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	<title>Abattoir &#187; recensioni musicali</title>
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	<description>Voci dal macello</description>
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		<title>Le Cattive Abitudini dei Massimo Volume</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 10:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gas Giaramita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cattive Abitudini]]></category>
		<category><![CDATA[faust'o]]></category>
		<category><![CDATA[massimo volume]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni musicali]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Volume &#8211; Fausto from ZimmerFrei on Vimeo. Se l&#8217;inverno o l&#8217;autunno, con i loro freddi primordiali, dovessero avere una colonna sonora adeguata, consiglierei l&#8217;ascolto dei Massimo Volume. Allo stesso modo per le giornate d&#8217;estate e di primavera troppo calde ma prive di sole. Chissà chi di voi ne avrà apprezzato almeno una nota, qualche parola. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15799603&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15799603&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/15799603" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/vimeo.com/15799603?referer=');">Massimo Volume &#8211; Fausto</a> from <a href="http://vimeo.com/zimmerfrei" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/vimeo.com/zimmerfrei?referer=');">ZimmerFrei</a> on <a href="http://vimeo.com" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/vimeo.com?referer=');">Vimeo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l&#8217;inverno o l&#8217;autunno, con i loro freddi primordiali, dovessero avere una colonna sonora adeguata, consiglierei l&#8217;ascolto dei Massimo Volume. Allo stesso modo per le giornate d&#8217;estate e di primavera troppo calde ma prive di sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Chissà chi di voi ne avrà apprezzato almeno una nota, qualche parola. Forse ancora in pochi. Questa pregevole band bolognese ha  partorito  nello scorso ottobre, dopo 11 anni, tra scioglimenti e progetti paralleli, finalmente un nuovo lavoro. Sono nuove storie, che commuovono per l&#8217;ispirazione ritrovata (perché l&#8217;avevano persa?), per la forza adulta e letteraria di una vorace penna, quella di Emidio Clementi, parole, basso, e voce di racconti, che diventano canzoni, che poi si trasformano in cortometraggi, che diventano fotografie e poi di nuovo parole.<span id="more-4617"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si, hai capito bene. Sono canzoni parlate. Parole che impari a memoria come fossero semplici canzoni. Egle Sommacal, Vittoria Burattini, ﻿Stefano Pilia, infarciscono col basso pulsante di Emidio, le atmosfere tese, nervose, distorte o placate adatte al quotidiano urbano dei giorni nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi sa di cosa sto parlando, avrà (spero) amato la poesia di &#8220;Lungo i Bordi&#8221; (album del &#8217;95), robe che mai si erano sentite in Italia fino a quel momento, recuperate poi, con diversa fisionomia, dagli Offlaga Disco Pax negli anni 2000.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; sempre stata una loro caratteristica, rivolgersi a personaggi problematici, raffigurati nella loro ambigua intimità quotidiana. Ritrovi di nuovo tutto questo, oggi, tra ragazze che ti scannano d&#8217;amore e che poi vanno, tra uomini appena fuori dalla clinica ed altri «sospesi tra il corpo e la scena». Ma fai caso pure ad una voce collettiva, quel «noi» che appare in &#8220;Robert Lowell&#8221;, &#8220;Coney Island&#8221;, &#8220;Le nostre ore contate&#8221;, come se a parlare fossero tutti i componenti del gruppo, davanti ad un ritorno che nessuno più si aspettava, davanti al tempo che passa e poco importa quando si decide di andare avanti. Basta mettere un po&#8217; di vissuti personali e chissà che non ritrovi la tua storia in queste <em>Cattive Abitudini</em>, caro lettore, tra amici, tra consunti amori; quel «noi» e quei personaggi siete «voi» di ogni giorno. Col giusto cinismo condiscono un presente che si fa dispettoso per chi non merita, e con le unghie e con i denti ci si permette di andare avanti, contro il tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi c&#8217;è il rapporto con la scena.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo al quale sono costretti gli artisti, alle comparsate in tv per farsi pubblicità, vendendosi l&#8217;anima al commercio,  al rapporto sempre più stretto col pubblico, vedi Facebook e come sia più semplice contattare, fotografare, beccare un personaggio più o meno noto. Nell&#8217;era dell&#8217;immagine non è possibile farsi trasparenti e vivere nel silenzio e all&#8217;oscuro della luce dei riflettori.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>«﻿aggrappati a un&#8217;immagine</p>
<p>condannata a descriverci»</p>
<p>(Le nostre ore contate.)</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ne &#8220;la bellezza violata&#8221;, sublime è la natura, o il ricordo di questa, prima dell&#8217;urbanizzazione, addirittura di se stessa. La nostra immagine è cambiata assieme alla trasformazione dei nostri luoghi vitali, prima paesi e poi pseudo metropoli; dolce è il pensiero rivolto ad una persona che ora non c&#8217;è più, come se fosse uscita per un po&#8217; dalla tua casa, al posto di definirla ineducatamente morta, in &#8220;Vorrei ogni tanto averti qui». Poi c&#8217;è la spledida ferocia di Litio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sopratutto ti ridesta l&#8217;omaggio a Fausto Rossi (Faust&#8217;o), <a href="www.abattoir.it/2010/.../lalieno-cantore-chiamato-fausto/">il cantore alieno</a> di cui avevo tempo fa scritto, che aveva prodotto il secondo album dei MV, e che ora si erge ad agitatore di angeli drogati. Consapevolezza del marcio intorno e sfrontatezza nell&#8217;affrontarlo. Necessario per sopravvivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ricorda la figura di Emanuel Carnevali e quando Emidio cantava: «E c&#8217;è forza nelle tue parole, e c&#8217;è forza nelle tue parole».</p>
<p style="text-align: justify;">Troppe emozioni.</p>
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		<title>La sindrome di Lester Bangs a un concerto degli Hank!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 05:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Lino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Hank]]></category>
		<category><![CDATA[musica indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni musicali]]></category>

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		<description><![CDATA[Metti una sera insolita, un aperitivo organizzato sulla terrazza dell&#8217;ultimo piano di un hotel storico di Palermo, con vista sulla città illuminata a festa, con manicaretti di pesce e altre leccornie a fare da contorno a bicchieri di vino freddo, in una schizofrenia di stili, e di pubblico, di tacchi a spillo e rasta, occhiali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Metti una sera insolita, un aperitivo organizzato sulla terrazza dell&#8217;ultimo piano di un hotel storico di Palermo, con vista sulla città illuminata a festa, con manicaretti di pesce e altre leccornie a fare da contorno a bicchieri di vino freddo, in una schizofrenia di stili, e di pubblico, di tacchi a spillo e rasta, occhiali da nerd, anfibi (ma non siamo a luglio?) e infradito, ragazzini e trentenni, bionde tirate a lucido, e rasati pettoruti radical macho, magri indie similfattoni, magliette a righe e camicie di cotone bianco, fighettume sparso e Converse sdrucite, camerieri pinguinoformi e gioventù bruciata. Metti pavimento parquettato, tovaglie bianche, brusio generale, il sole che lentamente cala, l&#8217;acqua dell&#8217;idromassaggio in ebollizione, che minaccia i cavi, gli amplificatori, gli strumenti musicali elettrici, pericolosamente vicini alle due chic pozze d&#8217;acqua.<span id="more-2657"></span></p>
<p>Metti quattro musicisti giovani e promettenti, il cantante-chitarrista con un adorabile difetto di pronuncia (una r un po&#8217; francese), il tastierista dallo stile impeccabile (camicia figa e turbante di rasta nerissimi, nonché mossette danzerecce, che Boosta gli fa un baffo), il batterista instancabile e bravissimo, e il bassista bravo e fuori di testa (testa ondeggiante su ogni nota, e tipica posa rockeggiante).</p>
<p>Considera tutti questi ingredienti e miscelali alla musica: il suono degli strumenti che riempie l&#8217;aria e si appropria di una situazione insolita, le gambe che non riescono a stare ferme, i sorrisi giovani, il venticello estivo, le luci della città, la sensazione di essere nel posto sbagliato, ma al momento giusto.</p>
<p>Gli Hank iniziano a suonare ed è subito tutto meno serioso, meno pretenzioso. I camerieri pinguinoformi si dileguano, una parte del pubblico siede sul legno fighetto della terrazza, altri ballano con discrezione, un ragazzo dai jeans tanto stretti che mi stupisco di come possa arrivargli ancora il sangue al cervello,  inizia a ballare con scioltezza e sicurezza, fregandosene della situazione, e attirando le simpatie generali.</p>
<p>Gli Hank alternano cover a canzoni scritte da loro, e, con mio sommo piacere, mi ritrovo a cantare <em>Curami</em> dei mitici CCCP, sulle note di <em>Amore disperato</em> di Nada, senza che questo passaggio sembri fuori luogo, ma anzi, con naturalezza e poesia.</p>
<p>La loro musica è un&#8217;allegria rock con sfumature comico-grottesche, ha lo stesso sapore di un racconto di Bukowski (non è un caso il nome della band), una struttura composita a mo&#8217; di Satura Lanx, con la giusta dose di bassi e schitarrate elettriche, tastiere dal gusto quasi psichedelico, e una batteria energica (basti guardare il sudore sulla fronte del batterista alla fine del concerto), ma con una leggerezza tale che sembra suonata da strumenti giocattolo.</p>
<p>I testi contengono incursioni nel mondo “sporco” del sesso, del corpo, delle viscere: “nel palinsesto del suo cuore c&#8217;era disegnata un&#8217;erezione / che la mattina si fa viva quando ancora il caffè è troppo lontano”  (<em>Il palinsesto dell&#8217;amore</em>); sono testi a discreta gradazione alcolica: “Dopo anni ho capito l&#8217;uso della bottiglia, all&#8217;inizio mi chiedevo stesse dalla mia parte” (<em>La bottiglia del nano</em>), ma che sanno anche toccare tematiche emotive, forse sentimentali: “ Credevo si potesse amare un essere umano / almeno sino a quando non lo si conosce” (<em>La bottiglia del nano</em>) ed esistenziali, perchè no, ma sempre senza pesantezza:  “Ho distrutto tutti i muri del mio cuore / ma la gente è sempre più assente / allontanato silenzi nel mio cuore /ma la gente è sempre più assente” (<em>Anche se non serve a niente</em>); ritratti giovanilistici decadenti in “aumentava la paura di essere un bambino in retromarcia” e “non sei responsabile delle tue azioni, se le fai di domenica” (<em>Il palinsesto dell&#8217;amore</em>) e influenze di un certo livello (Elio e le storie tese, Battiato, nonché il citato Luttazzi) in<em> I miei nuovi pantaloni di lino color sabbia</em>, dove troviamo “da grande voglio essere come Luttazzi, Daniele Luttazzi”, il tutto condito da coretti quasi surf, che diventano a loro volta strumentini giocattolo, dando un aspetto giocoso-demenziale a canzoni che comunque vogliono dire qualcosa, basta soltanto ascoltare.</p>
<p><span style="font-size: x-small;"> *Gli Hank! sono: Francesco Pintaudi (chitarra e voce), Giuseppe D&#8217;Angelo (tastiere), Agostino Burgio (batteria), Claudio Gambino (basso). Il loro primo EP ufficiale è uscito a marzo sotto l&#8217;etichetta 800A Records, e si chiama Piedali.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.myspace.com/hankpa" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.myspace.com/hankpa?referer=');">Qui il myspace degli Hank!</a></span></p>
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