Dammi tre parole: ciòia, ciòrno, ciòfani

“Papa Ratzinger vive nel suo mondo, si è allontanato dagli uomini e,oltre a grandi processioni e pompose cerimonie, non vede più i problemi dei fedeli”.(Hans Küng)1

Una Palermo così non si era mai vista o, probabilmente, noi ciòfani, per motivi anagrafici, non ne abbiamo memoria.
Alle prime luci del mattino, ci si presenta innanzi una città fantasma, abbracciata da 155mila euro di transenne, divieti di sosta e di circolazione. I cassonetti con tutto il loro contenuto è come se fossero stati inghiottiti da un misterioso buco nero che ha ingurgitato anche le chilometriche file di auto parcheggiate. Un cielo terso, di un azzurro irreale, come quello della cintura della Madonna di Lourdes, ci sovrasta.
I contenitori atti a contenere le feci dei cani della noblesse vialestrasburghiana2 sono stati premurosamente avvolti in sacchetti di plastica verde chiaro, per non mostrare il loro raccapricciante contenuto. La merda deluxe è tutta sui marciapiedi comunque.
Camminando verso il centro città, si possono scorgere gruppi di forze dell’ordine che, stranamente, lavorano mostrando un’elevata capacità organizzativa. Sogno o son desta? Persino i pigri vigili urbani si muovono impettiti nelle loro alte uniformi che a stento contengono le pavarottiane panze.
Un tappeto di auto blu ha ricoperto Piazza Marina. Vietato l’accesso.
Con orrore e sgomento, tutt’intorno sento echeggiare cantilene, conte, note di
Kumbaya my Lord, bambini vestiti da cretini guidati da cretini vestiti da bambini. Medaglie, foulard e cappellino estivo blu con visiera e logo. -Santi numi! I boy scout hanno invaso la città e divorato gli abitanti!-, viene da pensare per cercare di dare un senso a quella sequela di anomalie.
Ma a volte quando le risposte sono vicine non ce ne accorgiamo, o non vogliamo farlo. Alzo la testa e vedo svolazzare impertinenti 19.250 euro di bandiere con lo stemma del Vaticano. Intorno, venditori improvvisati vendono bandierine al costo di 1euro, messi del Giornale di Sicilia distribuiscono giornali con un faccione da Grinch con un ghigno crudele…
Sì, il Papa, con le sue babbucce rosse di Prada, è giunto a Palermo.
Rincraziando onorevole sindaco Camarata (tutto tremante e in evidente crisi di astinenza da cocaina) e schifiando la gente comune, costretta a correre dietro una Papamobile a propulsione nucleare che non rallentava neanche per permettere alla gente di sputare sui vetri sacri. La gente,per non perdere l’occasione, gli avrebbe volentieri tirato i bambini dietro pur di farli benedire.

Meno male che c’erano le groupies a fare il tifo per il Pastore Tetesco vestito da Babbo Natale. Con la loro allegria e sensualità avranno rallegrato la giornata palermitana di colui che un giorno, saggiamente, disse in Africa: “L’AIDS è una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi”.
Per ringraziarle il Papa intercederà presso la Madre Superiora di ciascun ordine affinché non rimetta i sellini nelle biciclette delle sopracitate sorelle.
E alle suore di Madre Teresa regalerà delle saponette acquistate da lui in persona ad Auschwitz negli anni ’40.

Per quanto riguarda i cittadini palermitani, c’è da scommettere che avrebbero provato più ciòia in un ritorno dell’epidemia della peste.

1Teologo svizzero, noto per le sue posizioni spesso critiche verso la dottrina cattolica.
2Il Viale Strasburgo è una zona (apparentemente) in di Palermo.

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