Qualcuno stupisce


(Ovvero: doveroso inno all’umanità)

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima pubblicazione e le peripezie non sono mancate. Tra traslochi, bronchiti mie e del pupo e inaugurazioni, eccomi oggi qui con la consapevolezza che ce l’ho fatta: anche questa, appunto, è fatta e ho aperto il nuovo studio. Ovviamente, dato il mondo in cui “siamo gettati a vivere”, direbbe Heidegger, ci sono state diverse amarezze, ma oggi penso di dover parlare anche di quel qualcuno che stupisce. In effetti, nulla è scontato, ed è essere consapevoli del disastro socio-relazionale che viviamo non deve farci perdere la speranza né dimenticare che le mosche bianche e “le persone buone esistono”!
Virgoletto perché questa è una frase pronunciata in lacrime e con una grande carica emotiva da un paziente in uno slancio di gratitudine nei miei confronti dopo alcune particolari vicissitudini cliniche ed esistenziali che lo avevano messo di fronte a orribili compromessi politicizzanti a cui, anche grazie al nostro lavoro, era riuscito a sottrarsi. E la riporto non tanto per “gongolare” o per “pappariarmi” narcisisticamente, ma per testimoniare che si può! Perché attualmente è molto faticoso incarnare certi valori umani e mantenerli in ogni circostanza; anche perché, non dimentichiamolo, non si tratta quasi mai di valori e comportamenti premianti e o economicamente remunerativi… spesso, anzi, si tratta di sinonimi di un “incontrerai la fregatura dietro l’angolo”, ahinoi.
Di queste fregature, in effetti, ho parlato spesso. E però in questo momento – conscia di quanto sia faticoso e prezioso tenersi saldi a valori umani non più scontati nell’Era del “Dio Denaro” e della “Dea Furbizia”, – festeggio questa conquista mia e la conquista di aver incontrato, nell’oceano del nulla, persone che similmente stupiscono.

Penso alla nostra ex padrona di casa/studio: in oltre 7 anni ci ha sempre rispettato, mai una lamentela, mai un aumento di affitto, mai una sgarbataggine o una richiesta incongrua, mai azzikkato la cosiddetta forchetta; e questo semplicemente perché… era entusiasta di noi, della nostra cura del suo immobile e della nostra puntualità rispetto ai pagamenti dovuti! Una donna ed una famiglia capaci di riconoscere il buono che c’è negli altri e a sua volta di ricambiarlo! Ci ha detto molte volte che, per questo, non avrebbe voluto che andassimo via; e quando è accaduto, ancora una volta ci siamo venute incontro: noi abbiamo lasciato i nostri condizionatori e lei ci ha lasciato andar via gratuitamente in anticipo di un mese, utilizzando la nostra caparra come pagamento dell’ultima mensilità. I saluti, rigorosamente di persona, sono stati grati e calorosi da entrambe le parti, ed hanno lasciato una sensazione di calore e speranza!

Penso a una collega da poco riavvicinata che verrà a lavorare con noi da settembre e che ha già voluto lasciare un acconto, conscia delle nostre forti spese e della necessità di “ristorarci”.

Penso al mio medico, in difficoltà con le prescrizioni per via delle nuove normative, ma che rischia pur di agevolare me, sua paziente, ove può.

Penso a quelle persone – pazienti, ex professori, colleghi – che desiderano e riescono a festeggiare per le gioie altrui: un paziente che porta una pianta, chi ha avuto per noi belle parole di sostegno, un professore che coglie tutto il valore simbolico del progetto dell’Altro e lo rimanda con calore, colleghi o vecchi amici che supportano anche solo con un messaggino gentile, affettuoso e per nulla scontato.

E poi la squadra che si è autocreata qui, prima della nostra inaugurazione: alcuni giorni eravamo addirittura in 8 (neonati inclusi) a smontare, montare, restaurare: i bimbi a fare i baby-traslocatori con la più grande che intratteneva il piccolo di 20 mesi, i mariti a mettere tende, noi a pulire e a sistemare, il nonno a mettere tasselli e a riparare qui e lì, mia cognata ad arredare e a sistemare sbuffi sulle mura, il mio amico che dal Nord mi aiuta con le tecnologie… E’ stata insomma un’opera collettiva, realizzata grazie alla fiducia reciproca e alla reciproca disponibilità. Nulla di scontato, ribadisco, proprio per i discorsi di cui sopra… Ed anzi, è qualcosa di molto raro e quindi per questo prezioso!
Questa squadra è infatti stata la realizzazione di una visione di presenza e di bellezza che ha dato senso all’apertura di un posto pregno di quello spirito comunità che ho sempre desiderato.
Ed anche questo ed anche chi è capace ancora di questo va festeggiato, indicato, denunciato, valorizzato. Anche a questo bisogna inneggiare e dare spazio! Altrimenti rischiamo di credere – sconfortati come spesso per prima a me accade – che l’estinzione sia certa e che siamo destinati ad essere eroi prossimi ad una disperante morte etica.
E invece siamo umani esattamente come gli altri, che grazie a questa piattaforma e all’esperienza viva e condivisa hanno la possibilità di dare un messaggio: non siamo eroi, semplicemente è possibile! E’ possibile restare umani e scegliere una precisa via, riconoscendosi pure il DOVERE di testimoniare, almeno in questo e almeno ogni tanto, di avercela fatta!

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