Oltre il nucleare: le vere ragioni USA-Israele contro l’Iran (Nova Lectio spacca)

Nel macello geopolitico del Medio Oriente, l’attacco USA-Israele all’Iran del 28 febbraio 2026 non è solo “anti-nucleare” come ci vendono i media mainstream. Nova Lectio, nel suo ultimo video, smonta la narrazione e rivela gli interessi stratificati dietro questa escalation.

Contesto Storico

Il video parte dal 7 ottobre 2023, quando l'”Asse della Resistenza” iraniano (Hamas, Hezbollah, Assad in Siria, Houthi) inizia a sgretolarsi: Israele distrugge gran parte di Hamas a Gaza, elimina Nasrallah (leader Hezbollah) nel 2024, rovescia Assad e marginalizza gli Houthi. Questo lascia l’Iran isolato e privo di proxy, rendendolo un bersaglio ideale per un attacco diretto il 28 febbraio 2026, ufficialmente motivato dal programma nucleare ma con ragioni ben più profonde.

Motivazioni Militari

L’obiettivo primario è smantellare le capacità offensive iraniane: missili balistici Shahab-3 (gittata fino a 2000 km, minaccia per Israele e basi USA), sciami di droni low-cost (usati da Russia in Ucraina) e il controllo dello Stretto di Hormuz, da cui passa il 20-30% del petrolio mondiale. Senza queste, l’Iran perde deterrenza e non può più ricattare energeticamente l’Occidente.

Interessi Economici

L’Iran ha risorse enormi: 157 miliardi di barili di petrolio (quarto al mondo, controllati da NIOC statale pronto per privatizzazioni post-guerra), seconda riserva gas globale, giacimenti di litio a Hamedan (chiave per batterie EV) e un mercato interno di 85 milioni di persone, giovani e tech-savvy ma repressi, appetitosi per aziende occidentali. Un cambio di regime aprirebbe questi asset a Israele/USA, come accadde in Iraq 2003.

Geopolitica Globale

L’attacco blocca i rivali: la Via della Seta cinese (deal da 400 mld$ nel 2021, porto Chabahar), i droni iraniani forniti alla Russia per l’Ucraina, il corridoio commerciale India-Europa via Iran-Russia e l’ascesa dei BRICS (35% PIL mondiale, Iran membro chiave). USA e Israele vogliono ridisegnare la mappa per un “Nuovo Medio Oriente” dominato da hub high-tech israeliano.

Politica Interna e Ideologia

Per Trump (rieletto), è “rally around the flag” con spese militari da 40 miliardi$ e aiuti cumulativi a Israele da 130 miliardi$; per Netanyahu, distrae dai processi per corruzione. Ideologicamente, riprende il PNAC (progetto neocons USA per regime change) e la “mappa etnica” di Peters, che frammenta l’Iran in staterelli (Persia, Azerbaigian, Kurdistan, Baluci).

Ricapitolando, ecco i veri moventi.

1. Militare: Addio Shahab-3, droni russi e Hormuz (20% petrolio).
2. Economia: Privatizzare NIOC (157 mld barili), gas/litio, 85 mln consumatori.
3. Geopolitica: Spegnere Via della Seta (Cina), BRICS, corridoi anti-USA.
4. Interna: Trump/Netanyahu in rally (130 mld$ aiuti).
5. Ideologia: PNAC + mappa Peters per balkanizzare l’Iran

Come Iraq 2003, la vittoria non chiuderà il dossier. Vi consiglio di guardare anche la parte 1: https://youtu.be/6K86PhxUP74. Su Abattoir.it, spazio a verità scomode: voi che ne dite?

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