I libri di Chiara

“Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia”

(Luis Sepùlveda)

Le casse piene di libri se ne stavano immobili, l’una sull’altra, a due passi dall’uscio di casa. Nel silenzio della notte, potevo quasi avvertirne la trepidante attesa, l’ordinato fruscio in attesa di un cenno del padrone: perso tra scaffali e librerie, e libri di primo pelo, scelti personalmente secondo gusto e umore del momento.
I libri di Chiara invece, erano arrivati all’improvviso, in una calda giornata d’agosto, dopo un gelato ai sapori di Sicilia, caffè e panna.
Nessuno di loro comprese quel gesto che li aveva scaraventati in quella nuova casa, ma molto probabilmente era andata così: Chiara, aveva tenuto con sè i testi più intimi, quelli di cui non si sarebbe mai separata; quelli che gli ricordavano qualcosa o qualcuno; i testi che era riuscita a salvare dai numerosi traslochi, ed infine, i libri che non era riuscita a trovare su Ebook. Per gli altri, il viaggio all’interno delle cassette da frutta era pressoché questione di tempo. Non si trattava di libri brutti, nè di testi da cui avrebbe voluto separarsi: ne ricordava perfino tutte le storie, i momenti in cui li aveva scelti, comprati, sfogliati, o ricevuti in regalo. Tuttavia, la nuova abitazione non poteva più contenerli e bisognava lasciarli andare, trovare loro una nuova casa con annessa libreria.

Così, quando Chiara ha pensato a me, non me lo sono fatto ripetere due volte: li avrei accolti in casa mia  insieme ai ricordi di chi li aveva sfogliati, sottolineati, riposti con cura in base al colore o alla simpatia del momento. Presto o tardi, avrebbero preso posto nella mia libreria, ma sarebbero stati per sempre i libri di Chiara: ciò che lei era stata, tutto quello che insieme a loro era diventata.
Ne avrei sfogliato ogni pagina con curiosità, immaginato l’abbandono della mano sul comodino la sera dopo il lavoro al call center con la sovracoperta utilizzata come segnalibro; la rabbia da siciliana suscitata dalle inchieste sulla mafia, la droga, l’immigrazione; la spiaggia in cui, una storia di Wilbur Smith, era riuscita a tenerla incollata ore ed ore sotto l’ombrellone. I campi di grano di Ammaniti: gialli come i testi di Grisham; e poi Orwell, Baudelaire, Tolstoj, Pirandello, Camilleri: tutti affollati l’uno sugli altri, stretti stretti dentro due casse di frutta salvate dalla discarica di fiumi di agrumi, simili a lava, mandati al macero nelle discariche di Paternò per calmierare i prezzi: “una lava di arance, una colata di morte, come un lento pianto doloroso”, raccontati da un bellissimo libro fotografico di Ferdinando Scianna.

Tutto ciò, e molto altro ancora, adesso è mio.
Un tesoro ricevuto un “Natale d’Agosto”, e a cui sarò sempre legato, che ho sfogliato piano piano, copertina dopo copertina, in una notte d’estate seduto a terra, come un bambino, alla prese con un giocattolo nuovo.
Storie che mi arricchiranno, mi faranno ridere, piangere, riflettere, sognare:  pagine che portano con sè le vite di chi li ha scritti e di chi li ha tenuti per mano.

Quando verrai a trovarmi potrai rivederli… per le cucciolate possiamo sempre metterci d’accordo: tranquilla, la prima femmina è tua!
Grazie di cuore.

3 thoughts on “I libri di Chiara

  1. Sono dolcemente fiera di questo passaggio che ho letto e visto passo passo dallo storytelling più astratto a quello più reale che prende forma di narrazione… un percorso al contrario che avvicina a te, e devo dire che è molto bella questa vicinanza-tramite-scritti (: sarà anche che ho capito subito di cosa si parlava… e di chi! E ora sono curiosa sui libri :P

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