<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Abattoir &#187; Berlusconi</title>
	<atom:link href="http://www.abattoir.it/tag/berlusconi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.abattoir.it</link>
	<description>Voci dal macello</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 13:01:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Lezioni di comunicazione politica dal prof Monti</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/02/01/lezioni-di-comunicazione-politica-dal-prof-monti/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2012/02/01/lezioni-di-comunicazione-politica-dal-prof-monti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[governo monti]]></category>
		<category><![CDATA[mario monti]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>
		<category><![CDATA[prodi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=8791</guid>
		<description><![CDATA[Ormai sono passati due mesi da quando il governo tecnico presieduto da Mario Monti si è instaurato. Dal 16 novembre molte cose sembrano stiano cambiando, tanto da suscitare polemiche più o meno legittime. Una cosa che è cambiata, e che non va trascurata, è il modo di comunicare del premier: Mario Monti sin da subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monti" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monti?referer=');"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/33/Il_Presidente_del_Consiglio_incaricato_Mario_Monti_%28cropped%29.jpg" alt="" width="120" /></a>Ormai sono passati due mesi da quando il governo tecnico presieduto da Mario Monti si è instaurato. Dal 16 novembre molte cose sembrano stiano cambiando, tanto da suscitare polemiche più o meno legittime.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa che è cambiata, e che non va trascurata, è il modo di comunicare del premier: Mario Monti sin da subito si pone rispetto i cittadini italiani e soprattutto i politici italiani come l&#8217;uomo della salvezza, colui che ha le competenze per rimettere l&#8217;Italia sulla strada giusta. Un tecnico è uno che sa come si fanno le cose. Pratico ma strutturato. Si impone con un soprannome che finora era stato riservato solo a Prodi, &#8220;il professore&#8221;. Questo appellativo è esplicativo: Monti deve dare una lezione ai politici italiani e ai cittadini tutti, una lezione di economia e ma anche di buon governo, infatti in due mesi capiamo che il ruolo del premier gli sta addosso a pennello, ha tutte le doti per farlo e non mi sorprende affatto avendo letto il suo curriculum.<span id="more-8791"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa, il governo è stato formato da soli tecnici e non si è fatto altro che ripetere quanto fossero bravi e tecnici i nuovi ministri, fino alla nausea a ricordarci che non erano i soliti politici scansafatiche che da sempre abbiamo votato e che presto rivoteremo. Questo elemento di discontinuità gli dà subito una botta di consenso popolare. Le persone non sanno niente su di lui, anzi su di loro, ma gli danno fiducia, forse gli danno fiducia soprattutto perché non sanno molto su di loro, evidentemente non hanno combinato casini prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro elemento di discontinuità che i media hanno fatto passare con altrettanta prepotenza, ma con l&#8217;ironia del tormentone, è quello della &#8220;sobrietà&#8221;. Per giorni tutti si sono concentrati sul loden che indossava Monti e sul fatto che non mostrasse sorrisi a 32 denti in continuazione ai giornalisti. Solo perché per 17 anni il più grande comunicatore politico d&#8217;Italia ci ha mostrato sorrisi ammalianti da venditore porta a porta, non significa che gli italiani cerchino solo quello. Forse, si sono stufati e vogliono uno che sorride con discrezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo Monti nel primo periodo si è mostrato sempre collegialmente unito e presente. Ha dato così segno di compattezza e complicità nonostante non siano tutti compagni di partito che studiano da anni insieme come raggiungere il potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre a prendersi cura della sua immagine in Italia ci pensavano i giornalisti che da noi stanno sempre in bilico tra il giornalismo e il gossip (appunto ricordandoci che tipo di giacca indossa), Super Mario va alla Commissione Europea a curare l&#8217;immagine dell&#8217;Italia e lì, a 6 giorni dalla sua nomina, comincia a dimostrare piccoli semi di umanità, facendo la sua prima <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oQyuCWe_F8M" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=oQyuCWe_F8M&amp;referer=');">simpatica gaffe</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da lì in poi Super Mario comincia a girare l&#8217;Europa e a presentare le sue idee per il rilancio dell&#8217;Italia, cerca, con la sua professionalità e con il suo volto, di dare fiducia all&#8217;Italia, perché ora che c&#8217;è la crisi c&#8217;è poco da fare i furbetti e pensare alla bella vita, ma c&#8217;è da stringere la cinghia e avere un comportamento più sobrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Come hanno insegnato al primo anno di università, comincia a dedicarsi al “posizionamento” dell&#8217;Italia e comincia a instaurare un rapporto con Francia e Germania, non solo perché queste rappresentano le forze economiche più importanti d&#8217;Europa e stanno al nostro confine, ma anche perché l&#8217;Italia deve porsi come potenza al loro fianco, mai pari o inferiore alla Spagna con cui finora non si è cercata alleanza per uscire dalla crisi comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Convinti i suoi interlocutori esteri, comincia a dare giù pesante di riforme e manovre come nessuno aveva fatto mai, tanto lui non sente il peso del clientelismo elettorale e i politici in parlamento che gli approvano tutto lo fanno senza rimorso, dicendo che questo si doveva fare perché Monti&amp;Co. così vogliono.<br />
Questo nuovo governo quindi diventa impopolare per tutte le fasce di reddito, grazie a informazioni sbagliate e veicolate come fa comodo a questo o a quell&#8217;organo scontentato, ma Monti l&#8217;aveva detto: “paghi chi non ha mai pagato” e siccome in Italia a pagare sono stati da sempre in pochi, adesso paghiamo tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe ben osservare che banche e assicurazioni sono quelle che pagano di meno nonostante non siano tra quelle che negli anni hanno pagato di meno, mentre, al contrario, quelli che hanno pagato quasi sempre o che sono stati costretti ad essere in nero/evasori si sono trovati ad essere con le spalle al muro. D&#8217;altronde, la sua biografia era chiara, bastava leggerla per capire che è un liberale di centro-destra con molte continuità rispetto la politica di centro-destra del passato governo (come ha ammesso da Fazio). Ci sono anche elementi di discontinuità, che non riguardano il progetto di sviluppo sociale dell&#8217;Italia, ma il metodo di lavorare che lo ricollegano all&#8217;altro professore d&#8217;Italia molto criticato, Romano Prodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono anche altri aspetti dell&#8217;operazione di pubbliche relazioni che Monti in primis sta mettendo in atto: sta girando molte trasmissioni televisive per spiegare agli italiani perché queste riforme, secondo loro, gioverebbero all&#8217;Italia intera, in un futuro prossimo. Lo fa con grande serietà, concedendosi qualche battuta e sorriso per rimanere sempre umano e cambiando discorso quando non gli conviene. Sempre da Fazio ha esplicitamente detto che sarebbe stato evasivo per le domande a cui non avrebbe potuto rispondere. Si mostra così trasparente e onesto. E non dicendo cose che poi dovrà ritrattare, nel tempo ci sembrerà anche coerente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo esempio che voglio ricordare dell&#8217;operazione di marketing politico che stiamo vivendo è una simpatica soluzione del sobrio, ma non freddo, Mario Monti che risponde tramite comunicato ufficiale sul sito del Governo all&#8217;interrogazione parlamentare di Calderoli sulle spese che lo Stato avrebbe affrontato per ospitare la famiglia Monti la notte di capodanno a Palazzo Chigi, cito:</p>
<blockquote><p>Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.</p>
<p style="text-align: justify;">[…]</p>
<p>Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.<br />
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).<br />
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.<br />
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=66033&amp;pg=1%2C2121%2C3027&amp;pg_c=1" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=66033_amp_pg=1_2C2121_2C3027_amp_pg_c=1&amp;referer=');">Fonte</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non solo è evidente l&#8217;ironia della risposta riportata da tutti i notiziari, ma anche ha ricordato come Super Mario abbia rinunciato allo stipendio da premier e da ministro&#8230; quello che gli diamo come senatore a vita pare che gli basti!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2012/02/01/lezioni-di-comunicazione-politica-dal-prof-monti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Wind of changes: liberalizzazione sì, liberalizzazione no!</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2012/01/18/wind-of-changes-liberalizzazione-si-liberalizzazione-no/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2012/01/18/wind-of-changes-liberalizzazione-si-liberalizzazione-no/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosita Baiamonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[corporazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[modernizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[ordine dei professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[primavera di Praga]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[stato moderno]]></category>
		<category><![CDATA[tassisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=8619</guid>
		<description><![CDATA[Ricordate la &#8220;primavera di Praga&#8221;? Quel bellissimo e sfolgorante periodo in cui l’allora governo della Cecoslovacchia, sotto il dominio dell’Unione Sovietica, decise di promuovere un programma di liberalizzazione politica ed economica, nel tentativo di arrivare a un vero e proprio processo di democratizzazione, che purtroppo venne interrotto a causa dell’invasione sovietica, che in breve ripristinò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ricordate la &#8220;primavera di Praga&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify">Quel bellissimo e sfolgorante periodo in cui l’allora governo della Cecoslovacchia, sotto il dominio dell’Unione Sovietica, decise di promuovere un programma di liberalizzazione politica ed economica, nel tentativo di arrivare a un vero e proprio processo di democratizzazione, che purtroppo venne interrotto a causa dell’invasione sovietica, che in breve ripristinò l’antico ordine.</p>
<p style="text-align: justify">Perché ve ne parlo? Perché quello della liberalizzazione è un argomento che quasi tutti i governi hanno, una volta nella loro vita, preso in considerazione. Compreso il governo Berlusconi, che come sappiamo, nasce come governo liberale (???) e riformista, ma che, nella sostanza, ha tentato di imbavagliare anche Topo Gigio e che è sempre sceso a compromessi con le varie caste, proteggendole oltremodo e non arrivando a nessuna conclusione.<span id="more-8619"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il governo Monti negli ultimi giorni ha rilanciato lo scottante tema della liberalizzazione economica, scatenando il solito vespaio di polemiche. Protestano tutti: tassisti, farmacisti, avvocati, notai e casalinghe.</p>
<p style="text-align: justify">Spieghiamo in breve cosa s’intende per processo di liberalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify">Dicesi <em>liberalizzazione</em> quel processo che intende adeguarsi ai principi del liberalismo economico e che prevede l&#8217;abolizione di qualsiasi restrizione preesistente; si parla quindi di liberalizzazione economica, del commercio, del mercato e del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">Nel pacchetto liberalizzazione, promosso dall’attuale governo Italiano, le maggiori resistenze arrivano dalla lobby dei tassisti, che in questi giorni protestano senza sosta per bloccare il decreto che, a detta loro, saturerebbe il loro settore e non porterebbe alcun beneficio.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che Monti, diplomaticamente, chiama, “disarmo multilaterale delle corporazioni” è in sostanza il sogno di ogni governo che si professa liberale: eliminare le staccionate che da anni proteggono alcune categorie in Italia. Lo sfondamento di una di esse, come ad esempio quella dei tassisti, se mai venisse portato a compimento, potrebbe facilmente essere tra le più rivoluzionarie mosse pro liberalizzazione che il nostro Paese abbia mai portato avanti.</p>
<p style="text-align: justify">Essere tassista è come ereditare lo studio notarile del papà. La licenza si compra a caro prezzo e il mezzo passa di padre in figlio. Tutte le spese annesse al servizio taxi sono a carico del titolare della licenza: se si guasta il veicolo, è il tassista che paga di tasca propria, l’RC auto  e il carburante sono anch’essi a carico del conducente e così via. A fronte di spese sostanziose, il guadagno lordo dovrebbe essere intorno alle 4.000 euro per arrivare a un guadagno netto che va dai 1.500 ai 2.000 euro. Ecco perché i tassisti sono contro le liberalizzazioni, perché un numero maggiore di licenze significherebbe, a detta loro, un minor guadagno.</p>
<p style="text-align: justify">Questo potrebbe essere vero, ma un aumento del numero di taxi in circolazione significherebbe una sostanziale riduzione dei prezzi a corsa e quindi un incremento della concorrenza tariffaria. Insomma, sono o non sono libera di prendere un taxi che a parità di servizio, mi costa meno? Questo è in soldoni il quesito che mi sono posta e che mi fa propendere per un processo di liberalizzazione giusto, equo, che provi a scontentare i pochi, ma ad accontentare i molti, ovvero i liberi cittadini che di fronte a imposizioni di prezzi che vengono dall’alto, dalle lobby, dagli ordini professionali, sono inermi e anche, passatemi il termine, incazzati.</p>
<p style="text-align: justify">E qui si giunge a un altro tema spinoso: la liberalizzazione degli ordini professionali.</p>
<p style="text-align: justify">Personalmente, sono per la totale abolizione degli ordini professionali, per due ragioni di principio:  in primis, perché l’istituzione degli ordini è di ispirazione fascista, fu infatti una delle poche istituzioni promosse da Mussolini e adottate dalla nascente Repubblica Italiana, che anzi, promosse l’avvio di numerose altre corporazioni; forse troppe, non trovate? Ormai è uso e costume istituire un ordine per qualsiasi cosa, anche per i suonatori di zampogna. Così, chi vuole fare lo zampognaro liberamente durante le feste natalizie si deve fare il mazzo. Ovviamente, la mia è mera ironia, ma constatare che ci sono più ordini professionali che professionisti è alquanto sconfortante. L’altra ragione, un po’ meno di principio ma più di sostanza, è l’imposizione di tariffe minime cui i professionisti sono “costretti” a fare riferimento, in barba a qualsiasi concetto di libero mercato e di concorrenza leale.</p>
<p style="text-align: justify">È recente il caso di quei due ingegneri che con uno sprazzo di coraggio hanno osato proporre un’offerta sul famoso sito Groupalia, con tariffe vantaggiose. Ovviamente, sono stati immediatamente radiati dall’ordine degli ingegneri per non aver rispettato le soglie minime di tariffa imposte dall’alto. Non vi sembra assurdo?</p>
<p style="text-align: justify">Ok, i professionisti che leggeranno questi miei sproloqui potranno ribattere che l’esistenza dell’ordine garantisce correttezza e professionalità ed evita che ingegneri, avvocati o notai da strapazzo, presa la laurea, possano svolgere la professione in maniera scorretta. Ok, manteniamo allora l’esame di stato per l’abilitazione, ma vi prego, lasciate che i cittadini decidano liberamente a chi rivolgersi sulla base della professionalità, ma anche del vantaggio economico e soprattutto smettiamola di proteggere queste microsocietà che di fatto non fanno altro che difendere i propri privilegi.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente, il tema delle liberalizzazioni è denso di problematiche, impossibili da sbrogliare in poche righe.</p>
<p style="text-align: justify">Ma da libera cittadina che vuole vivere in un paese moderno, certe imposizioni sono stantie e sanno di vecchio.</p>
<p style="text-align: justify">E voi che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2012/01/18/wind-of-changes-liberalizzazione-si-liberalizzazione-no/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il consumismo nell’era della crisi</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2011/11/18/il-consumismo-nell%e2%80%99era-della-crisi/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2011/11/18/il-consumismo-nell%e2%80%99era-della-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 07:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilisa Dones</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[capitalimo]]></category>
		<category><![CDATA[consumismo]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[spese]]></category>
		<category><![CDATA[status symbol]]></category>
		<category><![CDATA[taeg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=7762</guid>
		<description><![CDATA[“Siamo in crisi”, “C’è crisi”, “è colpa della crisi”. Crisi. Crisi. Crisi. Non passa giorno senza che questa “crisi” venga tirata in ballo. A ridosso delle dimissioni di Silvio Berlusconi, gli spread non scendono e la crisi continua e pare che non si risolverà prima di una decina di anni. Poco più di una settimana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.comuniclab.it/files/imagecache/600x/files/Consumismo_1295868314.jpg" alt="http://3.bp.blogspot.com/_6ttm-C0R-OM/TCiNyH6MfzI/AAAAAAAAA3Y/i9ELo181fIU/s400/consumismo.jpg" width="254" height="172" />“Siamo in crisi”, “C’è crisi”, “è colpa della crisi”. Crisi. Crisi. Crisi. Non passa giorno senza che questa “crisi” venga tirata in ballo. A ridosso delle dimissioni di Silvio Berlusconi, gli spread non scendono e la crisi continua e pare che non si risolverà prima di una decina di anni.</p>
<p>Poco più di una settimana fa, tutti hanno gridato allo scandalo quando Berlusconi ha detto:</p>
<blockquote><p>Mi sembra che in Italia non ci sia una forte crisi. La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni.</p></blockquote>
<p>Mi costa terribilmente ammetterlo, però per certi versi B. non ha detto il falso.</p>
<p>Sto estremizzando, è chiaro, però non posso fare a meno di notare che nonostante questa tanto millantata crisi la gente continua a perseverare nel consumismo più assoluto.</p>
<p>Tengo a precisare che non sono un’esperta di statistiche e mi baso esclusivamente su quanto osservo. Palermo è stata dotata in un solo anno di ben 3 centri commerciali, perennemente assaltati; alle casse potete osservare quanto acquista la gente: impianti home theatre, stampanti laser, telefonini, epilatori elettrici, bilance elettroniche, frullatori ad immersione, rasoi elettrici che puoi usare anche sotto la doccia e che espellono cremine idratanti, ecc. ecc.<span id="more-7762"></span></p>
<p>Tutte le famiglie mediamente hanno un televisore a schermo piatto (minimo 42’’), tutti abbiamo un telefonino che ci permette per lo meno di scattare foto, per non parlare del collegarsi ad Internet, usare Skype, controllare Facebook ogni nanosecondo e blablabla.</p>
<p>Conoscenti che si lamentano puntualmente di non avere un quattrino in tasca poi sfoggiano un cellulare di ultima generazione che se lo sfiori ti fa il caffè o comprano perlomeno 5 paia di scarpe a stagione, tre cappotti e decine di vestiti. Non parliamo poi della moda degli ultimi anni, ché se non hai un prodotto Apple sei un povero sfigatoenemmenotuamadretirivolgelaparolaperquantoseiout: osservate quanti ipad, ipod, MacBook ci sono in giro e non costano certo poco…</p>
<p>Insomma, mi chiedo, ma come è possibile che la gente che dovrebbe essere povera continua ugualmente a spendere?</p>
<p>Senza dubbio esiste gente disposta a “rischiare” di non arrivare a fine mese pur di possedere un oggetto che attesti il proprio status symbol. Ma è pur vera un’altra cosa: esistono i finanziamenti e i prestiti. Vuoi una macchina nuova ma non hai 10.000 euro cash? Beh ci saranno almeno 4 concessionarie che ti offrono un’automobile full optional che comincia a pagare tra un anno e a tasso zero (anche se poi i messaggi promozionali non fanno accenno alcuno ai taeg, celati dagli specchietti delle allodole), lo stesso vale per il televisore di ultima generazione e per tante e tante cose.</p>
<p>Come vi spiegate tutto ciò? Berlusconi aveva dunque ragione, i poveri non esistono, in Italia non si accusa la crisi? Beh, lungi da me dargli ragione, penso piuttosto che nonostante le ristrettezze la spiegazione vada ricercata nel fatto che non sia più possibile tornare indietro.</p>
<p>Siamo troppo assuefatti alle comodità, ai beni di consumo, per cui è impensabile un ritorno ai tempi in cui in casa c’era un solo computer (o nessuno), si possedeva un cellulare in bianco e nero, il televisore durava almeno 10 anni, si usavano i vestiti dei fratelli più grandi o dei cugini, ecc. ecc.</p>
<p>Non si vuole fare del falso moralismo, perché io stessa mi rendo conto di essere vittima di questo consumismo che mi “obbliga” ad avere un pc portatile o a desiderare un tablet. Tuttavia da qualche anno a questa parte, una volta perso un cellulare “di ultima generazione”, l’ho sostituito con un anonimo Nokia in bianco e nero da 30 euro che assolve perfettamente alla funzione “telefono” anche se sicuramente meno cool di un iPhone, mi sono imposta anche di resistere alla tentazione di fare un abbonamento internet per il cellulare (non so quanto ancora resisterò), insomma mi sto impegnando per cercare quanto meno di spendere i miei soldi in maniera più sensata. Perché la vera differenza tra ieri e oggi, quello che forse Berlusconi non ha capito, è che sono cambiate le dinamiche di povertà/ricchezza: chi ha i soldi continua a spenderli come ha sempre fatto, ma non risparmia e chi ha difficoltà economiche lo stesso, cede al dio consumismo e non ci pensa più o ci ripensarà il prossimo mese, sperando di avere i soldi per assecondare i propri nuovi desideri, magari per poi scoprire di aver “speso” lo stipendio del mese successivo… gli dei benedicano le mini-rate!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2011/11/18/il-consumismo-nell%e2%80%99era-della-crisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Io, Berlusconi. E il futuro dell&#8217;Europa?</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2011/11/17/io-berlusconi-e-il-futuro-delleuropa/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2011/11/17/io-berlusconi-e-il-futuro-delleuropa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'Abattoir</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=7775</guid>
		<description><![CDATA[di Juan Re Crivello (trad. di Cristina Vasile) &#8220;La Repubblica mi ha abbandonato, lo sento, mi hanno tagliato fuori. Mi piaceva la buona musica, le belle figliole e le lotte di potere. Ahimé, un gruppo di investitori mi ha rovinato. Io, un uomo di destra! &#8216;I mercati hanno vinto!&#8217; &#8211; diranno alcuni. &#8216;Il potere politico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Juan Re Crivello</strong> <strong>(trad. di Cristina Vasile)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La Repubblica mi ha abbandonato, lo sento, mi hanno tagliato  fuori. Mi piaceva la buona musica, le belle figliole e le lotte di  potere. Ahimé, un gruppo di investitori mi ha rovinato. Io, un uomo di  destra! &#8216;I mercati hanno vinto!&#8217; &#8211; diranno alcuni. &#8216;Il potere politico è  stato messo in discussione con un intervento leggero e il cardinale ha  rimpiazzato il Caimano&#8217;, diranno gli amanti delle facili metafore. Non  v&#8217;è dubbio che la pressione sul debito esercitata dai lobbisti sia stata  la causa della caduta del mio governo e che il Parlamento si sia  sottomesso al potere del dio denaro&#8221;<sup>1</sup>.<br />
Ciò che è accaduto in  Italia potrebbe essere interpretato secondo diversi aspetti,  bisognerebbe forse considerare che i rischi riguardo al debito sovrano assunti negli ultimi dieci anni hanno minato la fonte del potere dello  Stato italiano. Si pensava che questo potere nazionale avrebbe  impiantato una propria politica, sempre nei margini della sua  corruzione, o che, se il problema non fosse stato risolto, avrebbe attuato un  governo fascista o un colpo di Stato. La situazione si è spinta al  limite. Sono passati anni dalla Seconda Guerra Mondiale, quando Hitler, oppressore  demagogo, invadeva l&#8217;Europa per imporre la sua politica. <span id="more-7775"></span>Oggi assistiamo  a una Germania che detta i suoi risultati da una posizione di forza. I  mercati la indicano come lo stato che meglio sa gestire le sue risorse e  quindi fuori dai rischi, mentre gli altri Stati o ammettono che la  propria situazione di quasi fallimento gli impone una soluzione (tra  queste quella di eleggere un Presidente che attui delle politiche a  riguardo) o dovranno uscire dalla moneta unica, o&#8230; saranno gettatati nel vuoto della mancanza di credibilità o del credito.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La  Repubblica mi ha abbandonato. In solo due giorni il mio potere è  evaporato in un&#8217;immensa cloaca di fango e rivalità, desiderosi di  salvarsi dai loro anteriori compromessi col mio esercito del potere.  Vedo traditori rinascere senza mostrare il loro gioco o gli sforzi di  arricchimento. Ho costruito il principio secondo il quale &#8216;la percezione  è realtà e se fai in modo che la gente creda in qualcosa, questo  diventa realtà&#8217;<sup>2</sup>. Tutto però si è sgretolato, fino a quel tragico 12  novembre, giorno in cui il denaro era carissimo e mezza Italia era sul  punto di collassare&#8221;.<br />
Parlare della fine di Berlusconi è anche  domandarsi verso dove si sta dirigendo l&#8217;Europa. Nel maggio 2010 il  governo Zapatero vacillò, si dovettero prendere decisioni dettate dalla  Germania e ciò fece perdere potere a Zapatero e fece precipitare  l&#8217;anticipo delle elezioni in Spagna. Si potrebbe aggiungere a questa  lista anche il Portogallo, l&#8217;Irlanda o la Grecia che, con rispetto a  quanto accaduto nella quarta e quinta economia europea, con un passato e una  influenza maggiore rispetto quelle citate, presuppone un cambiamento più  radicale.<br />
Possono i mercati imporre una politica che contrasti con  l&#8217;opinione pubblica maggioritaria? Possono gli investitori assumersi il  costo politico per provocare la caduta o rettifica di un Presidente? La  politica di assumersi i rischi dei suddetti paesi, avallando con la  propria solvenza economica, è per la Germania un futuro che l&#8217;include  solo per essere temuta? E, quindi, il progetto europeo sarà ancora  condiviso o ci stiamo dirigendo verso un futuro non più equo? L&#8217;ipotesi  non è da escludersi e la caduta di Berlusconi non è altro che uno dei vari atti  del dramma. Da questo punto di vista, le elezioni spagnole del 20  novembre che margine lasceranno al governo?<br />
&#8220;Me ne sono andato  e mi hanno insultato. Quel giorno la Repubblica si sforzò di imporre  un&#8217;uscita unanime. Una volta uscito, ho provato a ritornare ma mi ero  ormai reso conto della mia tragedia, la realtà aveva distrutto il sogno,  quel sogno che le mie televisioni mi avevano aiutato a diffondere. Il  potere ormai, si è trasferito fuori dall&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><sup>1</sup> I discorsi riportanti intendono rispecchiare i pensieri di Berlusconi, ma sono immaginari.<br />
<sup>2</sup> Alexander Stille, El espejito mágico se rompió, El País, 13/11/2011.</span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Yo, Berlusconi. ¿Y el futuro de Europa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La Republica me ha abandonado, lo presiento, ellos me han dejado fuera  del tiempo. Me gustaba la lírica, las bellezas de tapa dura, y litigar  por el poder. Pero una nube de inversores me desnudo. A mí, a un señor  de derechas.<br />
&#8216;¡La fuerza de los mercados ha vencido!&#8217; &#8211; dirán algunos. &#8216; El poder político ha sido reemplazado por una intervención light y el  cardenal ha reemplazado al caimán&#8217; &#8211; dirán aquellos que gustan de las  imágenes frescas y sencillas. Nada puede esconder que la presión sobre  la deuda ejercida por miles de tenedores en su afán lobista ha tumbado  mi gobierno y del propio Parlamento ha surgido una coalición que ha  sucumbido al poder del dinero”. (1)<br />
Lo ocurrido en Italia podría  verse de miles de formas, tal vez sea interesante considerar que los  riesgos asumidos en esta última década –respecto a la deuda soberana,  han laminado la fuente de poder del Estado Nación. Siempre habíamos  considerado que este poder nacional podía establecer una política  propia, desde devaluar hasta mantener un margen en su corrupción, y si  el problema no fuera resuelto, desarrollar un gobierno fascista, o un  golpe de Estado. Los márgenes de estas situaciones se han acotado. Han  pasado muchos años desde la Segunda Guerra Mundial en que un Hitler  agresivo y demagogo invadía Europa para imponer una política. Hoy  asistimos a una Alemania que dicta desde una posición de fuerza sus  resultados. Los mercados consideran que dicho estado Nacional es el  mejor gestionado y en consecuencia carece de riesgo, los demás, o asumen  que su situación de casi quiebra les impone soluciones, entre ellas de  elegir un presidente que asuma dichas políticas, o deben salir de la  moneda única, o… serán arrojados al vacío de la falta de credibilidad o  del crédito.<br />
“La Republica, me ha abandonado. En dos días mi poder se  ha evaporado en una cloaca inmensa de fango y rivalidades que desean  salvarse de sus compromisos anteriores con mi ejército de influencias.  Veo traidores que asumen una nueva vida sin mostrar su juego, ni sus  debilidades de enriquecimiento. He construido “el principio de que la  percepción es la realidad, de que si haces que la gente crea algo, se  convierte en realidad” (2) Pero… todo se ha desmoronado, hasta aquel  trágico día 12 en que el dinero estaba carísimo y media Italia en el  abismo”.<br />
Hablar del fin de Berlusconi, es preguntarse hacia donde se  dirige Europa. En mayo de 2010 Un Rodríguez Zapatero tembló y tuvo que  tomar decisiones dictadas por Alemania, ello le alejo de su base de  poder natural y precipito el adelanto de elecciones en España. Alguno  podría agregar en esta cuenta a Portugal, Irlanda o Grecia, diremos al  respecto que lo sucedido en la cuarta y quinta economía europea con un  pasado e influencia mayores en el contexto europeo que las citadas,  supone un cambio mucho más decisivo.<br />
¿Pueden los mercados imponer una  política que tuerza la opinión pública mayoritaria? ¿Pueden estos  inversores asumir el coste político de provocar una caída o  rectificación de un gobernante? Y, acto seguido, es para Alemania, la  actual política de asumir los riesgos en dichos países, al avalar con su  solvencia económica, ¿un futuro que le incluya solo por ser temida? Y,  con ello el proyecto europeo será compartido o nos dirigimos a un futuro  desigual. Que por cierto ya existe y la desaparición de Berlusconi no  es más que una parte de los próximos actos del drama. Y visto desde este  ángulo, las elecciones en España del 20 de noviembre ¿qué margen le  dejan a su próximo gobierno?<br />
“Me marche y me insultaron. Aquel día la  Republica se esmeró en imponer una salida unánime. Una vez fuera, quise  regresar y me di cuenta de mi tragedia, la hora de la realidad había  roto con el sueño que mis televisiones difundían. El poder se había  trasladado fuera de Italia”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><sup>1</sup> Las partes escritas intentan reflejar a Berlusconi pero son ficción.<br />
<sup>2 </sup>Alexander Stille. El espejito mágico se rompió, El País, 13/11/2011.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2011/11/17/io-berlusconi-e-il-futuro-delleuropa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Siamo tutti nella stessa barca&#8230; che affonda&#8230;</title>
		<link>http://www.abattoir.it/2011/11/16/siamo-tutti-nella-stessa-barca-che-affonda/</link>
		<comments>http://www.abattoir.it/2011/11/16/siamo-tutti-nella-stessa-barca-che-affonda/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 07:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ventura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Satira]]></category>
		<category><![CDATA[Vignette]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abattoir.it/?p=7765</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_7766" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2011/11/siamo_nella_stessa_barca.jpg" rel="lightbox[7765]"><img class="size-full wp-image-7766 " title="siamo_nella_stessa_barca" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2011/11/siamo_nella_stessa_barca.jpg" alt="siamo nella stessa barca, Berlusconi affonda, noi con lui" width="420" height="614" /></a><p class="wp-caption-text">Vignetta di Andrea Ventura</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abattoir.it/2011/11/16/siamo-tutti-nella-stessa-barca-che-affonda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

