Lascia che ti strappi alla terra

Lascia che ti strappi alla terraLascia che ti strappi alla terra. Che venga a riprendermi tutto, come la retorica sulla natura, come due occhi che smettono di sorreggere le gambe e le mani tremanti scosse da venti palpitanti. Annega. Annaspa. Affoga. Trattieni il respiro che non è sole, è incendio; che non è pioggia ma tempesta. Cerca un rifugio sempre più piccolo e muori lì. Non uscire, non provarci. Stringi quella sicurezza, stringila forte, che fuori è un brutto mondo. Arriva l’onda alta, arriva, chissà come finisce. Legati all’albero con le tue catene, che lì sei al sicuro, che lì non ti succede niente.

Niente, nemmeno in primavera, nemmeno quando il mare diventa olio e inchiostro. Sarai al sicuro, sempre. E li vedrai passare, li vedrai ridere, giocare, amare. Sono pazzi lo sai, sono pazzi. Non hanno catene, arriva l’onda alta e non hanno catene che li tengono qui, legati all’albero, per sempre, ma al sicuro. Stringere forte fa male, alcuni giorni, è vero. Ti irrita la catena, quasi ti strozza. Quel pazzo del tuo amico voleva che andassi in riva, da solo, in mezzo a quella spiaggia, sotto il sole che brucia, sotto la pioggia che ammala, vicino al mare che annega. Ma qui sei al sicuro, legato alla catena di quest’albero che ti tiene a sé. Con i suoi rami spogli in inverno, fioriti in primavera, rossi in autunno, quello che ti piace di più: così caldo e rassicurante. Continua a leggere

La superficialità virale che contagia le menti

Nel frenetico circo dei social, dove lo scroll è l’unica ginnastica olimpica praticata da tutti, eccoci a celebrare la superficialità virale che trasforma le menti in un gregge di leoni da tastiera. Ognuno vuole urlare la sua, indignarsi per finta, in modo effimero sino al prossimo trending topic, farsi contagiare da quella rivolta popolare così comoda e debole – almeno qui non sudi davvero. La specie dominante? Quel predatore formidabile che azzanna i titoli (magari le prime tre parole), sbircia l’immagine AI del giorno e commenta con la profondità di un pollice su TikTok, poi condivide. Zero pensieri, solo istinto: scrolla, giudica, infetta.

L’esperimento che ha beffato i superficiali

E per dimostrarlo, geni del web, ecco l’esperimento satirico del sito Science Post: un articolo dal titolo bomba, tipo “Studio: il 70% degli utenti legge solo il titolo di quel che condivide”. Dentro? Pura presa per i fondelli – lorem ipsum, frasi a caso. La ricerca non era vera. Risultato? 50.000 condivisioni facili, commenti furiosi come se fosse scienza pura, tutti a confermare… il punto satirico! Leone da tastiera legge titolo, si indigna, condivide, e zac – si auto-smentisce. Brillanti, no? Qui non si parla nemmeno della necessaria verifica delle fonti prima di condividere, commentare e alimentare il post virale, ma almeno di leggere il contenuto, e quando si legge verificare, immedesimarsi, scegliete se commentare o meno, se condividere e pensare cosa comporta ciò.

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Pedro Sánchez ha fatto anche cose buone

Già ai tempi della pandemia ho visto italiani in Spagna fare sondaggi e chiedere chi preferivano, se Pedro o Conte. E a quei tempi gli italiani lo sapevamo…che Pedro era meglio! Ma vabbé, in una situazione di emergenza come quella che abbiamo vissuto è facile poi puntare il dito, e non è altrettanto facile prendere decisioni. Soprattutto se anche una disgrazia, a casa nostra, è una scusa per fare politica. 

Comunque, bando alle ciance, ho intuito che ultimamente il popolo italiano sta cambiando idea rispetto a quei sondaggini: Pedro è l’emblema della buona politica, idolatrato manco fosse “il nuovo che avanza”, addirittura l’Espresso lo sceglie come “persona dell’anno”. Insomma la Spagna di Pedro è vista come un esempio per l’Europa grazie alle sue politiche che promuovono la libertà e quelle in ambito lavorativo e sociale. 

Del resto, oh, come dargli torto: col clima fascista da Germania anni 30 che circola al giorno d’oggi, regolarizzare 500mila immigranti è visto come un atto di ribellione, tipo sparare sulla Morte Nera. Continua a leggere

Lascia che ti strappi alla terra

Lascia che ti strappi alla terra

Lascia che ti strappi alla terra. Che venga a riprendermi tutto, come la retorica sulla natura, come due occhi che smettono di sorreggere le gambe e le mani tremanti scosse da venti palpitanti. Annega. Annaspa. Affoga. Trattieni il respiro che […]