Grazie “Guida galattica per gli autostoppisti”!

“Non fatevi prendere dal panico”: questo è il segreto della guida galattica per autostoppisti. Non fatevi sovrastare dagli eventi, alzate il pollice e magari qualcuno, o qualcosa vi salverà.

Nel bel mezzo del turbinio quotidiano, della frenesia urbana, qualcosa in qualsiasi momento potrebbe cambiare la direzione della nostra corsa, nel bene e nel male.

Leggere un volantino, scontrarsi con una persona, rispondere ad una telefonata, una e-mail, tutte azioni che potrebbero essere veicolo di novità.

Ma soprattutto, come il caro libro Guida galattica per gli autostoppisti mi ha insegnato, niente è come sembra, quindi che senso ha farsi prendere dal panico se poi in realtà la realtà non è reale?

Tutto ciò che abbiamo intorno potrebbe essere qualsiasi altra cosa rispetto a quello che appare.

Una semplice acrobazia di un delfino, per quanto spettacolare ci possa apparire, non potremmo mai prenderla realmente in considerazione, ma, come Dugluas Adams racconta nel suo romanzo, quelle giravolte potrebbero essere un tentativo di avvertirci che la fine è vicina, un po’ come fa Giacobbo con i suoi libri. Ma noi uomini siamo talmente presi da noi stessi, che non diamo abbastanza importanza ai segnali che provengono da altre forme di vita, così Adams ci dice che i delfini alla fine lasciano la terra ringraziandoci del pesce, ma rinunciando a salvarci.

E’ vero, non riusciamo a dare abbastanza attenzione a tutto ciò che non è a nostra immagine e somiglianza, tutto gira intorno a noi. Ma quanto è grande la realtà che circonda il nostro pianeta, non siamo altro che bruscolini nell’infinito. Nella guida galattica alla Terra è dedicato solo un rigo.

Potremmo essere molto meno importanti di quello che pensiamo. Potremmo essere frutto di un esperimento extraterrestre, potremmo essere uno strano incrocio scimmia-alieno, e continuare a sentirci incredibilmente invincibili e dominatori.

Ma la cosa che, nel libro, sembra accomunarci con le forme più intelligenti di vita dell’universo è la ricerca della “risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”.

Terrestri o no, umanoidi o no, stiamo lì a chiederci il perché di tutto ciò, forse per questo “non fatevi prendere dal panico” sembra essere la frase più rassicurante per qualsiasi forma di vita.

Certo, non è facile mantenere la calma, non è facile decidere di alzare il pollice e salire a bordo della prima opportunità possibile, però, se davvero niente è come sembra, allora meglio tentare.

Diossina, uccelli che cadono stecchiti, mucche pazze, referendum fuori da qualsiasi logica, nani al potere, guerre improvvisate: tutti questi sembrano essere chiari segnali che qualcosa di alieno potrebbe esserci dietro questa normalità apparente.

Forse potrebbe anche consolarmi questa ipotesi. Se dietro tutto ci fosse un progetto di qualche topo alieno, inizierei a rivalutare il genere umano, pensando che magari non è tutta colpa nostra, che in realtà questa strana società è solo un gioco, uno strano progetto extraterrestre.

Potrei anche provare pietà verso noi poveri umanoidi, pensando a quanto dobbiamo apparire ridicoli visti da una prospettiva più alta, quanto devono essere ridicole le nostre regole morali, le nostre convenzioni, le nostre discriminazioni.

Leggere Guida galattica per gli autostoppisti, amplia la prospettiva, in modo esilarante porta a riflettere sulle infinite possibilità della vita, a quanto l’improbabilità sia probabile, e coinvolge in quella domanda universale che sembra però non avere risposta.

Ma siamo sicuri che quella risposta sia poi così importante? Se anche dovessimo riuscire a conoscerla, cosa faremmo?

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