Immagina il mare – storie di Ong tra il fango

Un mare. Quando penso al mare penso alla sabbia dorata di San Vito, alle alghe di Porta Ossuna, alle Mura di Tramontana, ad una torre isolata sulla punta del golfo, Ligny. Penso al Mediterraneo, al mare nostrum, alla risacca infida delle onde, alle scogliere incontaminate di Cala Rossa a Favignana e alla Cala di Palermo, con le sue barchette bianche.
Immaginate un mare, il vostro mare. E poi immaginate lo stesso mare ma di fango. Un mare grande ed importante come il Mediterraneo, però di fango. Quel mare di fango buttato addosso alle Ong. Le Organizzazioni che navigano per mare, che salvano vite in mare, vite tra il fango.

Circa un anno fa è stato ipotizzato il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico di persone facenti parte di alcune Ong. E ciò accadde proprio a Trapani, in quel mare a me tanto familiare. Il reato di favoreggiamento all’immigrazione colpisce chiunque aiuti dei cittadini stranieri a entrare nel paese in maniera irregolare, anche a scopi umanitari e senza lucro. Scandalo! Una manna dal cielo per il populismo di certe correnti politiche.
Mi stupisco. La Sicilia, da sempre terra di conquiste, di passaggio di popoli, di mescolanze, di tolleranze…Ho sentito dire che “i pesci dello stretto mangiano bene ultimamente” e rabbrividisco.

A distanza di un anno è stato tutto smentito. Stanno dissequestrando le navi sequestrate dalle procure di Catania, Ragusa, Trapani… Tutto smentito, ma comunque la macchia resta.
La Iuventa, ve la ricordate? O la OpenArms. Certo che vi ricordate, a causa di tutto il polverone mediatico che ci fu, di quelle notizie shock entrate nelle nostre vite nonostante fosse agosto e fossimo tutti in costume, infradito e mojito sulla spiaggia. Quella stessa spiaggia in cui i pesci mangiano bene.

Polverone mediatico ovviamente più blando riguardo la notizia del dissequestro, per questo i residui di fango restano. Le macchie di fango in genere vanno via con l’acqua, del resto il fango non è altro che la mescolanza di acqua e terra. Questo fango, però, non va via neanche con l’acqua salata del mare, del Mediterraneo, del mare nostrum, quel mare a noi tanto caro e familiare.

Immaginate un mare, il vostro mare. Immaginate lo stesso mare dalle acque cristalline, un mare grande ed importante come il Mediterraneo. Un mare pieno di vita. Di vite che aiutano altre vite. Vite di acqua limpida e trasparente. Questo il mare che voglio immaginare.

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