Tempi morti

Non ce ne rendiamo conto il più delle volte, ma le cose muoiono.

Le cose, i beni materiali, una penna, un computer, un negozio perchè no, o un pub, una moda – quando accadrà per i truzzi mi chiedo, quando?
È successo ai ciucciotti dai colori sgargianti e brillanti nei primi anni ’90, è successo coi truciolones negli ’80 e succederà anche agli shokkybandz, proprio quelli originali, quelli da non chiamateli braccialetti – quanto mi viene alla mente un sugoso briociolone con piselli e patatine e rosmarino quando sento quella voce fastidiosa dello spot, non ne avete idea!

Fortuna che certe cose muoiono, o cadono nel dimenticatoio della nostra memoria collettiva.

È triste invece vedere morire altre realtà locali.
Dietro la morte di un locale o un apparente “chiudiamo ma torneremo in nuova sede, state in attesa che vi faremo sapere” ipotizzo ci sia la sconfitta di un uomo e della sua idea di aprire quel locale, la sua speranza di vederlo crescere, magari di renderlo il ritrovo suo dei suoi amici e di tanti altri concittadini; forse addirittura la raschiatura di un locale IN, dolorosa perchè si ha la certezza che il locale sarà a corrente alterna, prima IN, poi OUT.

Io vorrei tanto aprire un mio club, con tavolo da biliardo, legno alle pareti e luci soffuse, forse anche “con squillo di lusso e blackjack” [cit. Bender] ma so che per questo mio sogno devo avere tanta fortuna e soprattutto tanti soldi, senza non si arriva lontano, lo sapete, ecco perchè riesco ad avvertire anche solo in sordina la tristezza della chiusura di un locale o un’attività.

Se poi ti sei dimenticato dove vivo, a Palermo, dove esiste la realtà del pizzo preteso da chi vuol continuare a controllare il quartiere, la stessa città dove puoi incontrare gli stessi piccoli boss che chiaccherano davanti un piattino di stigghiola al capo o allo zen, capisci che forse ti servono ben più che tanti soldi e tanta fortuna…

La nota curiosa è che esistono tante attività di vario genere che continuano a rimanere aperte senza apparenti problemi; ne esistono altre che a scadenze casuali annunciano svendite; varie che aprono in un mese e il mese dopo chiudono per riaprire il mese successivo ancora e in ultimo le mie preferite, quelle solitarie che si contano in poche cifre, che aprono con difficoltà e rimangono vive con tanta onestà.
Entro con un piccolo sorriso in posti come questi.

Se un giorno questa mia piccola realtà che è abattoir dovesse morire, spero tanto sia solo per cause naturali.

p.s. quanto adoravo il mio truciolones blu con gli occhialoni!

12 thoughts on “Tempi morti

  1. “ma so che per questo mio sogno devo avere tanta fortuna e soprattutto tanti soldi, senza non si arriva lontano”…aggiungerei la necessità di un parente mafioso al comune e non.

    Ps:il mio truciolones era rosso e spirdato…Era bellissimo!

  2. mi vergogno di non sapere cos’è un truciolone! ;(

    Comunque anche io la penso come te. A Palermo, per qualsiasi cosa, devi mettere in conto che dovrai scontrarti con una realtà difficile. I soldi non bastano.

    Abattoir non morirà. Le idee non muoiono. Qualcuno si stancherà, certamente, siamo esseri umani, ma abattoir si fonda su idee (di un gruppo sfigato di personcine non tanto per bene!).

  3. Un altra nota curiosa è che esistono tante attività che si diffondono come funghi e non si capisce come facciano a sopravvivere… nel mio quartiere c’è tipo un centro scommesse ogni 50 metri!

    @Valentina
    Anche il mio era rosso e spirdato! deve essere ancora qui da qualche parte

  4. come detto da Valentina e Cristina, a Palermo esiste una realtà in cui devi avere tante amicizie e tanti paraurti… mi chiedo come sia la realtà in altre città d’Italia… lettori altri che vivete fuori da qui, com’è?

    p.s. farò un brevissimo momento di outing perchè a quanto pare fa moda fare outing; mi rendo conto ora che ho riletto questo mio articolo che da piccolo, inconsapevolmente son stato vittima della moda del momento… e non tanto per il truciolones che mi piaceva tanto e lo capivo….. quanto per i ciucciotti =…=”

  5. A Palermo va forto compro oro.
    Così mi hanno detto, sto giusto pensando di sfruttare l’onda e aprirne uno nella mia stanza…. =/
    ps: sono pigra e non mi va di pagare tasse.

  6. dei paciocchini avevo anche una specie di libretto con una storia a fumetti che narrava la sparizione della scuola, e mi ricordo la striscia in cui c’era scritto “nooo! la scuola non c’è più!”

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