Storytelling – L’eletto

di Vito Catania

Quella sera riuscì a resistere all’insistenza di alcuni suoi amici che lo volevano al bar davanti al solito bicchierino di grappa. Non ne aveva voglia, e decise così di trascorrere la serata sotto le coperte, davanti alla TV. Il vento fuori spifferava gelide maldicenze ma dinanzi ad un orecchio pigro come il suo, quella sera, qualsiasi cattiveria meteorologica avrebbe assunto le dimensioni di un insignificante moscerino.
Si addormentò, cullato dolcemente dal riverbero silenzioso dello schermo.
Nel pieno della fase REM gli apparve improvvisamente una figura indistinta ed evanescente con una voce metallica dal limpido accento toscano.
«Alfredo, Alfredooo!» sussurrava la voce.
«Chi sei?».
«Non ha importanza! Sono venuto da te per avvisarti di un tesoro nascosto all’interno di una grotta, appena fuori città. Dirigiti lì domani notte, e troverai qualcosa che cambierà di certo la tua vita. Ho a cuore il tuo futuro caro Alfredo e ti ho scelto per questo, sappilo!». E scomparve velocemente.
La mattina Alfredo si svegliò un po’ frastornato ma ricordava chiaramente il contenuto di quel breve colloquio notturno; così, la notte successiva, si diresse verso quella grotta armato di torcia e di tanto coraggio.
La trovò subito, come se fosse guidato da una mano amica che rendeva sicuro ogni suo passo nella folta vegetazione. Entrò, e con molta prudenza percorse lo stretto cunicolo; i suoi passi risuonavano nel silenzio intorno, e di tanto in tanto uno svolazzìo improvviso gli faceva ingoiare il cuore. Passo dopo passo giunse all’interno in un’ampia camera rocciosa; al centro, dinanzi a sé, un antico baule impolverato. Lo aprì delicatamente trovando al suo interno un vecchio salvadanaio a forma di porcellino.
«Ma che scherzo è questo!».
Agitò il porcellino per constatarne il contenuto; effettivamente qualcosa dentro sembrava esserci! Pensò subito ai soldi… tanti soldi! O forse si trattava di un assegno milionario, o di numeri vincenti alla prossima estrazione del SuperEnalotto! O magari… perché no… di un semplice indizio che lo avrebbe condotto finalmente al vero tesoro.
Non perse altro tempo, raccolse una grossa pietra e con un colpo deciso ruppe il porcellino. Al suo interno, come una perla che sboccia da una conchiglia, apparve una scheda elettorale. La sua.
Si svegliò di soprassalto in un bagno di sudore cacciando un grido disperato. Alla TV il suo angelo custode toscano declamava con forza «Italiani… lavoro… legge elettorale… porcellum incostituz…».
Spense la TV.

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