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	<title>Abattoir &#187; Economia</title>
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	<description>Voci dal macello</description>
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		<title>THE FINAL COUNTDOWN(?)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina D'Aleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2012 non è cominciato proprio bene, diciamocelo. Berlusconi è caduto, certo, ma chi realmente percepisce il cambiamento? Solitamente la caduta di un dittatore (anche se in versione moderna) è seguita da un qualsivoglia mutamento del corso della storia di un paese. O almeno così ci viene insegnato quando studiamo la storia. Noi italiani però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 2012 non è cominciato proprio bene, diciamocelo. Berlusconi è caduto, certo, ma chi realmente percepisce il cambiamento? Solitamente la caduta di un dittatore (anche se in versione moderna) è seguita da un qualsivoglia mutamento del corso della storia di un paese. O almeno così ci viene insegnato quando studiamo la storia. Noi italiani però ci teniamo particolarmente, per una questione di orgoglio, a svolgere un ruolo da salmone: noi non seguiamo la corrente, ma la risaliamo al contrario.<br />
Da noi in fondo nulla è cambiato. Abbiamo solo un presidente del Consiglio nuovo, non caciarone e per nulla puttaniere, retto e musone. Con una stuola di ministri che a guardarli viene da pensare: &#8220;Chisto sì che è &#8216;o paese d&#8217;o sole!&#8221;. Un&#8217;allegria contagiosa ci giunge da questa neonata brigata della salvezza. A Metropolis avevano un Superman con la sua mutandaevidenziapacco, noi abbiamo il banchiere Monti. <span id="more-8808"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, risollevare le sorti di questo Paese non è un lavoro da poco e bisogna pur cominciare a prendere i soldi da qualche parte per risollevare l&#8217;economia. Solo che, come sempre succede, a fare le spese di tagli, aumento di tasse e quant&#8217;altro non sono coloro che con i loro conti in banca potrebbero sostentare da soli intere regioni, ma i poveri cristi che vedono peggiorare la loro situazione sempre e comunque, sotto qualunque governo, di destra o di sinistra, di gente presunta seria e di farabutti.<br />
L&#8217;aumento del costo del carburante non fa un danno a chi non può fare il pieno nello yacht di papi, ma danneggia i pescatori che rischiano ogni notte la vita in mare. Hanno solo quello per sostentare le proprie famiglie. E questo è solo un esempio, perché si potrebbero scrivere chilometri di pagine sulle ingiustizie e sul degrado morale prima ed economico poi che ci sta spingendo verso il baratro. Anche quando sembra che qualcosa di positivo avvenga, che la &#8220;grande proletaria si è mossa&#8221;, risulta infine solo un fuoco fatuo.<br />
Vedi la <em>rivolta dei forconi</em> in Sicilia, definita come <em>i nuovi Vespri siciliani</em>. Si è rivelata una grande pagliacciata, che ha solo danneggiato la nostra economia, già pesantemente compromessa. Senza contare il fatto che ha dimostrato come, di fronte a una catastrofe collettiva, la gente non sarebbe esattamente quello che abbiamo imparato ad ammirare nei film, non ci sono slanci di altruismo, sacrifici ed eroi. C&#8217;è solo una guerra fra poveri, che si scannano davanti ai distributori a secco, che si prendono per i capelli per accaparrarsi l&#8217;ultima confezione di acqua minerale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutto deve cambiare affinché nulla cambi.</em><br />
E da noi, modestamente, non cambia nulla. E, mentre la Germania si prende le sue rivincite per le vessazioni subite nell&#8217;ultima Guerra mondiale, noi ci improvvisiamo uomini di mare e imbastiamo processi contro comandanti (inetti e codardi, per carità) di navi, ci crediamo esperti perché abbiamo visto che Jack Sparrow è stato ingoiato dal Kraken con la sua Perla Nera, che il Capitano del Titanic si è rimesso al timone prima che il transatlantico affondasse. E occupiamo speciali in seconda serata, in prima, pomeridiani, per discutere di una nave da crociera abbuccata su un lato. Se i ricchi muoiono fa sempre notizia e tocca il cuore. Milioni di persone non riescono manco più a fare la spesa, l&#8217;INPS che fa calare la sua mannaia su gente già spolpata fino all&#8217;osso. E chi se ne frega? I poveri non fanno notizia. Forse la fanno solo durante la campagna elettorale di questi quattro stronzi che si propongono con i loro slogan studiati a tavolino come sindaci e vattelappesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente non vi saranno catastrofi, voragini che ci inghiottiranno e tzunami che ci annegheranno. Fatto sta che la fine del mondo di cui facciamo parte è già iniziata. È la teoria del caos: nel Sud Italia i Tir bloccano le autostrade e in Giappone arriva Godzilla.<br />
Ma anche questa volta sono certa che il cane si avventerà sempre su <em>u cchiù sfardatu</em>.<br />
Meglio non pensarci e farsi una bella Crociera nel Mediterraneo.</p>
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		<title>Io, Berlusconi. E il futuro dell&#8217;Europa?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'Abattoir</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Juan Re Crivello (trad. di Cristina Vasile) &#8220;La Repubblica mi ha abbandonato, lo sento, mi hanno tagliato fuori. Mi piaceva la buona musica, le belle figliole e le lotte di potere. Ahimé, un gruppo di investitori mi ha rovinato. Io, un uomo di destra! &#8216;I mercati hanno vinto!&#8217; &#8211; diranno alcuni. &#8216;Il potere politico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Juan Re Crivello</strong> <strong>(trad. di Cristina Vasile)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La Repubblica mi ha abbandonato, lo sento, mi hanno tagliato  fuori. Mi piaceva la buona musica, le belle figliole e le lotte di  potere. Ahimé, un gruppo di investitori mi ha rovinato. Io, un uomo di  destra! &#8216;I mercati hanno vinto!&#8217; &#8211; diranno alcuni. &#8216;Il potere politico è  stato messo in discussione con un intervento leggero e il cardinale ha  rimpiazzato il Caimano&#8217;, diranno gli amanti delle facili metafore. Non  v&#8217;è dubbio che la pressione sul debito esercitata dai lobbisti sia stata  la causa della caduta del mio governo e che il Parlamento si sia  sottomesso al potere del dio denaro&#8221;<sup>1</sup>.<br />
Ciò che è accaduto in  Italia potrebbe essere interpretato secondo diversi aspetti,  bisognerebbe forse considerare che i rischi riguardo al debito sovrano assunti negli ultimi dieci anni hanno minato la fonte del potere dello  Stato italiano. Si pensava che questo potere nazionale avrebbe  impiantato una propria politica, sempre nei margini della sua  corruzione, o che, se il problema non fosse stato risolto, avrebbe attuato un  governo fascista o un colpo di Stato. La situazione si è spinta al  limite. Sono passati anni dalla Seconda Guerra Mondiale, quando Hitler, oppressore  demagogo, invadeva l&#8217;Europa per imporre la sua politica. <span id="more-7775"></span>Oggi assistiamo  a una Germania che detta i suoi risultati da una posizione di forza. I  mercati la indicano come lo stato che meglio sa gestire le sue risorse e  quindi fuori dai rischi, mentre gli altri Stati o ammettono che la  propria situazione di quasi fallimento gli impone una soluzione (tra  queste quella di eleggere un Presidente che attui delle politiche a  riguardo) o dovranno uscire dalla moneta unica, o&#8230; saranno gettatati nel vuoto della mancanza di credibilità o del credito.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La  Repubblica mi ha abbandonato. In solo due giorni il mio potere è  evaporato in un&#8217;immensa cloaca di fango e rivalità, desiderosi di  salvarsi dai loro anteriori compromessi col mio esercito del potere.  Vedo traditori rinascere senza mostrare il loro gioco o gli sforzi di  arricchimento. Ho costruito il principio secondo il quale &#8216;la percezione  è realtà e se fai in modo che la gente creda in qualcosa, questo  diventa realtà&#8217;<sup>2</sup>. Tutto però si è sgretolato, fino a quel tragico 12  novembre, giorno in cui il denaro era carissimo e mezza Italia era sul  punto di collassare&#8221;.<br />
Parlare della fine di Berlusconi è anche  domandarsi verso dove si sta dirigendo l&#8217;Europa. Nel maggio 2010 il  governo Zapatero vacillò, si dovettero prendere decisioni dettate dalla  Germania e ciò fece perdere potere a Zapatero e fece precipitare  l&#8217;anticipo delle elezioni in Spagna. Si potrebbe aggiungere a questa  lista anche il Portogallo, l&#8217;Irlanda o la Grecia che, con rispetto a  quanto accaduto nella quarta e quinta economia europea, con un passato e una  influenza maggiore rispetto quelle citate, presuppone un cambiamento più  radicale.<br />
Possono i mercati imporre una politica che contrasti con  l&#8217;opinione pubblica maggioritaria? Possono gli investitori assumersi il  costo politico per provocare la caduta o rettifica di un Presidente? La  politica di assumersi i rischi dei suddetti paesi, avallando con la  propria solvenza economica, è per la Germania un futuro che l&#8217;include  solo per essere temuta? E, quindi, il progetto europeo sarà ancora  condiviso o ci stiamo dirigendo verso un futuro non più equo? L&#8217;ipotesi  non è da escludersi e la caduta di Berlusconi non è altro che uno dei vari atti  del dramma. Da questo punto di vista, le elezioni spagnole del 20  novembre che margine lasceranno al governo?<br />
&#8220;Me ne sono andato  e mi hanno insultato. Quel giorno la Repubblica si sforzò di imporre  un&#8217;uscita unanime. Una volta uscito, ho provato a ritornare ma mi ero  ormai reso conto della mia tragedia, la realtà aveva distrutto il sogno,  quel sogno che le mie televisioni mi avevano aiutato a diffondere. Il  potere ormai, si è trasferito fuori dall&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><sup>1</sup> I discorsi riportanti intendono rispecchiare i pensieri di Berlusconi, ma sono immaginari.<br />
<sup>2</sup> Alexander Stille, El espejito mágico se rompió, El País, 13/11/2011.</span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Yo, Berlusconi. ¿Y el futuro de Europa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La Republica me ha abandonado, lo presiento, ellos me han dejado fuera  del tiempo. Me gustaba la lírica, las bellezas de tapa dura, y litigar  por el poder. Pero una nube de inversores me desnudo. A mí, a un señor  de derechas.<br />
&#8216;¡La fuerza de los mercados ha vencido!&#8217; &#8211; dirán algunos. &#8216; El poder político ha sido reemplazado por una intervención light y el  cardenal ha reemplazado al caimán&#8217; &#8211; dirán aquellos que gustan de las  imágenes frescas y sencillas. Nada puede esconder que la presión sobre  la deuda ejercida por miles de tenedores en su afán lobista ha tumbado  mi gobierno y del propio Parlamento ha surgido una coalición que ha  sucumbido al poder del dinero”. (1)<br />
Lo ocurrido en Italia podría  verse de miles de formas, tal vez sea interesante considerar que los  riesgos asumidos en esta última década –respecto a la deuda soberana,  han laminado la fuente de poder del Estado Nación. Siempre habíamos  considerado que este poder nacional podía establecer una política  propia, desde devaluar hasta mantener un margen en su corrupción, y si  el problema no fuera resuelto, desarrollar un gobierno fascista, o un  golpe de Estado. Los márgenes de estas situaciones se han acotado. Han  pasado muchos años desde la Segunda Guerra Mundial en que un Hitler  agresivo y demagogo invadía Europa para imponer una política. Hoy  asistimos a una Alemania que dicta desde una posición de fuerza sus  resultados. Los mercados consideran que dicho estado Nacional es el  mejor gestionado y en consecuencia carece de riesgo, los demás, o asumen  que su situación de casi quiebra les impone soluciones, entre ellas de  elegir un presidente que asuma dichas políticas, o deben salir de la  moneda única, o… serán arrojados al vacío de la falta de credibilidad o  del crédito.<br />
“La Republica, me ha abandonado. En dos días mi poder se  ha evaporado en una cloaca inmensa de fango y rivalidades que desean  salvarse de sus compromisos anteriores con mi ejército de influencias.  Veo traidores que asumen una nueva vida sin mostrar su juego, ni sus  debilidades de enriquecimiento. He construido “el principio de que la  percepción es la realidad, de que si haces que la gente crea algo, se  convierte en realidad” (2) Pero… todo se ha desmoronado, hasta aquel  trágico día 12 en que el dinero estaba carísimo y media Italia en el  abismo”.<br />
Hablar del fin de Berlusconi, es preguntarse hacia donde se  dirige Europa. En mayo de 2010 Un Rodríguez Zapatero tembló y tuvo que  tomar decisiones dictadas por Alemania, ello le alejo de su base de  poder natural y precipito el adelanto de elecciones en España. Alguno  podría agregar en esta cuenta a Portugal, Irlanda o Grecia, diremos al  respecto que lo sucedido en la cuarta y quinta economía europea con un  pasado e influencia mayores en el contexto europeo que las citadas,  supone un cambio mucho más decisivo.<br />
¿Pueden los mercados imponer una  política que tuerza la opinión pública mayoritaria? ¿Pueden estos  inversores asumir el coste político de provocar una caída o  rectificación de un gobernante? Y, acto seguido, es para Alemania, la  actual política de asumir los riesgos en dichos países, al avalar con su  solvencia económica, ¿un futuro que le incluya solo por ser temida? Y,  con ello el proyecto europeo será compartido o nos dirigimos a un futuro  desigual. Que por cierto ya existe y la desaparición de Berlusconi no  es más que una parte de los próximos actos del drama. Y visto desde este  ángulo, las elecciones en España del 20 de noviembre ¿qué margen le  dejan a su próximo gobierno?<br />
“Me marche y me insultaron. Aquel día la  Republica se esmeró en imponer una salida unánime. Una vez fuera, quise  regresar y me di cuenta de mi tragedia, la hora de la realidad había  roto con el sueño que mis televisiones difundían. El poder se había  trasladado fuera de Italia”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><sup>1</sup> Las partes escritas intentan reflejar a Berlusconi pero son ficción.<br />
<sup>2 </sup>Alexander Stille. El espejito mágico se rompió, El País, 13/11/2011.</span></p>
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		<title>La Cina è vicina</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 05:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[lamentarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni mi è capitato, durante le mie rare incursioni sui canali televisivi nazionali, di sentir spesso parlare di Cina, prodotti cinesi, riciclaggio di denaro; tutte notizie che anche voi avrete sicuramente sentito. Quello nella foto è uno dei negozi di abbigliamento cinese che si trova nel mio paese. Ce ne sono ben tre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC_0019.jpg" rel="lightbox[6197]"><img class="size-full wp-image-6198 aligncenter" title="La Cina è vicina" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2011/06/DSC_0019.jpg" alt="" width="370" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: left;">In questi giorni mi è capitato, durante le mie rare incursioni sui canali televisivi nazionali, di sentir spesso parlare di Cina, prodotti cinesi, riciclaggio di denaro; tutte notizie che anche voi avrete sicuramente sentito.<br />
Quello nella foto è uno dei negozi di abbigliamento cinese che si trova nel mio paese. Ce ne sono ben tre, per qualcosa come settemila abitanti scarsi. Tutti si lamentano del fatto che &#8220;questi cinesi stanno aprendo negozi ovunque!&#8221;; personalmente penso che se i cinesi non avessero dei riscontri positivi, non continuerebbero ad aprire negozi. E in effetti mi è successo spesso di notare che c&#8217;è sempre qualcuno che entra, dà un&#8217;occhiata, paga alla cassa ed esce con il suo bel sacchettino, soddisfatto del suo economico acquisto.<br />
Non sembra anche a voi un ragionamento un po&#8217; contraddittorio?</p>
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		<title>Pensa in grande, compra in locale</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber L. Gray</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ultimamente mi è capitato sempre più spesso di recarmi al supermercato per piccole spese quotidiane &#8211; ahimè mai che ne trovi uno aperto alle 2 del mattino, son sicuro sarebbe la salvezza di noi ggiovani fuori orario, che dobbiamo gestire da soli una casa, e che puntualmente non riusciamo a sbrigare tutti gli impegni nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ultimamente mi è capitato sempre più spesso di recarmi al supermercato per piccole spese quotidiane &#8211; ahimè mai che ne trovi uno aperto alle 2 del mattino, son sicuro sarebbe la salvezza di noi <em>ggiovani</em> fuori orario, che dobbiamo gestire da soli una casa, e che puntualmente non riusciamo a sbrigare tutti gli impegni nella giornata! &#8211; e posso affermare, da questa mia esperienza sommata alle esperienze passate di spesa, che sostanzialmente la spesa la si fa in due modi.<br />
<strong>modo a</strong>: con la calcolatrice in mano perchè con 10€ devi riuscire a comprare lo stretto indispensabile, il modo preferito di chi vive da solo;<br />
<strong>modo b</strong>: soddisfacendo ogni sfizio inutile, dalla cioccolata belga pralinata al nuovo cibo surgelato da gustare pronto in 5 minuti al forno, solitamente il modo &#8220;prendi e infila in carrello&#8221; preferito di chi esce a fare spesa con mamma.<span id="more-2673"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mi è venuta voglia di scrivere due righe di riflessione su questo argomento, inventando una storia sulla spesa settimanale, per portare la tua attenzione su un terzo modo che potrebbe esistere nel fare la spesa, il <strong>modo c</strong>, che sintetizzerò col titolo dato all&#8217;articolo: pensa in grande, compra in locale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;economia, se non gira, non funziona, questo è un dogma per me e come tale devo assumere ed accettare. Tanto vero, soprattutto se ridimensioniamo sempre più la visione globale zoommando fino ad arrivare a un raggio di non oltre 100Km. Se è così che deve essere perchè non far sì di fare girare l&#8217;economia della propria città e del proprio territorio? Per noi consumatori basterebbe davvero poco, si tratterebbe di modificare piccole scelte quotidiane, perchè non di sole grandi marche, con le quali i nostri cervelli vengono giornalmente bombardati via media, si vive! Non esiste solo il caffè che bevono in paradiso o la pasta che sta dove c&#8217;è casa o lo yogurt pieno di fermenti lattici che toglie il gonfiore alla Marcuzzi. Fortunatamente aggiungerei!</p>
<p style="text-align: justify;">Girando tra gli scaffali, ho avuto il piacere, ed anche un po&#8217; l&#8217;orgoglio, di trovare molti articoli, dalla pasta al tonno, passando dai surgelati fino ad arrivare alla merce fresca come salumi e formaggi, prodotti nella mia città o in provincia.<br />
Una bella soddisfazione che si sposa con l&#8217;orgoglio della propria terra e col rispetto per l&#8217;ambiente, perchè ogni articolo prodotto e rivenduto nella propria terra, oltre a sviluppare l&#8217;economia, limita lo spreco consumistico che ormai la fa da padrone, riduce i costi di trasporto della merce e quindi l&#8217;uso di mezzi e carburanti, con la conseguenza di non aumentare le emissioni di Co2. Come scrivevo poco sopra, è una piccolissima scelta da parte di noi consumatori che però potrebbe avere un impatto ben maggiore&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamoci che il potere sta nei soldi &#8211; ahimè &#8211; e questo potere è nelle nostre mani.<br />
Immaginiamo uno scenario utopico dove più del 50% dei cittadini decide di boicottare una marca X, scegliendo di non acquistare più i suoi prodotti e optando per una marca Y: la marca X non fallirebbe per la cattiva qualità dei suoi prodotti ma perchè il cittadino non la compra più. È una visione molto semplicistica, ma altrettanto efficace e soprattutto applicabile in molti campi, anche politici&#8230; ma lungi da me spingere le masse all&#8217;idea di non votare più certi politici.</p>
<p>Concludo le mie riflessioni in musica perchè non di sole parole si vive, nè di solo cibo!</p>
<p style="margin: auto; text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Zva9mnZCrWU&amp;hl=en_US&amp;fs=1?border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/Zva9mnZCrWU&amp;hl=en_US&amp;fs=1?border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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