#sci-fi – La favola sci-fi del Mostro dei biscotti

C’era una volta Pasquale, un bambino normale normale che viveva in una casa normale normale, con una famiglia normale normale. A Pasquale piaceva leggere i fumetti la sera sotto le coperte e mangiare tanti biscotti di nascosto. «Non mangiare i biscotti nel letto!» gli diceva la mamma «altrimenti viene il mostro dei biscotti e mangia te!». Ma Pasquale non l’ascoltava perché era goloso e poi, in fondo, non aveva paura del mostro dei biscotti perché, diciamocela tutta, il mostro dei biscotti non esiste, vero? Un giorno una vecchia zia gli portò da un viaggio una grossa scatola rotonda piena di biscotti, di quelle che le nonne usano per conservare i merletti e i bottoni. Pasquale non vedeva l’ora di andare a letto per poter finalmente leggere le avventure dei suoi supereroi preferiti e mangiare i biscotti della zia. Quella sera messosi il pigiamino blu, il suo preferito, si infilò sotto le coperte, accese la sua torcia e aprì la scatola. I biscotti, al cioccolato, con la glassa, con i zuccherini colorati, erano avvolti ognuno in una carta velata dal colore dorato. Ogni volta che Pasquale mangiava un biscotto, lo scartava e buttava la carta sotto al letto. Passavano i minuti e Pasquale mangiava biscotti. E mangiava e mangiava. E mangiava e leggeva. Fino a quando poi, preso dal senso di colpa, decise di fermarsi per ripulire tutte le cartacce gettate a terra (più che altro per nascondere le prove alla mamma). Guardando sotto al letto, però, si accorse che non c’era più nemmeno una velina! Dov’erano finite le carte dei biscotti? Disperato cominciò a cercare per tutta la stanza, pensando che il vento che entrava dalla finestra le avesse spazzate e sparse per terra: niente. «Che cosa strana», pensò Pasquale. Quando stava per rimettersi sotto le coperte udì come un frusciare ai piedi del letto. Era proprio il rumore di un biscotto che viene scartato! Pasquale, da bambino coraggioso, si avvicinò piano piano e lo vide! Vide il mostro dei biscotti, o almeno quello che credeva fosse il famoso Mostro: una creatura azzurra e pelosa, con gli occhi dorati e le lentiggini marrone scuro come scaglie di cioccolato. «Tu sei il mostro dei biscotti!» gli disse. La creatura si spaventò e cercò di nascondersi, ma ormai era troppo tardi! Era stata scoperta! Doveva mettere in atto il suo piano geniale: spaventare il bambino e farlo piangere, così tra la confusione avrebbe rubato i biscotti e sarebbe scappato. Ma un momento! Il mostro dei biscotti non ruba i bambini, ma i biscotti? Che stranezza è questa?! Pasquale, dal canto suo, era sempre più intenzionato a venire a capo di questa faccenda «Parla! Hai rubato tu le veline dei miei biscotti? E adesso stai rubando i miei biscotti! Confessa!». A questo punto al mostro dei biscotti non rimase che arrendersi e svelare la verità. «Io non sono il mostro dei biscotti», disse, «voi umani mi chiamate così perché ci avete a volte visto in posti dove sono presenti i biscotti». Cominciò a raccontare la creatura. «E allora chi sei?» chiese Pasquale. «Sono una creatura che è venuta da molto molto lontano, da un pianeta volante che puoi vedere appena se metti la testolina fuori da questa finestra. Il mio pianeta un tempo era grande e bellissimo, fatto interamente di ciò che voi terrestri chiamate biscotto! Ci abitavamo in molti ed eravamo felici e contenti. Un giorno, ahimè, Granella – questo era il nome del pianeta – volò fino ad entrare in collisione con la vostra galassia, la via Lattea, e per noi fu la fine! Il nostro pianeta cominciò a sgretolarsi e a perdere parti. Dovevamo fare qualcosa! Ci accorgemmo allora che su un pianeta verde e azzurro, il pianeta Terra, esistevano dei frammenti che erano uguali all’essenza di Granella, ciò che voi chiamate “briciole”. Un bel giorno, quindi, partì una spedizione di volontari che si trasferì sulla Terra intenzionati a raccogliere le briciole per riportarle su Granella al fine di ricostruirlo forte e croccante come prima e potercene andare da questa galassia! Ci siamo nascosti sulla terra in prossimità dei luoghi dove i bambini mangiano biscotti. Un mio fratello viveva dietro ad un divano e un mio cugino aveva fatto la sua tana sotto ad un tavolo». Pasquale era incredulo: «e allora la storia del mostro dei biscotti che mangia i bambini che mangiano biscotti di nascosto?», chiese alla creatura. «Quella è solo una favola che vi raccontano per non farvi mangiare biscotti. Una menzogna messa in circolazione da una creatura aliena costretta da secoli a raccogliere i denti dei bambini sotto i cuscini e lasciar loro monete». «Ma chi, la fatina dei dentini?». «Proprio lei, brutta creatura che ci vuol mettere i bastoni tra le ruote! Il governatore del suo pianeta – Colgate – l’ha bandita con la condizione che potrà tornare sul pianeta soltanto quando finirà di raccogliere i denti di tutti i bambini. Per questo non vuole che mangiate biscotti, per evitarvi le carie!». Pasquale era veramente allibito, non riusciva a credere a quella storia assurda «quindi stai rubando le mie briciole per poter tornare a casa?» «Non è così semplice, la leggenda del mostro dei biscotti ci ha messo alle strette, e non è facile raccogliere briciole a sufficienza. Inoltre, sono rimasto solo io e le briciole sono sempre meno… ecco perché mi apposto sotto al tuo letto: perché so che sei un assiduo divoratore di biscotti», disse il mostro con voce colpevole. «Quante te ne servono ancora?» chiese Pasquale. «Vediamo…ogni briciola forma un pezzetto di crosta di Granella, stando ai miei calcoli sarei dovuto rimanere altri tre anni sotto al tuo letto così avrei potuto raggiungere i miei fratelli riportando Granella alla vecchia e gloriosa friabilità. Però per farlo non avrei dovuto esser scoperto». La creatura si intristì. Pasquale mosso da compassione, prese l’intera scatola di biscotti della zia, rovesciò il contenuto a terra e cominciò a calpestare i biscotti per ridurli in briciole. «Ecco, io ti regalo le briciole necessarie per ricostruire il tuo pianeta e per poter tornare a casa. Ti prometto, inoltre, che continuerò per sempre a mangiare biscotti, così se dovesse esserti necessario, saprai dove venire a fare scorta di briciole!». Così Pasquale e il mostro dei biscotti, che altri non era che un alieno del pianeta Granella, si salutarono con questo patto scaturito dal buon cuore di Pasquale. Per fortuna gli alieni di Granella non ebbero mai più bisogno di briciole di rinforzo per il loro pianeta, comunque sia Pasquale continuò ad onorare la promessa e visse per sempre felice e contento, grasso e coi denti marci.

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