“Stare in pace”: storia di Andre e di un padre coraggioso

Andre ama schiacciare la pancia alle persone. Quando suo padre un giorno gli ha chiesto il perchè, lui ha risposto: “io sento persone”. Andre è bello, ha lunghi capelli ricci e scuri, occhi grandi e penetranti e un sorriso disarmante. Andre è autistico dall’età di tre anni. 

Per Andre tutto è bello. Così, quando un giorno suo padre gli ha chiesto di fare un viaggio in America, la sua risposta è stata: “America, bella”.
Andre è così, ti lancia sorrisi, ti abbraccia, ti schiaccia la pancia, prova ad entrare dentro le cose, le persone, vuole sentirle e  farsi sentire, ma non può, il suo è un mondo fatto di pensieri inespressi.

“Vedo le parole ma non riesco a dirle” , questo ha scritto una volta Andrea davanti lo schermo del computer, unico suo strumento di comunicazione. Mano sul cuore e dita sulla tastiera.
L’autismo è come un tappo che ti impedisce di esprimerti, ti lascia dentro le parole e le lascia a marcire.
Eppure, i genitori di Andrea non si sono arresi di fronte a una sentenza di condanna, hanno lottato duramente, si sono rifiutati di vedere il proprio figlio come uno dei tanti ragazzi autistici che mettono apposto gli stecchini.

Per questa ragione, Franco Antonello, il coraggioso papà di Andrea, ha deciso di partire all’avventura, con un bagaglio scarno e un Harley Davinson che li attendeva a Miami, un lungo viaggio che dalla Florida li ha portati fino in Brasile, passando per la California, Panama e Guatemala. Il racconto di questo viaggio è stato affidato alla sapiente penna di Fulvio Ervas che ne ha fatto un libro bellissimo, toccante, emozionante, dalla prima all’ultima pagina: “Se ti abbraccio non avere paura”.  Questa era la frase che i genitori di Andrea avevano fatto stampare su delle t-shirt, per arginare il disagio di quelli che venivano abbracciati all’improvviso da un ragazzone di un metro e ottanta. Non abbiate paura se vi tocco la pancia, è il mio modo di sentirvi. Questo è il messaggio lanciato da Andrea.
Il libro si snoda fra avventure grandiose e personaggi straordinari, quasi si stenta a credere che possano esistere davvero. Ma è soprattutto l’amore a venire fuori prepotente, come una sorgente d’acqua. L’amore di un padre verso un figlio “imperfetto”, l’amore di Andre per la vita, il coraggio di non accettare che il proprio figlio conduca l’intera esistenza fra quattro tristi muri, protetto da riti consueti e da situazioni prevedibili, Franco ha voluto, invece, sconvolgere la sua vita, dargli l’occasione di vivere un’avventura fantastica e indimenticabile, e darsi l’occasione, come genitore, di penetrare un centimetro più in là in quell’immenso e meraviglioso mondo che è Andrea e inaspettatamente è stato Andrea a insegnarli ad abbandonarsi alla vita. “Stare in pace” è l’augurio di Andrea, il suo modo di esprimere la gioia o di chiedere perdono per qualche marachella. “Stare in pace”.

5 thoughts on ““Stare in pace”: storia di Andre e di un padre coraggioso

  1. *__* si può solo imaprare da Andrea!il mondo infondo non è un così brutto posto dove vivere…. =)
    ps ed anche se prutroppo non amo leggere la voglia di leggere il libro c’è ed anche parecchia!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.