Faccetta nera, bell’abissina, aspetta e spera che già l’ora si avvicina!

La copertina dello spartito di Faccetta NeraQueste parole, accompagnate dalla loro melodia, qualche giorno fa risuonavano nei corridoi di una scuola media a Pove del Grappa, in provincia di Vicenza. Era una lezione di storia «contestualizzata anche con la musica»1 che a qualche genitore non è particolarmente piaciuta. Le lamentele sono arrivate quando questi, avendo sentito i propri figli 13enni cantare quel ritornello, avevano chiesto loro spiegazioni e si sono visti mostrare lo spartito con le parole della canzone e con annesso un foglio di spiegazione storica.

Racconta uno dei genitori:

Mio figlio suona uno strumento, e un giorno ho sentito che chiuso nella sua stanza stava provando e riprovando il ritornello di “Faccetta nera”. Non sono per le censure, ma quella canzone mi è sembrata una forzatura su un ragazzino di 13 anni, visto che con la musica leggeva il testo. Parole che non si associano solo ad un momento storico, ma individuano valori politici ed etici ben precisi, che non sono quelli che vogliamo insegnare ai nostri figli. Forse, prima di dare il testo e lo spartito ai ragazzini, il professore avrebbe dovuto parlarne con noi.2

Ovviamente le reazioni alla notizia ci sono state, e sono state sia di assenso che di dissenso.
Personalmente penso che se lo abbiano fatto per puro motivo educativo, non ci sia nulla da biasimare. Non è “educativamente” giusto che i ragazzini cantino “Bella Ciao” e ignorino gli inni di propaganda fascista! Ovviamente si dovrebbe spiegare a fondo ai ragazzini che quella canzone contiene idee politiche particolari e andrebbe, quindi, ultra contestualizzata.

La strofa:

La legge nostra è schiavitù d’amore,

il nostro motto è LIBERTÀ e DOVERE,

vendicheremo noi CAMICIE NERE,

Gli eroi caduti liberando te!

contiene ideali di amore e libertà, ma si dovrebbe spiegare al ragazzino di 13 anni che si trattava di propaganda! Ma cosa vuoi spiegare ad un ragazzino di quell’età?

Io sono d’accordissimo alla multidisciplinarità ma un argomento come questo è molto delicato! Tu, professore, dovresti essere in grado di dare un approccio critico, qualunque sia il tuo credo (che tu sia di destra o di sinistra, sia che ti crogioli all’idea di una gloria passata, sia che ti culli nell’utopia di ideali marxisti); dovresti sì insegnare ai ragazzi che “Faccetta Nera” parla di libertà, ma dovresti anche spiegargli che la libertà ottenuta sotto la bandiera Italiana, era comunque una schiavitù!

Poi però mi fermo e penso: conosco persone (e non ragazzini di 13 anni ma persone reputate adulte e mature) che non capirebbero questo approccio critico e che, purtroppo, non lo vorrebbero capire! Quindi figuriamoci se un ragazzo di 13 anni, intelligente e mentalmente aperto per quanto possa essere, possa capire che dietro alla canzone, dietro a quello spartito dato come compito a casa, c’è tutto un mondo a sé, come, ad esempio, il suo professore filofascista!

Per cui, a mio avviso, va bene svelare l’esistenza di Faccetta Nera, ma non facendola cantare e suonare ad un ragazzino di 13 anni; a meno che il professore non sia davvero un bravo professore, il cui intento sia quello di dare ai ragazzi gli strumenti adatti per un approccio critico alle cose (anche a quell’età)! Purtroppo però molto spesso non si hanno gli strumenti per sé, figuriamoci insegnarli a ragazzi che giocano sotto il banco con la PSP!
Mi auguro soltanto che adesso il professore dia anche gli spartiti e il testo di “Bella Ciao” ai suoi alunni vicentini!

1 professor Nicola Meneghini, responsabile del programma educativo.
2 fonte: “Il Mattino di Padova”

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