Lei viene in sogno,
senza veli e silenziosa,
con viso sfumato, indefinito,
sale su di me come un’alba,
di rossa luce soffusa.
I suoi capelli calano,
un sipario che ci chiude al mondo,
che isola i nostri occhi ridenti.
È solo memoria che respira,
la fa dove può farlo,
senza giudizio alcuno,
siamo qui soltanto noi,
nel tempo che fummo.
Il suo seno bianco disegna
sul mio petto un solletico antico.
Ci sorridiamo bambini,
gli occhi dentro gli occhi,
fermi nell’attimo rinato.
Le dita trovano ancora
sentieri di pelle
quasi dimenticati.
È tenero amore — non nuovo,
non rubato —
solo un dolce ritorno,
un sogno che sa di pace.
Sembra Un sogno per un eros in agonia