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	<title>Abattoir &#187; Gelmini</title>
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		<title>Attenzione, caduta scuola</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC_0684.jpg" rel="lightbox[5615]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5614" title="DSC_0684" src="http://www.abattoir.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC_0684.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a></p>
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		<title>Do teachers dream of electric blackboards?</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 06:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Lino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[blocco adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente è tutto chiaro. L&#8217;intento finale, il dispiegamento di forze per arrivare all&#8217;attuazione del progetto, i mezzi principali che si useranno. Lo avevamo capito da tempo, ma l&#8217;idea era ancora generica, e adesso è precisa. Da una prospettiva macro, eccoci scagliati nel dettaglio, nel micropunto in cui tutto quadra. Sto parlando dell&#8217;evidente tentativo di censurare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" src="http://lospecchioblog.altervista.org/specchio/wp-content/uploads/2010/06/tagli-scuola.jpg" alt="" width="300" height="242" />Finalmente è tutto chiaro. L&#8217;intento finale, il dispiegamento di forze per arrivare all&#8217;attuazione del progetto, i mezzi principali che si useranno. Lo avevamo capito da tempo, ma l&#8217;idea era ancora generica, e adesso è precisa. Da una prospettiva macro, eccoci scagliati nel dettaglio, nel micropunto in cui tutto quadra. Sto parlando dell&#8217;evidente tentativo di censurare, controllare, reprimere e boicottare il pensiero culturale in questo nostro amato/odiato Paese.</p>
<p>È tutto dentro la riforma, ma allo stesso tempo è tutto fuori dalla riforma. Da un testo, da un&#8217;insieme di norme scritte su un pezzo di carta, lentamente prende forma una realtà che non ci saremmo immaginati nemmeno nei nostri incubi peggiori.<span id="more-5504"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Inizia tutto con una riforma che taglia i fondi all&#8217;istruzione pubblica, finanziando la privata. Prima conseguenza: licenziamenti, blocco delle graduatorie, fine della speranza di mettere su famiglia di una serie di giovani leve, che tutta la gioventù avevano speso a studiare per, un giorno, far studiare altri come loro. Seconda conseguenza: degrado materiale delle scuole e delle università, fine della carta per le stampanti, fine del sapone nei bagni, impossibilità di portare avanti la ricerca, perché non solo i ricercatori non possono essere pagati, ma gli strumenti di ricerca non si possono acquistare. Fine, inoltre, del diritto allo studio, dato che borse di studio e finanziamenti per le famiglie meno agiate vengono dimezzati. Pensavamo fosse tutto qui, ed era già un panorama apocalittico, di devastazione di quel patrimonio il cui valore non è quantificabile in cifre, il patrimonio culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ma ecco cosa ci è sfuggito: nell&#8217;articolo 5 della suddetta riforma viene decretato il blocco delle adozioni dei libri di testo a cinque anni per le elementari e a sei per medie e superiori, blocco motivato da una genuina volontà di far risparmiare le famiglie sull&#8217;acquisto dei libri di testo. Inoltre, con l’articolo 15 della legge n. 133 del 6 agosto 2008, si decreta che a partire dall&#8217;anno scolastico 2011/2012, gli insegnanti della scuola pubblica potranno adottare soltanto libri “utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista”.<br />
Se state pensando che in fondo sono due provvedimenti niente male, per il bene dell&#8217;economia delle famiglie, e per la tanto attesa evoluzione tecnologica dei sistemi didattici, sappiate che, come sempre, non è tutto oro quello che luccica. Anche gli specchietti per le allodole fanno un gran luccichìo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il blocco delle adozioni ha come prima conseguenza il blocco della produzione di testi scolastici a cicli di 5-6 anni, periodi devastanti per i gruppi editoriali che si occupano esclusivamente di testi didattici, che sarebbero (saranno?) costretti a tirare la cinghia, licenziare, tagliare, e alla fine, chiudere. Le uniche a sopravvivere, per ovvi motivi, saranno le case editrici che si occupano di molti settori oltre a quello scolastico, che potrebbero reggere all&#8217;impatto economico del blocco ciclico grazie agli altri introiti. I gruppi di questo genere, operanti in Italia, sono 4: Pearson, Rcs, Mondadori e De Agostini. Inutile dirvi a chi fanno capo, direttamente o indirettamente, questi quattro gruppi. Risultato finale? Morte dell&#8217;editoria scolastica &#8220;pura&#8221; e del pluralismo di idee anche in questo campo, con la conseguente introduzione di libri unici, atti a formare coscienze uniche.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se ciò non bastasse, ci aggiungiamo questa nuova mania del digitale a tutti i costi, sempre celato dalla volontà di far risparmiare la gente (i contenuti online sono meno dispendiosi) e portare finalmente innovazione nella scuola italiana (tramite strumenti digitali, tra cui le LIM, lavagne interattive elettroniche, che mostrano contenuti come fossero pagine del libro di testo). A ben guardare, però, quelli che vorrebbero essere principi etici, nascondono l&#8217;ennesimo inganno di questa fantomatica riforma scolastica: credono davvero che nelle scuole in cui manca la carta igienica ci siano computer sufficienti a tutta la popolazione degli studenti? Inoltre, non si tiene conto del fatto che meno del 40% della popolazione italiana possiede un computer, e che la stampa di centinaia di pagine, da eventualmente rilegare, costerebbe più di un normale libro di testo. Siamo davvero sicuri che gli intenti di questi provvedimenti siano positivi? Non sarebbe meglio mediare tra le due forme didattiche, quella tradizionale e quella innovativa, e non fare, come sempre, questi passi troppo lunghi, su un terreno che è evidentemente incerto e accidendato?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A conferma della mia perplessità, una denuncia dell&#8217;ANARPE, sottoposta al Parlamento Italiano da Alessandra Siragusa, del Pd: secondo la parlamentare, e secondo l&#8217;Associazione Nazionale agenti e rappresentanti editoriali, al blocco delle adozioni, e al tentativo di diffondere le nuove tecnologie didattiche, corrisponde un tentativo, documentato e oggetto della denuncia, da parte di alcuni dei gruppi editoriali maggiori, di accaparrarsi l&#8217;adozione dei propri testi scolastici in cambio di donazioni e comodati d&#8217;uso di lavagne interattive, I-pad e I-phone per i dirigenti scolastici, e altri &#8220;gadget&#8221; usati come moneta di uno scambio che non ha niente di legale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ecco che tutto quadra: tagliano i fondi, screditano la scuola pubblica, impediscono il ricambio degli insegnanti, uccidono le case editrici non allineate, controllano il contenuto dei libri e, ciliegina sulla torta, l&#8217;operato degli insegnanti, tramite strumenti che propongono contenuti preconfezionati unici alle classi delle scuole pubbliche di tutta Italia. Immaginatelo, adesso, questo futuro niente affatto distante, di menti assopite da un monitor che parla, e dice sempre la stessa cosa: dormi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Programma per l’estate. Lettera aperta al ministro Gelmini</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 14:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Crisitina Vasile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Satira]]></category>
		<category><![CDATA[Bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>

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		<description><![CDATA[di Maria Cristina Vasile Con queste parole mi rivolgo al ministro Maria Stella Gelmini che, presentando la nuova associazione “Liberamente”, nata per affiancare l’azione riformista di Silvio Berlusconi, dichiara: «Proporre il berlusconismo, una conquista del Paese che vogliamo difendere non solo all’interno del Pdl ma anche in un ambito culturale in cui vige l’egemonia della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Maria Cristina Vasile</strong></p>
<p>Con queste parole mi rivolgo al ministro Maria Stella Gelmini che, presentando la nuova associazione “Liberamente”, nata per affiancare l’azione riformista di Silvio Berlusconi, dichiara:</p>
<p>«Proporre il berlusconismo, una conquista del Paese che vogliamo difendere non solo all’interno del Pdl ma anche in un ambito culturale in cui vige l’egemonia della sinistra, che pensa che il centrodestra sia privo di identità culturale. Invece il berlusconismo ha cambiato la politica e il Paese, richiamandosi alla rappresentanza popolare, alla chiarezza dei programmi e del linguaggio, al legame con gli elettori. Non è qualcosa da mettere tra parentesi, come vorrebbe la sinistra che propaga la sua retorica del pessimismo. Ma proprio perché è un momento di crisi e di difficoltà non si può diffondere sfiducia ma è necessario puntare sull’ottimismo della volontà».</p>
<p>Personalmente, ministro, mi sono impegnata a formulare un programma che aiuterà la diffusione del berlusconismo nella cultura. Un programma a 10 punti che si sofferma sulle caratteristiche che dovranno essere prese in considerazione e assimilate da ciascun membro della comunità culturale.<span id="more-2572"></span></p>
<p>Punti principali del programma “Diffondiamo il berlusconismo”:</p>
<ul>
<li>ad ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, saranno 	garantiti i seguenti benefici:
<ul>
<li>scudo fiscale;</li>
<li>immunità legislativa;</li>
<li>
<p lang="en-GB">escort gratis nei 		week-end;</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, dovrà 	denigrare le donne, trattando con loro giudicandole in base 	all’aspetto e proponendo loro matrimoni vantaggiosi per risolvere 	i loro problemi finanziari;</li>
<li>ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, dovrà 	essere:
<ul>
<li>anticostituzionale;</li>
<li>paraculo;</li>
<li>inappropriato in qualsiasi 		circostanza;</li>
</ul>
</li>
<li>ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, dovrà 	citare, durante interventi in pubblico, parti del diario di 	personaggi storici a sua scelta tra Mussolini, Francisco Franco e 	Napoleone;</li>
<li>ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, dovrà 	effettuare tagli nelle spese domestiche in ambiti di minore 	importanza, seguendo questi suggerimenti:
<ul>
<li>eliminare il pranzo;</li>
<li>non lavare i propri indumenti;</li>
<li>farsi la doccia solo nei giorni 		pari;</li>
<li>bere due volte al giorno;</li>
</ul>
</li>
<li>ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, dovrà 	eludere domande mirate a compromettere l’integrità morale della 	propria figura;</li>
<li>ad ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, sarà 	data la facoltà di cambiare a piacimento il palinsesto RAI;</li>
<li>ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, potrà 	avvalersi di una tariffa telefonica vantaggiosa per chiamare in 	diretta programmi di Rai 3, insultare e riagganciare;</li>
<li>ad ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, sarà 	elargito un contributo spese per interventi chirurgici quali aumento 	del seno e trapianto di cute;</li>
<li>ogni membro della comunità 	culturale che voglia assumere i principi del berlusconismo, sarà 	inoltre dotato di un bavaglio, regolarmente posizionato al livello 	delle labbra, in modo da evitare ogni manifestazione di dissenso.</li>
</ul>
<p>Sperando che Lei, ministro, possa prendere in considerazione il mio programma, La saluto cordialmente.</p>
<p>Firmato: una cittadina italiana che si chiede dove mai andremo a finire, continuando di questo passo!</p>
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		<title>Avevo un sogno nel cassetto&#8230; ma si futteru u comodino! *</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 08:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Crisitina Vasile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma Universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Università Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Maria Cristina Vasile Quando hai 13 anni, sei posto dinnanzi ad una scelta che, non dico ti cambierà la vita, ma te la condizionerà parecchio: devi scegliere un percorso di studi. Sì, perché fino a quando avrai 16 anni la scuola sarà obbligatoria, pagare le tasse sarà obbligatorio, comprare i libri sarà obbligatorio, farti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Maria Cristina Vasile</strong></p>
<p>Quando hai 13 anni, sei posto dinnanzi ad una scelta che, non dico ti cambierà la vita, ma te la condizionerà parecchio: devi scegliere un percorso di studi. Sì, perché fino a quando avrai 16 anni la scuola sarà obbligatoria, pagare le tasse sarà obbligatorio, comprare i libri sarà obbligatorio, farti un’ora di autobus sarà obbligatorio&#8230;<br />
Ai miei tempi, dietro indicazione di mia madre, scelsi di frequentare un liceo linguistico. Non che mi sia pentita di quella scelta, sia ben chiaro, ma tuttora mi chiedo cosa sarebbe successo se avessi scelto qualcos’altro o, addirittura, se non avessi scelto. Secondo mia madre, dieci anni fa, «se non hai un pezzo di carta in mano non puoi fare nulla!».<br />
E dunque cinque anni di liceo, allucinanti e infernali, durante i quali ho maturato la convinzione che la cultura è importante, che il confronto è stimolante e il dibattito è indispensabile.<span id="more-2125"></span><br />
Finita la scuola avevo la mia bella pergamena nuova di zecca:  “Diploma di scuola media superiore”; avevo il mio pezzo di carta. Ma non sapevo che diamine farmene! Essendo però una simpatizzante della cultura, in senso lato, decisi di proseguire gli studi. Avevo già 18 anni ed essendo in grado di fare delle scelte un po’ più ponderate, decisi di iscrivermi all’Università degli studi di Palermo™. Feci i test per giornalismo, ma non passai per una manciata di centesimi, allora ripiegai sulla facoltà di Lettere. Il giorno in cui misi piede in quell’atrio abitato da cani, e da cani veri, capii che era lì che volevo stare: triennale in lingue.<br />
Dal settembre 2005 ho calpestato quel viale alberato, quei gradini (che se potessero parlare ne avrebbero di cose da raccontare), quelle aule, mi sono appropriata di quelle panche, di quella biblioteca ed ho ingerito chissà quanti caffè-macchinetta, con un unico risultato: rafforzare l’idea che la cultura è importante, che il confronto è stimolante e il dibattito è indispensabile.<br />
Da un po’ di mesi ho una laurea triennale, un altro pezzo di carta. Adesso, per essere coerente con il percorso intrapreso vorrei scegliere una Magistrale, tentare un dottorato di ricerca, vorrei diventare professore associato e chissà, forse con la lungimiranza della vecchiaia, professore ordinario. Bel sogno, vero?</p>
<p>E poi mi sento dire, da una che si chiama come mia madre:  “razionalizziamo”, “valorizziamo” e “rinnoviamo”. Che tradotto vuol dire:  “tagliamo”, “smembriamo” e “freghiamocene di precari e ricercatori”. Per cui, signora Mariastella, sappia che ciò che ho maturato in questi anni da studente non è nulla di nuovo, originale né rivoluzionario, perché c’erano già arrivate, parecchi anni fa, altre persone.<br />
Art. 9 della Costituzione:<br />
&#8220;La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica&#8221;.</p>
<p>Beh ma, per quel che ho sentito dire, pare che anche quello ormai non sia altro che un pezzo di carta.</p>
<p><span style="font-size: xx-small;">*ma mi hanno derubato del comodino. </span></p>
]]></content:encoded>
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