Una curva sbagliata, una sorte, l’oscurità*

E’ notte, un’afosa notte del luglio 2002 ed io sono già a letto, anche se da poco è passata la mezzanotte. Qualcuno sta bussando alla porta di casa però, sento dei pianti disperati. Rimango bloccata nel letto; è mia madre che si alza per vedere chi è, io non ho il coraggio, sono bloccata dalla paura. Per essere qui a quest’ora, deve essere successo qualcosa di molto grave, non è difficile immaginarlo.
“Lui” stava tornando da Bologna per le sue meritate ferie d’agosto. Si era trasferito ormai da qualche anno e lavorava in una fabbrica, e tornava qui ogni estate per stare con la sua famiglia. Sono cresciuta insieme a lui e alle sue sorelle. Mi prendeva sempre in giro da piccola, mi tirava su le mutande e io mi arrabbiavo. Ci sentivamo spesso, anche quando è andato a Bologna. Ho ancora tutti i suoi messaggi di Natale scritti su dei fogliettini. Lo avevo sentito anche il giorno prima della partenza, gli avevo detto che quando sarebbe arrivato gli avrei dato tanti calci in segno di affetto. Però quei calci non glieli ho mai potuti dare, e non l’ho nemmeno mai più potuto sentire. Né io, né la sua famiglia.
Dopo aver affrontato il lungo viaggio in nave, arrivato al porto di Palermo aveva chiamato avvisando che giusto un’oretta e sarebbe stato a casa. Poco dopo Terrasini però un urto con una Cinquecento lo fa finire di traverso nella corsia di sorpasso. Nessuno dei due correva, ma la Cinquecento era stranamente con le luci spente e quel tratto di autostrada completamente al buio. Per fortuna però stanno tutti bene. Sta per uscire dalla sua vecchia Lancia Y, quando una maledetta Mercedes lanciata a 200 Km/h lo prende in pieno e trascina l’auto per più di 10 metri.
“Lui” non c’è più, ma il suo ricordo e quello di quella maledetta sera sono ancora vivi.
Leggo dell’incidente di Carrera avvenuto qualche giorno fa e non posso non pensare a quel maledetto luglio 2002. Stessa dinamica, stesso tragico epilogo. Forse in questo caso ci sarà più giustizia, c’è un video che mostra le immagini dell’incidente.
I dati Istat del 2009 dicono che negli ultimi dieci anni, dall’introduzione della patente a punti, gli incidenti mortali sono diminuiti.

Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi, e i week-end sono fortemente a rischio. I comportamenti scorretti e la distrazione causano oltre il 90% degli incidenti; le condizioni psicofisiche alterate da alcol o sostanze stupefacenti circa il 3%. I giovani “under 30” sono i più colpiti: la fascia di età 25-29 risulta quella con il più elevato numero di morti; tra i 20 e i 24 anni si registrano più feriti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade.

L’obiettivo era quello di ridurre del 50% la mortalità per le strade entro il 2010. Anche se non sono ancora usciti i dati ufficiali del 2010, quell’obiettivo è ancora un po’ lontano per il nostro Paese.

L’Italia è undicesima nella corsa verso l’obiettivo UE, con una riduzione del 33% del numero dei morti sulle strade, comunque positiva se paragonata alla media UE27 pari a -31,2%. Il traguardo del 2010 è già stato raggiunto da Lussemburgo (-53,9%), Portogallo (-52,9%) e Lettonia (-50,2%). Sulla buona strada Francia (47,1%), Spagna (-46,3%) e Germania (-40,3%). Due Paesi registrano un aumento delle vittime rispetto al 2000: Romania (+22,5%) e Bulgaria (+4,8%).

Quali le cause?

Il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità elevata sono le prime tre cause di incidente.
Lo stato psico-fisico alterato del conducente, pur non rappresentando una percentuale elevata dei casi rilevati (3,1%), provoca incidenti più gravi. Le cause principali che rientrano in tale categoria sono: l’ebbrezza da alcool (5.920 casi pari al 68,1% della categoria), il malore (882), l’ingestione di sostanzestupefacenti (958) ed il sonno (694) che pesano, complessivamente, per il 29,1% sul totale degli incidenti. Avarie e difetti del veicolo hanno generato solo lo 0,4% del totale dei sinistri.

La sicurezza sulle strade è un argomento importante, bisognerebbe parlarne più spesso. Non mi sento mai sicura quando vado in auto o quando cammino per strada. Noto intorno a me la totale indifferenza per l’incolumità degli altri e l’assoluta mancanza di rispetto delle norme del codice stradale. Coloro che dovrebbero fare i controlli ed essere garanti per la sicurezza stradale, spesso risultano essere accessori superflui che multano gli automobilisti solo quando le casse del Comune sono vuote. Le cinture di sicurezza non sappiamo cosa siano, “le frecce le usano solo gli indiani”, “stop” è una parola inglese che ancora non comprendiamo bene, ai semafori diventiamo daltonici, il cellulare è ormai la naturale estensione del nostro corpo e non ce ne stacchiamo mai nemmeno alla guida, il casco rovina i capelli e se proprio si deve lo mettiamo senza allacciarlo. E poi siamo così sicuri di noi stessi che possiamo metterci alla guida anche se non riusciamo a stare in piedi, magari dopo aver bevuto un tantinello troppo o esserci fatti qualche canna. Possiamo permetterci di andare ad alta velocità per le strade, anche se non abbiamo le infrastrutture adeguate che ce lo permettono. Probabilmente non sappiamo neanche leggere, altrimenti non si spiegherebbe come mai su una strada con limite 90 km/h riusciamo a raggiungere anche più del doppio.
Abbiamo l’assoluta convinzione che le cose non debbano mai accadere a noi, ma sempre agli altri. Eppure non è così.
No, non si chiama “destino” e nemmeno “sfortuna”. Ovvio, non sempre è colpa di qualcuno, ma nella maggior parte dei casi, quando qualcuno muore in un incidente stradale è perché lui stesso o qualcun’altro ha deciso che così doveva essere nel momento in cui non rispetta il codice stradale.
Non è bello perdere la vita per colpa di altri. Non è bello nemmeno scoprirsi colpevoli per la morte di qualcun’altro.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Wb4vCoou-Hs

Il video l’ho trovato su youtube e mi sono accorta che non esiste un spot di sensibilizzazione ufficiale del Ministero. Forse cambierebbe poco averne uno, un po’ come le scritte sui pacchetti di sigarette, però secondo me smuoverebbe un po’ le coscienze e aiuterebbe qualcuno a riconsiderare la propria condotta in strada.

* Subsonica – Quattrodieci

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