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	<title>Abattoir &#187; pudore</title>
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		<title>I bambini e il senso del pudore</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 08:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'Abattoir</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[emotività]]></category>
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		<description><![CDATA[di Francesca Vassallo Il pudore è la condizione per una sana educazione, perchè determina lo “stile” di ogni convivenza basata sul rispetto. Il pudore, che fa pensare ad un “ritrarsi”, è un concetto estraneo al modo di pensare attuale che, al contrario, fa coincidere l’emancipazione con l’ “espansione” e l’affermazione personale. Si preferisce semmai parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Francesca Vassallo</strong></p>
<p>Il pudore è la condizione per una sana educazione, perchè determina lo “stile” di ogni convivenza basata sul rispetto.</p>
<p>Il pudore, che fa pensare ad un “ritrarsi”, è un concetto estraneo al modo di pensare attuale che, al contrario, fa coincidere l’emancipazione con l’ “espansione” e l’affermazione personale. Si preferisce semmai parlare più genericamente di “riservatezza”, che non esprime però tutta la ricchezza compresa nel sentimento del pudore.</p>
<p>Da decenni questo concetto è caduto in disuso perché è subentrata una diversa cultura del corpo, pensato non come qualcosa da custodire ma da esibire, e non solo nella sua immagine esteriore: oggi i sentimenti più intimi sono diventati materia pubblica, con l’idea che l’autenticità e la libertà è data dal non vergognarsi di niente.</p>
<p>Chi osserva, senza preconcetti il comportamento dei bambini, sa quanto invece esiste un senso naturale del pudore che chiede di essere riconosciuto e curato, perché da questo derivano conseguenze importanti sul piano di una dignità personale e del rispetto degli altri, oltre che su quello dell’ autonomia e della salute psicologica.<span id="more-2654"></span></p>
<p>Il pudore riguarda bambini e adulti e deriva dal disagio di sentirsi scoperti, non protetti rispetto al sopraggiungere di reazioni emotive o bisogni corporei che non controlliamo. Quando si percepisce una dissonanza tra una certa immagine di sé e le proprie pulsioni interne, allora si è portati istintivamente a ritrarsi, a proteggersi dagli sguardi esterni, perché in questi momenti si ha bisogno di ricompattarsi nel corpo.</p>
<p>Rispettare e salvaguardare già nei bambini uno spazio per la ricomposizione di sé e della propria immagine, permette di avere il tempo di creare un ponte tra il brutto/cattivo/sporco che i bambini, in certi momenti, percepiscono in maniera pressante dentro di sé e il bello/buono/pulito a cui la loro immagine vorrebbe corrispondere, perché non restino sensazioni così distanti ed estreme ma possano gradualmente incontrarsi nella persona “reale”. C’è un desiderio di integrazione e di armonia in tutti che deve continuamente fare i conti con i limiti, le dissonanze, i contrasti che ognuno in maniera diversa percepisce in sé.</p>
<p>Dire a un bambino o a una bambina imbarazzata perché si è sporcata o perché si intimidisce o si emoziona per qualcosa, di non vergognarsi, serve poco, perché il sentimento della “vergogna” esiste, indipendentemente da ogni condizionamento morale, sopraggiunge comunque quando si avverte un disagio o sentiamo lo sguardo o il giudizio di un altro. Non siamo noi comunque a potere giudicare un sentimento così istintivo com’è la vergogna, basta semplicemente creare le condizioni, attraverso un’educazione al pudore, perché ognuno con i suoi tempi e la sua sensibilità possa imparare a gestirla e ad elaborarla, senza restarne condizionati.</p>
<p>La reazione più immediata e naturale di fronte alla vergogna, sarebbe la riservatezza, ma il mondo degli adulti che ha perso il senso del pudore, ha trovato altri modi per risolvere il problema della vergogna: si reagisce ai disagi interni sovrastandoli o negandoli, annullando quel distanziamento emotivo che permette di .. riprendersi quando qualcosa ci turba. Se non c’è attenzione per questo spazio vitale, si è portati ad evitare ogni piccola frustrazione attraverso dei forzati riempimenti. Quante volte, con i bambini si usa impropriamente e esageratamente la parola, facendo loro ragionamenti complicati, o si toglie loro il respiro con effusioni fisiche eccessive, solo perché non si riesce a tollerare o a gestire diversamente una situazione emotiva forte, senza dare ai bambini il tempo di sentirla, riconoscerla e riprendersi.</p>
<p>Se, spesso mettendo in circolo altra ansia, non ci fosse l’urgenza di colmare un disagio e di tollerarlo come un momento necessario per la crescita, troveremmo i modi per affrontare meglio la situazione senza ricorrere a rimedi confusi e inopportuni. In certi casi potrà essere più indicato allontanarsi, o distrarre il bambino con delicatezza, o semplicemente dire con garbo due parole sull’accaduto, senza troppe interpretazioni e giudizi. Questo permetterebbe al bambino di guardare e superare senza traumi quella piccola o grande frustrazione provata. E questo è possibile se comunque rispettiamo uno spazio dove le cose vengono metabolizzate per trovare vie di risanamento, che non vediamo immediatamente, ma sappiamo esserci se diamo tempo e fiducia.</p>
<p>Il pudore è il luogo dove le emozioni acquistano dignità e possono essere riconosciute e nominate e quindi elaborate e armonizzate.</p>
<p>Ogni bambino, fin dalla nascita ha diritto a crescere in un ambiente dove possa trovare spazi per ricompattarsi dalle disarmonie, sia interne che esterne che lo feriscono. Innanzitutto uno spazio fisico vitale, dove il corpo trovi respiro fuori da eccessivi avvolgimenti. Sentire il confine tra la propria pelle e quella della mamma o altre figure accudenti , permette di uscire da uno stato di fusione che danneggia l’identità di ognuno. Educare al pudore vuol dire rispettare l’alterità, il diverso da sé fin dalla sua nascita, vuol dire considerare i figli non una proprietà o un prolungamento di sé ma persone separate anche se dipendenti per i bisogni primari e non solo.</p>
<p>Dal riconoscimento del sentimento del pudore, condizione per esprimere la propria individualità e rispettare quella dell’altro, deriva uno stile educativo e una concezione degli spazi e dei comportamenti in casa, che tiene conto di questa esigenza.</p>
<p>L’educazione in fondo nasce dall’esigenza di salvaguardare l’ autonomia e l’intimità di ognuno, figli e genitori, perché le cose buone e belle possano trovare accesso e respiro. Ripartire dal senso del pudore significa cominciare a distinguere i momenti della giornata, i tempi e le esigenze di ognuno, pur nel caos e nella fretta dei ritmi quotidiani, predisponendo piccoli spazi che ognuno, bambini e adulti, possa vivere senza intrusioni; dal proprio lettino, all’angolo con i propri giochi, al piatto dove si mangia, e al diritto alla riservatezza quando si è in bagno, così via. Soltanto da un educazione al rispetto dell’intimità, la sfera sessuale che nel bambini è per molto tempo confusa con altri bisogni o emozioni, man mano che si delinea e si localizza potrà essere vissuta nel rispetto del proprio corpo e del proprio desiderio e nel rispetto del corpo dell’altro.</p>
<p>Chiediamoci se tanti disagi dell’età evolutiva, dall’accitazione motoria che tutto vorrebbe divorare, alla chiusura estrema, non derivino da una cultura dove è venuta a mancare la riservatezza e il rispetto dei corpi.</p>
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