Tutta colpa della maestra

maestraDopo la proficua performance sul palco di “Una Marina di libri” abbiamo avuto modo di scambiare opinioni e idee con diverse persone, sempre coerenti col nostro obiettivo no profit di ampliare la rete di contatti palermitani e non, per portare avanti progetti sempre nuovi, originali e socialmente utili. Ogni volta siamo sempre più convinti che Palermo non sia una città frivola, ma un coacervo di realtà numerosissime, alcune persino irraggiungibili, che con il loro piccolo e grande contributo rendono la città culturalmente aperta e socialmente impegnata, oltre che accattivante.

Con i ragazzi di Tutta Colpa Della Maestra è nata così una collaborazione, proprio parlando di quello che in genere facciamo, leggiamo e scriviamo. Trovando delle felici somiglianze tra i nostri  e i loro personali intenti, abbiamo pensato di ospitarci a vicenda nei rispettivi blog (le prime ospitate qui e qui).

Ed ora, la parola a Giorgio D’Amato e Gianluca Meis!

Dei danni inferti dalle maestre alla creatività letteraria ne sono evidenza tutti quelli che, posti davanti ad un foglio bianco, dicono che non hanno fantasia, che mancano di idee, che non sono capaci.
Il blog nasce da questa idea: tutto può essere Tema e quindi Svolgimento.
E allora va bene la riscrittura di trame di romanzi o di telenovelas, di personaggi letterari o dei cartoons o cinematografici.
Ma anche elaborazioni di comportamenti comuni, di episodi vissuti, di notazioni più o meno folcloristiche.
Può succedere che si invadano temi legati al sociale oppure no, che si faccia denuncia oppure solo intrattenimento, l’idea strisciante è che il significante abbia la meglio sul significato. Strisciante poi mica tanto, specie quando si riesce a far nascere una discussione su temi anche forti come già successo, sia attraverso i commenti che dei temi nati come risposta alla provocazione di altri, agli stimoli e alle sollecitazioni. La scrittura, nei tempi e nei modi da noi proposti, si apre dunque al confronto, alla reciproca crescita, alla possibilità attraverso i tempi più dilatati di un blog (rispetto a quelli forse più di moda di facebook e di twitter) di sviluppare argomentazioni “pensate” e più ricche nella loro esposizione.
Tutta colpa della Maestra è anche un modo di tenere insieme persone di varia provenienza geografica, ognuna col proprio bagaglio culturale, offerto così al confronto. Vuol dire anche reading, partecipazione a festival ed eventi culturali. Vuol dire forse soprattutto, ritrovarsi nel comune amore per la scrittura e la lettura, convinti che le idee si diffondano meglio se raccontano anche una storia.

One thought on “Tutta colpa della maestra

  1. Un ricordo, insieme a un ri-benvenuti:
    alle elementari, classico tema “cosa vuoi fare da grande”. Il nulla, e piansi, molto. Mi sentivo vuota, e me ne vergognavo. Se ci penso posso sentire ancora la vergogna.
    E’ un paradosso poi averlo scoperto senza aver mai cambiato idea. E oggi scrivere come “salvezza”.
    Sono contenta di vedere che siamo in parecchi oggi a pensarla così (:

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