che come sappiamo, nasce come governo liberale (???) e riformista, ma che, nella sostanza, ha tentato di imbavagliare anche Topo Gigio e che è sempre sceso a compromessi con le varie caste, proteggendole oltremodo e non arrivando a nessuna conclusione.<span id="more-8619"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il governo Monti negli ultimi giorni ha rilanciato lo scottante tema della liberalizzazione economica, scatenando il solito vespaio di polemiche. Protestano tutti: tassisti, farmacisti, avvocati, notai e casalinghe.</p>
<p style="text-align: justify">Spieghiamo in breve cosa s’intende per processo di liberalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify">Dicesi <em>liberalizzazione</em> quel processo che intende adeguarsi ai principi del liberalismo economico e che prevede l&#8217;abolizione di qualsiasi restrizione preesistente; si parla quindi di liberalizzazione economica, del commercio, del mercato e del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">Nel pacchetto liberalizzazione, promosso dall’attuale governo Italiano, le maggiori resistenze arrivano dalla lobby dei tassisti, che in questi giorni protestano senza sosta per bloccare il decreto che, a detta loro, saturerebbe il loro settore e non porterebbe alcun beneficio.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che Monti, diplomaticamente, chiama, “disarmo multilaterale delle corporazioni” è in sostanza il sogno di ogni governo che si professa liberale: eliminare le staccionate che da anni proteggono alcune categorie in Italia. Lo sfondamento di una di esse, come ad esempio quella dei tassisti, se mai venisse portato a compimento, potrebbe facilmente essere tra le più rivoluzionarie mosse pro liberalizzazione che il nostro Paese abbia mai portato avanti.</p>
<p style="text-align: justify">Essere tassista è come ereditare lo studio notarile del papà. La licenza si compra a caro prezzo e il mezzo passa di padre in figlio. Tutte le spese annesse al servizio taxi sono a carico del titolare della licenza: se si guasta il veicolo, è il tassista che paga di tasca propria, l’RC auto  e il carburante sono anch’essi a carico del conducente e così via. A fronte di spese sostanziose, il guadagno lordo dovrebbe essere intorno alle 4.000 euro per arrivare a un guadagno netto che va dai 1.500 ai 2.000 euro. Ecco perché i tassisti sono contro le liberalizzazioni, perché un numero maggiore di licenze significherebbe, a detta loro, un minor guadagno.</p>
<p style="text-align: justify">Questo potrebbe essere vero, ma un aumento del numero di taxi in circolazione significherebbe una sostanziale riduzione dei prezzi a corsa e quindi un incremento della concorrenza tariffaria. Insomma, sono o non sono libera di prendere un taxi che a parità di servizio, mi costa meno? Questo è in soldoni il quesito che mi sono posta e che mi fa propendere per un processo di liberalizzazione giusto, equo, che provi a scontentare i pochi, ma ad accontentare i molti, ovvero i liberi cittadini che di fronte a imposizioni di prezzi che vengono dall’alto, dalle lobby, dagli ordini professionali, sono inermi e anche, passatemi il termine, incazzati.</p>
<p style="text-align: justify">E qui si giunge a un altro tema spinoso: la liberalizzazione degli ordini professionali.</p>
<p style="text-align: justify">Personalmente, sono per la totale abolizione degli ordini professionali, per due ragioni di principio:  in primis, perché l’istituzione degli ordini è di ispirazione fascista, fu infatti una delle poche istituzioni promosse da Mussolini e adottate dalla nascente Repubblica Italiana, che anzi, promosse l’avvio di numerose altre corporazioni; forse troppe, non trovate? Ormai è uso e costume istituire un ordine per qualsiasi cosa, anche per i suonatori di zampogna. Così, chi vuole fare lo zampognaro liberamente durante le feste natalizie si deve fare il mazzo. Ovviamente, la mia è mera ironia, ma constatare che ci sono più ordini professionali che professionisti è alquanto sconfortante. L’altra ragione, un po’ meno di principio ma più di sostanza, è l’imposizione di tariffe minime cui i professionisti sono “costretti” a fare riferimento, in barba a qualsiasi concetto di libero mercato e di concorrenza leale.</p>
<p style="text-align: justify">È recente il caso di quei due ingegneri che con uno sprazzo di coraggio hanno osato proporre un’offerta sul famoso sito Groupalia, con tariffe vantaggiose. Ovviamente, sono stati immediatamente radiati dall’ordine degli ingegneri per non aver rispettato le soglie minime di tariffa imposte dall’alto. Non vi sembra assurdo?</p>
<p style="text-align: justify">Ok, i professionisti che leggeranno questi miei sproloqui potranno ribattere che l’esistenza dell’ordine garantisce correttezza e professionalità ed evita che ingegneri, avvocati o notai da strapazzo, presa la laurea, possano svolgere la professione in maniera scorretta. Ok, manteniamo allora l’esame di stato per l’abilitazione, ma vi prego, lasciate che i cittadini decidano liberamente a chi rivolgersi sulla base della professionalità, ma anche del vantaggio economico e soprattutto smettiamola di proteggere queste microsocietà che di fatto non fanno altro che difendere i propri privilegi.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente, il tema delle liberalizzazioni è denso di problematiche, impossibili da sbrogliare in poche righe.</p>
<p style="text-align: justify">Ma da libera cittadina che vuole vivere in un paese moderno, certe imposizioni sono stantie e sanno di vecchio.</p>
<p style="text-align: justify">E voi che ne pensate?</p>
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