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	<title>Abattoir</title>
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	<description>(Carne da macello?)</description>
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		<title>Fate l&#8217;amore con il pastore (o con l&#8217;istruttore di kite)</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2010/09/05/fate-lamore-con-il-pastore-o-con-listruttore-di-kite/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Lino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[low-cost]]></category>
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		<description><![CDATA[Cronaca di una turista sicula in terra sarda, prima parte
Il paradiso esiste. E se ve lo immaginate pieno di nuvole, angeli canterini, luce, fresco e tuniche bianche, siete fuori strada: il paradiso in questione è assolutamente terreno, reale, popolato da gente in carne e ossa (non folla, ma sparute presenze che ti segnalano che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cronaca di una turista sicula in terra sarda, prima parte</strong></p>
<div id="attachment_2966" class="wp-caption alignnone" style="width: 614px"><a rel="attachment wp-att-2966" href="http://www.abattoir.it/2010/09/05/fate-lamore-con-il-pastore-o-con-listruttore-di-kite/tuerredda/"><img class="size-full wp-image-2966" title="tuerredda" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/09/tuerredda.jpg" alt="" width="604" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Rossella Vitrano</p></div>
<p>Il paradiso esiste. E se ve lo immaginate pieno di nuvole, angeli canterini, luce, fresco e tuniche bianche, siete fuori strada: il paradiso in questione è assolutamente terreno, reale, popolato da gente in carne e ossa (non folla, ma sparute presenze che ti segnalano che non stai sognando e non sei troppo distante da casa), pieno di luce, sì, ma la luce del sole, quella che abbronza e riscalda e illumina e rende lieti, ma senza beatificare, e al posto delle tuniche bianche, costumi da bagno.<span id="more-2965"></span></p>
<p>Il paradiso è a portata di quasi tutti, se perfino io ho avuto la possibilità di visitarlo: dista un volo <em>low-cost</em> + qualche coincidenza di bus, e si può comodamente alloggiare in una tenda da campeggio due posti, arredata con materassini e sacchi a pelo per l&#8217;occasione.</p>
<p>Il paradiso, per chi non sapesse come ho passato la parte felice della mia estate, si trova in Sardegna, e più precisamente sulla costa sud, nella zona del cagliaritano.</p>
<p>Raggiungere Cagliari da Palermo significa prendere un volo Trapani-Cagliari con la Ryanair, volo che, se avete la fortuna di prenotare in anticipo, vi costerà una cinquantina di euro a/r. Trapani è facilmente raggiungibile in auto, ma per chi non avesse la possibilità di guidare fino alla provincia delle saline, e non trovasse un pio volontario disposto ad accompagnarlo, esiste un bus Terravision che si occupa proprio della tratta Palermo-Trapani Birgi, e che organizza le corse proprio in base ai voli Ryanair della giornata (addirittura per salire sul bus è necessario mostrare il biglietto aereo), alla modica cifra di 12 euro (solo andata).</p>
<p>Una volta arrivati all&#8217;aeroporto di Cagliari Elmas, prenderete un bus che in pochi minuti vi porterà all&#8217;autostazione Arst di Cagliari, da dove partono autobus per tutta la città e la provincia. Non è detto che voi siate così fortunati da essere sequestrati assieme all&#8217;intero autobus da uno psicopatico ubriaco fradicio, che parla con amici immaginari meno simpatici di lui, mentre le anziane donnine sarde presenti tremano di paura, e scongiurano la partenza del bus con il pazzoide alla guida, nell&#8217;attesa della fantomatica polizia sarda, che, a quanto dice un altro colorito fruitore dei mezzi pubblici, “è sssempre in mezzo alle palle, e quando ssserve non c&#8217;è mai!”, ma vi assicuro che potrebbe succedere.</p>
<div id="attachment_2968" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a rel="attachment wp-att-2968" href="http://www.abattoir.it/2010/09/05/fate-lamore-con-il-pastore-o-con-listruttore-di-kite/fenic_060429_003b/"><img class="size-full wp-image-2968 " title="pink flamingo" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/09/fenic_060429_003b.jpg" alt="" width="450" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Fenicotteri rosa, foto dal web</p></div>
<p>L&#8217;ampio ventaglio di offerte di alloggi potrebbe spiazzarvi: i sardi sanno bene di vivere in un bel posto, e dunque si sono organizzati in maniera tale da offrire alloggio a tutti i tipi di turisti, a tutti i tipi di tasche, anche. Per quanto riguarda me e la mia fida compagna di viaggio, la scelta è caduta su un campeggio segnalatoci dagli organizzatori del <em>Sarroch Summer Groove</em><sup>1</sup>, ossia il Camping Flumendosa, in località Santa Margherita di Pula: un&#8217;oasi di silenzio e tranquillità, miracolosamente privo dell&#8217;odiosa piaga dell&#8217;animazione, pieno di alberi, dotato di bagni, market, pizzeria, bar, e tutto quello che pensate possa occorrervi in campeggio, ma soprattutto posizionato a pochi passi dalla spiaggia che si trova alla foce del Flumendosa (fiume sul quale svolazzano numerosi Pink Flamingo, per la mia gioia infantile): spiaggia con sabbia sottile e chiara, lunghissima, e dall&#8217;acqua cristallina e fresca, con possibilità di prendere ombrellone e sdraio (ombrellone + due sdraio: 10euro per tutta la giornata) oppure organizzare piccole gite in catamarano, o noleggiare attrezzatura sportiva, o organizzare lezioni individuali di windsurf, kitesurf, o surf da onda. A questo proposito è necessario segnalare la presenza di istruttori dalle notevoli fattezze californiane, messi lì appositamente per rendere il vostro soggiorno più lieto e movimentato dal punto di vista ormonale.</p>
<p>Il paradiso comunque non è sulla spiaggia del Flumendosa, sebbene questa rimanga assolutamente valevole ai fini del divertimento turistico-marino. Il paradiso è dislocato tra le due filiali di Chia e Tuerredda, entrambe comodamente raggiungibili da Cagliari (o anche da Pula), tramite i mitici bus dell&#8217;Arst (sui quali potete informarvi gratuitamente chiamando dalla Sardegna il numero verde 800865042). Tuerredda è una relativamente-piccola spiaggia dalla sabbia bianchissima, e dall&#8217;acqua totalmente trasparente e fredda, inserita in un golfo con isolotto raggiungibile a nuoto compreso. Tuerredda è davvero un bel posto, uscire dall&#8217;acqua dopo una nuotata è difficile, andare via alla fine della giornata è triste. Unica nota dolente, che peraltro riguarda tutti i luoghi turistici del mondo, si paga anche l&#8217;aria che respiri: il parcheggio e il bagno sono a pagamento, gli ombrelloni del piccolo lido hanno prezzi variabili rispetto alla fila in cui si trovano (la prima fila è quella più costosa), cibo  e acqua portateli da casa, se non volete usare la Mastercard.</p>
<div id="attachment_2967" class="wp-caption alignnone" style="width: 614px"><a rel="attachment wp-att-2967" href="http://www.abattoir.it/2010/09/05/fate-lamore-con-il-pastore-o-con-listruttore-di-kite/45626_1526886045204_1026261185_1514949_615809_n/"><img class="size-full wp-image-2967" title="chia" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/09/45626_1526886045204_1026261185_1514949_615809_n.jpg" alt="" width="604" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Rossella Vitrano</p></div>
<p>Ma ancora più bella e selvaggia di Tuerredda (che comunque è una spiaggia mediamente frequentata), c&#8217;è la bellissima zona di Chia. Vasta costa sabbiosa, e rocciosa in alcuni punti, raggiungibile dopo un passaggio su pedane di legno poggiate su dune di sabbia dalla particolare bellezza. E qui il sardo supera in curva il siciliano: le dune di Chia sono “protette”, non è possibile calpestarle, alcuni cartelli invitano il visitatore a rispettare la natura del paesaggio, e a preservarlo per i posteri, o più semplicemente per la sua prossima visita. Non c&#8217;è munnizza, da nessuna parte, alcuni tratti di costa sono deserti, puoi stendere la tua tovaglia da mare e pensare di essere ai Caraibi, ma è più bello. L&#8217;acqua è di un azzurro cangiante, assume la colorazione violetta in alcuni punti, e il bello è poter nuotare dalle zone di sabbia a quelle rocciose, e (portatevi occhialini o maschera subacquea!) ammirare pesci e forme di vita marina, senza incappare in bicchieri di plastica o pannolini usati.</p>
<p>Il mio consiglio è: riempite lo zaino con occhialini, asciugamano, acqua fredda (in abbondanza!), qualcosa da mangiare (buonissime le pizzette di sfoglia che vendevano al camping, e che ci hanno nutrite per quasi tutto il viaggio, alla modica cifra di un euro a pizzetta), e riviste dalla variabile superficialità (portate sia il Fatto Quotidiano che Glamour), crema solare e musica, e preparatevi al relax totale: se sarete fortunati, tra la nuova collezione autunno-inverno e una nuotata al largo, vi dimenticherete i vostri stress cittadini, le scadenze, i problemi, le delusioni, e tutto il resto, fondendovi perfettamente con la dimensione naturalistica del luogo: verde, marina, silenziosa, e, per l&#8217;appunto, paradisiaca.</p>
<p><sup>1 Festival di musica che si è tenuto a Sarroch (Ca) dal 25 al 29 agosto, con protagonisti della musica internazionale, dai Gogol Bordello ai Placebo, passando per i Marta sui Tubi, e del quale vi parlerò prossimamente. </sup></p>
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		<title>Comprare on line?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 09:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Oggi non c&#8217;è nessuno al di sotto dei 40 anni che non sappia cos&#8217;è Ebay, ma quanti hanno mai comprato qualcosa? Magari i nostri lettori sono abituati a prenotare i loro aerei o i loro alberghi via internet, ma quanti invece fanno &#8220;spesa&#8221; regolarmente via internet?
Comodamente seduti nella propria postazione internet, mentre si dà un&#8217;occhiata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="E-Commerce Visa (Test tamron 17-50 2.8) di Fosforix, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/fosforix/3007393167/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/fosforix/3007393167/?referer=');"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3192/3007393167_5076a28fbe.jpg" alt="E-Commerce Visa (Test tamron 17-50 2.8)" width="500" height="334" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi non c&#8217;è nessuno al di sotto dei 40 anni che non sappia cos&#8217;è Ebay, ma quanti hanno mai comprato qualcosa? Magari i nostri lettori sono abituati a prenotare i loro aerei o i loro alberghi via internet, ma quanti invece fanno &#8220;spesa&#8221; regolarmente via internet?<br />
Comodamente seduti nella propria postazione internet, mentre si dà un&#8217;occhiata al proprio blog e una a facebook, noi potremmo acquistare qualsiasi genere di merce ci serva, dalla spesa alimentare a libri, cd, computer e, perché no, vestiti, e questi ci verrebbero consegnati a tempo debito a casa nostra o al nostro ufficio. Ancora meglio, potremmo fare la spesa on line dal nostro ufficio e chiedere che ce la portino a casa ad un certo orario da noi previsto, ovvero quello del nostro arrivo a casa, così da non perdere tempo a girare tra i labirintici corridoi dei supermercati e le lunghe code alle casse.<br />
Qualcuno ricorda come una volta la spesa on line si facesse per telefono, ovvero la mamma o la nonna chiamavano il supermercato e ordinavano la spesa, che, con il &#8220;servizio a domicilio&#8221;, arrivava a casa nell&#8217;orario prescelto. <span id="more-2936"></span><br />
La differenza oggi sta nel fatto che i labirintici corridoi sono diventati una pagina web più veloce da esplorare e con una maggiore velocità di scelta tra i prodotti, mentre al telefono bisognava essere un po&#8217; più decisi, se non si voleva passare un sacco di tempo a chiedere cosa ci fosse in offerta.<br />
Inoltre oggi è possibile acquistare prodotti difficilmente trovabili nei negozi della propria città, specialmente se non si è un cultore della materia e non si sa bene in quale negozio cercare; su internet invece c&#8217;è in pratica un solo gran posto dove cercare: Google. Basta digitare nel motore di ricerca per antonomasia il nome del prodotto e lui troverà per voi quali negozi lo hanno a disposizione. Molto spesso tra i primi risultati abbiamo qualcosa di migliore, ovvero dei siti che non sono negozi, ma comparano il prezzo del prodotto nei vari negozi su quel sito registrati.<br />
Faccio un esempio banale: cercate su google &#8220;fotocamere digitali&#8221;; vi appariranno link pubblicitari e poi quelli che in gergo si chiamano &#8220;risultati organici&#8221;, ovvero che non hanno pagato per stare lì, che sono dei negozi che trovano per noi le migliori offerte della rete.<br />
Ancora, la stessa cosa potremmo dire di libri, dvd e poster che magari su internet costerebbero di meno se non fosse per quelle giuste ma odiosissime spese di spedizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono ancora molte renitenze all&#8217;acquisto on line e i costi della spedizione sono solo le ultime di queste, spesso non ci fidiamo dei siti, nemmeno di quelli autorevoli, perché abbiamo paura che l&#8217;oggetto durante il trasporto (quindi già pagato) possa essere rubato o si possa danneggiare, oppure crediamo che ci mandino una versione del prodotto diverso dalla fotografia presente sul sito, e, infine, abbiamo bisogno di guardare negli occhi il commesso al momento dell&#8217;acquisto per essere sicuri che se il prodotto si guasta facilmente possiamo anche tirarglielo addosso.<br />
Posso dirvi la mia, dato che ne ho esperienza (lavorativa)? Le spese di spedizione a volte non sono così alte, e se il prodotto è ben scontato, ne può sempre valere la pena, oppure basta acquistare con qualche amico e dividersi le spese di spedizione (a volte sono addirittura gratuite effettuando un tot di spesa); per il resto fate bene.<br />
Staccatevi da quell&#8217;oggetto infernale che il pc e passeggiate e perdetevi dentro i negozi ,guardate i tanti colori, le disposizioni dei prodotti, camminate in mezzo a tanta gente e scegliete con calma e con cura i vostri prodotti, provandoli davanti al commesso prima dell&#8217;acquisto!</p>
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		<title>1 Penny per i tuoi pensieri&#8230; e 2.000 Euro per le tue poesie!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L&#39;Abattoir</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[albatros]]></category>
		<category><![CDATA[autori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[contratti]]></category>
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		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cristina Vasile
Sono una giovane, ingenua e sognante fanciulla con l’animo predisposto alla poesia&#8230;
Vabbè, prologo a parte, nell’ultimo anno mi sono ritrovata con un numero sempre maggiore di versi tra le mani. Mi sono detta: «Ehi, perché non spedire queste poesiole a qualcuno? Magari oltre che sul mio blog, potrei vedere questi versi su carta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Cristina Vasile</strong></p>
<p>Sono una giovane, ingenua e sognante fanciulla con l’animo predisposto alla poesia&#8230;</p>
<p>Vabbè, prologo a parte, nell’ultimo anno mi sono ritrovata con un numero sempre maggiore di versi tra le mani. Mi sono detta: «Ehi, perché non spedire queste poesiole a qualcuno? Magari oltre che sul mio blog, potrei vedere questi versi su carta stampata!»</p>
<p>Ho cercato qua e là su Google, grande amico di noi che non sappiamo cosa stiamo cercando, e mi salta all’occhio un annuncio di una casa editrice mediamente conosciuta, Albatros:</p>
<p>&#8220;Hai scritto un libro? Inviacelo!</p>
<p>La nostra casa editrice seleziona opere letterarie per la pubblicazione&#8221;.</p>
<p>Devo dire che ci ho riflettuto su quasi un mese intero, chiedendomi “Sarei pronta per una pubblicazione? Come potrei introdurre il mio libro? Come dare una logica all’ordine delle poesie?”, sì, insomma, una serie di seghe mentali da pivellina.<span id="more-2921"></span></p>
<p>Alla fine, o la va o la spacca (anche se non ho mai capito il senso di questo modo di dire) ho mandato una trentina di poesie all’indirizzo e-mail da loro indicato.</p>
<p>Mi ero quasi dimenticata di averlo fatto quando, dopo un paio di mesi, mi arriva a casa una busta pesantuccia, con un bollino rosso, simbolo dell’Albatros. Che emozione aprire quella busta, dare una sbirciatina veloce, vedere un libriccino e una lunga lettera!</p>
<p>Mi calmo, mi siedo e comincio a leggere la lettera, che esordiva così:</p>
<p>&#8220;Gentile&#8230; bla bla,</p>
<p>Le scriviamo dopo aver letto con interesse la sua opera, che ha inviato in esame alla nostra casa editrice e che ci ha ben impressionato. Di qui la convinzione che il suo lavoro sia pronto ad entrare nel nostro progetto di pubblicazione e lancio di nuovi autori&#8221;.</p>
<p>In allegato c’era anche l’accordo di edizione:</p>
<p>&#8220;Gentile&#8230; bla bla</p>
<p>[...] le inviamo l’accordo di edizione previsto per la sua opera, con la presente lettera che ne costituisce parte integrante.</p>
<p>Le confermiamo, pertanto, che siamo pronti a pubblicare la sua opera all’interno della collana *** qualora possa far acquistare, o acquistare direttamente, presso la nostra casa editrice n. 170 copie, al prezzo di copertina di Euro 11,50. Il libro uscirà entro quattro mesi dal saldo dell’importo dovuto&#8221;.</p>
<p>La casa editrice ti dà anche la possibilità di scegliere tra varie modalità di pagamento: puoi pagare l’importo di Euro 1.955,00 in un’unica rata, in tre rate o, addirittura, in dieci rate!</p>
<p>Ovviamente l’editore garantisce all’autore tutta una serie di servizi quali: realizzazione dell’editing; redazione della prefazione; pubblicità attraverso vari canali, ovvero internet, radio e televisione, un paio di interviste all’autore ecc.</p>
<p>È davvero una buona occasione per un autore emergente. Ma, sinceramente, mi sembra tutta una presa per il culo! – permettetemi di dirlo. Certo, tutta quella pubblicità, le interviste e le <em>nominations</em> in un paio di trasmissioni, non puoi procurartele da sola, così come, però, non puoi da sola piazzare 170 copie di un libro di poesie! Te le compri – sborsando quasi 2.000 Euro – e te le tieni in casa. Ne puoi regalare qualcuna, altre puoi venderle a conoscenti attraverso il web, e le rimanenti le userai per bilanciare tavolini, riempire scatoloni o, se ne rifoderi le copertine, puoi metterle in libreria e far finta di essere un intellettualoide, se proprio non riesci a venderle a qualche libreria di paese.</p>
<p>Inoltre uno dei punti dell’accordo di edizione dice che:</p>
<p>&#8220;In corrispettivo della cessione dei diritti [...] sarà attribuita all’autore una partecipazione al prezzo di copertina, al netto di IVA, degli esemplari effettivamente venduti nella misura del 10 per cento. Nessun corrispettivo è dovuto per le copie distribuite in omaggio [...] nonché per quelle che, in virtù della sottoscrizione della lettera allegato, l’autore si obblighi ad acquistare in proprio ovvero a far acquistare a terzi&#8221;.</p>
<p>Facendo due calcoli io dovrei cedere i miei diritti d’autore pagando 1.955 Euro e sapendo di guadagnare Euro 1,15 per ogni copia venduta. Per cui, per rientrare in possesso della cifra di base, dovrei far vendere alla casa editrice ben 1700 copie del libro. Tra l’altro considero anche che a casa mi sono rimaste altre 170 copie&#8230;</p>
<p>Eh, ma io non sono Dan Brawn (purtroppo!), né tanto meno Stieg Larsson o Stephenie Meyer. Come faccio a vendere 1700 copie?</p>
<p>E poi mi assale un dubbio: quanto si pappa l’Albatros? Sicuramente i 1.955 Euro. A questi vanno aggiunti 10,35 Euro per ogni copia venduta. Dunque, mettiamo il caso che, per assurdo, io riesca a vendere 1700 copie, rientrando nell’investimento iniziale, la casa editrice avrebbe guadagnato qualcosa come&#8230; ehm&#8230;19.550 Euro. Sticazzi!</p>
<p>Sono giunta alla conclusione che, se proprio voglio far conoscere al pubblico le mie poesie su carta stampata, l’unica soluzione sia stamparle con la mia stampante laser, andare in piazza e fare volantinaggio. E sbattersene dei diritti d’autore!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Silvio e Gheddy</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina D&#39;Aleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[dittatori]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
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		<category><![CDATA[violazione diritti umani]]></category>

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		<description><![CDATA[A casa mia ormai la tv è diventata un mero oggetto d’arredamento con l’unica funzione di raccogliere polvere e acari. Ogni tanto però la guardo, così impolverata e abbandonata, e mi commuovo. Per cui la accendo. Il primo canale che compare è Italia Uno, non si capisce come mai. E’ l’ora di Studio Aperto, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A casa mia ormai la tv è diventata un mero oggetto d’arredamento con l’unica funzione di raccogliere polvere e acari. Ogni tanto però la gua<a rel="attachment wp-att-2899" href="http://www.abattoir.it/2010/09/02/silvio-e-gheddy/libya-italy-kadhafi-berlusconi/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2899" title="LIBYA-ITALY-KADHAFI-BERLUSCONI" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/09/NEWS_1252053808_berlusconi_gheddafi-266x300.jpg" alt="" width="266" height="300" /></a>rdo, così impolverata e abbandonata, e mi commuovo. Per cui la accendo. Il primo canale che compare è Italia Uno, non si capisce come mai. E’ l’ora di <em>Studio Aperto</em>, una sorta di attuale <em>Colpo Grosso</em> mascherato da telegiornale. Sto per cambiare canale, quando l’incipit di un servizio mi costringe psicologicamente a mettermi comoda e non perdermi il resto: “…E adesso il collegamento con la nostra inviata Ilaria DALLE PALLE”. Cominciamo bene.<br />
Il telegiornale è quasi interamente dedicato ad un evento che farebbe rabbrividire <em>Amnesty International</em>. Con tono festante la giornalista (?) Elisa Triani (famosa (?) ex letterina di Passaparola) annuncia la visita del simpaticissimo e democratico <strong>Muʿammar Abū Minyar al- Qadhdhāfī, </strong>conosciuto da noi italiani, che amiamo, per antica abitudine, tradurre accuratamente i nomi storpiandoli totalmente, come &#8220;Gran mascalzon lup. mann. figl. di putt.<sup>1</sup>Mu&#8217;ammar Gheddafi&#8221;<em>. </em>Che  il nostro nanetto dal sorriso impeccabile ami ricevere gente di dubbia levatura morale non è una novità. Come non lo è neanche, nello specifico, la tenera e sabbiosa amicizia con il dittatore libico dagli occhiali da sole. E&#8217; risaputo che Gheddafi sia riuscito a inventarsi il &#8220;risarcimento per danni coloniali&#8221; e che Silvio abbia fatto <em>mea culpa</em> di buon grado. <span id="more-2890"></span>Dimenticando totalmente i missili che Gheddafi negli anni &#8216;80 ci aveva puntato addosso, dimenticandosi dei silenzi sul disastro di Ustica e altro. Fonti divine attestano che per portare Silvio tra le sue braccia, il colonnello abbia promesso di intercedere con Allah affinché le vergini in Paradiso siano concesse anche a lui che non è musulmano.</p>
<p style="text-align: justify;">Gheddafi dunque, con la sua tenda beduina al seguito, tenda della quale Moira Orfei<sup>2 </sup>è parecchio invidiosa, è giunto a Roma, accolto da gente gioiosa (per la maggiorparte ignara di chi si trovi davanti), dalle bestemmie del Vaticano e da un preoccupatissimo Borghezio convinto che il progetto islamico di dominio dell&#8217;Occidente abbia avuto inizio. Bersani dice: &#8220;E&#8217; teatrino!&#8221;. Berlusconi invita a goderci lo spettacolo folkloristico regalatoci dal magnanimo dittatore.<br />
Durante uno degli innumerevoli servizi di <em>Studio Aperto</em> dedicati all&#8217;<a rel="attachment wp-att-2906" href="http://www.abattoir.it/2010/09/02/silvio-e-gheddy/gheddafi_ragazze_corano/"><img class="alignright size-medium wp-image-2906" title="gheddafi_ragazze_corano" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/09/gheddafi_ragazze_corano-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>argomento, la giornalista, inghiottendo una risatina di compiacimento e un piglio di invidia, annuncia che sono aperte le iscrizioni al Corso di Corano offerto a 200 ragazze, preferibilmente gnocche e disponibili ad incontri sessuali con vecchi uomini <em>abbronzati<sup>3</sup> </em>tenuto da Gheddy in persona, con il patrocinio di Allah Al-De-Agostini. A questo punto,vista l&#8217;affluenza, mi rendo conto che l&#8217;Italia è piena di zoccole<sup>4</sup>.<br />
Alcune donzelle si sono addirittura convertite e il fidanzato di una di loro ha reso noto che adesso apprezza di più la sua ragazza perché più vestita. Lei conferma e si ritiene più pura&#8230;quantomeno adesso, quando si inghinocchia di fronte alle zip degli uomini ha il capo coperto dal velo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2900" href="http://www.abattoir.it/2010/09/02/silvio-e-gheddy/attachment/0/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2900" title="0" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/09/0-300x225.jpg" alt="" width="172" height="105" /></a>Della barbarie di quell&#8217;accordo Roma-Tripoli nessuno parla. Ci mostrano donnine facili in preda ad orgasmiche bramosie verso un uomo di potere, ci mostrano abbracci e baci tra Gheddafi e Silvio, ma nessuno ci mostra quei corpi, quei volti essiccati dal sole del deserto. Nessuno ci fa sapere che migliaia di vite vengono sacrificate mentre Unicredit, Eni, Finemeccanica at<a rel="attachment wp-att-2905" href="http://www.abattoir.it/2010/09/02/silvio-e-gheddy/mortisahara-2/"><img class="alignright size-medium wp-image-2905" title="mortisahara" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/09/mortisahara1-300x210.jpg" alt="" width="207" height="121" /></a>tendono di riempirsi le tasche.<br />
Berlusconi ha accolto nella capitale, con tutti gli onori, uno dei più feroci dittatori della storia contemporanea, mica Topo Gigio. Nella Libia di Gheddafi è in atto ogni giorno una terrificante violazione dei diritti umani e il Presidente del Consiglio pensa bene di portarsi a casa, al pari di un evento folkloristico come può esserlo la festa di Santa Rosalia, un tale esempio di democrazia e libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Magari il mese prossimo potrebbe organizzare un <em>tête</em>-<em>à-tête </em>anche con il dittatore dell&#8217;Eritrea Isayas Afewerki,  mangiando biscotti sulle tette della Brambilla.<br />
Eh, ATTENZIONE! C&#8217;è chi può e chi non può&#8230;LUI può.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><sup>1</sup><span style="font-size: x-small;">Citazione dal film &#8220;Fantozzi subisce ancora&#8221; del 1983.<br />
<sup>2</sup>Essere mitologico proprietaria del circo omonimo.<br />
<sup>3 </sup>Aggettivo usato sovente dal Presidente del Consiglio italiano per indicare uomini di colore che ricoprono cariche importanti. Vd. Barack Obama.<br />
<sup>4</sup>Donne di facili costumi.</span></p>
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		<title>What is Magione?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Noemi Venturella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Abusivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gioventù]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Piazza Magione]]></category>

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		<description><![CDATA[Verde
Bottiglie
Giovani
Forst
Stigghiole
Abusivi
Bordello.
Le libere associazioni potrebbero andare avanti per molto.
Il fatto è che parlare di piazza Magione &#8211; a Palermo detta più semplicemente “la Magione” &#8211; equivale a parlare di un pentolone bollente colmo di un‘amalgama confusa e fiera di sé.
La Magione, infatti, è multitasking.
Innanzitutto è un ritrovo estivo perfetto, un circolo free all’aria aperta di quelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verde<br />
Bottiglie<br />
Giovani<br />
Forst<br />
Stigghiole<br />
Abusivi<br />
Bordello.</p>
<p>Le libere associazioni potrebbero andare avanti per molto.<br />
Il fatto è che parlare di piazza Magione &#8211; a Palermo detta più semplicemente “la Magione” &#8211; equivale a parlare di un pentolone bollente colmo di un‘amalgama confusa e fiera di sé.<br />
La Magione, infatti, è <em>multitasking</em>.<br />
Innanzitutto è un ritrovo estivo perfetto, un circolo <em>free</em> all’aria aperta di quelli tuttifrutti: praticello umido sotto piedi e culi, gente, gente e ancora gente, a bere birra gelata e a mangiare fave e riso soffiato alla paprika, pistacchi,<em> calia</em>&amp;<em>semenza</em> e di tutto di più per tutti i gusti. <span id="more-2805"></span>La Signora, tra l’altro, ospita tutti i tipi di individui: da quelli con pantaloncino freak, a quelli con le borchie, le magliette sdrucite e i jeans bucati; dalle ragazze con le infradito a 3 euro del mercatino, alle fighette che non rinunciano ai tacchi di 30 cm neanche a costo di affondarli nella nuda terra e doverli poi scrostare il giorno dopo.<br />
Nel calderone, inoltre, ci stanno anche le suore e la storia. Le suore perché la vecchia, cara Magione  contiene al suo interno non solo bicchieri di plastica, bottiglie, erba e gente varia, ma anche l’omonima basilica e l’altrettanto omonimo convento che le danno il nome (da cui puntualmente si possono rimirare le novizie attaccate alle grate delle finestre, forse invidiose della vita che scorre ai piani inferiori; una chicca!). La storia perché l’Esimia venne a crearsi a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, quando degli edifici che un tempo popolavano la piazza sono rimaste solo alcune delle fondamenta… che dopo gli anni ’60 sono state ripristinate e rese stabili e ad oggi testimoniano l’ei fu, squarciando volutamente il grande prato verde costruito alla fine degli anni ‘90.</p>
<p>Purtroppo, oggi quasi nessuno sa cosa siano quegli spazi; li si interpreta come una discarica in cui depositare vecchi congelatori in disuso, cartoni e bottiglie vuote di Moretti, resti di carni arrostite.<br />
E questo nonostante negli ultimi anni la piazza sia stata riscoperta; in primis dai giovani, che dal lunedì al lunedì si affastellano sul prato, nei vari localini, camioncini, bancarelle del luogo; in secundis dagli ambulanti che la occupano abusivamente, anche in occasione delle iniziative pro-legalità, timidi tentativi di liberare la piazza stessa dall’egida dell’abusivismo (vedi Addiopizzo, vedi i Tour de Forst, vedi le commemorazioni antimafia, il gaypride, i concerti di ogni tipo e genere musicale).<br />
Dunque, negli anni la Magione resiste, e non solo come punto di riferimento di chi non ha il portafogli pieno per un cocktail a 7 euro a Villa Filippina o per una birra a 4 al fichissimo Palmeto delle Cattive; Lei resiste anche come clubbino riservato degli abusivi di Palermo, che lo rendono di anno in anno una cittadella eno-gastronomica sempre più attrezzata di tavoli, sedie, vettovagliamento vario, banchi-frigo, ombrelloni, elettrodomestici e fari+allacci abusivi …che occupano il suolo pubblico!<br />
La polizia finge ciclicamente di tentare il rastrellamento e la bonifica della zona, il <em>Giornale di Sicilia</em> sbandiera retate e risanamento… Ma ogni nuova primavera-estate, invece di installare dei chioschetti legali e regolamentati, il Comune osserva riprendere tutto alla perfezione, al massimo con qualche maxischermo in meno e qualche sedia di plastica in più sul prato, per la gioia di chi, come me, aspirava almeno a poter scambiare tre parole di fila senza lacerarsi le corde vocali, e intanto guardare al di là della piazza senza barriere video-sonore cacofonico-visive. Questo è il massimo del risanamento legalizzato che ci è stato offerto quest‘anno.</p>
<p>E intanto, grazie a questa solida cattiva gestione dei luoghi pubblici, adesso nel calderone della Magione ci sono anche i palermitani d.o.c., quelli ottusi tutti casa-chiesa&amp;<em>segge</em>-davanti-alle-persiane-per-strada-“picchìfacavuru”, che sparano a zero sulla gioventù bruciata della Magione=Palermo=Mondo, perorando il buio sul nostro prato, organizzando la rivolta contro la satanica movida che agita i loro sacri sonni da residenti.<br />
Per la cronaca, <em>Repubblica</em> del 5 agosto scrive:</p>
<blockquote><p>“Cittadini in crisi di nervi per la movida notturna di un&#8217;altra estate a tutto decibel. Nella mappa del &#8220;rumore&#8221;, ma anche del disordine e della sporcizia, sotto tiro quest&#8217; anno è finita la zona di piazza Magione dove la gente, come raccontano fior di accorate denunce, la notte non chiude più occhio. […] Sono in aumento le chiamate al 118 per crisi isteriche di cittadini nel cuore della notte.”</p></blockquote>
<p>Questi bravi palermitani si lamentano di tutto: dei giovani, dei decibel di troppo, delle condizioni igieniche del prato-wc a cielo aperto; e vorrebbero non regolamentare, ma solo chiudere il sipario su una piazza che per loro è una delle tante, ignorandone l’importanza sociale, ignorando che una piazza a rischio come quella al silenzio e al buio non è un buon segnale per i cittadini onesti e non.<br />
Le loro lamentele non colpiscono il segno né il nucleo del problema, ma, in ogni caso, non sono a sostegno di chi quel luogo lo ama e vorrebbe goderselo legalmente, nel rispetto dell’ambiente, dell’altro, del divertimento… insomma della libertà di chiunque voglia una Palermo sana e legale.</p>
<p>Per chi non lo sapesse, dal 23 maggio di quest’anno Piazza Magione ospita un membro in più: “l&#8217;albero della vita“, un&#8217;installazione alta 13 metri e piena di figure, disegni e pensieri dedicati alla vita e alla lotta alla mafia, realizzata in plastica dai ragazzi di alcune scuole de L&#8217;Aquila, Parma e Palermo e inaugurata durante le commemorazioni della strage di Capaci.<br />
L’albero rosso-vita è lì, si vede da lontano, ma pochi sanno cosa significhi nella notte della Magione, che sempre scorre nelle sue contraddizioni.</p>
<div id="attachment_2811" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a rel="attachment wp-att-2811" href="http://www.abattoir.it/2010/09/01/what-is-magione/45220_1532442068121_1146861670_1497518_7687953_n/"><img class="size-full wp-image-2811" title="L'albero della vita" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2010/08/45220_1532442068121_1146861670_1497518_7687953_n.jpg" alt="" width="448" height="546" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;albero della vita, Piazza Magione, Palermo - Foto di Maria Giaramita</p></div>
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