Accademia st*pro

Dico: non era una persona random. Il tipico “mostro” che a volte leggi sui giornali.

Finché morte non vi separi. Oppure 20 dollari per entrare nella live.

Avevo paura di somministrarle una dose troppo alta ma farlo era il mio sogno da sempre. 

Facciamo il check degli occhi. Mi connettevo e gli utenti online mi dicevano cosa farle. 

Definizione di donna: non persona, proprietà della quale fare quel che cazzo te ne frega. Carne da macello. 

Non tutti gli uomini. Ne siamo sicuri? Boh, forse anche no. 

Cameratismo. 

Non conosco nessuna donna che non abbia subito violenza. Fate i conti. 

È un olocausto, un genocidio normalizzato. Tanto sono solo donne. 

Lo stupro o i pro vita, per me, è lo stesso. Chi controlla o vuole controllare il mio corpo senza consenso commette abuso. 

Non voglio che la rabbia si trasformi in assuefazione, ché tanto, ormai, ci siamo abituati.

O peggio: rassegnazione. Cosa vuoi farci? Dare fuoco al mondo? A volte ci penso.

Non sarebbe una cattiva idea, tipo personaggio psicopatico di un qualsiasi romanzo di Dan Brown. Super cattivo dei fumetti.

Ma cattivo perché? Perché vuole smontare il sistema di riferimento su cui si basa la società capitalista e patriarcale? Quindi quelli da salvare dal cattivo sarebbero gli stessi che mi hanno stuprato? No, thanks. 

Sono solo pensieri random. Dentro fa malissimo. 

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