Come Netflix ti privatizza una città

Buongiorno dalla bellissima e soleggiata Siviglia! Oggi un po’ meno soleggiata, dato che è venuta giù una grandinata inquietante. Ma comunque su’ con la vita, possiamo comunque goderci una passeggiata alla scoperta delle bellezze del centro, come per esempio “Las Setas”. Come dice? No? Non ci posso andare? In che senso “red carpet”? Tutto chiuso? Ok, pazienza, ci passerò dopo. Allora me ne vado al fiume a passeggiare sui ponti godendomi il panorama. Come dice? È recintato? Non si vede il fiume? In che senso “concerto esclusivo”? E vabbè, pazienza di nuovo, vorrà dire che mi consolerò col cibo in uno dei miei ristorantini del centro. Cooooome? Tutti prenotati? Ma perché? Influ-che? No basta raga, oggi me ne resto a casa. 

E sì, perché come se non fosse bastata la stagione 1 di quella lagna di Berlino (from “la casa di carta”), ne hanno fatta anche una seconda, girata a Siviglia. E indovinate un po’ dove si svolge la premiere della serie? Esatto: sotto casa mia. Perché sì, Netflix ha privatizzato Siviglia. Continua a leggere

Lettera dal mondo dei sogni: Carne da macello

Tratto da un sogno, come in una dettatura trascritta di notte.
Piangevo mentre le scrivevo, come si piange quando non è rimasto più niente da trattenere. Non solo per lei, ma per tutto quello che ci eravamo portate addosso senza mai riuscire a dirlo davvero. Una sorella non di sangue, e forse proprio per questo ancora più sorella. Le scrivevo del mio addio, per giustificarlo, per renderlo più digeribile.

Dicevano: si è suicidata.
Io no. Io dico: Mi hanno uccisa, sbranata da un branco.

“DEVI LASCIARMI ANDARE”, le scrissi, nero su bianco, sperando di farle voltare pagina più in fretta. La frase mi uscì addosso più dura di quanto volessi, quasi feroce, tutta in maiuscolo, come se per liberarla dovessi prima farle male.

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Allo sbando

  • “Buongiorno dottore, ieri notte sono stata al pronto soccorso su consiglio della dottoressa della guardia medica, che mi ha paventato una emergenza chirurgica addominale. Non si é riscontrato nulla di preciso dopo visita e tac; volevano trattenermi in osservazione, ma io ho messo firma perché brancolavano nel buio e non c’erano posti (né sedie, né barelle, né altro). Purtroppo tuttavia, oggi continuo a non star bene. Allego referto per conoscenza… alla luce di esso, mi dica pure per favore se c’è qualcosa da approfondire.”
[…]Prenotata privatamente un’ecoaddome che riscontra necessità di altri approfondimenti ed intanto iniziata una cura per una stipsi severa che emergeva già alla lettura del referto del p.s., che però forse i medici non hanno neanche saputo leggere! Iniziata inoltre la trafila per prenotare una Tac con contrasto; questo dopo aver scongiurato il MMG di prescrivermela e di non farmela eseguire a pagamento (250 euro circa) perché al momento non posso permettermela. Dopo varie conversazioni col mio MMG, che ha il suo caratterino, ma comunque è una brava persona, ricevo la prescrizione e iniziano le varie porte chiuse in faccia – anche con sgarbataggine non sense – per prenotare l’esame; trovo disponibilità solo a Partinico dopo 1 mese circa…

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