Robert Capa me fa ‘na pippa

L’avvento del digitale, Facebook e i prezzi modici delle apparecchiature fotografiche anche di una certa qualità hanno contribuito alla diffusione di un morbo, incurabile al momento, che miete più vittime di quanto abbia fatto nel 1300 la Peste Nera : la convinzione di essere fotografi.
La borghesia emergente palermitana (e non) ha sfornato dei figli che, non avendo il problema di sopravvivere con le proprie forze (e dunque la necessità di trovarsi un lavoro vero) o non avendo semplicemente un cazzo da fare, scelgono la fotografia come pseudo impiego retribuito in popolarità tra i cciòvani, arrivando addirittura, in casi sempre più frequenti nonché raccapriccianti, ad organizzare delle mostre con il frutto del loro talento da discount.
Tutti ignorano le modalità e funzioni varie della loro EOS vattelappesca perché riconoscono solo il simbolo ‘auto’.
Così avremo il pirla che fotografa tramonti a Mondello, quello specializzato nell’immortalare sigarette,mani con sigarette e bicchieri di birra e quello che appena vede una balata con un cane disteso ritiene di aver trovato lo scatto della vita. Non dimentichiamoci degli accaniti photographer di munnizza, di panellari e di scene urbane annebbiate dal fumo delle stigghiola. Nel mio cuore ci sono quelli/e che si fanno immortalare con la loro Reflex nuova nuova mentre sono intenti a fotografare qualcosa che loro ritengono artistica, tipo l’inferriata del Teatro Politeama o un piccione che caga da un lampione. Attenzione, in queste foto tutti/e tengono con pollice e indice l’obiettivo per apparire più professionali ma non perché siano consapevoli che funga da zoom. Non sono rari i casi in cui si fanno ritrarre mentre usano il tappo dell’obiettivo come benda corsara per porre l’accento sulla marca dell’aggeggio infernale.
Considerate che le macchine fotografiche di nuova generazione, anche le meno costose, sono molto potenti e, anche in modalità manuale, riescono a scattare delle foto che, agli occhi di un profano, sono belle, quasi da Premio Nadar. Pure un cesso, con luce e prospettiva giuste,tempi di esposizione, zoom e messe a fuoco corretti può apparire come un piccolo angolo di Paradiso.

Masterclass, corsi e quant’altro abbondano. Costano un occhio della testa, ma fortunatamente per gli organizzatori, abbondano anche i figli di papà che possono permetterseli. Poi per le ragazze, atteggiarsi a fotografe, con tanto di abbigliamento tipo(piercing in un punto x del viso, kefiah o pashmina, pettinatura alla moda con frangetta cortissima e occhio a polpo), è un ottimo metodo per sentirsi fighe.
Persino Martina ‘cervellodigallina’ Colombari ha organizzato una mostra a Milano in cui ha esposto 4000 foto che si è fatta da sola in bagno, in ascensore in tutta la sua bellezza acqua e sapone(?). E la cosa peggiore è stata che nessuno le ha sputato in faccia. Ma d’altra parte nessuno ha sprofondato nel guano tutti quegli orrori che ci propinano ogni settimana spacciandoli per mostre di foto artistiche.
La fotografia è stata stuprata da quest’orda di gente piena di soldi ma priva di talento e, di conseguenza, è stata banalizzata orrendamente. Mutilata della sua valenza artistica.
Essere fotografi è molto di più che possedere una tecnica o un’attrezzatura pesante. Tutti possono comprarsi una Reflex ma quasi nessuno è un fotografo. Certo, ognuno è libero di coltivare la propria passione senza necessariamente vendersi agli altri con superbia ed arroganza come ‘artista fotografo’.
Senza contare che a causa di questa marmaglia incompetente, maestra nell’arte di Photoshop, che affolla il mondo, i professionisti spesso non hanno lo spazio che meritano.

“La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte”.
Isabel Allende, Ritratto in seppia, 2001

39 thoughts on “Robert Capa me fa ‘na pippa

  1. Hihihihhi, che ridere!
    Beh avere possedere una bella macchina fotografica è come avere una macchina sportiva: il mezzo c’è, ma il pilota è tutto da vedere… anche se si immagina come Schumacher.

    Per la mia (poca) esperienza per fare discrete foto, come suggeriscono libri e professionisti, basta avere una compatta con funzioni manuali, sapere cosa sono velocità otturatore e tempi d’esposizione, fotografare poco prima del tramonto o poco dopo l’alba…

    Rimpiango la mia vecchia “acer” (marca non certo rinomata per le macchine fotografiche) compatta e con funzioni manuali… ora ho una bridge nikon che ha solo funzioni auto (e io che davo per scontato che avesse anche funzioni manuali) … una vera porcata… eppure la “acer” è costata 1/4 della nikon circa 6 anni fa… ma ho fatto sicuramente foto migliori.

    Quello che consiglio a tutti è di sfogare il proprio senso artistico con la macchina fotografica, costa poco e da tante soddisfazioni… solo cercate di essere informati al momento dell’acquisto e leggete qualcosa sulle tecniche.

  2. Davvero carino questo post!
    Condivido anche io la polemica verso questi pseudo-fotografi.
    A volte sono davvero irritanti, loro che guardano le tua compatta dall’alto in basso…come se fossi ad una festa senza il vestito adatto.
    Posso dire che la mia compattina che porto sempre con me nella mia borsetta, mi ha accompagnato in tutti i miei viaggi, nelle mie tasche e non mi ha mai deluso…
    Certo le foto non hanno niente di artistico…ma come strumento per “acchiappare ricordi” fa la sua figura! :)

  3. Mi sono trovato spesso ritrovato a guardare divertito l’orda dei fotografi e le pasquette con piú chili di materiale fotografico che carne da mangiare. Ma quello che dici vale con molti lavori/hobby e non é appannaggio solo dei figli di papá. Vale anche per la scrittura e se ne é discusso giá da qualche parte in passato su Abattoir. La differenza tra fare fotografie e essere un fotografo cosí come tra scrivere e essere uno scrittore dipende dal tuo essere o no un professionista, ruolo (tristemente) sancito dal fatto che qualcuno ti paghi per fare quello che fai. E non c’é molto da tirarsela da indipendenti contro il mercato e la mercificazione dell’arte: anche De André ha capito di (poter) essere un cantautore quando ha ricevuto i diritti di autore per “la canzone di Marinella”.

  4. c’hai ragione ma secondo me sei troppo incazzata inutilmente.. l’altro giorno io ho scritto su facebook “un saluto a tutti gli pseudofotografi palermitani che si fanno le pagine su facebook perchè credono di meritare dei fan”.. ha fatto molto ridere tutti, ho insultato chi se la sentiva e sti cazzi.. alla fine non so fino a che punto possano “rubare il lavoro” o “abbassare la media” del resto dei fotografi palermitani. i più bravi fanno i corsi. quelli che lavorano ai giornali o agli uffici stampa sono delle pietà ambulanti. e i matrimoni nessuno vuole farli ( e io vorrei incontrare un giorno un fotografo bravo e sinceramente appassionato che li faccia).
    su di una cosa però sbagli e sboronate a parte te lo dico con competenza: non è vero che sanno usare photoshop. le loro foto sarebbero anche meglio se non lo usassero. sparare contrasti e bagliori diffusi a manetta non è mica fare una cc decente. per non parlare delle desaturazioni selettive e quella specie di fotoritocchi!
    un fare abbili e stammi bene, chiunque tu sia

  5. Per non parlare di quando ti ritrovi ad essere immortalato, senza saperlo, da più punti di vista (perchè è normale, ormai, che ognuno voglia immortalare la stessa situazione, ma inevitabilmente la posizione è diferente!) e poi trovi tutto felicemente spiaccicato su facebook

  6. se ti perdi i circuiti “veri” del fotogiornalismo mondiale e ti lasci distogliere da quel mondo che con dettagliati particolari hai descritto, dipende solo da te.
    Cercalo quel mondo e quando lo avrai trovato vedrai che scrivere quello che hai scritto lo troverai solo una vera perdita di tempo, troverai invece emozionante scrivere delle emozioni che son capaci di generare determinate foto. Parla delle foto di Capa. Conosci sua moglie, sai come è morta? Ecco parla do questo e farai STORIA.

  7. Non penso che l’artisticità di una foto o di uno scritto siano dati dal fatto di essere retribuiti o meno. Per intenderci, Moccia viene pagato per scrivere libri.

    In tutti i casi, condivido la polemica sull’atteggiamento, mi fa molto ridere. E ovviamente c’è in altri ambiti quello che arriva e dice “io sono un artista del….(riempire i puntini con foto, musica, cinema, scrittura, cucina)” e poi in realtà si scopre che ha semplicemente una macchina fotografica, o una chitarra, o una cinepresa o una penna o una padella. Credo sia questo il punto. Non tutti quelli che cucinano sono cuochi, non tutti quelli che scattano foto sono fotografi. In ogni caso, continuo a cucinare, scattare foto, scrivere, eccetera, senza che questo faccia di me niente di diverso da quello che sono: una donna con molti interessi :)

    (e anche se non vengo retribuita per la scrittura, so per certo di essere una scrittrice. Il riconoscimento passa da molti canali).

    • “Non penso che l’artisticità di una foto o di uno scritto siano dati dal fatto di essere retribuiti o meno. Per intenderci, Moccia viene pagato per scrivere libri.”
      Non è stato colto lo spirito del mio commento che non entra nel merito delle capacità voleva dare un metro di giudizio oggettivo, utile a mettere a posto chi si da arie da fotografo professionista e a riabilitare chi pur ritraendo soggetti difficilmente considerati artistici (matrimoni, etc. etc.) riesce a infondergli un po’ della sua capacità tecnica o soltanto a sbarcare il lunario.
      “Moccia è uno scrittore di merda”: il fatto che sia uno scrittore professionista è indiscutibile, la critica sul suo operato è soggettiva.
      Il post è una satira divertente che pone il problema della democratizzazione dei mezzi di produzione artistica e della sempre maggiore autoreferenzialità di chi li possiede. Questo vale anche per chi scrive e fotografa per i suoi 25 lettori. Questo vorrebbe essere un invito a tutti a mettersi in gioco sempre più.

  8. Ma di preciso questo articolo di che parla? A parte lo sparare a zero contro non si sa chi per non si sa quale motivo… quali spunti costruttivi stai proponendo?

    Se uno mette la fotocamera su auto non va bene, se uno impostando bene inquadratura ed esposizione riesce a far sembrare un cesso un angolo di paradiso (cosa che al mio paese si chiama bravura, e che tra l’altro è anche il significato della tua citazione) non va bene neanche, se uno ha una buona tecnica non significa niente, se uno segue un corso di fotografia è un figlio di papà pieno di soldi. In definitiva, cos’è che va bene? In qualità di (evidentemente) indiscussa grande esperta in materia, ti prego di illuminarmi in modo chiaro e univoco su cosa sia un fotografo e cosa sia autorizzato o meno a fare, e soprattutto come. Oppure per favore indicami qualcuno dei numerosi testi di critica fotografica da te pubblicati, così avrò modo di documentarmi autonomamente.

    Se uno scatta foto di tramonti a Mondello è un pirla, se Martina Colombari vuole fare una mostra fotografica bisogna sputarle in faccia, e gli altri hanno semplicemente talenti da discount. Evviva la libertà di espressione! Meno male che nel suo manifesto Abattoir si definisce “frutto della libertà di pensiero ed espressione”. Cavoli, non avevo capito che valesse solo per voi, dovreste specificarlo meglio; perché dal momento che hai pubblicato questo articolo, è evidente che a te la libertà di espressione invece è concessa. E cosa ti fa credere di essere migliore o di averne più diritto dei sedicenti fotografi che organizzano mostre dei loro lavori? Pensi che il tuo articolo sia un capolavoro letterario pregno di significato, e che sarebbe stato un crimine non condividerlo con il mondo? O vuoi giudicare personalmente quali prodotti culturali/artistici sono accettabili e quali no? In questo caso arrivi tardi, ci ha già pensato la Chiesa nel XVI secolo.

    Per quanto riguarda Photoshop… ma tu lo hai mai aperto? È un programma di una tale vastità che i manuali esaurienti sono più grossi dei dizionari, e padroneggiarne le funzioni richiede mesi di studio e pratica. Ti assicuro che è molto più complicato che pigiare tasti su una tastiera, per quanto tu li definisca ′marmaglia incompetente′, non so con quale autorità. E per tua informazione, tutti i professionisti usano Photoshop, altro che rovinare la piazza; anzi, in buona misura la differenza tra una foto professionale ed una amatoriale la fa proprio la qualità del post-processing. Photoshop è un programma professionale destinato ai professionisti (come suggerisce anche il prezzo di una licenza). Anche da un punto di vista meramente artistico, è facile capire come Photoshop espanda i confini della mera fotografia e fornisca mezzi nuovi ed efficaci per esprimere la propria creatività. Che poi… ti lamenti di Facebook, del digitale e delle nuove tecnologie, quando è proprio grazie a queste che Abattoir esiste. È grazie a queste tecnologie che tutti (te compresa) oggi possono creare e condividere i loro lavori, che siano immagini, testi, video o altro. Stai sputando nel piatto dove mangi (e per giunta mentre ci mangi).

    Per concludere, la tecnica (in senso generale) è il 70% di una foto. Non ha importanza quanto geniale sia la tua mente se poi non riesci a fissare la prospettiva in un’immagine fruibile, ed è questo che molto spesso segna la differenza tra un fotografo di successo e un talento sprecato. Per non parlare del fatto che tu hai in qualche modo dato per scontato che esista solo la fotografia ′artistica′ (sulla cui definizione ci sarebbe comunque da discutere), come se i fotografi la mattina uscissero a fare foto a caso. Mi spiace rovinare il tuo idillio, ma tutta la fotografia è commerciale (nelle sue svariate forme); è di quella che si mangia, non si vive di fotografia se nessuno compra le tue foto. Tutti i grandi fotografi di ieri e oggi sono o erano fotografi commerciali. E vorrei proprio vederti a cercare di vendere foto sfocate, storte, mosse, male esposte, ecc. o foto che ritraggono soggetti di limitato interesse.

    Hai denigrato tutto e il contrario di tutto, hai elargito offese gratuite a destra e a sinistra, ma non sei stata in grado di proporre nessuna alternativa, dimostrando di non avere la minima competenza in materia. Grande, continua così! Tu sì che hai un talento da boutique esclusiva.

    PS: Per la cronaca, ho fotografato un tramonto a Barcarello: questo mi configura come pirla, o è un luogo accettabile? Potresti indicarmi, inoltre, dove posso trovare una lista dei luoghi dove scattare foto non è da pirla? Grazie.

    PPS: il commento l’ho pubblicato io, ma è anche a nome di Giorgio Chianello. Siamo due pirla che fotografano tramonti, bicchieri di birra, e in generale, il cavolo che ci pare. Due esemplari della marmaglia incompetente che usa Photoshop. Due microbi che espandono il tremendo morbo di cui hai fatto menzione, usando Facebook e altri canali digitali per pubblicare i loro lavori, e che magari un giorno vorrebbero organizzare una mostra per esibire il loro talento da discount, così da dare la possibilità a qualche intellettuale particolarmente evoluto e civile di venirci a sputare in faccia. Come è giusto che sia. Purtroppo non siamo pieni di soldi, ma nel nostro piccolo ci impegnamo come possiamo a banalizzare orrendamente la fotografia. Unico nostro grande rammarico è il non essere ragazze, cosa che ci impedisce di avere la frangetta giusta e sentirci fighe.

  9. comunque, senza voler difendere Valentina, che saprà benissimo farlo da sola, vorrei sottolineare che libertà di pensiero non significa buonismo, o “va bene tutto”, significa anche prendere posizione e accollarsi le critiche (e la tua critica, fino a prova contraria è lì, libera di esserci, non è stata né sarà censurata, perché sei libero di pensarla diversamente).

    Il fatto che tu porti la critica sul piano personale mi dispiace molto. Soprattutto quel “ah tu critichi i fotografi, e tu invece ti senti Dante”. Come sai, ci mettiamo molto impegno in questa cosa. Non sempre viene fuori roba condivisa da tutti quelli che sono dentro abattoir, non sempre viene fuori roba condivisa da tutti i lettori. Per fortuna, aggiungerei. Non abbiamo pretese di giornalismo o scrittura creativa, abbiamo creato uno spazio e lo stiamo usando.

    La critica alle pretese artistiche di certi pseudo fotografi, a mio parere, è ben fondata. Che poi venga fuori in un pezzo che vuole anche far ridere, può non piacerti, ma è il suo modo di esprimere il suo punto di vista.

    In tutti i casi, ovviamente non sei un pirla se fai una foto ad un tramonto. Sei un pirla se fai una foto ad un tramonto e ti convinci che sia la foto della storia.
    E, per concludere, ovviamente non ci sono solo foto artistiche. E ovviamente la tecnica serve, perché se sei un genio e non hai gli strumenti rimani un coglione con molte idee. In tutti i casi, credo, che tutti noi abbiamo ancora molto da imparare, qualunque sia il campo che ci interessa. Perché siamo dei pischelli, perché c’è gente che quello che facciamo noi lo fa molto meglio, e senza una canon e senza un computer e senza aver letto Dante.

    • La critica ha senso se è costruttiva, cioè se esprime un “non dovrebbe essere così, bensì colì”. Qui non c’è nessun colì, è solo spalare fango e offese gratuite espresse in tono categorico, manco fosse il vangelo. E sto momentaneamente sorvolando sul fatto che prima di avanzare critiche bisognerebbe avere un minimo di competenza in materia.
      Sulla necessità dell’umiltà sono perfettamente d’accordo, ed è proprio per questo motivo che un articolo dai toni al contempo denigratori e categorici (su un qualcosa di altamente soggettivo, tra l’altro) non è accettabile. Libertà di espressione non è libertà di offendere e insultare.

  10. PRIMO: NON ERO INCAZZATA CON NESSUNO QUANDO HO SCRITTO QUESTO ARTICOLO. LO SCOPO ERA SOLO ‘SFOTTERE’ L’ENNESIMA MANIA/MODA UMANA. NON SONO NESSUNO PER METTERMI IN CATTEDRA E DARE LEZIONI, O PROPORRE SOLUZIONI, HO SOLO VOLUTO FARE RIFLETTERE CON UN SORRISO AMARO SU UN ARGOMENTO DI CUI MI CAPITA SPESSO DI DISCUTERE.
    E IO NON HO DETTO CHE è UN PIRLA CHI FOTOGRAFA TRAMONTI,MA(COME HA DETTO MANU)E’ UN PIRLA CHI TE LA SBATTE IN FACCIA COME LA FOTO DEL SECOLO.

    SECONDO:Rispondo al commento in stile “TOMO I-TOMO II”. Se avessi letto attentamente quello che ho scritto capiresti bene che per prima cosa non ho affatto detto che la gente non possa fare le foto che vuole e che magari, mentre scatta, le ritiene delle belle foto,anche artistiche. OGNUNO è LIBERO DI FARE CIO’ CHE GLI PARE! Ho solo platealmente preso per il culo quelle persone che sono talmente tronfie e presuntuose che non si limitano a fare delle foto e condividerle con gli amici,ma si impongono come FOTOGRAFI DI PROFESSIONE quando invece non lo sono, non solo per la mancanza totale di talento ma soprattutto per la banalità dei soggetti che spacciano per ARTE.

    Poi dovresti anche capire che è tutto stato scritto in chiave di satira, di ironia o come cavolo la vuoi chiamare. Sparare a zero in questi toni è concesso mi pare, credo faccia parte del processo democratico. Molte cose sono state volutamente esagerate e trasformate in caritura proprio per scatenare le reazioni di quelli come te e del tuo amico supporter. Nel bene e nel male.
    Se tu fai le foto ai posaceneri e alle bottiglie sono fatti tuoi, la cosa che a me da fastidio è il volersi atteggiare a fotografi solo perché si sa ritoccare le foto o perché si sa mediamente usare una macchina fotografica.
    NON HAI CAPITO NULLA DI QUELLO CHE HO SCRITTO!Io non ho sparato a zero su facebook e gli altri canali di internet attraverso cui”io compresa posso condividere i miei lavori”!!Ho solo detto che ormai la fotografia è un campo super inflazionato!E questo non puoi negarlo. RIPETO, ognuno può fotografare TUTTO quello che vuole, ma abbia la decenza di non proclamarsi un fotografo se non lo è.
    E la mostra oscena di Martina Colombari è veramente un affronto alla bellezza della fotografia. PUNTO. Lei è libera di farla ma io sono libera di dire che è una cagata pazzesca se permetti!

    E’ triste come certe persone non abbiano un minimo di senso dell’umorismo e che non capiscano che io non attacco i fotografi tout court, ma quelli spocchiosi che si credono chissà chi. Poi gente con talento ce n’è, ho anche visto delle esposizioni che valeva la pena vedere. Però è gente modesta, che non si da delle etichette o si impone agli altri.
    Se te la sei presa così tanto evidentemente non hai capito un bel niente di quello che ho scritto,mi spiace dirlo. Questa rabbia repressa che hai dovresti scaricarla in qualche modo.
    Se ti fa schifo quello che scrivo, non lo leggere. Non mi tocca minimamente il tuo attacco, proprio perché io ho detto tutt’altro rispetto a quello percepito da te e con un altro tono,molto più leggero.

    PS: Poi mi spieghi che c’entra la COMPAGNA (non era la moglie)di Robert Capa…Non credo che i coglioncelli che espongono foto di ‘balate’ abbiano qualcosa in comune con una che è morta fotografando la storia ed è rimasta nella storia.
    PS2: Ho scomodato Robert Capa solo per creare un titolo che attirasse l’attenzione e fosse simpatico.
    PS3:Il mio ragazzo è un affermato fotogiornalista e pubblica su giornali internazionali, dunque in questi anni qualcosa l’ho imparata sulla fotografia e sull’essere fotografo tramite lui.

    • Rabbia repressa? Forse stai confondendo chi di noi due ha postato uno sfogo senza capo né coda e chi ha esposto una tesi argomentata. E mi sa che sei tu a non aver capito il senso di quello che ho scritto, per cui te lo riassumo brevemente:

      1) Critichi sia i meno esperti che scattano in modalità automatica, sia quelli che sono capaci di impostare manualmente tutti i settaggi, che possiedono una tecnica, e che seguono corsi di fotografia. Questo in pratica allarga la categoria a chiunque abbia una macchina fotografica in mano. Da cui la mia domanda: qual è l’oggetto della tua critica?

      2) Non ti piace la mostra di Martina Colombari o di chicchessia? Non ci andare. Pensi che questa e altre mostre siano insignificanti? Sei liberissima di sbandierarlo ai quattro venti. Ma definire le persone “cervello di gallina” o “pirla” o “marmaglia di incompetenti” è ben al di fuori delle tue libertà e delle tue capacità. Ma tu ti immagini cosa avrebbe detto Giotto se avesse visto un quadro di Picasso o di Dalì? Secondo me qualcosa del tipo “e che cazzo sarebbe?” Eppure sono considerati tra i più grandi artisti di tutti i tempi. Pertanto: quali sono le tue credenziali per giudicare in modo così definitivo addirittura il talento o il valore artistico di un fotografo, o quale o meno sia la foto del secolo? A me i quadri di Picasso non piacciono proprio, non vorrei mai un suo quadro a casa mia. Da qui a dire che era un pirla ce ne passa parecchio.

      3) Trovi che i fotografi che organizzano mostre siano presuntuosi? Certamente lo sono, è chiaro che per fare una mostra devi ritenere che le tue foto siano belle. Ma anche tu, dal momento che scrivi su internet, evidentemente ritieni di avere qualcosa di interessante da dire. Anche questa è presunzione, così come il tuo deriderli (visto che hai detto che il tuo è un articolo di satira) è altrettanto un atto di superbia e arroganza. Da cui la mia domanda: per quale motivo ritieni di essere migliore? Perché loro sono da deridere e tu invece no, dal momento che fai la stessa cosa?

      4) La fotografia è un campo super inflazionato? Sicuramente, così come anche la scrittura, la musica e tutto il resto. Ed è un male se oggi tutti hanno la possibilità di produrre qualcosa? Da quando Abattoir è sostenitrice delle elite e dell’esclusivismo? Inoltre, il fatto che oggi tutti possano produrre qualcosa non è assolutamente sinonimo di banalizzazione. La quantità è una cosa, la qualità è un’altra. Se poi uno non ha i mezzi per distinguerle (almeno nei limiti in cui la cosa sia oggettiva) è un altro discorso.

  11. Signor Alberto Oddo io non so chi tu sia né se tu sia un super fotografo da esportazione, ma quello che si crede Dio mi sa che sei proprio tu. Le mie parole Vangelo??Io non sono qua per dare soluzioni all’umanità,non sono nessuno per farlo!Ma se un aspetto della società mi fa schifo io lo dico, a mo’ di satira ma lo dico.
    Stiamo rasentando il ridicolo. E’ SOLO SATIRA PORCA MISERIA!CI VUOLE LA LAUREA PER CAPIRLO?O TI FACCIO UN DISEGNINO?…O UNA FOTO?
    Il giorno in cui vedrò una tua mostra la MOMA o una tua foto premiata e/o pubblicata su giornali importanti allora mi fustigherò per aver osato criticare la superbia dei tipi come te.

  12. Non so chi sia Alberto Oddo (ho 4 amici in comune su facebook), né Giorgio Chiarello (ho 7 amici in comune! Tra l’altro di persone che apparentemente non hanno niente a che fare l’una con l’atra), però mi sembra che l’abbiate presa un po’ troppo sul personale. Trovo che il post di Valentina sia stato divertente, di satira, a denuncia del fatto che il decrescente prezzo del costo di una digitale, il costo nullo per la cattura (non essendovi rullino) porti ad improvvisarci un po’ tutti “artisti fotografi”, atteggiantoci (chi più chi meno) a grandi fotografi. Ciò che ha descritto tra l’altro mi tocca da vicino, perchè (facendo un po’ di autocritica) forse anche io mi atteggio :D

  13. Dopo aver accuratamente guardato le foto su flickr dei commentatori senza umorismo, ho ben capito il perché della loro reazione infantile e inappropriata dato il contesto satirico in cui è inserito il mio post. Fiorellini e tramonti e silouette al tramonto. Scriverò magari qualcosa su di voi mettendo come titolo “La National Geographic me fa na pippa” :D
    Scherzi a parte, simili reazioni sono esagerate e prive di fondamento. Il SIGNOR ODDO dovrebbe imparare a capire quello che legge prima di sputare sentenze.
    Detto ciò, chiudiamo la finestra Oddo & co., che lascerò cuocere nel loro brodo.

    Al signor Ciro vorrei dire invece che io scrivo quello che mi pare. Non sono una biografa e non parlerò di Robert Capa. Ma continuerò a sputtanare il marcio della società in cui vivo perché,visti i commenti, la gente di cui parlo esiste veramente.
    Che tristezza.
    Non mi stupirei se foste accaniti sostenitori del Premier Nano.

    Non leggete le cose che non vi piacciono,invece di dire a me cosa devo o non devo scrivere. DOG BLESS YOU!
    PACE

  14. Noooooo non chiudiamola qui, i flame sono la cosa più bella di internet. Specie quando non c’era una vera identità, ognuno sfogava le proprie frustrazioni e la propria aggressività con la tastiera e ci sfogava alla grande (certa gente però se ne faceva veramente una malattia e si esauriva realmente per ciò che gli diceva uno sconosciuto…) se fossi stato uno psicoanalista avrei usato i forum per pescare clienti.

    Valentina ha un modo cinico e caricaturale di fare ironia e se dobbiamo usare le parole più giuste dobbiamo dire che lei fa sarcasmo. Io che sono altrettanto cinico mi diverto anche quando scrive cose che non mi piacciono.

    Io non credo di avere alcuna vena artistica e nemmeno pratica-poietica. Non mi sento né uno scrittore né un filosofo ma mi piace comunicare e scatenare dialettiche con chi la pensa diversamente da me o ne sa più di me per aprire i miei orizzonti ma non ho mai mandato un articolo ad una rivista vera perché credo che il valore che può avere ciò che scrivo non i distingue per originalità o profondità da ciò che potrebbe scrivere qualcun altro, mentre è vero che oggi basta avere 500€ per spacciarsi per fotografi (scattare a cazzo mille foto per prenderne una buona è facile, scrivere mille frasi per prenderne una buona lo è un po’ meno). Un mio amico che lavora nel campo delle cerimonie religiose mi ha proposto di lavorare con lui a patto che mi comprassi l’attrezzatura. Avrei potuto farlo e guadagnerei molto di più di chi sa scattare meglio di me, solo perché avevo l’aggancio giusto.

    Uno che ha passione e si ritiene bravo nel suo lavoro si arrabbierebbe insieme a Valentina, magari dicendo come Nicola che il tono forse è un po’ troppo acido, e inviterebbe a valutare i propri lavori e ad accoglierne le critiche.
    Il valore quando c’è salta subito all’occhio e chi non si distingue (per consolare la cara Vale) si estingue, quindi diamo tempo al tempo…

  15. Tanto per concludere decentemente:

    una persona ha scritto qualcosa di discutibile, non di offensivo.
    Altre persone hanno commentato, una in particolare ha acceso il dibattito, non offensivo, anzi costruttivo.

    Non capisco e infatti non concordo sul bisogno di usare certi toni. A me dispiace per Valentina, per Manu, ma qui PUBBLICHIAMO prendendoci la responsabilità di dire ciò che pensiamo, usando la libertà d’espressione sia individualmente, sia sotto la sigla Abattoir. Perciò inviterei in futuro ad essere più diplomatici con i lettori ed aperti alle critiche perché se scriviamo qui è sopratutto per aver un confronto.

    Abattoir è uno spazio aperto e condiviso ma non per forza condivisibile.
    Spero sia stato chiaro il mio pensiero.

  16. Valentina, hai pienamente ragione…il mondo è pieno di teste di cazzo che credono di essere fotografi…hanno ucciso la fotografia stessa e le altre arti…non tutti riescono a discernere qualità scarsa da qualità buona purtroppo e per questo lo scarsone potrebbe venire qui a parlare di qualità…un fotografo vero non può che essere d’accordo con ciò che hai scritto. Quindi miei cari pseudofotografi e pseudo quell’altro…siete davvero tanti…siete la MAGGIORANZA. Non vi basta questo, volete pure tappare la bocca a chi dissente…e noi rispondiamo dicendo…SUCA. Potete anche ucciderci…no continueremo a pensare che siete SCARSI…e voi avrete PERSO. Se siete bravi ditelo alla REALTA’…che io guardo la realtà solo e unicamente. Dei vostri capricic non mi frega un cazzo. Siete scarsi punto, lo dico e lo ripeto e dovete smetterla di usare internet e la tecnologia dato che non la sapete usare. E se non la so usare io…figuratevi voi che siete certamente meno di me che sono NORMALE…io normale…voi schifo…quindi io migliore di voi nella mia normalità. Una posa di competenza e il darsi le arie sono tipiche degli PSEUDO…mentre un vero artista sta normale rilassato e umile e SA che esiste una massa di mediocri scarsi…se non pensate che ci sia una massa di mediocri scarsi come inquadrato nell’articolo…SIETE MEDIOCRI SCARSI.

    Continuerò a sputare in faccia agli pseudofotografi per tutti i secoli dei secoli…

  17. Poco da aggiungere, solo 2 cose che sento l’urgenza personale di dire:

    1) In un certo senso sono contenta di questa nostra prima “flame” perché è anche questo che cercavamo: dibattiti accesi, confronti, critiche anche, spunti costruttivi.
    Al di là dell’uso del maiuscolo nei commenti e di un tono suo personale che può piacere o meno, a me piace come scrive Valentina; è chiaro che spesso è cinica, è chiaro che fa satira sarcastica, che accentua i toni, che fa sorridere e piangere insieme, che a volte ci tocca o stocca un po’ tutti, ma non per colpire e affondare; e anche se lei lo volesse, non è Dio: l’elaborazione del tutto poi sta a noi.
    Ecco perché non comprendo il motivo per cui Alberto si sia così tanto sentito punto sul vivo.
    Ecco perché non condivido le sue tante affermazioni tendenziose verso l’etica di Abattoir, che di certo non è perfetto, ma non ha la velleità di esserlo, di prendere soldi per esistere, di esibirsi, di esporsi in mostre e su vernissages e soprattutto, di compiacere chicchessia; Abattoir è un bacino di idee, a volte tra loro anche discordanti, e va bene così. Ognuno si esprime a proprio modo e ci mette la faccia, la SUA faccia, come Valentina, e anche come te, che ti sei sentito di rispondere, di fare nomi e cognomi, e – proprio come lei – di lanciare invettive, accuse, giudizi …e per fortuna anche qualcosa di costruttivo (seppur ben poco, a mio avviso, rispetto al un bacino di critiche intrise di razionalità nervosa rivolte a una persona qualunque che ha scritto su un sito qualunque la sua qualunque opinione).
    In ogni caso.
    Nessuna parola che passa da qui per noi (per ME) sarà mai tempo perso, anzi: ogni cosa che Alberto e chiunque scrive qui, ci sprona a riflettere, a parlare, a confrontarci.
    Spero che mai e poi mai però sia tempo perso per i lettori come lui commentarci; che chi lo fa, lo faccia mettendo in moto idee, processi di maturazione delle idee e – perché no – a volte magari di crescita.
    [Lo stesso dicasi per noi “scrittori” del macello, ma questo, spero, lo abbiamo chiaro, e se è il caso ce lo rinfreschiamo anche a vicenda al momento giusto, come potete vedere.]

    2) Vedo gente saccente e infelice, spesso. E mi rendo sempre più conto che trattare umilmente come un hobby qualcosa che ci appassiona tantissimo ma in cui non possiamo eccellere (per qualsiasi motivo) è un atto di accettazione, e di felicità anche. Io, almeno, ho imparato questo.

  18. Io chiedo scusa per non essere stata per niente pacata e diplomatica come forse avrei dovuto essere dato che non è un mio blog personale, però di fronte ad attacchi esagerati fatti solo perché non si è compreso quello che ho scritto hanno iniziato a volteggiarmi le scatole.
    Ho già ricevuto minacce(anche pesanti) dai torrettesi quando anni fa nel mio blog attaccavo la mafia locale, quindi non mi spaventano certo per quattro commentucci al vetriolo.
    Volontariamente, io semino vento e dunque raccolgo tempesta.

  19. “Poi per le ragazze, atteggiarsi a fotografe, con tanto di abbigliamento tipo(piercing in un punto x del viso, kefiah o pashmina, pettinatura alla moda con frangetta cortissima e occhio a polpo), è un ottimo metodo per sentirsi fighe.”
    Però alcune sono belle……………. :( ………….. le ragazze intendo……….. meglio delle loro fottttttttttttto

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