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	<title>Abattoir &#187; Hank</title>
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	<description>Voci dal macello</description>
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		<title>&#8220;Well I&#8217;m beginning to see the light&#8221; Parte 2</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 09:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gas Giaramita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Hank]]></category>
		<category><![CDATA[musica indipendente]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli Hank! e la &#8220;famiglia&#8221; Nonostante gli inconvenienti tecnici, ieri alla Feltrinelli si è potuto assistere ad un interessante momento semiacustico con Il Pan del Diavolo e Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. I primi, progetto rivelazione di quest&#8217;anno, provengono dalla Palermo che non ne vuole proprio sapere di rintanarsi nelle limitate realtà locali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Gli Hank! e la &#8220;famiglia&#8221;</h3>
<p>Nonostante gli inconvenienti tecnici, ieri alla Feltrinelli si è potuto assistere ad un interessante momento semiacustico con Il Pan del Diavolo e Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. I primi, progetto rivelazione di quest&#8217;anno, provengono dalla Palermo che non ne vuole proprio sapere di rintanarsi nelle limitate realtà locali e che guarda alla penisola con una certa maturità, non tralasciando un certo orgoglio nei confronti della propria terra; ma sicuramente ne parleremo meglio la prossima volta. Il secondo è un nome di culto nell&#8217;arte del fumetto, oltre che per la sua band notissima ormai da una quindicina d&#8217;anni.</p>
<p>Si ritrovano assieme perchè fanno parte ormai della stessa cerchia di artisti, <em>La Tempesta Dischi</em>, che raccoglie i migliori artisti italiani degli ultimi anni. Un salto di qualità per una band che come altre aspettano conferme di pubblico e critica. <span id="more-3027"></span>Perchè questa premessa? Perchè ad ogni evento o concerto di uno di questi artisti palermitani sembra muoversi un&#8217; intera &#8220;famiglia&#8221;, chiamata <em>8OOARecord</em>, ovvero l&#8217;etichetta indipendente palermitana che ha lanciato I Pan del Diavolo e ora ci prova con altri progetti.</p>
<p>Oh yeah!</p>
<p>Ecco una giusta motivazione per chiedere <a href="http://www.abattoir.it/2010/07/28/la-sindrome-di-lester-bangs-a-un-concerto-degli-hank/">ai già narrati Hank! </a>qualche delucidazione su questi tempi recenti, per loro colorati di un mai banale elettro pop.</p>
<p><a href="http://800a.bandcamp.com/album/hank-piedali-ep" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/800a.bandcamp.com/album/hank-piedali-ep?referer=');"><img class="alignright" src="http://bandcamp.com/files/23/68/2368019248-1.jpg" alt="" width="350" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;etichetta 800a record sembra sfornare della bella gentaglia  musicalmente al passo con i<br />
tempi&#8230;</strong><br />
Tutto è cominciato quando abbiamo  partecipato alle selezioni regionali dell&#8217; Italia Wave Festival 2009,  esperienza che ricordiamo con molto piacere perchè si è trattato del  nostro vero e proprio debutto sul palco. In quell&#8217; occasione siamo  stati notati da Fabio Rizzo dei <a href="http://www.abattoir.it/2010/08/30/well-im-beginning-to-see-the-light/">WAINES</a>, che poco dopo ci ha chiesto se  volevamo iniziare un percorso con lui. Sapevamo che aveva fondato la  800A Records insieme all&#8217; autore teatrale Davide Enia, e che da  questa label era uscito il primo EP de &#8220;Il Pan Del Diavolo&#8221;, che si è  rivelato essere uno dei migliori gruppi emergenti degli ultimi anni, e  abbiamo accettato con entusiasmo di iniziare a lavorare insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto  questo si è materializzato nel gennaio di quest&#8217;anno con l&#8217;uscita di <em>Piedali</em>, il nostro primo EP ufficiale con 6 tracce. Il disco è stato  registrato nel sottosuolo palermitano, o per meglio dire nelle &#8220;cantine  800A&#8221;, e mixato al The Cave Studio di Catania da Daniele Grasso. C&#8217;è un gran fermento oggi a Palermo, abbiamo tanti gruppi che suonano  tanti generi diversi. Direi che sulla scelta, ma anche e soprattutto  sulla qualità, non ci possiamo lamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi ogni sera c&#8217;è una  band che suona da qualche parte, e questo rappresenta un punto  importante poichè qui, non avendo i grandi concerti, le band locali si sono  attrezzate per poter suonare il più possibile in giro, far ascoltare a  più gente possibile la loro musica e crearsi una sorta di zoccolo duro  di fan.. tutto questo ha portato alla nascita di una sorta di &#8220;scena  palermitana&#8221;.<br />
Rispetto a ieri c&#8217;è sicuramente un po&#8217; di  consapevolezza in più dei propri mezzi; grazie a internet, e ormai non è  più una novità, si può raggiungere in poco tempo un&#8217; ampia  moltitudine di utenti e ascoltatori.<br />
Questo ti stimola a fare sempre  di più, a metterti in gioco e a provare a portare fuori dalle mura di  casa quello che fai.</p>
<p style="text-align: justify;">Palermo,  come risaputo, è una città dalle mille contraddizioni e stranezze, che  può regalarti in qualsiasi momento attimi di pura magia ma anche di  forte scoramento; all&#8217;interno della band c&#8217;è chi la vive in modo un pò  freddo e distaccato ma anche chi la sente molto sua in tutte le  sfaccettature. L&#8217;ostacolo maggiore, e anche stavolta so di dire una  cosa trita e ritrita, è secondo noi la distanza. Andando spesso in  tour ultimamente ci siamo resi conto di quanto sia frustrante questa  cosa. Partire nel cuore della notte per raggiungere in furgone un  paesino della Puglia dove suonerai l&#8217;indomani sera ti fa un po&#8217;  riflettere.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come funziona lo scambio artistico?</strong></p>
<p>Tutto  nasce da un qualcosa che senti dentro, una sensazione, o un&#8217; esperienza  significativa; poi cerchi di tradurre tutto questo in musica e di  provare a trasmetterlo alla gente durante i concerti o l&#8217;ascolto del  disco.<br />
Soprattutto il live è per noi un momento fondamentale, in cui  ci confrontiamo con gli altri, oltre che con noi stessi, e nel  momento in cui ricevi da chi ti ascolta un feedback questo ti dà la  forza per continuare.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Compresi o no?</strong></p>
<p>La maggior parte  delle volte veniamo compresi, la nostra filosofia è quella del non  prendersi mai troppo sul serio e penso che questo messaggio sia  abbastanza chiaro in quello che facciamo, e quello che succede sul palco  talvolta lo conferma. Abbiamo ricevuto qualche piccola critica sui  testi, c&#8217;è chi parla di eccessivo nonsense; noi non ne facciamo un  dramma assolutamente. Per il resto ci piace quello che facciamo,  abbiamo trovato un nostro equilibrio.. mischiare l&#8217;indie rock con  l&#8217;elettronica, col punk o col folk si è rivelata una buona soluzione,  cercando sempre di farlo alla &#8220;nostra&#8221; maniera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro obiettivo  primario è suonare, suonare, suonare. Ancora e ancora.  Lo pensavamo  quando registravamo il disco e lo pensiamo ancora oggi. E&#8217; come un  bisogno per noi. Il disco è una sorta di istantanea di quel periodo  che stavamo vivendo, avevamo un pugno di canzoni e le abbiamo registrate.  E&#8217; un disco variegato, penso non noioso e che ci rispecchia in toto. Volevamo  arrivare alla gente e per fortuna ci siamo riusciti, speriamo sempre di  migliorare ovviamente. E&#8217; forse qui che vogliamo arrivare, vogliamo  migliorare ancora e non accontentarci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale consiglio?<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lavorare tanto e,  come dicevo prima, non accontentarsi; ci sono diversi gruppi palermitani  che suonano fuori dalla Sicilia, alcuni anche fuori dall&#8217;Italia e  danno sempre il 100%. Qui da noi le opportunità si contano sulle dita  di una mano e quelle poche vanno sfruttate in pieno. Questo significa  ad esempio dare il massimo ai concerti, relazionarsi con le altre  band e condividere idee e risorse.</p>
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		<title>La sindrome di Lester Bangs a un concerto degli Hank!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 05:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Lino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Hank]]></category>
		<category><![CDATA[musica indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni musicali]]></category>

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		<description><![CDATA[Metti una sera insolita, un aperitivo organizzato sulla terrazza dell&#8217;ultimo piano di un hotel storico di Palermo, con vista sulla città illuminata a festa, con manicaretti di pesce e altre leccornie a fare da contorno a bicchieri di vino freddo, in una schizofrenia di stili, e di pubblico, di tacchi a spillo e rasta, occhiali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Metti una sera insolita, un aperitivo organizzato sulla terrazza dell&#8217;ultimo piano di un hotel storico di Palermo, con vista sulla città illuminata a festa, con manicaretti di pesce e altre leccornie a fare da contorno a bicchieri di vino freddo, in una schizofrenia di stili, e di pubblico, di tacchi a spillo e rasta, occhiali da nerd, anfibi (ma non siamo a luglio?) e infradito, ragazzini e trentenni, bionde tirate a lucido, e rasati pettoruti radical macho, magri indie similfattoni, magliette a righe e camicie di cotone bianco, fighettume sparso e Converse sdrucite, camerieri pinguinoformi e gioventù bruciata. Metti pavimento parquettato, tovaglie bianche, brusio generale, il sole che lentamente cala, l&#8217;acqua dell&#8217;idromassaggio in ebollizione, che minaccia i cavi, gli amplificatori, gli strumenti musicali elettrici, pericolosamente vicini alle due chic pozze d&#8217;acqua.<span id="more-2657"></span></p>
<p>Metti quattro musicisti giovani e promettenti, il cantante-chitarrista con un adorabile difetto di pronuncia (una r un po&#8217; francese), il tastierista dallo stile impeccabile (camicia figa e turbante di rasta nerissimi, nonché mossette danzerecce, che Boosta gli fa un baffo), il batterista instancabile e bravissimo, e il bassista bravo e fuori di testa (testa ondeggiante su ogni nota, e tipica posa rockeggiante).</p>
<p>Considera tutti questi ingredienti e miscelali alla musica: il suono degli strumenti che riempie l&#8217;aria e si appropria di una situazione insolita, le gambe che non riescono a stare ferme, i sorrisi giovani, il venticello estivo, le luci della città, la sensazione di essere nel posto sbagliato, ma al momento giusto.</p>
<p>Gli Hank iniziano a suonare ed è subito tutto meno serioso, meno pretenzioso. I camerieri pinguinoformi si dileguano, una parte del pubblico siede sul legno fighetto della terrazza, altri ballano con discrezione, un ragazzo dai jeans tanto stretti che mi stupisco di come possa arrivargli ancora il sangue al cervello,  inizia a ballare con scioltezza e sicurezza, fregandosene della situazione, e attirando le simpatie generali.</p>
<p>Gli Hank alternano cover a canzoni scritte da loro, e, con mio sommo piacere, mi ritrovo a cantare <em>Curami</em> dei mitici CCCP, sulle note di <em>Amore disperato</em> di Nada, senza che questo passaggio sembri fuori luogo, ma anzi, con naturalezza e poesia.</p>
<p>La loro musica è un&#8217;allegria rock con sfumature comico-grottesche, ha lo stesso sapore di un racconto di Bukowski (non è un caso il nome della band), una struttura composita a mo&#8217; di Satura Lanx, con la giusta dose di bassi e schitarrate elettriche, tastiere dal gusto quasi psichedelico, e una batteria energica (basti guardare il sudore sulla fronte del batterista alla fine del concerto), ma con una leggerezza tale che sembra suonata da strumenti giocattolo.</p>
<p>I testi contengono incursioni nel mondo “sporco” del sesso, del corpo, delle viscere: “nel palinsesto del suo cuore c&#8217;era disegnata un&#8217;erezione / che la mattina si fa viva quando ancora il caffè è troppo lontano”  (<em>Il palinsesto dell&#8217;amore</em>); sono testi a discreta gradazione alcolica: “Dopo anni ho capito l&#8217;uso della bottiglia, all&#8217;inizio mi chiedevo stesse dalla mia parte” (<em>La bottiglia del nano</em>), ma che sanno anche toccare tematiche emotive, forse sentimentali: “ Credevo si potesse amare un essere umano / almeno sino a quando non lo si conosce” (<em>La bottiglia del nano</em>) ed esistenziali, perchè no, ma sempre senza pesantezza:  “Ho distrutto tutti i muri del mio cuore / ma la gente è sempre più assente / allontanato silenzi nel mio cuore /ma la gente è sempre più assente” (<em>Anche se non serve a niente</em>); ritratti giovanilistici decadenti in “aumentava la paura di essere un bambino in retromarcia” e “non sei responsabile delle tue azioni, se le fai di domenica” (<em>Il palinsesto dell&#8217;amore</em>) e influenze di un certo livello (Elio e le storie tese, Battiato, nonché il citato Luttazzi) in<em> I miei nuovi pantaloni di lino color sabbia</em>, dove troviamo “da grande voglio essere come Luttazzi, Daniele Luttazzi”, il tutto condito da coretti quasi surf, che diventano a loro volta strumentini giocattolo, dando un aspetto giocoso-demenziale a canzoni che comunque vogliono dire qualcosa, basta soltanto ascoltare.</p>
<p><span style="font-size: x-small;"> *Gli Hank! sono: Francesco Pintaudi (chitarra e voce), Giuseppe D&#8217;Angelo (tastiere), Agostino Burgio (batteria), Claudio Gambino (basso). Il loro primo EP ufficiale è uscito a marzo sotto l&#8217;etichetta 800A Records, e si chiama Piedali.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.myspace.com/hankpa" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.myspace.com/hankpa?referer=');">Qui il myspace degli Hank!</a></span></p>
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