“Sticazzismo applicato”. Come?

Faccio seguito a un articolo della mia amica Cristina, perché mi ha colpito. Mi ha colpito la parola “declassata”. Una brutta parola, in apparenza… Eppure, devo dire, accanto ad un iniziale bruciorino al petto per via – come diceva lei stessa – dell’umiliazione e della vergogna di non essere stata considerata “all’altezza” di quel ruolo di “leader”… ho provato anche una forma di respiro allargato, di senso di liberazione sintonico a quanto descriveva proprio lei; sintonico, diciamo a quella filosofia di cui spesso sento parlare e che chiamano “sticazzismo”.

Devo dire che oggi sarei potenzialmente una super fan dello sticazzismo. Solo che solo di rado riesco ad avervi fede! Più frequentemente assomiglio alla prima Cri: quella del burn-out.
Certo, è ovvio che in noi “bourn-outtine di prima mano” c’è una certa indole alla precisione, al perfezionismo di base. Ma dopo i livelli di stress di qualche anno fa in cui lanciavo per sbaglio i piatti di ceramica nel giardino e le chiavi dello studio nel cestino dell’immondizia, molto è cambiato: ho delegato, mollato, lasciato andare. Mio figlio in questo mi aiuta moltissimo, e credo addirittura di essere tra le mamme meno ansiosa e controllanti che conosco!

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Uomini soli (male loneliness epidemic)

Dio delle città
e dell’immensità,
se è vero che ci sei
e hai viaggiato più di noi,
vediamo se si può
imparare queste donne
e cambiare un po’ per loro,
e cambiare un po’ per noi.

Cioè, persino i Phoo nel secolo scorso avevano percepito questa “epidemia della solitudine maschile” (male loneliness epidemic) e ci hanno pure fatto una canzone da cantare a squarciagola quando sei ubriaco e solo.  Eh sì, ultimamente si parla di male loneliness epidemic (soprattutto per quanto riguarda le relazioni romantiche eterosessuali) ma, guess what? non esiste nessuna epidemia: è semplicemente la naturale conseguenza del fatto che le donne non dipendono più da un uomo. Ma guess what? (nr 2), una donna non è qui per sanare una struttura sociale totalmente allo scafascio! 

 Per secoli le donne sono sempre dipese dagli uomini. Qui in Spagna, per esempio, fino agli anni ’80 una donna non poteva aprire un conto in banca, quindi era costretta a compromettere la propria autonomia in cambio di “sicurezza” sotto il controllo del marito. Per fortuna, grazie alle lotte femministe, questo non è più così: le donne non hanno più bisogno degli uomini per sopravvivere. Adesso le donne possono scegliere un compagno che le rispetti, supporti e aggiunga valore alle loro vite. Questa è stata come la badilata in faccia sociale che nessun uomo si aspettava. Da un lato (le donne) c’è stato un lavoro duro di decostruzione e lotta per i diritti, dall’altro (gli uomini) c’è stata un’immobilità ignorante che ha lasciato tutti impreparati.

La crisi di solitudine avviene quando un uomo si rende conto del fatto che le donne della sua età non si accontentano con vincoli immaturi. Le nonne più gioviani li guardano con distacco o disinteresse. Fanno fatica a mantenere conversazioni emozionali senza sentirsi esposti, la maggior parte degli amici o stanno attraversando questa presa di coscienza o hanno già messo su’ famiglia. La libertà prima idealizzata, adesso si sta facendo pesante…

La solitudine non è una cosa che semplicemente accade agli uomini ma è il prodotto di un sistema che loro stessi hanno costruito (spoiler: il patriarcato). Continua a leggere

sticazzismo. Come fare?

“Sticazzismo applicato”. Come?

Faccio seguito a un articolo della mia amica Cristina, perché mi ha colpito. Mi ha colpito la parola “declassata”. Una brutta parola, in apparenza… Eppure, devo dire, accanto ad un iniziale bruciorino al petto per via – come diceva lei […]

La rossa cortina

Lei viene in sogno,senza veli e silenziosa,con viso sfumato, indefinito,sale su di me come un’alba,di rossa luce soffusa.I suoi capelli calano,un sipario che ci chiude al mondo,che isola i nostri occhi ridenti.