I Cani e l’hipsteria

Ma che cos’è? Una base elettronica porta a grande velocità al mio orecchio un mondo che conosco perfettamente, si insinua tra i suoni veloci, la staticità della velleità. Bello.

La voce di questo ragazzo dai vestiti cool e con capelli cool, parla di polaroid, aspiranti dj, radical chic, di velleità che aiutano a scopare, dei critici musicali, nichilisti e nerd con finti occhiali e anoressiche alla moda, dei gruppi Hipster, Hard core e dei Cani stessi. Ma è critica o consapevolezza da maschera nuda? Osservazione attenta di un gioco sociale, ma del quale non poter far a meno? I Cani ci stanno dentro.

Voce su suoni elettronici che parlano di malinconie in perfetta sintonia con il colore dei leggins, delle ansie legate ai post su facebook su Daniel Johnston e di amori che nascono su basi di estetismo a righe, canottiere a righe, magliette a righe, dentro cui stare bene.

Ma com’è questo mondo che viene descritto tra pub e fotografie? È triste, modaiolo, affascinante o, forse, è solo uguale a tutti gli altri in cui gente senza ciuffo ma con i rasta, o la cresta si riconosce se stesso nel modo di fare degli altri, nei vestiti di chi si ha intorno, nel modo di parlare e di salutarsi, insomma una cricca come tante altre, e quindi cosa hanno di così strano questi hipster, perché creano tanto sconcerto, sdegno, antipatia, forse anche fascino?

I Cani, o l’unico membro di questo gruppo, si mette tra i velleitari, si veste da hipster, ha il ciuffo e l’abbigliamento giusto, però ne mostra la fragilità e la convenzione, come a farci i conti con onestà con la propria omologazione, non è facile, ma riesce a guardarsi intorno facendo la conta dei difetti, degli aspetti più convenzionali, degli atteggiamenti, delle frasi a vuoto e delle tristezze di questa gente intorno a lui. In canottiera a righe, collane con ciondoli marinari, fumando una sigaretta di tabacco, guardarsi alla specchio, magari piacersi anche, riconoscersi velleitari e non mentirsi.

Eccoli i Cani, lo sentite già questo ragazzo di venticinque anni cantare oltre la solita solfa da criticone facile, raccontare, avvertire e sentire un mondo cool, in modo decisamente cool, senza fermarsi all’avvertimento dell’omologato.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.