Dichiarazioni fallaci

di Giulio Macaluso

La celebre fotografia scattata al papa in visita al capo del regime cileno PinochetMentre negli USA il capo dei vescovi benediceva i delegati repubblicani alla convention, in Italia Monti si recava per l’ennesima volta (in questo caso privatamente) dal papa, con una frequenza che i migliori democristiani non osavano pensare. In queste circostanze mi è tornata alla mente la sequela di dichiarazioni dei tanti porporati riassumibili in un sintetico “la Chiesa non fa politica”.

Come sia stato e sia possibile sostenere tale posizione in virtù dei trascorsi della Chiesa e dei fatti sopracitati è un mistero.
Un mistero della fede, per restare in tema.
O forse un mistero buffo, perché la risposta è più evidente di quel che potrebbe sembrare.

Ecco degli esempi pratici attraverso cui formulerò una risposta.

Negli anni ’70/’80, la Chiesa ha dialogato con i regimi militari in Centro e Sud America, in alcuni casi appoggiandoli apertamente. Ricordiamo, tra gli altri, la dittatura in Argentina, dove negli anni ’70 prima la coppia Perón e poi una serie di generali meno noti praticò la sistematica rimozione degli avversari attraverso la loro sparizione (i famosi desaparecidos).
Ebbene, da testimonianze relativamente recenti, come se non bastasse già l’ignavia evidente (che, per inciso, tradizionalmente è un peccato stigmatizzato, tant’è che Dante inserì la categoria nell’Antinferno, indegni di entrare perfino nel posto peggiore!), alla Chiesa è stata contestata la segreta ma attiva connivenza con i metodi del regime.

Un libro inchiesta in particolare, di qualche anno fa, “El silencio” di Horacio Verbitsky, con un titolo dalla doppia valenza, racconta come la Chiesa abbia prestato alla dittatura un’isola, “El silencio” appunto, in cui perpetuare torture e altre violazioni. Secondo l’autore è oggi difficile perfino stabilire chi fosse al servizio di chi nella sporca unione regime-Chiesa.

E cosa dire del Cile? Per 15 anni Pinochet ha represso ogni forma di democrazia e sviluppo.
Eppure la Chiesa non ha mai protestato, anzi si è mantenuta prudentemente favorevole. Nel 1987 è arrivato finanche il papa. Prima si è confrontato con un dittatore sanguinario, legittimandolo, e poi si è messo in bella posa per le foto da orgoglio.
Su cosa si basò il giorno dopo il predicozzo della messa?
Divorzio, sesso, buona condotta.
Il solito disco incantato.

“Stato e Chiesa cattolica sono ciascuno, nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. Indipendenti anche dal punto di vista economico, si sottintende.

Questo si affermava nei Patti Lateranensi.

Nella realtà dei fatti questa affermazione è stata disattesa milioni di volte sempre da un unico soggetto: la Chiesa.

Difatti, sin dal ’29 è stata sovvenzionata (con soldi pubblici) ed esentata (da molte tasse) con le leggine ad hoc e i silenzi assensi di uno Stato letteralmente inginocchiato. Ricordiamo le esenzioni IRES, ICI, IRAP, il sovvenzionamento tramite l’8×1000 di circa un miliardo di euro annui, il pagamento degli stipendi dei docenti di Religione, il finanziamento costante degli istituti religiosi pubblici e non, il finanziamento per le scuole private, dal 2000 equiparate a quelle statali, verso le quali si sono spostati i fondi per l’istruzione (che però al contrario delle scuole pubbliche, sono a pagamento e salatissime per giunta), il finanziamento per la costruzione e la ristrutturazione di edifici religiosi, e chissà quanto altro nel fiume di denaro che dallo Stato arriva in Vaticano e che ogni tanto straripa malamente (vedi vicende IOR).

A questo si è giunti attraverso un’azione di moral suasion sulla politica (ingerenza vera e propria negli atti di uno stato sovrano), che da un lato ha portato ai risultati prima elencati, dall’altro ha permesso all’Italia di mantenersi ampiamente indietro sul tema dei diritti umani, senza  tralasciare la predica costante su valori e concetti che la Chiesa o non conosce o sui quali non ha mai dato buoni esempi (che è peggio, dato che entriamo nel campo del bigottismo). Da un lato si fanno acrobazie per avere vantaggi, dall’altro si predica bene.

A questo proposito suggerisco un ottimo libro realizzato da Corrado Augias intitolato “Inchiesta sul Cristianesimo – Come si costruisce una religione” che ha forse solo scostato il velo di autoreferenzialità del Vaticano, permettendo però di capire che il passato dell’istituzione religiosa non fosse propriamente all’altezza del compito “che Dio le aveva affidato”. Difatti, se si volesse identificare un precursore della politica dei giorni nostri, sempiterna e inamovibile nonostante tutto lo squallore, il clero romano sarebbe tra i candidati.

Facendo un parallelo, infine, in entrambe le situazioni (governi instabili e inclini ai sovvertimenti militari in Sud America e governo italiano privo di grandi personalità laiche) la Chiesa si è relazionata con il Potere (buono o cattivo che fosse) come meglio ha potuto e dovuto al fine di giovarne in prima persona, con buona pace dei popoli interessati sottoposti alle sbandate dei regimi. Quando non si è schierata a favore, si è celata dietro il “silenzio assenso”. Perché?

Un motivo c’è. E per capirlo bisogna uscire dal mondo incantato che ci propina l’Informazione (pilotata dal Vaticano).

Il pontefice da sempre è un capo di Stato prima che un pastore di anime. Dal momento in cui si è arrogato anche un potere temporale, unitamente al potere spirituale, ha sempre esercitato il primo per diffondere il secondo e viceversa, a seconda degli ostacoli frapposti, utilizzando tutti i mezzi a disposizione: dal tradimento all’inganno, dalla violenza alla falsità.

Come in tutte le monarchie di questo mondo, non sono mancate le bassezze al fine di perpetuare il trono e arricchire il regno (non i regnati).

Questo non vuol dire che tuttala Chiesa sia terribile. E neanche che i cattolici in quanto tali siano responsabili di qualcosa. Criticare e avversare il clero equivale a criticare e avversare un governo, non i governati.

Come tutte le organizzazioni umane, la Chiesa ha pregi e difetti. Ma c’è un difetto che la distingue dalle altre istituzioni: l’abuso incessante e spregiudicato della clava spirituale.

Questa è la più controversa e triste realtà della Chiesa: da sempre ciò che non ha potuto ottenere per vie materiali, lo ha ottenuto per circuizione spirituale. È una arma terribile che ha permesso l’utilizzo di tanti “soldati della fede” e ha dato grandi risultati.

Ritornando quindi al quesito iniziale (come sia possibile sostenere che “la Chiesa non fa politica”), la risposta è presto detta: si tratta di un bluff, di un falso storico, di una menzogna che ha dell’inverosimile. Purtroppo, quei pochi che riconoscono il fatto si ritrovano nell’impossibilità di controvertire pubblicamente tale affermazione.

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