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	<title>Abattoir &#187; Palermo</title>
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	<description>Voci dal macello</description>
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		<title>Dal car pooling al piedibus, esempi di un&#8217;altra civiltà</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Scarpinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[bicibus]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle piaghe di Palermo è il traffico, lo racconta anche Benigni in Johnny Stecchino; chiunque venga dal Nord, effettivamente, rimane sconvolto per il nostro traffico, ma non tanto per il numero di auto in circolazione, quanto per il modo disordinato con cui la gente guida e parcheggia, rendendo impraticabile la circolazione. Negli ultimi mesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.palermociclabile.org/wp-content/uploads/2011/09/logo-sems2011.jpg" alt="" width="200" height="146" />Una delle piaghe di Palermo è il traffico, lo racconta anche Benigni in Johnny Stecchino; chiunque venga dal Nord, effettivamente, rimane sconvolto per il nostro traffico, ma non tanto per il numero di auto in circolazione, quanto per il modo disordinato con cui la gente guida e parcheggia, rendendo impraticabile la circolazione.<br />
Negli ultimi mesi, però il traffico di città come Roma e Milano ha superato la fama di quello siciliano, portando i relativi sindaci a cercare misure aggressive per contrastarlo.<br />
Una città piena di auto è una città rumorosa, che inquina e degrada consumando il territorio. Quanti bei monumenti non possiamo fotografare senza una macchina o un motorino che ci passi davanti? E quanto smog rimane incastrato trai ghirigori di marmo delle sculture di degni personaggi?<br />
La pedonalizzazione di alcune aree urbane può essere utile a tamponare il problema, ma finché non verranno adottate delle vere misure di mobilità sostenibile che rivoluzionino gli spostamenti quotidiani, rimarrà il traffico che renderà i nostri figli asmatici e noi più nervosi a causa del rumore e dei quotidiani imbottigliamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono queste pratiche rivoluzionare di mobilità? L&#8217;espropriazione dei veicoli ai cittadini? Il telelavoro in modo da non doversi spostare? Certo, la digitalizzazione di alcune pratiche burocratiche snellirebbe molto sia il traffico che il nostro tempo perso a fare infinite file per consegnare un documento, ma ci sono altre necessità. <span id="more-8595"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una pratica che mette al centro l&#8217;auto come soluzione del problema del traffico è il <em>car pooling</em>: ovvero usare l&#8217;auto in più persone. Molte volte, vediamo che per strada c&#8217;è una persona per ogni auto e pensiamo che forse non sarebbe necessario, forse le persone che lavorano nella stessa azienda potrebbero andare al lavoro con le persone che abitano nella stessa zona con una sola auto. Si deve fare benzina in una sola auto, si deve cercare/pagare parcheggio per una sola auto e si mette in circolazione una sola auto. In questo modo, risparmia l&#8217;ambiente e anche il portafogli.<br />
Un&#8217;altra soluzione, forse un po&#8217; più famosa, che vede l&#8217;auto come soluzione, è il<em> car sharing</em>. L&#8217;auto è &#8220;condivisa&#8221; in un altro senso rispetto il precedente, infatti mentre prima l&#8217;auto era pur sempre un mezzo privato messo a disposizione dei colleghi, amici e parenti per fare un percorso comune, in questo caso, l&#8217;auto è presa in affitto per il tempo che serve.<br />
Si dovrebbe, così, scoraggiare l&#8217;acquisto di un&#8217;auto privata per spostamenti sporadici che potrebbero consolidarsi con il possesso del mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Importante è anche di adottare misure che mettano le strade in sicurezza per chi decide di muoversi in bici o a piedi. Infatti, chi parcheggia fuori dal centro storico, o addirittura ai margini della città per prendere un mezzo pubblico, poi dovrà spostarsi a piedi e se non sarà sicuro a causa di altre auto, ritornerà in auto e vorrà parcheggiare di nuovo davanti il negozio in cui voleva recarsi.<br />
Certo, è un po&#8217; un cane che si morde la coda, perché se tutti adottassimo un comportamento virtuoso le strade diverrebbero già sicure senza ulteriori interventi, quindi la scusa che nessuno va in bici perché le strade non sono sicure si fonda su un falso problema. Personalmente, credo che le piste ciclabili siano un incentivo all&#8217;uso della bici, ma non un mezzo per cambiare mentalità. È necessario educare l&#8217;automobilista al rispetto dei veicoli più lenti anziché relegare quest&#8217;ultimi su una striscia di strada che verrà occupata con altrettanta violenza da auto e moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mezzo efficace che può incentivare l&#8217;uso della bicicletta è il<em> bike sharing</em>, che funziona con lo stesso principio descritto dal <em>bike sharing</em>. Si noleggia la bici da una postazione e la si riparcheggia in un&#8217;altra quando non serve più. Lo scopo qui è però opposto da quello del <em>car sharing</em>, perché, mentre il primo ti scoraggia ad acquistare un mezzo privato, il <em>bike sharing</em> incentiva l&#8217;uso dell&#8217;acquisto della bicicletta privata perché educa al pedalare.<br />
Il <em>bike sharing</em> più efficace a mio avviso è il<em> bike sharing</em> con biciclette a pedalata assistita che aiuta chi non è abituato ad andare in bici a percorrere il suo itinerario senza problemi.<br />
Piccola nota al margine: impariamo a usare anche le parole giuste, chi va ogni giorno in bici a scuola o a lavorare non è una persona &#8220;allenata&#8221;, termine che si usa in ambito più sportivo, ma semplicemente &#8220;abituata,&#8221; come come chi è abituato a prendere l&#8217;auto (e non allenato). Ci tengo a questa precisazione perché finché si dirà che siamo allenati ad andare in bici, la faremo sembrare una cosa per pochi.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro modo di incentivare l&#8217;uso della bicicletta, specialmente tra i più piccoli è il Bicibus, non un autobus per le biciclette ma un sistema di spostamento collettivo su mezzo privato. L&#8217;esempio classico è quello in cui ha maggiore applicazione, ovvero accompagnare i bambini a scuola. Quanto traffico davanti le scuole all&#8217;ora di ingresso e di uscita? Il bicibus ovvia a questo problema in questo modo: un genitore che ha maggiore disponibilità (o a turno più genitori) dà appuntamento nella piazza di quartiere ai ragazzini in bicicletta che frequentano la stessa scuola di suo figlio e li guida fin lì. Il ragazzino è sempre sotto la supervisione di un adulto durante il percorso e si responsabilizza come individuo e come appartenente a un gruppo, oltre che imparare che muoversi in bicicletta non è cosa solo della domenica pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso principio ha il piedibus, solo che i ragazzini possono anche essere più piccoli perché andando a piedi non si richiedono grosse abilità. Questo sistema permette ai genitori che lavorano e che hanno tempi stretti di affidare a una persona fidata il loro figlio affinché lo accompagni a scuola, senza dover fare le corse per accompagnarlo a scuola in tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche educare a camminare a piedi è importante, perché questa forma di mobilità potrebbe praticamente scomparire per chi non si muove con i mezzi pubblici, infatti con l&#8217;apertura dei grandi centri commerciali in periferia e la conseguente chiusura dei negozi sotto casa, saremo costretti a fare chilometri per fare la spesa e quindi giù di nuovo nel traffico.<br />
La micro-economia di quartiere invece favorirebbe a vivere in un ambiente più sano, senza la necessità di prendere l&#8217;auto e instaurando un rapporto personale, giorno dopo giorno, con le persone che popolano il mondo intorno a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, alcune pratiche utili che possono cambiare realmente il problema del traffico sono le infrastrutture di mobilità pubblica, dagli autobus (a metano o elettrici!) con corsia preferenziale sempre libera alle metropolitane, che diano servizio a tutta la città e con capolinea vicino i parcheggi dove lasciare l&#8217;auto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si chiude il centro alle auto, queste auto confluiranno da qualche altra parte; bisogna dare delle alternative, che non siano ideali ma fattibili, solo allora potremo fruire della città come spazio in cui vivere la nostra quotidianità e non come un insieme di punti da raggiungere.</p>
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		<title>A caval donato si guarda in bocca: ennesimo blitz di Palermo Indignata. Un regalo per il Comune</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marilisa Dones</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo "Palermo Indignata"]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa, se ricordate, Palermo Indignata aveva proposto ai cittadini di &#8220;donare&#8221; qualche centesimo per il Comune di Palermo, che versa in condizioni più che disastrose. [Qualora la vostra memoria fosse intasata dal troppo cibo ingurgitato durante queste feste, potete rinfrescarvi la memoria qui.] Infatti, il nostro povero e sventurato Comune non può permettersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche mese fa, se ricordate, Palermo Indignata aveva proposto ai cittadini di &#8220;donare&#8221; qualche centesimo per il Comune di Palermo, che versa in condizioni più che disastrose. [Qualora la vostra memoria fosse intasata dal troppo cibo ingurgitato durante queste feste, potete rinfrescarvi la memoria <a href="http://www.abattoir.it/2011/09/17/doppio-blitz-di-palermo-indignata-resoconto-e-riflessioni/">qui</a>.]</p>
<p>Infatti, il nostro povero e sventurato Comune non può permettersi tante cose, mischinello<sup>1</sup>, e non voglio essere ripetitiva e rigirare il coltello nella piaga (anche se se lo meriterebbe).</p>
<p>La raccolta era sembrata un buon modo per dialogare con i palermitani e scoprire cosa pensano dell&#8217;andazzo che da decenni ormai caratterizza la nostra beneamata città, tanto che i ragazzi di Palermo Indignata hanno pensato di racimolare qualche centesimo in più nei giorni antecedenti il Natale e parallelamente informare i cittadini sulle loro attività che ormai sono abbastanza numerose e raccogliere al contempo proposte.</p>
<p>La raccolta è stato un successone. I palermitani hanno donato i loro spiccioli e si sono interessati a quanto i ragazzi di Palermo Indignata avevano da dire.<span id="more-8459"></span></p>
<p>La cifra raggiunta in totale è stata di circa 15 euro (si sottolinea che ai passanti veniva richiesto di devolvere non più di 5 centesimi, dal momento i tempi sono quelli che sono ma soprattutto perché si trattava di una raccolta fondi simbolica).</p>
<p>Una volta raccolti i fondi, il problema era consegare il regalo al Comune.</p>
<p>Voi direte, beh, facile si va al Comune e si porta al regalo, tanto si sa, a caval donato non si guarda in bocca.</p>
<p>E invece no. Niente di più sbagliato. La consegna del pacco dono si è rivelato più ardua del previsto.</p>
<p>Una prima volta, a Palazzo delle Aquile, nessuno li ha ricevuti, pare che fossero tutti occupati, ma si vocifera che quel giorno il Palazzo fosse deserto, persino le aquile erano andate al bar a prendere un caffè (senza cornetto, ché bisogna risparmiare).</p>
<p>Poveri ragazzi di Palermo Indignata! Nonostante si fossero presentati con tanto di cappellino da Babbo Natale, il dono questa volta non è riuscito ad arrivare a destinazione.</p>
<p>Ma Palermo Indignata non demorde.</p>
<p>Tre rappresentanti del movimento, infatti, ci hanno riprovato: hanno aguzzato l&#8217;ingegno e hanno &#8220;scoperto&#8221; che il 22 dicembre si sarebbe tenuto un consiglio comunale. Si sono piazzati dunque una seconda volta davanti il Palazzo delle Aquile, pensando che qualcuno avrebbe dedicato loro qualche minuto e li avrebbe aiutati a portare dentro il pacco (in fondo sotto Natale si è tutti un po&#8217; più buoni e disponibili).</p>
<p>Ma, c&#8217;è sempre un &#8220;ma&#8221;.</p>
<p>Ovviamente, manco a dirlo, i &#8220;babbi indignati&#8221; non li hanno lasciati entrare (a maggior ragione, visto che portavano in dono un pacco potenzialmente &#8220;sospetto&#8221;); tuttavia è stato suggerito loro tentare a contattare (dicesi &#8220;abbordare&#8221;) qualche consigliere comunale al passaggio.</p>
<p>Quel giorno &#8211; raccontano i ragazzi &#8211; in consiglio si saranno discusse importantissime questioni e i consiglieri sembravano molto indaffarati (sono stati avvistati diversi panettoni e bottiglie di spumante). Ma chiudiamola pure questa parentesi, ché poi sembra che siamo qui solo a lamentarci, in fondo è Natale pure per loro che si battono giorno dopo giorno per il benessere della nostra città. Mostriamo loro un po&#8217; di riconoscenza.<br />
Alcuni consiglieri dell&#8217;opposizione (furbi, loro) hanno consigliato ai poveri babbi indignati, oramai infreddoliti e prossimi al congelamento, viste le condizioni meteorologiche di quei giorni, di rivolgersi a un assessore di cui non vogliamo fare il nome, che era (a quanto pare) l&#8217;unico rappresentante dell&#8217;amministrazione presente quel giorno in consiglio comunale (sottolineando, fra l&#8217;altro, che era una persona gioviale, che sta allo scherzo). Non chiedetevi dove fossero tutti gli altri, ci sono cose che a noi umani non è dato sapere.</p>
<p>Mentre andava via, i ragazzi di Palermo Indignata sono riusciti a intercettare l&#8217;assessore al volo, che assai &#8220;giovialmente&#8221; li ha rimbalzati con la maestria di giocoliere, consigliando loro di rivolgersi ai consiglieri comunali, visto che lui &#8220;non rappresentava niente&#8221; (cosa volesse dire è ancora un arcano e la Sibilla ci sta lavorando, non temete). Li ha abbandonati lì, ma non senza regalare loro una chicca: &#8220;Ora scusate, che devo andare a lavorare, IO&#8221;.</p>
<p>E meno male che stava allo scherzo, se fosse stato scontroso cosa avrebbe fatto? Avrebbe ordinato ai poliziotti di sparargli alle spalle?</p>
<p>In buona sostanza, i ragazzi di Palermo Indignata hanno trascorso ore al freddo e alla pioggia senza concludere nulla, perché, ancora una volta, l&#8217;amministrazione e i suoi rappresentanti si sono rivelati sordi a quanto i cittadini hanno da dire.</p>
<p>Purtroppo il non instaurarsi di un dialogo sta portando la città al collasso, una città che secolo dopo secolo ha vissuto culture diverse che le hanno donato testimonianze che poche città al mondo possiedono, un patrimonio culturale inestimabile che rischia di cadere nell&#8217;oblio e nell&#8217;incuria, sommerso dal pattume e dal menefreghismo.</p>
<p>È vero, a breve ci saranno le amministrative. Qualcosa cambiera? Non ci resta che &#8220;studiare&#8221; il programma politico di ogni candidato e capire chi di loro è il più sincero e capace, insieme agli uomini di cui si attornierà, di riuscire nell&#8217;impresa di risollevare Palermo dallo sfacelo immane in cui è sprofondata negli ultimi anni &#8220;grazie&#8221; alla corrente (non)amministrazione.</p>
<p>Noi ci speriamo. Speriamo anche che i cittadini votino chi davvero reputino in grado di assolvere questo compito e non chi ha fatto loro (false) promesse di fantomatici posti di lavoro in fantomatici quanto improbabili assessorati creati ad hoc per accontentare chi li ha portati fin lì.</p>
<p>Ce la faremo? Riusciremo a scegliere in maniera responsabile il meglio per la nostra città mettendo da parte i personalismi in nome di una speranza?</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><sup>1</sup> In dialetto siciliano equivale a &#8220;poveretto&#8221;.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cosa posso fare io?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 07:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam Rizzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Vucciria]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono dei posti in cui sai cosa troverai, altri invece ti spiazzano con la sorpresa dell’incerto e del possibile. Posti in cui ci si reca pensando di sapere cosa ci sarà e rimanerne spiazzati dall’alternativa a quel pensiero che ci ha condotti fin là, iniziare a contare da capo i passi e modularli a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sono dei posti in cui sai cosa troverai, altri invece ti spiazzano con la sorpresa dell’incerto e del possibile. Posti in cui ci si reca pensando di sapere cosa ci sarà e rimanerne spiazzati dall’alternativa a quel pensiero che ci ha condotti fin là, iniziare a contare da capo i passi e modularli a ciò che non si era messo in conto, sospirare davanti alla sorpresa del possibile. Palermo trabocca,  si sveglia scoperta nelle sue magagne da un sole che la rende incredibilmente luminosa, quasi a celebrarsi magnificamente colpevole, aprendo gli occhi dopo una notte di riposo e iperattività, silenzi e musica, legalità e corruzione. Nel pieno di quella decadenza di cui ogni notte ci innamoriamo e che ogni mattina odiamo.  La Vucciria guarda la dichiarazione d’amore, che dall’alto la saluta, e poi  la bellezza prova a farsi largo tra l’immondizia, Ballarò  riapre il suo mercato multietnico e prepara la sua pozione magica con cui dissetare ragazzi che, mentre il mercato vive, riposano, stanchi dopo averla consumata, calpestata e vissuta tra  risa e chiacchere. Giorni diversi scorrono tra il Cassaro e viale regione Siciliana, in una città che non trova pace tra perdizione e salvezza, tra i morsi di chi vuole solo mangiarla e le cure di chi vorrebbe salvarla, la stessa area respirata da tutti in un mondo che incrocia strade strette e confuse, flussi veloci e disordinati, oggi e ieri, nello stesso posto che un tempo fu di tutti e che oggi cercano di tenersi stretto per “proteggerla” da chi da fuori viene, da chi non si vuole alimentare, per tenersi stretto quel pane che vogliono fare mangiare sempre dalle stesse bocche, già piene.<span id="more-7874"></span><br />
Qualcosa vorrà significare l’incanto che proviamo nel guardare la nostra città, una spinta di coraggio dovrà pur infonderla, uno sguardo trasognato e ammaliato dovrà pur essere responsabile dell’oggetto della sua meraviglia. Inerme, mi sento così delle volte, quasi sconsolata dalla bellezza  che trovo, passo dopo passo, in questa giostra continua, fatta di alti e bassi. Vorrei poter dire di fare qualcosa, una spinta creativa, la voglia di fare e agire. E poi? Cosa facciamo per salvarla, cosa facciamo per condannare chi prova a levarcela? Cosa sentiamo per questo posto che ci accoglie ogni mattina, ogni notte?<br />
Molto è cambiato, molto è stato fatto, sforzi di ragazzi, come noi, indignati, arrabbiati, che tentano di fare qualcosa, di cambiare lo status quo, andando oltre la semplice ammirazione per uno spettacolo estremamente bello. La mia domanda, quella che mi faccio, quella che vi faccio, è se veramente in ogni cosa, in ogni nostro gesto, nel vivere la nostra città, la nostra, siamo sicuri, di volerla veramente, di sentircene responsabili o se ci limitiamo a prendere atto e passare oltre. Cittadini, responsabili, cosa facciamo ogni giorno per sentirci tali? Mode e ondate di gente si appropriano di strade e quartieri, le rivestono, rifanno il trucco, ma è vera riappropriazione di luoghi di cui poi ci si dimentica?  Dopo un week end passato tra le strade della nostra città, cosa è rimasto?<br />
Oggi è lunedì, si ricomincia a lavorare, tra gli impegni di tutti giorni, con il sottofondo del traffico cittadino, uno sguardo va gettato fuori dalla finestra, è sempre lei, dilaniata e offesa, splendente e stanca, a chiedere aiuto, a stringere i denti per non mollare. Una domanda, forse solo una riflessione: cosa posso fare io?</p>
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		<title>Giungla di città (fatta di posteggio, giorni da combattimento)</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Noemi Venturella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Disagi]]></category>
		<category><![CDATA[inciviltà]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Posteggio]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>

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		<description><![CDATA[Criminali! Del calibro di qualche serial killer, dato che &#8211; senza forse saperlo e senza essere mai beccati o multati o infastiditi &#8211; provocano incidenti, infarti, scantazzi e singhiozzi a plurime persone ogni dì. Criminali pluri-induttori di nevrosi o psicosi (a seconda dei casi). E anche selvaggi da oscura selva dantesca. &#8230; Come volete chiamarli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" title="Posteggi Selvaggi (in doppia e tripla fila E in curva)" src="http://www.statoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/02/parcheggi_selvaggi3.jpeg" alt="" width="256" height="213" />Criminali!<br />
Del calibro di qualche serial killer, dato che &#8211; senza forse saperlo e senza essere mai beccati o multati o infastiditi &#8211; provocano incidenti, infarti, scantazzi e singhiozzi a plurime persone ogni dì.<br />
Criminali pluri-induttori di nevrosi o psicosi (a seconda dei casi). E anche selvaggi da oscura selva dantesca.<br />
&#8230; Come volete chiamarli voi quelli che posteggiano sul marciapiede, sulle piste ciclabili, sulle strisce pedonali, in doppia e in tripla fila, in curva e davanti agli scivoli per i disabili?<br />
Oppure dobbiamo considerarla una sorta di &#8220;arte&#8221; a Palermo quella di posteggiare <em>ad mentula canis? <span id="more-7677"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Uhm. Vi dirò che forse è qualcosa di più di un’arte. Forse è il pregiato gene della <em>palermitanitudine </em>che ti induce a non farti 10 minuti a piedi perché è possibile invece con più furba semplicità posteggiare dietro la mia 600, cosicché quando scenderò da casa perché devo andare a lavorare, tu starai dormendo mezzo nudo e io… dovrò attendere almeno 9 minuti che il tuo culone si catamii dalla poltroncina beige, si vesta, scenda coi suoi porci comodi a spostarmi la macchina, mentre io bestemmio in dialetto swahili ché almeno avrei potuto prendermi il caffè prima di andare a lavoro; e invece nulla di fatto: in ritardo, nervosa e assonnata per colpa del tuo culo lento e vastaso. E poi che faccia da schiaffi, mi fai le scuse sorridendo (se me le fai) e a momenti ciondoli altri 2 minuti davanti al mio grugno scambiandoti convenevoli col barbiere, se non ti chiamo per l’ennesima volta; e ti devo dire pure grazie che ti sforzi di aprire lo sportello della tua lancia al minimo della tua velocità da mastino palermitano rigorosamente bavoso. Anzi: da porco incivile della giungla che mi sta privando bellamente del mio tempo e della mia libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo non è il peggio del peggio, anche se mi ha già risvegliato una pulsione di morte atroce che mi fa desiderare di rigarti tutta la macchina.<br />
Brutto porco, il peggio è quando il culo di tua moglie, tuo o di tua figlia decide che per entrare al supermercato, al caf, a limarti le unghie o le corna, a farti i boccoli e ad <em>accattare la carnuzza tenera pu picciriddu</em>, non è necessario fare 3 minuti e mezzo di strada a piedi per posteggiare a lisca di pesce un po&#8217; più distante dalla porta che desideri varcare. In questi casi, di solito, il genio del crimine che è in te ti spingerà impavido a non cercare un posteggio, ma a smollare l’auto in curva o &#8211; se sei arrivato veramente tardi all’appuntamento col tuo massaggiatore e la strada è già piena di vetture in doppia fila &#8211; in curva E in doppia fila insieme, geniaccio che non sei altro! Il tuo quoziente intellettivo invidiabile, infatti, ti permette di ignorare che quella strada ics è a doppio senso, che non esisti solo tu col tuo suvvone della mi***** e che, sempre grazie al tuo Q.I. rifulgente, una normalissima curva si è trasformata in un angolo cieco che potrebbe provocare tranquillamente un frontale. Amen, l’importante è arrivare sul filo dell’orario e senza aver camminato troppo all’appuntamento con la tua callista di fiducia.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, non si può non citare la condizione dell’ex-salotto buono della città: dopo l&#8217;illuminante ed economico avvento delle strisce blu in ogni angolo di asfalto, oggi il nostro meraviglioso centro già annerito dallo smog e dalla semplice esistenza di Cammarata è anche sede di un nuovo<em> locus amoenus</em> per le vostre carrette: oh panormiti, non temete, i vostri piedini sono salvi! Andate pure in via Roma, in via Maqueda, in corso Vittorio comodamente assettati sulle vostre brumbrum! Siamo nella moderna Palermo del 2011, dove all’occorrenza i marciapiedi sanno trasformarsi in avveniristici marciamoto e marciauto in grado di impedire il passaggio dei fastidiosi pedoni e di precludere l&#8217;ingresso a inutili negozi e a superflue abitazioni (Chiddici?!?).<br />
Il risultato ovviamente è molto significativo per tutti: la gente (anche quella in carrozzina, quando riesce a scendere dal marciauto) cammina per strada, peggiorando la situazione già tragica del traffico cittadino e rischiando una volta ogni 3 minuti di essere investita dalle auto in corsa. Per quanto riguarda le piste ciclabili, bisogna ovviamente percorrerle in stile Brumotti 100%, ché al 99 già sei spacciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tutto ciò si deduce che il perfetto decalogo del guidatore siculo d.o.c. comanda di usare come pezzuola pulitrice del vetro posteriore l’articolo 158 del Codice della Strada, ovvero quell’inutile carta che elenca tutta una serie di divieti di fermata e di sosta per i veicoli e le rispettive sanzioni amministrative per le infrazioni, con annesso però in calce il messaggio: “compà, se posteggi qua a&#8217; cacari picciuli, ma siccome un c’è nuddu a ‘vigilare&#8217;, futtutinne!”.</p>
<p style="text-align: justify;">E che nessuno creda di essere immune a questo morbo.<br />
Vi dirò che probabilmente esiste una legge di natura per cui infrazione chiama infrazione come una ciliegia tira l&#8217;altra. Ad esempio, <a href="http://www.gds.it/gds/multimedia/home/gdsid/135890/pg/1/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.gds.it/gds/multimedia/home/gdsid/135890/pg/1/?referer=');">se parcheggiano le auto sopra le strisce pedonali</a>, impedendoti di raggiungerle, che fai? Attraversi dove non dovresti perché ti sei scocciato di fare lo slalom eterno. Ma il top del top di questa legge arriva quando, dopo anni di sevizie stradali, il guidatore medio con le vene degli occhi spezzate e l’ipertensione-da-patente si ritrova a pensare “ma chi sugnu io u fissa?” e inizia anche lui ad adattarsi alla tollerata inciviltà a cui siamo abituati.<br />
E anche qualora tu sia così pio da riuscire a resistere al fascino dell’eterno curnutu e mazziato restando uno dei pochi posteggiandi civili, ti toccherà infine varcare l’ultimo gradino dell’evoluzione del guidatore: fare i conti con Dio. Infatti, dopo una vita in strada a non poter guidare per come Dio comanda, avrà accumulato così tanti peccati da “porca puttana-figlio d’introcchia-testa di cazzo d’asino-fica secca-brociolone muffuto” et similia, che anche se nella sua carriera di guidatore riuscirà 1) a non ammazzare nessuno, 2) a non essere ammazzato da nessuno, 3) a non morire in un incidente… il karma o il contrappasso lo condurranno per certo nell’inferno più trafficato del mondo, dove anche le anime sostano mute per anni incatenate l’una all’altra in doppia fila.</p>
<p style="text-align: justify;">P.S.: La civilta è un dono, che la crème dei Palermitani d.o.c., a questo punto della loro evoluzione, non troveranno mai sotto l’albero di Natale. Parola di Charles Darwin.</p>
<blockquote><p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=duD_jdWwueQ" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=duD_jdWwueQ&amp;referer=');">C’è un orango, c’è un orango<br />
Bingo Bongo, Bingo Bongo<br />
nella città<br />
ma la giungla, ma la giungla<br />
a me mi sembra che sia questa qua!<br />
La vedo brutta per l’umanità.</a> </em>(A.Celentano)</p></blockquote>
</div>
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		<title>Verde! Guerrilla Gardening!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gas Giaramita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglie Ideologiche]]></category>
		<category><![CDATA[aiuola]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza attiva]]></category>
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		<category><![CDATA[guerrilla gardening]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
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		<description><![CDATA[Rovesciavo i suoi oggetti in giardino sull&#8217;asfalto di questa città Diaframma &#8211; Verde Abitare in una grande città può sembrare una noia fatta di grigiore e velocità e a causa della stessa dinamicità della vita del grigiore te ne rendi sempre meno conto, anche se ce l&#8217;hai sotto casa. Per ristabilire almeno qualche minimo connotato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #151515;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Rovesciavo i suoi oggetti in giardino </span></span><span style="color: #000000;">sull&#8217;asfalto di questa città </span></span></em></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #151515;">Diaframma &#8211; Verde</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #151515;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #151515;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #151515;">Abitare in una grande città può sembrare una noia fatta di grigiore e velocità e a causa della stessa dinamicità della vita del grigiore te ne rendi sempre meno conto, anche se ce l&#8217;hai sotto casa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #151515;">Per ristabilire almeno qualche minimo connotato di verde nelle nostre cementificate realtà spaziali, abbiamo sempre voluto accanto aiuole e giardini oppure ville e viali alberati. Ma via via hanno dovuto far spazio a nuove strade, nuovi palazzi o semplicemente sono rimaste abbandonate, rovinate dall&#8217;incuria. Come se il cemento avesse raggiunto l&#8217;anima della gente, accompagnato a braccetto dal perfido compare, la <em>munnizza. <span id="more-7684"></span><br />
</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #151515;"><img class="alignleft" title="Guerrilla gardening" src="http://static.blogo.it/ecoblog/guerrilla-gardening/Aguerillagardening.jpg" alt="" width="259" height="196" />Ma ecco che qualcuno ha iniziato a vedere oltre qualche pezzettino di terra desolata ai lati della strada.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #151515;">Guerrilla Gardening!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #151515;">Ecco l&#8217;alternativa per ristabilire un <em>ordine verde</em>, un “attacco” pianificato con tanto di zappe, semini e acqua per migliorare gli angoli rinsecchiti e pieni di erbacce, per ridare dignità estetica al ruolo della natura, con i suoi fiori e le sue piante, e per riportare una rinnovata consapevolezza nei confronti dell&#8217;ambiente e anche degli spazi attorno a noi ,alla gente comune, del tipo: abbiamo sotto casa un pezzettino di terra che costeggia un parcheggio e vi sembra un peccato che non vi cresca neanche un misero fiorellino?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #151515;"><span style="font-size: small;">Contattiamo gli agguerriti lottatori dello scempio urbano e uniamoci simpaticamente a loro affinché ci sia più bellezza in queste città e più natura. Sul sito </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><em><a href="http://www.guerrillagardening.it/chi-siamo.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.guerrillagardening.it/chi-siamo.html?referer=');">http://www.guerrillagardening.it/chi-siamo.html</a> </em></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">leggo:</span></span></span></p>
<blockquote><p><span style="font-size: small;"><span style="color: #151515;"><em>Il movimento è nato in Italia circa 2-3 anni fa da un gruppo di giovani milanesi che ancora oggi segue e consiglia i gruppi indipendenti. La popolazione cittadina risponde bene, alcune aziende di giardinaggio ci aiutano con consigli e donandoci piante e materiali pro-causa, altri si limitano ad applaudire e ad apprezzare le nostre azioni. Ogni giorno nuovi &#8220;guerriglieri&#8221; si aggiungono alla nostra causa, per trasformare e riappropriarsi degli sterili ed impersonali spazi comuni cittadini. Nuovi gruppi stanno nascendo in tutte le grandi città. Anche tu puoi diventare un Guerrilla-Gardener: documenta un attacco e inviaci le fotografie, verrai segnalato sul nostro nuovo sito web!</em></span></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #151515;">Infatti anche a Palermo è nata una comunità &#8220;guerrigliera&#8221; che con tanta volontà ha iniziato a piantumare diverse aiuole abbandonate e sembra che, oltre ad essere una moda del momento, questo tipo di azioni collettive stiano risvegliando un certo interesse della cittadinanza, più attente al proprio orticello davanti casa e chissà anche oltre.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #151515;">Dalla sezione panormita del gruppo su <a href="http://www.mobilitapalermo.org/mobpa/tag/guerrilla-gardening-palermo/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mobilitapalermo.org/mobpa/tag/guerrilla-gardening-palermo/?referer=');">Mobilita Palermo</a>:</span></p>
<blockquote><p><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><em>Lo facciamo</em><em> per noi stessi, è bello avere un contatto con la terra; </em><em>lo facciamo</em><em> per la nostra città, che sembra sempre di più avere bisogno di cittadini attivi più che politici distratti e incompetenti; lo facciamo per i nostri concittadini, che reagiscono, a volte, positivamente a questi rinverdeggiamenti, tanto da adottare le aiuole che diversamente, con questo bel caldo, in pochi giorni morirebbero.</em></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><em>Siamo tanti ma se fossimo di più, potremmo fare veri e propri </em><em>parchetti</em><em>, dunque se vuoi sporcarti le mani il venerdì unisciti a noi, se hai piante che </em><em>vuoi donarci</em><em> o che</em><em> vuoi buttare</em></span><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-size: small;">, dunque anche in pessime condizioni, faccele avere, sapremo cosa farcene, infine se vuoi contribuire in denaro o attrezzature da giardino, sappi che abbiamo bisogno anche di questo</span>.</em></span></span></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non vi sembra quindi, che in questo &#8220;movimento&#8221; ci sia qualcosa di simile ad una piccola rivolta sociale?</p>
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