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	<title>Abattoir</title>
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	<description>Voci dal macello</description>
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		<title>Palermo capitale europea? ma anche no!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 06:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosita Baiamonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[agrigento]]></category>
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		<description><![CDATA[È di oggi (16 maggio) la notizia che il New York Times ha eletto Agrigento e la sua valle dei templi come &#8220;culla della storia&#8221;. Questo ci fa piacere e ci onora, eppure, noi siciliani sappiamo bene che la zona che circonda la Valle dei templi è tutt&#8217;altro che storica e preservata. Difatti, sono anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È di oggi (16 maggio) la notizia che il New York Times ha eletto Agrigento e la sua valle dei templi come &#8220;culla della storia&#8221;. Questo ci fa piacere e ci onora, eppure, noi siciliani sappiamo bene che la zona che circonda la Valle dei templi è tutt&#8217;altro che storica e preservata. Difatti, sono anni che l&#8217;abusivismo edilizio la fa da padrona e forse il Nyt o comunque la stampa estera in genere tendono a esaltare le bellezze del nostro Paese in maniera esagerata. Questo attira sì i turisti e ci fa apparire ancora il belpaese di una volta, ma quando i turisti arrivano e osservano la zona circostante la valle, piena di case a ridosso del parco archeologico, rimangono sconcertati e allora si crea questa sorta di visione parallela del nostro Paese: per chi non c&#8217;è mai stato, l&#8217;Italia è la culla del Rinascimento, la patria degli strimpellatori di mandolino, dei mangiatori di spaghetti, di quelli che girano solo in vespa e che fanno all&#8217;amore come nessuno al mondo.<span id="more-10149"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi invece viene nel nostro Paese ben presto si rende conto di quanto questi siano solo miti creati dal cinema.<br />
Devo essere sincera: provo sempre un po&#8217; di vergogna nel vedere i poveri turisti che visitano la nostra città, mi sembra quasi di defraudarli del loro tempo e delle loro energie, mi verrebbe voglia di dirgli: &#8220;Ehi, ma che vi dice il cervello? andatevene via!&#8221;, soprattutto quando li vedo arrabbattarsi fra semafori non rispettati, strisce pedonali simili a opere d&#8217;arte, belle da guardare ma inutili, agli scippi, ai furbetti che vogliono fotterli in tutti i modi, e lì mi sale la rabbia, perchè Palermo dovrebbe vivere di turismo, invece quei poveri cristi vengono il più delle volte bistrattati; ma poi &#8220;cuinnutu ru riavulu&#8221;, uno che parla inglese non c&#8217;è! Deve essere un bel po&#8217; frustrante ritrovarsi a chiedere le informazioni a gente che a malapena sa la propria lingua madre.</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, posso sembrare eccessiva e, ovviamente, non tutti i palermitani sono &#8220;inospitali&#8221; coi turisti che Palermo, ma purtroppo è così, non si rispetta quello che invece dovrebbe essere per noi una grande fonte di ricchezza e ci metto dentro anche le istituzioni: abbiamo un numero spropositato di palazzi bellissimi, musei e monumenti, ma la maggior parte di essi sono chiusi (vedi i musei) o comunque, al loro interno non si offre un servizio ottimale e funzionale, in pratica, &#8216;sti palazzi sono pieni di uscieri &#8220;sfacennati&#8221;, che a parte osservare l&#8217;aria e guardare il passìo, fanno poco altro e, se gli chiedi informazioni fanno spallucce, insomma, un vero disastro.<br />
Eppure, so per certo che Palermo è considerata una città bellissima, piena di fascino e di storia, ma la nota stonata rischia di rovinare l&#8217;intera melodia: Palermo è sporca, i mezzi non funzionano, la gente è un po&#8217; scortese (e non dite di no, noi palermitani siamo aggressivi e poco ospitali e sappiamo solo lamentarci) e forse non ci tornerebbero più.<br />
Ricordate quella campagna promossa dal nostro caro sindaco Cammarata? &#8220;Palermo, la città più cool d&#8217;Italia&#8221;, sì, sì, proprio quella che ci costò un bel milioncino di euro.<br />
Ai tempi, ricordo che alcuni palermitani si sentirono quasi fieri di quella scritta, anche se in realtà nascondeva solo una gran presa per il sedere.<br />
Palermo non è cool  e forse neanche aspira ad esserlo, la verità è questa. <span style="color: #ff0000;"><br />
</span></p>
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		<title>Aboliamo il titolo di studio? Meglio di sì&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[diploma]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
		<category><![CDATA[titolo di studio]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[universitari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dai classici mass-media agli innovativi mezzi di comunicazione online si è sparsa tempo fa la notizia che avrebbero voluto abolire il valore legale della laurea. La notizia, detta così, è vera a metà: peccato che in quei messaggi veniva stravolto tutto il significato della proposta. La notizia correva per lo più così: “Il governo Monti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dai classici mass-media agli innovativi mezzi di comunicazione online si è sparsa tempo fa la notizia che avrebbero voluto abolire il valore legale della laurea. La notizia, detta così, è vera a metà: peccato che in quei messaggi veniva stravolto tutto il significato della proposta.<br />
La notizia correva per lo più così: “Il governo Monti vuole abolire il valore legale della laurea che verrà abolito e sostituito con l&#8217;appartenenza d&#8217;ateno.”<br />
Così che tutti retweettavano, condividevano su facebook, ma nessuno si documentava. Ristabiliamo la chiarezza sulla notizia e poi riflettiamoci su.<br />
La proposta non è solo quella di abolire il valore legale della laurea ma di tutti i titoli di studio; la proposta non contiene alcun riferimento alla valorizzazione di alcuni atenei rispetto ad altri; la proposta non viene da nessuno del governo, ma da un deputato dei Radicali, Marco Beltrandi. Tutto ciò lo potete leggere da voi direttamente dalla fonte: <a title="radicali" href="http://www.radicali.it/primopiano/20120118/abolire-valore-legale-del-titolo-di-studio-una-riforma-entrare-nel-merito" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.radicali.it/primopiano/20120118/abolire-valore-legale-del-titolo-di-studio-una-riforma-entrare-nel-merito?referer=');">il sito dei radicali</a>.<br />
<span id="more-10099"></span>Quello che viene proposto non è solo un intervento di riforma universitaria, quello che viene proposto è una rivoluzione del mondo dell&#8217;istruzione e dei suoi rapporti con il mondo del lavoro, il tutto in chiave meritocratica. Non si tratta solo abolire il valore del titolo di studio (anche quello delle scuole superiori), ma anche di riformare il sistema delle borse di studio e dell&#8217;inserimento nel mondo del lavoro tramite concorsi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Poniamo la riflessione sul piano del significato del valore reale e del valore ideale del titolo di studi, per esempio quello della laurea.<br />
Il valore ideale di una laurea sta nel possedere conoscenze approfondite e competenze adeguate nella disciplina in cui la laurea viene conseguita. Un laureato in filosofia deve conoscere bene i diversi problemi filosofici della storia del pensiero di tutte le età passate e deve saper porsi con analitico riguardo verso i problemi presenti e futuri, sia che si tratti dell&#8217;essenza dell&#8217;essere e della differenza tra essenza ed esistenza sia il rapporto del linguaggio con il mondo e le mutazioni dei rapporti sociali.<br />
Il valore reale di una laurea invece si perde in complicazioni in cui il valore ideale si disperde, infatti non è raro trovare studenti che sono effettivamente più in gamba di altri nonostante il voto finale degli esami o del voto di laurea. Spesso, infatti, non è proprio chiaro cosa distingua un 30 da un 30 e lode o da un 28. Nei concorsi pubblici, dove il il voto di laurea da un peso diverso nella valutazione del curriculum un 105 e un 109 (spesso anche 110) hanno lo stesso valore.<br />
Che valore ha una laurea in psicologia e una economia per lavorare in un settore diverso sia dell&#8217;economia o dalla psicologia?<br />
L&#8217;offerta del mercato del lavoro oggi appiattisce di suo il valore del titolo di studi, perché per lavorare come commesso in un centro commerciale o in un call center non serve neppure un titolo di studi, eppure noi tutti laureati siamo costretti a rincorrere queste posizioni di lavoro perché le uniche disponibili.<br />
Nella realtà quindi il titolo di studio serve solo per darsi un tono nel CV, tono che viene abbassato da un mercato del lavoro inadeguato.<br />
La differenza tra gli atenei di appartenenza ha già un valore non ufficiale, ma reale. Chi si laurea alla Cattolica o alla LUISS ha una maggiore considerazione rispetto chi si laurea a Palermo, perché lo standard qualitativo che offrono quelle università è molto alto e per superare quel percorso è necessario uno sforzo in più. Quindi, nonostante il ragazzo palermitano abbia studiato per sua passione di più di uno della LUISS, verrà considerato meno capace, o al limite uguale, perché entrambi laureati.<br />
Grazie a questo ragionamento l&#8217;abolizione del titolo di studio porterebbe come possibile conseguenza che la provenienza d&#8217;ateneo assuma un valore. Diventa un valore negativo per quelle università in cui non c&#8217;è voglia di competere e sforzarsi a migliorare.<br />
Oggi la qualità di un&#8217;università (e quindi la proporzione di finanziamenti pubblici da intascarsi) dipende anche dal numero di laureati sfornati all&#8217;anno, ed è per questo che vediamo ad ogni sessione di laurea centinaia di laureati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indiretto effetto di questa proposta dei Radicali dovrebbe spingere gli studenti a preferire le università che al fine della carriera gli garantiscono conoscenze e competenze di qualità, non “pezzi di carta”. Quindi le università che non vogliono fornire contenuti di qualità si svuoterebbero. Negativo? Solo per i sindacati-corporazionali alleate con il baronato per la salvaguardia di una poltrona in pelle di studente sotto il culo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nei fatti il titolo di studi è stato già abolito, non è più garanzia di un posto di lavoro adeguato agli anni di studi ma è solo un paracadute di carta, che dopo essersi lanciato ci lascia cadere rovinosamente giù.</p>
<p style="text-align: justify;">La miticizzazione del titolo di studio come “pezzo di carta” che ti assicura un buon lavoro è un gioco fasullo che va sempre a rialzo. Prima basta un diploma, poi un diploma tecnico, poi ancora una laurea, successivamente l&#8217;evoluzione del gioco ha previsto due stadi di laurea, triennale e specialistica e infine il master. Oggi se non hai un master non lavori (bugia) e vale più di un dottorato (tristemente vero, visto che il valore del dottorato è più vicino al valore ideale della carriera universitaria).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa miticizzazione del “pezzo di carta”, nella sua evoluzione 3+2 specialmente, non ha fatto altro che portare all&#8217;interno dell&#8217;università una percentuale altissima di diplomati, contro le loro reali competenze e volontà. Per lo Stato tutto ciò è stato un toccasana, allungando il parcheggio dei giovani all&#8217;interno dell&#8217;università li togliamo per un po&#8217; dalla massa disorganizzata di disoccupati, affinché la disorganizzazione rimanga forte e duratura.<br />
Le università costrette a sfornare titoli di laurea hanno agevolato gli studenti meno volenterosi abbassando lo standard qualitativo della formazione. Nessuno prende più un 18 a Lettere e Filosofia, al massimo il professore fa finta che lo studente non si è mai presentato, senza neanche bocciarlo ufficialmente sul verbale.</p>
<p style="text-align: justify;">Difendere il titolo di laurea oggi è impedire di creare un sistema veramente meritocratico degli individui. Oggi i sistemi di reclutamento più meritocratici, dovendo per legge riconoscere il titolo di studio e il voto, mettono questi parametri alla fine del processo di selezione. Prima si fanno delle prove scritte e orali in cui è possibile che il laureato con 110&amp;Lode non passi la prima selezione e il laureato con 103 invece sì.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un adeguato sistema di borse di studio e di tariffazione delle tasse di laurea in base al reddito, non sarebbe neanche sbagliato aumentare le tasse. Se la politica si impegnasse di più sull&#8217;articolo 3 della nostra costituzione &#8211; “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” &#8211; gli studenti meritevoli supererebbero qualsiasi tipo di ostacolo impegnandosi con passione.<br />
Un metodo, per esempio, per non penalizzare gli studenti-lavoratori potrebbe essere quello di pagare le tasse in proporzione e in relazione alle materie conseguite. Tale norma dovrebbe essere applicata a tutti gli studenti e non solo a quelli che hanno un contratto di lavoro, perché sarebbe solo pura ipocrisia, giacché è chiaro a tutti che quasi ogni studente universitario, nel corso della sua carriera, ha rallentato gli studi per qualche lavoro saltuario, in nero, solo per potersi pagare le tasse.<br />
Ogni sistema contiene al suo interno la contraddizione, rimanere ancorati al vecchio sistema che non ha funzionato non è una cosa più saggia del mantenersi cauti e non rischiare un cambiamento culturale come il sistema meritocratico.</p>
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		<title>Preti contro la crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Crisitina Vasile</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Parafrasando Pieraccioni, la crisi quando arriva non t&#8217;avverte: passa piglia e porta via. C’è chi tira a campare con occupazioni precarie, e no, non sto parlando dei contratti co.co.pro. ma del modesto lavoro di parcheggiatore abusivo fuori dalle discoteche. Ed è un lavoro precario non per il fatto di essere abusivo ma perché dura fin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parafrasando Pieraccioni, la crisi quando arriva non t&#8217;avverte: passa piglia e porta via. C’è chi tira a campare con occupazioni precarie, e no, non sto parlando dei contratti co.co.pro. ma del modesto lavoro di parcheggiatore abusivo fuori dalle discoteche. Ed è un lavoro precario non per il fatto di essere abusivo ma perché dura fin tanto che la discoteca rimane aperta. Ho visto gente vendersi di tutto, dal televisore alla fede nuziale, c’è perfino gente che mette in vendita su e-bay pezzi di fegato o il proprio rene! E gente che non ce la fa a sopportare il fatto di non poter dare da mangiare ai propri figli e si toglie la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi tempi bui ci vuole un faro di salvezza, qualcuno che ci dia speranza e ci sorregga. Proprio come fa la Iglesia Católica de España.</p>
<p style="text-align: justify;">Gira da qualche tempo un video promosso dalla diocesi spagnola che mira a dar conforto e speranza ai giovani di Spagna che, come noi, soffrono la crisi e non vedono l’ombra di un futuro. La Chiesa ti promette forza, speranza, moralità e giustezza, mantenendo la parola data.<span id="more-9996"></span></p>
<blockquote><p>Quante promesse ti hanno fatto che non sono state mantenute?<sup>1</sup></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Giovane, vuoi un posto fisso? Fatti prete! La Chiesa Spagnola assume! A tempo indeterminato, con orari fissi e stipendio assicurato! Puoi programmare la tua vita senza il timore di non riuscire ad arrivare a fine mese! Invia il curriculum e segui un corso di formazione (a.k.a. Seminario).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uVwaBoV4V9M" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=uVwaBoV4V9M&amp;referer=');">http://www.youtube.com/watch?v=uVwaBoV4V9M</a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">La Chiesa spagnola prova così a stimolare nuove vocazioni lottando contro la disoccupazione giovanile. Questa campagna di reclutamento (costata tra l’altro 7.000 €) è stata diffusa su Youtube, Facebook e Twitter mirando a raggiungere più giovani possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Che aspetti, giovane iberico? Fatti prete! Ingrossa il tuo pancione con i soldi dei contribuent…ehm, fedeli! Così, oltre ad avere medici che esercitano la loro professione per comprarsi il macchinone o segretari di partito che portano avanti forti ideali per comprarsi i villini alla Hawaai, avremo anche preti che sostengono i più deboli per poter arrivare alla fine del mese!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abattoir.it/2012/05/16/preti-contro-la-crisi/iwantyou/" rel="attachment wp-att-10072"><img class="aligncenter size-full wp-image-10072" style="margin: 5px;" title="iwantyou" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/05/iwantyou.jpg" alt="" width="181" height="253" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">1 <a href="http://www.teprometounavidaapasionante.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.teprometounavidaapasionante.com/?referer=');">http://www.teprometounavidaapasionante.com/</a></p>
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		<title>Quando credevamo nelle fate</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina D'Aleo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanti di voi, almeno una volta al giorno, ripensano con nostalgia alla propria infanzia? Eravamo così innocenti, immacolate concezioni senza altro bisogno se non quello di avere un bel regalo a Natale o per il compleanno e sentirsi amati, come una benedizione scesa dal cielo. Certo, ad alcuni saranno mancati i primi, ad altri l’amore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abattoir.it/2012/05/15/quando-credevamo-nelle-fate/pppe-02/" rel="attachment wp-att-10032"><img class="alignright size-full wp-image-10032" title="Peter Pan" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/05/pppe-02.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Quanti di voi, almeno una volta al giorno, ripensano con nostalgia alla propria infanzia? Eravamo così innocenti, immacolate concezioni senza altro bisogno se non quello di avere un bel regalo a Natale o per il compleanno e sentirsi amati, come una benedizione scesa dal cielo.<br />
Certo, ad alcuni saranno mancati i primi, ad altri l’amore di una famiglia, a molti entrambe le cose. Tuttavia, c’era sempre qualcosa di cui gioivamo, perché il mondo era solo quell’ angolino che i nostri piccoli cuori sapevano cogliere. Era la pupa di zucchero portata la domenica dal nonno, mangiata a dispetto del feroce dentista che aleggiava sui nostri dentini da latte, era il salotto di Barbie comprato da papà anche se costava un botto e non c’erano soldi o un pacchetto di figurine a sorpresa. Non dimenticherò mai la felicità e la commozione nel vedere nascere un cerbiattino a Villa d’Orleans e il piglio documentarista supportato dalla macchina fotografica, unico regalo utile della mia Prima Comunione (l’unico che non sono andata a vendermi di corsa appena scoperto il nascondiglio segreto dove giacevano quegli ori per me bambina inutili e freddi). Bastava poco, insomma, per assaporare ogni istante della propria giovane vita e correrle fiduciosi incontro.<span id="more-10024"></span><br />
I bambini di oggi non si godono nulla perché hanno tutto. Non hanno bisogno di sviluppare la  fantasia, perché sono già imbevuti di tecnologia sin dalla più tenera età. Noi usavamo le scatole di scarpe disegnate con sfondi a tema per dare delle case alle nostre bambole, e inventavamo storie meravigliose. Noi potevamo diventare una sirenetta durante il bagno della sera, la banda Occhi di Gatto che lanciava carte siciliane a mo’ di biglietto da visita cavando puntualmente l’occhio a qualcuno, riuscivamo a credere che la Madonnina ci avrebbe protetto dal male, e andavamo a letto sorridenti (almeno quelli di noi che non passavano la notte meditando su come fare fuori il fratellino appena nato). Sentimenti così puri, così genuini, da restarci nel cuore tanto a lungo, anche quando le immagini delle scene vissute sono ormai sbiadite e lontane.<br />
Un altro amore di molti di noi bambini del “secolo scorso” era quello per la natura. Io, e so molti di voi, ero solita abbracciare gli alberi, arrampicarmi su di un ramo e parlare ore ed ore, chissà di cosa, perché credevo che loro mi potessero ascoltare anche se non parlavano, confidenti silenziosi di piccole anime piene di speranza. Se oggi un bambino raccontasse una cosa del genere, si mobiliterebbero orde di psicologi e assistenti sociali coadiuvati da cani antidroga.<br />
<a href="http://www.abattoir.it/2012/05/15/quando-credevamo-nelle-fate/birdlady50ul6/" rel="attachment wp-att-10029"><img class="alignleft size-full wp-image-10029" title="birdlady" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/05/birdlady50ul6.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>Chi ha avuto la (s)fortuna di frequentare asilo ed elementari dalle suore ricorderà le tante canzoncine che allietavano le nostre giornate. Una in particolare, faceva così: &#8220;C&#8217;è chi dice che il mondo va a rotoli, che l&#8217;amore non esiste più quaggiù, che la vita soltanto lacrime sarà, IO CONTESTO l&#8217;amore vincerà finché le stelle continuano a brillare, finché qualcuno continuerà a sognare&#8230;&#8221;, e via dicendo. Imbevuti di tutto ciò, credevamo davvero che la vita fosse questa, che la preghierina pre-pasto del &#8220;danne a tutti i bimbi poveri che non ne hanno&#8221; arrivasse realmente lassù. Da grandi abbiamo capito che non funziona proprio così, ma non importa.<br />
Sembra inutile dire che non tutti eravamo dotati di una così spiccata sensibilità, anzi, molti avrebbero preferito tre supposte di Tachipirina di seguito piuttosto che guardare i cartoni di Walt Disney. C&#8217;era invece chi, come me, si commuoveva quando Mary Poppins cantava ai bambini la canzoncina della vecchietta &#8220;che chiede al tuo cuor due penny per gli uccellin&#8221;. E io puntualmente cercavo di seguirne l&#8217;esempio, non sapendo cosa fosse l&#8217;alcolismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo cresciuti infine, chi bene chi malissimo, ma questi piccoli frammenti di innocenza e di sentimenti incontaminati ogni tanto fanno capolino nelle giornate più cupe, quando non ricordiamo più cosa sia la speranza, quando avevamo dimenticato che <em>solo chi sogna può volare</em>. E persino quando siamo a terra senza forze, ci viene forse da pensare che se battiamo le mani possiamo riportare in vita, oltre a qualche fatina, anche noi stessi.<br />
Basta crederci.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Primo Cash Mob di Palermo: cittadini solidali con i piccoli commercianti</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/05/14/primo-cash-mob-di-palermo-cittadini-solidali-con-i-piccoli-commercianti/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilisa Dones</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[cash mob]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[piccola imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Palermo, ore 19:30, Piazza Sant’Oliva Signori e signore, sono appena tornata dal cash mob organizzato a Palermo e sono davvero contenta di aver fatto parte di questa esperienza. Ma andiamo con ordine. Ci ritroviamo, come da accordo preso su fb, davanti la statua di Pitré a Piazza Sant&#8217;Oliva. I partecipanti in attesa Io e Gas [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Palermo, ore 19:30, Piazza Sant’Oliva</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Signori e signore, sono appena tornata dal <a href="https://www.facebook.com/groups/344058275656618/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/groups/344058275656618/?referer=');">cash mob</a> organizzato a Palermo e sono davvero contenta di aver fatto parte di questa esperienza. Ma andiamo con ordine.<br />
Ci ritroviamo, come da accordo preso su fb, davanti la statua di Pitré a Piazza Sant&#8217;Oliva.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_10119" class="wp-caption alignleft" style="width: 301px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.abattoir.it/2012/05/14/primo-cash-mob-di-palermo-cittadini-solidali-con-i-piccoli-commercianti/dscn7367-2/" rel="attachment wp-att-10119"><img class=" wp-image-10119 " title="I partecipanti in attesa" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN73671.jpg" alt="" width="291" height="219" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="font-size: x-small;">I partecipanti in attesa</span></dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Io e Gas arriviamo un po&#8217; prima e già ci sono una ventina di persone, tra cui uno degli organizzatori, Eugenio Flaccovio, attorniato da qualche giornalista. La giornata è bellissima, l&#8217;estate è alle porte e si respira un&#8217;aria di attesa e di euforia. D&#8217;altronde, siamo tutti un po&#8217; eccitati per quello che stiamo andando a fare. Alle 18, essendo già quasi un centinaio, gli organizzatori ci comunicano quale sarà il fortunato beneficiario del primo cash mob: Madera, un artigiano corniciaio che vende anche oggettistica per la casa e tele colorate davvero belle. Una volta scoperto il destinatario del cash mob, la questione è decidere come agire: si propone di andare scaglionati a quattro a quattro, proposta bocciata. Si propone di mandare avanti una delle giornaliste presenti e la proposta viene ben accolta dall&#8217;assemblea. Decidiamo, quindi, per immortalare con le telecamere la faccia del negoziante nel momento fatidico, di mandare avanti una giornalista che avrebbe fatto qualche domanda sulla crisi per spianarci la strada. E così fu.<span id="more-10115"></span></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_10120" class="wp-caption alignright" style="width: 316px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.abattoir.it/2012/05/14/primo-cash-mob-di-palermo-cittadini-solidali-con-i-piccoli-commercianti/dscn7371-2/" rel="attachment wp-att-10120"><img class=" wp-image-10120" title="Madera, il negozio prescelto" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN73711.jpg" alt="" width="306" height="229" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="font-size: x-small;">Madera, il negozio prescelto</span></dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il poveretto, ignaro di tutto, risponde sconsolato alle domande dicendo che dopo 14 anni di affari andati a gonfie vele, ormai da un paio d&#8217;anni, le cose non vanno più bene, perché la maggior parte degli altri negozi che popolavano la piazza è andata via. L&#8217;uomo confessa alla giornalista che, se le cose dovessero continuare così, vorrebbe lasciare Palermo. Inutile dire quanto fosse contento di vedere i primi clienti e poi materializzarsi una vera propria fila ordinata davanti il suo negozietto pronta per spendere. Ho provato davvero piacere nel vedere quel piccolo negozio gremito di gente, tutti con in mano qualcosa. Perché ognuno ha speso qualcosa e la maggior parte più dei 10 euro concordati. La cosa divertente è stata che quando ancora c&#8217;era ancora una decina di persone in coda per acquistare qualcosa, il proprietario, aiutato dal padre anziano, comunica di aver terminato le ricevute di pagamento e prega i clienti di unire più oggetti in una sola bolletta. Anche Abattoir, come anticipato, ha partecipato attivamente al cash mob: ha comprato un bellissimo quadretto dipinto a mano su supporto di legno.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_10121" class="wp-caption alignleft" style="width: 309px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.abattoir.it/2012/05/14/primo-cash-mob-di-palermo-cittadini-solidali-con-i-piccoli-commercianti/dscn7376/" rel="attachment wp-att-10121"><img class=" wp-image-10121" title="I nostri acquisti" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN7376.jpg" alt="" width="299" height="224" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="font-size: x-small;">I nostri acquisti</span></dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">È stata un&#8217;esperienza emozionante, davvero.<br />
Mi ha dato la speranza che la gente buona esiste, che la gente non è menefreghista (magari non tutti, gli stronzi purtroppo esistono) e che è pronta a dare una mano a chi è in difficoltà. Oggi ho visto la Palermo che vorrei, quella non va in giro per i centri commerciali e se ne infischia se le piccole attività vanno morendo. Oggi ho visto Massimo Buscetta, il titolare di Madera, commosso perché la gente gli ha ridato l&#8217;occasione di vivere del proprio lavoro, gli ha restituito la dignità. Perché, ricordiamocelo, (sarà anche una frase fatta), il lavoro nobilita l&#8217;uomo. Oggi abbiamo dimostrato che quotidianamente possiamo preferire per i nostri acquisti i piccoli imprenditori indipendenti contribuendo al mantenimento di un tessuto sociale fondamentale per la nostra società. Ho scoperto un negozio davvero interessante e sono sicura che molti dei partecipanti torneranno e sosterranno la sua attività. Inoltre, Massimo, riconoscente per l&#8217;iniziativa si è proposto come supporter dei prossimi cash mob: offrirà le cornici per gli &#8220;Attestati Cash Mob&#8221; per i prossimi beneficiari.</p>
<div id="attachment_10122" class="wp-caption alignright" style="width: 294px"><a style="text-align: justify;" href="http://www.abattoir.it/2012/05/14/primo-cash-mob-di-palermo-cittadini-solidali-con-i-piccoli-commercianti/dscn7373-2/" rel="attachment wp-att-10122"><img class="wp-image-10122 " src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN73731.jpg" alt="" width="284" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">in fila per l&#39;acquisto!</p></div>
<p>Penso sia stato importante far parte di un evento proprio in giorni come questi, durante i quali non facciamo che leggere di uomini disperati che a causa della crisi si tolgono la vita pur di non vivere nella disperazione fatta di stenti e miseria.<br />
Non abbiamo certo risolto i problemi finanziari di un uomo, ma di certo gli abbiamo lanciato un messaggio importante che ultimamente lo Stato non fa passare: non sei solo.<br />
Tirando le somme, penso che il primo cash mob è riuscito splendidamente e ha colpito nel segno.</p>
<p>Ben fatto! Al prossimo appuntamento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-small;"><span style="line-height: 17px;"><br />
</span></span></div>
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