Pensa in grande, compra in locale

Ultimamente mi è capitato sempre più spesso di recarmi al supermercato per piccole spese quotidiane – ahimè mai che ne trovi uno aperto alle 2 del mattino, son sicuro sarebbe la salvezza di noi ggiovani fuori orario, che dobbiamo gestire da soli una casa, e che puntualmente non riusciamo a sbrigare tutti gli impegni nella giornata! – e posso affermare, da questa mia esperienza sommata alle esperienze passate di spesa, che sostanzialmente la spesa la si fa in due modi.
modo a: con la calcolatrice in mano perchè con 10€ devi riuscire a comprare lo stretto indispensabile, il modo preferito di chi vive da solo;
modo b: soddisfacendo ogni sfizio inutile, dalla cioccolata belga pralinata al nuovo cibo surgelato da gustare pronto in 5 minuti al forno, solitamente il modo “prendi e infila in carrello” preferito di chi esce a fare spesa con mamma.

Mi è venuta voglia di scrivere due righe di riflessione su questo argomento, inventando una storia sulla spesa settimanale, per portare la tua attenzione su un terzo modo che potrebbe esistere nel fare la spesa, il modo c, che sintetizzerò col titolo dato all’articolo: pensa in grande, compra in locale.

L’economia, se non gira, non funziona, questo è un dogma per me e come tale devo assumere ed accettare. Tanto vero, soprattutto se ridimensioniamo sempre più la visione globale zoommando fino ad arrivare a un raggio di non oltre 100Km. Se è così che deve essere perchè non far sì di fare girare l’economia della propria città e del proprio territorio? Per noi consumatori basterebbe davvero poco, si tratterebbe di modificare piccole scelte quotidiane, perchè non di sole grandi marche, con le quali i nostri cervelli vengono giornalmente bombardati via media, si vive! Non esiste solo il caffè che bevono in paradiso o la pasta che sta dove c’è casa o lo yogurt pieno di fermenti lattici che toglie il gonfiore alla Marcuzzi. Fortunatamente aggiungerei!

Girando tra gli scaffali, ho avuto il piacere, ed anche un po’ l’orgoglio, di trovare molti articoli, dalla pasta al tonno, passando dai surgelati fino ad arrivare alla merce fresca come salumi e formaggi, prodotti nella mia città o in provincia.
Una bella soddisfazione che si sposa con l’orgoglio della propria terra e col rispetto per l’ambiente, perchè ogni articolo prodotto e rivenduto nella propria terra, oltre a sviluppare l’economia, limita lo spreco consumistico che ormai la fa da padrone, riduce i costi di trasporto della merce e quindi l’uso di mezzi e carburanti, con la conseguenza di non aumentare le emissioni di Co2. Come scrivevo poco sopra, è una piccolissima scelta da parte di noi consumatori che però potrebbe avere un impatto ben maggiore…

Ricordiamoci che il potere sta nei soldi – ahimè – e questo potere è nelle nostre mani.
Immaginiamo uno scenario utopico dove più del 50% dei cittadini decide di boicottare una marca X, scegliendo di non acquistare più i suoi prodotti e optando per una marca Y: la marca X non fallirebbe per la cattiva qualità dei suoi prodotti ma perchè il cittadino non la compra più. È una visione molto semplicistica, ma altrettanto efficace e soprattutto applicabile in molti campi, anche politici… ma lungi da me spingere le masse all’idea di non votare più certi politici.

Concludo le mie riflessioni in musica perchè non di sole parole si vive, nè di solo cibo!

2 thoughts on “Pensa in grande, compra in locale

  1. Visto che come elettori non valiamo più un cazzo..proviamoci da consumatori a cambiare un pò le cose; la politica è già un (super)mercato di voti, almeno in sicilia!
    Cuomunque ancor più di quel che tu sostieni, il Km0 si fa nei mercati del contadino… Perchè il prezzo lievita più per il numero di intermediari che per i Km che ci stanno in mezzo: gli oligarchi della grande distribuzione stanno mandando in fallimento tutti i contadini e le piccole imprese agricole.

  2. hai ragione anche tu a marcare quest’altro aspetto, comprare frutta e verdura freschi dal giardino vicino casa, si risparmia parecchio, sai che la merce è fresca e buona [quanto meno si spera che lo sia] e a Palermo sò per certo che ce ne sono parecchi, chi più conveniente chi più buono dell’altro; anche se, l’articolo l’ho scritto pensando a una merce diversa, intesa proprio come merce prodotta in una azienda piccola o medio-piccola locale, quale appunto latte e derivati inscatolati, tonno, pasta, conserve di vario genere, ecc.

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