E questa carta è la carta “mi dispiace”. Potere della carta: millemila. Ma attenzione, non funziona su tutti i mob, solo su alcuni mob selezionati (tipo giudici fascisti e machisti). Non ci vogliono molti punti mana per evocarla, basta farti due notti in gattabuia e farti assalire dal senso di colpa ed essere “collaborativo”. Una volta giocata, esci di prigione e tutti si dimenticheranno di te.
Tranne, ovviamente, la bambina di 13 anni che hai stuprato in un minimarket. Lei non credo si dimenticherà presto di te. No.
È tutto così assurdo che sembra un videogioco, un mix tra Monopoli e Gta, esci di galera e puoi farti un giro per stuprare, rubare un’auto o che so io… Per il giudice, lo stupratore avrebbe “mostrato resipiscenza”, un ravvedimento, quindi il “trauma dell’arresto” è sufficiente come insegnamento per non compiere nuovamente atti simili in futuro. Quello appena commesso, invece, chissene.
Signor giudice, e se quella bambina fosse stata la sua nipotina? Non è giusto che dobbiamo sempre far mettere gli uomini “nei panni di”. E se era tua madre? E se era tua sorella? Dici “non tutti gli uomini”, però a tua figlia non la fai uscire. Il trauma dell’arresto è un deterrente per non compiere atti simili in futuro. Atti simili. Non è che ha rubato una mela, signor giudice! Ha STUPRATO una bambina!
Spero che nel gioco il sequel sia che la bambina, da grande, si trasformi in una guerriera vendicatrice e faccia fuori lui e il giudice. Tanto, può sempre dirsi pentita e giocare la carta per uscire di prigione!